Con il contributo di oggi, ci rivolgiamo ai giovani lettori appassionati di grafica perché Internet offre grandi possibilità di lavorare in questo settore. Una delle professioni emergenti della web economy, è difatti rappresentata dal disegnatore grafico.
Si tratta di un lavoro moderno, innovativo, altamente creativo in grado di regalare bellissime soddisfazioni.
Se vuoi cominciare questa attività, hai bisogno di un buon commercialista disegnatore grafico, in grado di guidarti e ed assisterti durante lo svolgimento del tuo lavoro.
Vediamo insieme gli aspetti più importanti, come aprire una partita Iva, la scelta del codice Ateco corretto, la previdenza e le tasse da pagare.
Come prima cosa vediamo chi è il disegnatore e come è possibile avviare una attività di questo genere.
Chi è un disegnatore grafico
Anche se sembra scontato, vediamo quali sono i compiti principali di un disegnatore grafico.
I settori spaziano dalle agenzie pubblicitarie, alle riviste o giornali ad agenzie grafiche specializzate sia offline che sul Web.
Quando si tratta di progetti sul web il compito che il disegnatore grafico si trova ad affrontare è veramente importante.
In questi casi il suo lavoro sarà determinante perché il successo della pagina o del sito web sarà decretato anche dalla qualità del suo lavoro.
Commercialista disegnatore grafico
Il disegnatore grafico può essere svolto da chiunque, anche come semplice hobby.
Se invece l’attività non è più occasionale ma diventa abituale, allora è necessario aprire la partita Iva.
Per aprire la partita Iva, puoi usare il nostro servizio, contattaci se hai dubbi o desideri ulteriori informazioni.
Per procedere in autonomia, ti indichiamo come fare.
Compila ed inoltra il modello AA9-12 con una delle seguenti modalità:
- telematicamente, attraverso gli strumenti di un consulente fiscale come regimemini.com;
- cartacea, direttamente alla sede territoriale dell’Agenzia delle Entrate;
- tramite raccomandata A/R
All’interno del modello AA9-12, dovrai inserire in aggiunta ai dati personali, alcuni dati specifici come la scelta della sede della propria attività, il codice Ateco corretto ed il regime fiscale adottato.
Vediamo insieme i codici Ateco più adatti per questa attività.
74.10.21 – Attività di disegnatori grafici di pagine web;
74.10.29 – Altre attività di disegnatori grafici.
Il regime forfettario
Un buon commercialista disegnatore grafico, deve informarti che esiste la possibilità di adottare il regime forfettario per avviare l’attività e risparmiare sulle tasse.
Grazie al regime forfettario, un regime agevolato introdotto con la Legge n. 190/2014 questo è possibile.
Il limite dei ricavi / compensi, fissati dalla tabella ministeriale per questa attività sono stabiliti in 85.000 €.
Il coefficiente di redditività da applicare per il calcolo delle tasse è del 78 %.
L’imposta sostitutiva nel regime forfettario, è del 15% e si applica sul reddito imponibile, ma se hai i requisiti richiesti si riduce addirittura al 5%, per i primi cinque anni!
Vediamo come aderire al regime forfettario ed iniziare la nostra attività facendo finalmente il lavoro che ci piace!
Per aderire al regime forfettario è necessario rispettare dei requisiti ben precisi, il più importante è avere un limite di fatturato non superiore a 85.000 €.
Se i requisiti sono rispettati potrai accedere al regime forfettario e risparmiare sulle tasse, pagando solo il 15%.
Per ottenere un ulteriore riduzione dell’imposta al 5% per i primi 5 anni devono essere soddisfatti questi tre requisiti:
- nei 3 anni precedenti all’inizio dell’attività non devi aver esercitato alcuna attività di impresa, artistica o professionale sia in forma individuale che societaria;
- la nuova attività non deve costituire in nessun modo mera prosecuzione di attività già svolta come dipendente;
- nel caso venga rilevata un’attività precedentemente svolta da un altro soggetto, al 31/12 dell’anno precedente devono essere stati rispettati tutti i requisiti per l’accesso al regime forfettario.
Inoltre per i primi cinque anni di attività, l’aliquota sarà ridotta ulteriormente.
Se rispetti anche questi requisiti, pagherai solo il 5% di tasse per cinque anni e potrai finalmente fare il lavoro che ci piace!
Altri due vantaggi non trascurabili, sono rappresentati dal fatto che non dovrai applicare l’Iva in fattura e non avrai obbligo di tenuta dei registri contabili.
Contributi INPS artigiani nel 2026
Chi svolge un’attività artigiana deve essere iscritto alla Gestione INPS Artigiani.
Per il 2026 il reddito minimale sul quale vengono calcolati i contributi è pari a 18.808 euro. Il contributo minimo annuo ordinario dovuto da titolari, coadiuvanti e coadiutori è pari a 4.521,36 euro.
Sulla parte di reddito d’impresa che supera il minimale di 18.808 euro si applica l’aliquota contributiva del 24% fino alla prima fascia di reddito pari a 56.224 euro. Sulla parte eccedente tale fascia l’aliquota sale al 25%, nei limiti del massimale previsto.
Chi applica il regime forfettario e possiede i requisiti può richiedere il regime contributivo agevolato INPS, che comporta una riduzione del 35% dei contributi dovuti. Per gli artigiani con più di 65 anni già pensionati presso le gestioni INPS continua inoltre a essere prevista, quando spettante, la riduzione del 50%.
I contributi vengono versati tramite modello F24 secondo le scadenze stabilite annualmente dall’INPS. Gli importi effettivi possono variare in presenza di periodi di attività inferiori all’anno, collaboratori familiari, agevolazioni o altre situazioni previdenziali particolari.
Esempio pratico aggiornato al 2026
Consideriamo un disegnatore grafico con ricavi pari a 16.800 €.
- Ricavi: 16.800 €
- Coefficiente di redditività: 78%
- Reddito forfettario lordo: 13.104 €
Il reddito è inferiore al minimale INPS 2026 di 18.808 €. Se l’attività è soggetta alla Gestione Artigiani per l’intero anno, il contributo minimo ordinario è pari a 4.521,36 €. Quando spettante e richiesta, la riduzione contributiva prevista per i forfettari è del 35%.
L’imposta sostitutiva viene calcolata sul reddito determinato dopo aver considerato i contributi previdenziali effettivamente versati e deducibili.
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