Per aprire la Partita IVA come investigatore privato nel 2026 non basta scegliere un codice ATECO e iniziare a fatturare. Chi vuole operare come titolare di un istituto di investigazioni deve coordinare licenza prefettizia, requisiti professionali, Registro delle imprese, Partita IVA e previdenza. Se il dubbio è se iniziare con un solo incarico saltuario, verifica prima la guida su investigatore privato e prestazione occasionale: l’occasionalità non sostituisce i requisiti autorizzatori.
La licenza prefettizia viene prima dell’attività investigativa
L’articolo 134 del TULPS prevede una specifica autorizzazione per chi esegue investigazioni, ricerche o raccoglie informazioni per conto di privati. La licenza viene rilasciata dal Prefetto e, secondo le informazioni pubblicate dal Ministero dell’Interno, ha validità triennale e abilita alla conduzione dell’istituto di investigazioni private.
La licenza è personale: nel caso di impresa individuale deve essere richiesta dal titolare; nel caso di società dal legale rappresentante dotato dei poteri di direzione e gestione dell’attività investigativa.
Requisiti per diventare investigatore privato titolare di istituto
Il D.M. 269/2010 distingue le figure operative e stabilisce requisiti specifici per il titolare dell’istituto. In sintesi, il titolare deve possedere:
- una laurea almeno triennale in Giurisprudenza, Psicologia a indirizzo forense, Sociologia, Scienze politiche, Scienze dell’investigazione, Economia o titolo equipollente;
- almeno tre anni di attività lavorativa operativa presso un investigatore privato autorizzato da almeno cinque anni, con esito positivo attestato;
- un corso di perfezionamento teorico-pratico in materia di investigazioni private secondo i requisiti previsti dal decreto.
In alternativa ai requisiti di esperienza e perfezionamento, il decreto contempla il caso di chi abbia svolto documentata attività d’indagine in reparti investigativi delle Forze di polizia per almeno cinque anni e abbia lasciato il servizio senza demerito da non più di quattro anni.
Titolare e investigatore dipendente non hanno gli stessi requisiti
È importante non confondere il titolare dell’istituto con l’investigatore privato dipendente. Il D.M. 269/2010 prevede per il dipendente requisiti diversi, tra cui diploma di scuola secondaria superiore, pratica professionale e formazione specifica. La Partita IVA riguarda invece chi esercita autonomamente l’attività e organizza la propria impresa o istituto.
Codice ATECO 2025: quale scegliere
ATECO 2025 divide l’investigazione in quattro attività: 80.01.11 ambito privato, 80.01.12 ambito aziendale e commerciale, 80.01.13 ambito assicurativo e 80.01.14 ambito legale e penale. Il codice principale deve rispecchiare l’attività prevalente; se l’istituto opera stabilmente in più ambiti possono essere necessari codici secondari.
Per la scelta dettagliata consulta la guida al codice ATECO dell’investigatore privato.
Partita IVA, Registro imprese e avvio dell’istituto
L’attività del titolare di istituto non va impostata come una generica libera professione. La posizione fiscale deve essere coordinata con l’iscrizione al Registro delle imprese, con la licenza prefettizia e con gli altri adempimenti richiesti dalla forma scelta. La sola attribuzione di una Partita IVA non autorizza a svolgere investigazioni private.
Regime forfettario: può essere applicato?
Sì, l’investigatore privato può applicare il regime forfettario se rispetta tutti i requisiti previsti dalla legge. La soglia ordinaria è di 85.000 euro di ricavi; restano da verificare le cause di esclusione, le regole sui rapporti con ex datori di lavoro e le altre condizioni personali.
Per le attività della divisione 80 il coefficiente di redditività è 67%. L’imposta sostitutiva è normalmente del 15% e può essere del 5% per il periodo iniziale quando ricorrono realmente le condizioni previste per una nuova attività.
INPS: l’investigatore privato rientra nella Gestione Commercianti
La giurisprudenza ha ricondotto l’attività dell’investigatore privato al settore commercio ai fini previdenziali. Il riferimento è quindi la Gestione Commercianti INPS, non la Gestione Separata utilizzata per molti liberi professionisti senza cassa.
Nel 2026 il minimale di reddito per i commercianti è 18.808 euro e il contributo minimo annuo è 4.611,64 euro. L’aliquota è 24,48% fino a 56.224 euro e 25,48% sulla fascia successiva, entro i massimali previsti. I forfettari che possiedono i requisiti possono verificare il regime contributivo agevolato INPS.
Checklist prima di iniziare
- verificare i requisiti personali e professionali;
- definire gli ambiti investigativi che si vogliono esercitare;
- predisporre la richiesta di licenza prefettizia e il progetto organizzativo richiesto;
- scegliere forma d’impresa e codici ATECO coerenti;
- coordinare Partita IVA e Registro delle imprese;
- verificare accesso al regime forfettario;
- aprire la posizione INPS nella Gestione Commercianti;
- impostare fatturazione elettronica, conservazione e scadenze fiscali.
Dopo l’apertura
Per la gestione annuale consulta il regime forfettario per investigatore privato e il calcolo di tasse e contributi. Se vuoi coordinare autorizzazione, ATECO, previdenza e dichiarazione trovi anche la guida al commercialista per investigatori privati.
Fonti ufficiali
- Ministero dell’Interno – rilascio licenza al titolare di istituto.
- Normattiva – D.M. 269/2010 come modificato.
- ISTAT – Note esplicative ATECO 2025.
- INPS – contribuzione Artigiani e Commercianti 2026.
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