Per aprire la Partita IVA come logopedista bisogna coordinare iscrizione all’Albo, codice ATECO 86.99.09, regime fiscale, Gestione Separata INPS e adempimenti sanitari. Il logopedista è una professione sanitaria regolamentata: la Partita IVA serve per esercitare in autonomia, ma non sostituisce il titolo abilitante né l’iscrizione all’Ordine.
Prima della prima fattura conviene definire anche come verrà svolta l’attività: studio proprio, domicilio, collaborazione con centri e strutture, prestazioni online o eventuali attività ulteriori. Questa distinzione incide su contratti, fatturazione, Sistema Tessera Sanitaria, privacy e corretta classificazione fiscale.
Quando serve la Partita IVA al logopedista
La Partita IVA è necessaria quando l’attività professionale viene svolta in modo abituale e autonomo. Non è il numero di fatture a determinare da solo l’obbligo: conta l’organizzazione stabile dell’attività, la continuità nel tempo e il modo in cui il professionista offre le proprie prestazioni.
Per una professione sanitaria ordinistica non è corretto impostare come semplice prestazione occasionale un’attività promossa, organizzata e svolta con continuità. Se il logopedista è anche dipendente, prima dell’apertura vanno inoltre controllate eventuali incompatibilità o autorizzazioni previste dal rapporto di lavoro.
Prima dell’apertura: titolo abilitante e iscrizione all’Albo
Il logopedista è una professione sanitaria della riabilitazione. Il DM 14 settembre 1994, n. 742 ne definisce il profilo professionale e prevede l’esercizio in strutture sanitarie pubbliche o private, sia come dipendente sia in regime libero-professionale.
La FNO TSRM e PSTRP dedica alla professione una specifica Commissione di albo nazionale. L’iscrizione all’Albo territoriale competente deve essere verificata prima dell’avvio dell’attività autonoma.
Codice ATECO logopedista: 86.99.09
ATECO 2025 include espressamente l’attività di logopedia nel codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a.. È quindi il riferimento per la tipica attività professionale autonoma del logopedista.
Il codice descrive l’attività economica ma non amplia le competenze professionali. Se vengono svolte stabilmente anche attività diverse, come docenza strutturata, consulenza organizzativa o altri servizi autonomi, va valutata l’eventuale aggiunta di un secondo codice.
Il dettaglio su attività incluse, vecchie classificazioni e attività secondarie resta nella guida dedicata al codice ATECO del logopedista, così questa pagina rimane centrata sull’apertura della Partita IVA.
Come aprire concretamente la Partita IVA
Il libero professionista persona fisica comunica l’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate indicando dati anagrafici, domicilio fiscale, data di avvio, codice ATECO e regime fiscale applicabile. La pratica può essere presentata direttamente oppure tramite intermediario abilitato.
- verificare titolo abilitante e iscrizione all’Albo;
- definire l’attività professionale effettivamente svolta;
- indicare ATECO 86.99.09 quando coerente con l’attività di logopedista;
- scegliere il regime fiscale applicabile;
- attivare la Gestione Separata INPS quando dovuta;
- organizzare fatturazione, pagamenti e Sistema Tessera Sanitaria;
- predisporre assicurazione, privacy e documentazione sanitaria.
Per la tipica attività libero-professionale individuale non va confusa l’apertura della Partita IVA con l’avvio di un’impresa commerciale: l’inquadramento dipende dall’attività realmente svolta.
Regime forfettario: quando può usarlo il logopedista
Il logopedista può utilizzare il regime forfettario se rispetta tutti i requisiti previsti dalla normativa. Il limite ordinario è 85.000 euro di compensi; se durante l’anno vengono superati 100.000 euro percepiti, il regime cessa immediatamente secondo le regole vigenti.
Nel 2026 va inoltre controllata la soglia di 35.000 euro relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente nei casi in cui la verifica sia dovuta, oltre alle altre cause ostative previste dalla legge.
Per requisiti, aliquote 5%/15% e convenienza economica rimandiamo alla guida sul regime forfettario del logopedista.
Coefficiente di redditività del 78%
Per il profilo professionale con ATECO 86.99.09 il coefficiente di redditività nel forfettario è 78%. Con 40.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è quindi 31.200 euro.
Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo presunto. Affitto dello studio, software, assicurazione, ECM, strumenti, consulenza fiscale e altre spese non vengono dedotti analiticamente: per questo è utile stimare i costi reali prima di scegliere il regime.
Gestione Separata INPS: aliquote 2026
Il logopedista libero professionista non dispone di una cassa previdenziale autonoma. Il riferimento è quindi normalmente la Gestione Separata INPS.
La Circolare INPS n. 8/2026 indica:
- 26,07% per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria;
- 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria.
L’aliquota va verificata sulla posizione concreta del professionista e non scelta liberamente.
Il minimale INPS non è un contributo fisso
Per il 2026 il reddito minimale della Gestione Separata serve per determinare l’accredito contributivo dell’intero anno. Non va confuso con un contributo minimo fisso dovuto comunque, come avviene in altre gestioni previdenziali.
I contributi del libero professionista vengono calcolati sul reddito imponibile previdenziale. Se il reddito è inferiore al minimale, l’effetto riguarda principalmente l’accredito pensionistico dei mesi utili.
Prima fattura: cosa impostare
- descrizione chiara della prestazione;
- regime fiscale utilizzato;
- trattamento IVA coerente con la natura dell’operazione;
- eventuale bollo quando dovuto;
- modalità di pagamento;
- codice fiscale dell’assistito quando necessario;
- gestione del Sistema Tessera Sanitaria;
- eventuale rivalsa previdenziale se applicata.
Una prestazione sanitaria resa a una persona fisica deve essere distinta, anche documentalmente, da eventuali docenze, consulenze organizzative o altri servizi non sanitari.
Sistema Tessera Sanitaria
I logopedisti rientrano tra i professionisti sanitari interessati alla trasmissione delle spese al Sistema Tessera Sanitaria nei casi previsti. È quindi utile predisporre fin dall’inizio un flusso ordinato per documento fiscale, codice fiscale dell’assistito, pagamento, eventuale rimborso e opposizione alla trasmissione.
Dal 2025 la disciplina degli invii è stata modificata prevedendo la trasmissione con cadenza annuale secondo i termini fissati dalle disposizioni applicabili. Le scadenze operative vanno comunque controllate per l’anno di riferimento.
Fatture sanitarie verso persone fisiche: niente SdI
Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non va utilizzato il Sistema di Interscambio per trasmettere la fattura sanitaria. Il divieto è stato reso strutturale dal D.Lgs. 81/2025 e tutela anche le fatture che, per specifiche ragioni, non vengono trasmesse al Sistema TS.
Il Garante per la protezione dei dati personali chiarisce che i dati sanitari non devono transitare nello SdI, anche in caso di opposizione dell’assistito alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria.
Prestazioni sanitarie e IVA
L’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972 prevede l’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie quando ricorrono i presupposti.
Questa regola è distinta dal regime forfettario e non va estesa automaticamente a docenze, corsi, consulenze a enti o altre attività non sanitarie. La natura concreta del servizio resta decisiva.
Studio proprio, domicilio o collaborazione con centri
Il logopedista può lavorare nel proprio studio, al domicilio dell’assistito oppure presso strutture e centri. Prima di iniziare una collaborazione è utile chiarire chi incassa dal paziente, chi emette il documento fiscale, quali spazi e servizi sono inclusi e come vengono gestiti appuntamenti e dati sanitari.
Dal punto di vista economico non è la stessa cosa pagare un canone fisso, riconoscere una percentuale al centro oppure fatturare direttamente alla struttura. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente.
Attività online: non cambia automaticamente ATECO
Una prestazione svolta a distanza non diventa automaticamente un’attività diversa. Se il professionista continua a svolgere la prestazione sanitaria di logopedia, la modalità digitale non modifica da sola ATECO o previdenza.
Restano però centrali privacy, identificazione dell’assistito, documentazione sanitaria, consenso e adeguatezza degli strumenti utilizzati.
Documentazione sanitaria, privacy ed ECM
Il codice deontologico professionale richiama la necessità di documentare gli interventi, conservarne correttamente i dati e tutelare la riservatezza. La gestione dello studio deve quindi includere procedure per documentazione sanitaria, privacy e conservazione.
Assicurazione professionale e formazione ECM rappresentano inoltre costi e adempimenti da pianificare fin dall’avvio, anche se nel forfettario le relative spese non vengono dedotte analiticamente.
Lavoro dipendente e libera professione
Un logopedista può affiancare in alcuni casi l’attività autonoma a un rapporto di lavoro dipendente, fermo il rispetto delle incompatibilità e delle eventuali autorizzazioni previste dal datore di lavoro.
Sul piano fiscale vanno controllati i requisiti del regime scelto; sul piano previdenziale la presenza di altra copertura obbligatoria può incidere sull’aliquota della Gestione Separata.
Costi iniziali da mettere in preventivo
- quota di iscrizione all’Ordine;
- assicurazione professionale;
- commercialista o servizio fiscale;
- software di fatturazione e gestione assistiti;
- strumenti professionali;
- studio, coworking o quota alla struttura;
- formazione ed ECM;
- privacy e gestione documentale;
- sito e strumenti digitali.
Nel forfettario questi costi non vengono sottratti uno per uno dal reddito fiscale. Per questo è utile stimarne l’incidenza reale sui compensi attesi.
Checklist prima della prima fattura
- iscrizione all’Albo verificata;
- ATECO 86.99.09 correttamente attribuito;
- Partita IVA aperta con regime fiscale coerente;
- Gestione Separata INPS attivata quando dovuta;
- aliquota previdenziale verificata sulla posizione personale;
- fatturazione sanitaria configurata senza SdI verso persone fisiche;
- procedure Sistema Tessera Sanitaria organizzate;
- polizza, privacy e documentazione predisposte;
- monitoraggio di incassi, tasse e contributi attivato.
Dopo l’apertura conviene verificare se il regime forfettario per logopedista è applicabile alla propria situazione. Il corretto inquadramento parte dal codice ATECO del logopedista. Per stimare imposte e contributi puoi usare la guida sul calcolo delle tasse; per la gestione continuativa trovi invece la pagina sul commercialista per logopedista.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del logopedista?
ATECO 2025 include espressamente l’attività di logopedia nel codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a.
Il logopedista deve iscriversi alla Gestione Separata INPS?
Il libero professionista senza una cassa previdenziale autonoma deve normalmente verificare l’iscrizione alla Gestione Separata. Nel 2026 l’aliquota è 26,07% senza altra previdenza obbligatoria e 24% nei casi previsti di altra copertura o pensione.
Il logopedista deve usare il Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, nei casi previsti per la trasmissione delle spese sanitarie sostenute dalle persone fisiche. La procedura va organizzata insieme alla fatturazione e alla gestione dei pagamenti.
La fattura sanitaria al paziente va inviata allo SdI?
No. Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non devono essere trasmesse allo SdI; il divieto tutela i dati sanitari anche in caso di opposizione alla trasmissione al Sistema TS.
Il logopedista può lavorare anche come dipendente?
Sì, quando non esistono incompatibilità. Vanno però verificati separatamente requisiti fiscali, eventuali autorizzazioni e aliquota previdenziale applicabile alla posizione concreta.
In sintesi
Aprire la Partita IVA da logopedista significa coordinare professione sanitaria, ATECO 86.99.09, regime fiscale, Gestione Separata INPS, Sistema Tessera Sanitaria e corretta fatturazione delle prestazioni.
Impostare questi elementi prima della prima fattura riduce gli errori più frequenti: scegliere un ATECO non coerente, applicare l’aliquota INPS sbagliata, inviare allo SdI una fattura sanitaria a una persona fisica o trattare nello stesso modo prestazioni sanitarie e attività diverse.
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Caterina
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