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Aprire Partita IVA per Grafici

Aggiornato il 23 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Aprire Partita IVA per Grafici

Per aprire la Partita IVA per grafici conviene impostare subito in modo coerente attività, codice ATECO, previdenza e regime fiscale. Correggere un inquadramento sbagliato dopo l’avvio è possibile, ma comporta lavoro e può incidere su contributi e adempimenti.

Prima di aprire la Partita IVA

Il lavoro grafico può confinare con sviluppo software, pubblicità, fotografia e illustrazione. Il codice deve descrivere il servizio che viene effettivamente fatturato in via prevalente.

Il percorso operativo consiste nel definire se il servizio principale è web design grafico, progettazione visiva, illustrazione o altra attività, aprire la Partita IVA e verificare la Gestione Separata quando applicabile.

Scegliere il codice ATECO

ATECO 2025 distingue 74.12.01 – Grafica di pagine web e 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e comunicazione visiva. La scelta dipende dal servizio prevalente.

Se l’attività comprende più servizi distinti, bisogna individuare quella prevalente e valutare eventuali codici secondari. La descrizione inserita in fase di apertura deve restare coerente con ciò che viene poi effettivamente fatturato.

Regime forfettario

Nel 2026 la soglia ordinaria di ricavi o compensi del regime forfettario è 85.000 euro. L’accesso richiede però anche il rispetto delle altre condizioni previste dalla legge e l’assenza delle cause di esclusione. Per questo il solo fatturato non basta a stabilire se il regime può essere applicato.

Nel tipico inquadramento fiscale considerato per questa attività il coefficiente di riferimento è 78% per la tipica attività professionale di design e grafica. Il coefficiente non coincide con una percentuale di tasse: serve a determinare il reddito forfettario su cui verranno poi calcolati contributi e imposta.

Previdenza

Il grafico freelance senza una Cassa professionale specifica deve normalmente verificare la Gestione Separata INPS; se l’attività è strutturata come impresa possono cambiare gli adempimenti.

Passaggi pratici

  • definire con precisione attività principale ed eventuali attività secondarie;
  • verificare requisiti professionali e amministrativi prima dell’avvio;
  • scegliere il codice ATECO 2025 coerente;
  • aprire la Partita IVA e completare gli eventuali adempimenti camerali o professionali;
  • attivare la corretta posizione previdenziale;
  • impostare fatturazione elettronica e conservazione dei documenti;
  • verificare i requisiti del regime forfettario prima di applicarlo.

Approfondimenti delle guide dedicate

Dopo l’apertura puoi proseguire con regime forfettario per grafici, aprire la Partita IVA per grafici, codice ATECO per grafici, calcolo tasse per grafici, commercialista per grafici.

In sintesi

Aprire la Partita IVA per grafici non significa compilare soltanto un modello fiscale. La qualità dell’inquadramento iniziale dipende dalla coerenza fra attività, ATECO, requisiti professionali e previdenza.

Cosa preparare prima dell’apertura

Prima di inviare la pratica di apertura conviene preparare una descrizione concreta dell’attività: cosa viene venduto, a chi, con quali modalità e quali saranno le principali fonti di ricavo. Questo passaggio evita di scegliere il codice ATECO partendo soltanto dal nome della professione e aiuta a individuare eventuali attività secondarie.

Va poi verificata la posizione previdenziale. L’apertura della Partita IVA e l’iscrizione previdenziale sono adempimenti collegati ma non coincidenti: a seconda dell’attività possono entrare in gioco una gestione INPS, una Cassa professionale o regole specifiche. Lo stesso controllo vale per eventuali iscrizioni ad Albi, Registro Imprese, SUAP, SCIA o altri requisiti professionali e amministrativi.

Dopo l’apertura della Partita IVA

Dopo l’attribuzione del numero di Partita IVA bisogna impostare correttamente fatturazione, conservazione dei documenti e calendario fiscale. Se si intende applicare il regime forfettario, i requisiti devono essere verificati prima di emettere le fatture secondo le relative regole. È inoltre utile predisporre fin dall’inizio un accantonamento periodico per imposte e contributi, così da non confondere il denaro incassato con il netto realmente disponibile.

Controlli fiscali prima dell’apertura nel 2026

Chi apre la Partita IVA e vuole applicare il forfettario deve verificare tutte le condizioni del regime, non soltanto il limite di 85.000 euro. Per il 2026 la soglia della causa ostativa relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente è 35.000 euro, salvo il caso previsto dalla legge in cui il rapporto sia cessato. L’aliquota del 5% per la nuova attività non è automatica: si applica per l’anno di avvio e i quattro successivi soltanto quando ricorrono tutte le condizioni del comma 65 della legge 190/2014.

La classificazione operativa è ATECO 2025. Per i coefficienti di redditività del forfettario, però, nel 2026 continua ad applicarsi l’Allegato 4 alla legge 190/2014 tramite il raccordo con il codice ATECO 2007 corrispondente, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti basati su ATECO 2025.

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