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Regime forfettario logopedista 2026: requisiti, INPS e convenienza

Aggiornato il 1 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Regime forfettario logopedista 2026: requisiti, INPS e convenienza

Il regime forfettario per logopedista nel 2026 può essere applicato se sono rispettati i requisiti generali del regime e non ricorrono cause ostative. Per il logopedista vanno però coordinati anche coefficiente di redditività del 78%, Gestione Separata INPS, Sistema Tessera Sanitaria e natura sanitaria delle prestazioni.

Il limite ordinario resta 85.000 euro di compensi; oltre 100.000 euro percepiti nello stesso anno la fuoriuscita è immediata. Nel 2026 è inoltre confermata a 35.000 euro la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, nei casi in cui la verifica sia dovuta.

Regime forfettario logopedista 2026: requisiti principali

Il logopedista può utilizzare il regime forfettario se esercita l’attività come persona fisica e rispetta le condizioni previste dall’articolo 1, commi 54 e seguenti, della legge 190/2014.

  • compensi dell’anno precedente non superiori a 85.000 euro;
  • spese per dipendenti e collaboratori entro il limite di 20.000 euro lordi;
  • assenza delle cause ostative societarie previste dalla legge;
  • rispetto della soglia sui redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • assenza delle condizioni ostative relative ai rapporti prevalenti con datore o ex datore di lavoro nei casi previsti.

La disciplina generale è contenuta nella legge 190/2014.

Limite 85.000 euro e superamento dei 100.000 euro

Per restare nel forfettario nel 2026 si guarda, in via ordinaria, ai compensi percepiti nell’anno precedente. Se non superano 85.000 euro, il requisito quantitativo è rispettato, fermo restando il controllo delle altre condizioni.

Se durante il 2026 i compensi superano 85.000 euro ma non 100.000 euro, il contribuente esce dal regime dall’anno successivo. Se invece i compensi percepiti superano 100.000 euro nello stesso anno, il forfettario cessa immediatamente e l’IVA diventa dovuta a partire dall’operazione che determina il superamento.

Per chi lavora con più studi, centri o strutture è quindi importante monitorare gli incassi complessivi e non soltanto le fatture emesse.

Lavoro dipendente: soglia 35.000 euro nel 2026

La legge di Bilancio 2026 ha esteso anche al 2026 l’innalzamento da 30.000 a 35.000 euro della soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente oltre la quale, nei casi previsti, non è possibile applicare il regime forfettario.

La modifica deriva dal comma 27 della legge 30 dicembre 2025, n. 199, che estende all’anno 2026 il limite agevolato già introdotto per il 2025.

In pratica, per il 2026 si controllano i redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nel 2025, salvo i casi in cui la verifica non opera per effetto della cessazione del rapporto secondo quanto previsto dalla norma.

ATECO 86.99.09 e coefficiente di redditività del 78%

Per la tipica attività professionale del logopedista il riferimento ATECO 2025 è 86.99.09. Nel regime forfettario, per questo profilo professionale, il coefficiente di redditività è 78%.

Con 30.000 euro di compensi incassati, il reddito forfettario lordo è quindi 23.400 euro. Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo presunto: affitto dello studio, assicurazione, ECM, software, materiale riabilitativo e altre spese non vengono dedotti analiticamente.

Il dettaglio su attività incluse, telelogopedia e secondo codice resta nella guida sul codice ATECO del logopedista, per evitare sovrapposizioni di intento.

Imposta sostitutiva al 15% o al 5%

L’imposta sostitutiva ordinaria è pari al 15%. Può scendere al 5% per l’anno di inizio e i quattro successivi quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.

Il 5% non spetta automaticamente soltanto perché la Partita IVA è nuova. Va verificato, tra l’altro, che l’attività non costituisca mera prosecuzione di un’attività precedente nei casi esclusi dalla legge.

L’imposta sostitutiva si applica sulla base imponibile determinata secondo le regole del forfettario, dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori fiscalmente deducibili e versati nel periodo.

Gestione Separata INPS 2026: 26,07% o 24%

Il logopedista libero professionista non dispone di una cassa previdenziale autonoma e rientra normalmente nella Gestione Separata INPS.

La Circolare INPS n. 8/2026 indica:

  • 26,07% per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria;
  • 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria.

La corretta aliquota dipende dalla posizione previdenziale effettiva e non può essere scelta liberamente.

Il minimale INPS 2026 non è un contributo fisso

Per il 2026 INPS indica un reddito minimale di 18.808 euro ai fini dell’accredito contributivo dell’intero anno. Questo dato non va confuso con un contributo minimo fisso da pagare comunque.

La Gestione Separata non funziona come le gestioni Artigiani e Commercianti: i contributi del professionista dipendono dal reddito imponibile. Con un reddito inferiore al minimale, l’effetto riguarda l’accredito pensionistico dei mesi utili.

Contributi INPS e imposta: perché non si sommano le aliquote

Dire che il logopedista paga semplicemente “26,07% + 15%” è fuorviante. Le due percentuali non si applicano nello stesso modo né necessariamente sulla stessa base.

Prima si determina il reddito forfettario applicando il 78% ai compensi; poi si calcolano i contributi secondo le regole previdenziali; infine, ai fini dell’imposta sostitutiva, rilevano i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili nel periodo.

Per gli esempi numerici e la distinzione tra contributi maturati e versati rimandiamo alla guida sul calcolo tasse del logopedista.

Sistema Tessera Sanitaria

Il regime forfettario non elimina gli obblighi collegati alla professione sanitaria. Il logopedista deve quindi gestire correttamente, nei casi previsti, la trasmissione delle spese al Sistema Tessera Sanitaria.

Documento fiscale, codice fiscale dell’assistito, pagamento, eventuali rimborsi e opposizione devono essere organizzati in modo coerente con il flusso TS.

Fatture sanitarie verso persone fisiche: niente SdI

Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche resta il divieto strutturale di emissione della fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio. Questo vale anche quando il professionista opera in regime forfettario.

Le eventuali attività non sanitarie, le docenze e i rapporti professionali con aziende o strutture devono invece essere qualificati separatamente.

Prestazioni sanitarie e IVA: distinzione dal forfettario

Nel regime forfettario l’IVA non viene applicata per effetto del regime fiscale. Questo è un piano diverso dall’esenzione sanitaria prevista dall’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972 per le prestazioni sanitarie alla persona quando ricorrono i relativi presupposti.

La distinzione diventa particolarmente importante in caso di uscita dal forfettario oppure quando il logopedista svolge anche corsi, formazione, consulenze organizzative o altri servizi non sanitari.

Attività miste: logopedia, formazione e consulenze

Un logopedista può affiancare alle prestazioni sanitarie formazione, docenze, supervisione o consulenze. Se queste attività diventano autonome e abituali può essere necessario un secondo codice ATECO.

Nel forfettario, se le attività rientrano in gruppi con coefficienti differenti, i compensi devono essere separati per applicare correttamente il coefficiente previsto per ciascuna attività. Il limite di 85.000 euro resta invece complessivo.

Studio proprio, domicilio e collaborazione con centri

La convenienza economica del forfettario cambia molto in base al modello di lavoro. Chi opera presso strutture terze con pochi costi fissi può avere una situazione diversa da chi sostiene affitto, segreteria, software, attrezzature e costi di gestione di uno studio proprio.

Poiché il forfettario presume costi pari al 22% dei compensi, le spese effettive superiori a questa percentuale possono ridurne la convenienza reale.

Quando il forfettario può essere meno conveniente

Il regime può risultare meno conveniente quando i costi reali sono elevati, sono previsti investimenti importanti oppure l’attività si avvicina rapidamente alle soglie di uscita.

Anche la presenza di più attività con strutture di costo differenti può rendere utile confrontare il risultato netto con quello del regime ordinario, senza fermarsi alla sola aliquota nominale del 15%.

Esempio rapido con 40.000 euro di compensi

Con 40.000 euro di compensi riferibili all’attività con coefficiente 78%, il reddito forfettario lordo è 31.200 euro. Su questo reddito si determina la contribuzione previdenziale secondo l’aliquota Gestione Separata applicabile.

La base dell’imposta sostitutiva non si ottiene però sottraendo automaticamente il contributo teoricamente maturato: ai fini fiscali contano i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili nel periodo.

Checklist per capire se il forfettario è adatto

  • compensi dell’anno precedente entro 85.000 euro;
  • nessuna causa ostativa societaria o con datore/ex datore;
  • redditi da lavoro dipendente 2025 entro 35.000 euro, quando la verifica è dovuta;
  • ATECO e attività secondarie correttamente classificati;
  • aliquota Gestione Separata corretta: 26,07% o 24%;
  • costi reali confrontati con il 22% presunto;
  • Sistema TS e fatture sanitarie configurati correttamente;
  • monitoraggio degli incassi rispetto a 85.000 e 100.000 euro.

Per l’avvio operativo consulta anche come aprire la Partita IVA da logopedista, il codice ATECO 86.99.09 e la pagina sul commercialista per logopedista.

Domande frequenti

Qual è il limite del regime forfettario per un logopedista nel 2026?

Il limite ordinario è 85.000 euro di compensi dell’anno precedente. Se durante l’anno i compensi percepiti superano 100.000 euro, il regime cessa immediatamente.

Un logopedista dipendente può essere anche forfettario?

Sì, se non esistono incompatibilità e sono rispettati i requisiti fiscali. Nel 2026 la soglia dei redditi da lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente è 35.000 euro nei casi in cui la verifica è dovuta.

Quanto paga di INPS un logopedista forfettario?

Nel 2026 la Gestione Separata applica il 26,07% ai professionisti senza altra previdenza obbligatoria e il 24% nei casi previsti per chi è già assicurato altrove o pensionato.

Il logopedista ha contributi minimi fissi?

Non come Artigiani e Commercianti. Il minimale della Gestione Separata rileva per l’accredito contributivo dell’intero anno, ma i contributi del libero professionista dipendono dal reddito imponibile.

Il logopedista forfettario deve usare il Sistema Tessera Sanitaria?

Sì, quando ricorrono i presupposti previsti per la trasmissione delle spese sanitarie. Il regime forfettario non elimina gli obblighi collegati alla professione sanitaria.

In sintesi

Il regime forfettario può essere adatto al logopedista nel 2026 quando compensi, lavoro dipendente, cause ostative e struttura dei costi rientrano nei limiti previsti. Il quadro va letto insieme alla Gestione Separata INPS e agli adempimenti sanitari.

Questa guida resta focalizzata su requisiti e convenienza del forfettario; il calcolo dettagliato di tasse e contributi resta nell’approfondimento dedicato.

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