Per aprire la Partita IVA come podologo bisogna coordinare titolo abilitante, iscrizione all’Albo, codice ATECO 86.99.09, regime fiscale, Gestione Separata INPS e adempimenti sanitari. Il podologo è una professione sanitaria regolamentata: la Partita IVA consente di esercitare in autonomia, ma non sostituisce il titolo professionale né l’iscrizione all’Ordine.
Prima della prima fattura conviene definire anche come verrà svolta l’attività: studio proprio, collaborazione con poliambulatori o centri, prestazioni domiciliari, eventuali attività formative o vendita abituale di beni. Queste scelte incidono su fatturazione, Sistema Tessera Sanitaria, organizzazione dello studio e corretta classificazione fiscale.
Quando serve la Partita IVA al podologo
La Partita IVA è necessaria quando l’attività professionale viene svolta in modo abituale e autonomo. Non è il numero di fatture a determinare da solo l’obbligo: conta la continuità dell’attività, l’organizzazione professionale e il modo in cui i servizi vengono offerti ai pazienti o alle strutture.
Per una professione sanitaria ordinistica non è corretto ricondurre a semplice prestazione occasionale un’attività organizzata e continuativa. Se il podologo è anche dipendente, prima dell’apertura vanno inoltre controllate eventuali incompatibilità o autorizzazioni legate al rapporto di lavoro.
Prima dell’apertura: titolo abilitante e iscrizione all’Albo
Il podologo è una professione sanitaria riabilitativa. Il DM 14 settembre 1994, n. 666 ne definisce il profilo professionale e prevede espressamente che possa operare in strutture sanitarie pubbliche o private, sia come dipendente sia in regime libero-professionale.
Il decreto attribuisce al podologo specifiche competenze sul trattamento diretto di diverse problematiche del piede e prevede, nei casi indicati, la collaborazione con il medico. La FNO TSRM e PSTRP raccoglie i riferimenti della professione e della Commissione di albo nazionale.
Podologo e pedicure estetico non sono la stessa attività
La podologia è una professione sanitaria regolamentata. Il trattamento estetico del piede svolto nell’ambito dei servizi alla persona è un’attività diversa e non può essere confuso con la prestazione sanitaria del podologo.
Il codice ATECO va quindi scelto in base all’attività professionale realmente esercitata. Il fatto che entrambe possano riguardare il piede non rende intercambiabili titolo, competenze, obblighi professionali o inquadramento fiscale.
Codice ATECO podologo: 86.99.09
ATECO 2025 include espressamente l’attività di podologia (attività di podologi) nel codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a.. È quindi il riferimento per la tipica attività sanitaria autonoma del podologo.
Il codice classifica l’attività economica ma non amplia le competenze professionali. Se accanto alla podologia vengono svolte stabilmente attività autonome diverse, va verificata l’eventuale necessità di un secondo codice.
La guida specifica sul codice ATECO del podologo approfondisce attività incluse, coefficiente e attività da distinguere.
Come aprire concretamente la Partita IVA
Il libero professionista persona fisica comunica l’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate indicando dati anagrafici, domicilio fiscale, data di avvio, codice ATECO e regime fiscale prescelto. La pratica può essere presentata direttamente o tramite intermediario abilitato.
- verificare titolo abilitante e iscrizione all’Albo;
- definire l’attività professionale effettivamente svolta;
- indicare ATECO 86.99.09 quando coerente con l’attività di podologo;
- scegliere il regime fiscale applicabile;
- attivare la Gestione Separata INPS quando dovuta;
- organizzare fatturazione, pagamenti e Sistema Tessera Sanitaria;
- predisporre assicurazione, privacy e documentazione sanitaria.
Regime forfettario: quando può usarlo il podologo
Il podologo può utilizzare il regime forfettario se rispetta tutti i requisiti previsti dalla normativa. Il limite ordinario è 85.000 euro di compensi; se durante l’anno vengono superati 100.000 euro percepiti, il regime cessa immediatamente secondo le regole vigenti.
Nel 2026 va inoltre controllata la soglia di 35.000 euro relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente nei casi in cui la verifica sia dovuta, oltre alle altre cause ostative previste dalla legge.
Per requisiti, aliquote 5%/15% e convenienza economica rimandiamo alla guida sul regime forfettario del podologo.
Coefficiente di redditività del 78%
Per il profilo professionale con ATECO 86.99.09 il coefficiente di redditività nel forfettario è 78%. Con 40.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è quindi 31.200 euro.
Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo presunto. Affitto dello studio, assicurazione, ECM, sterilizzazione, strumenti, materiali, software e consulenza fiscale non vengono dedotti analiticamente: per questo è utile stimare i costi reali prima di scegliere il regime.
Gestione Separata INPS: aliquote 2026
Il podologo libero professionista non dispone di una cassa previdenziale autonoma e fa normalmente riferimento alla Gestione Separata INPS.
La Circolare INPS n. 8/2026 indica:
- 26,07% per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria;
- 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria.
Il minimale INPS non è un contributo fisso
Per il 2026 il reddito minimale della Gestione Separata è pari a 18.808 euro ai fini dell’accredito contributivo dell’intero anno. Non va confuso con un contributo minimo fisso da versare comunque.
I contributi del libero professionista vengono calcolati sul reddito imponibile previdenziale. Con redditi inferiori al minimale l’effetto riguarda soprattutto l’accredito pensionistico dei mesi utili.
Prima fattura: cosa impostare
- descrizione chiara della prestazione;
- regime fiscale applicato;
- trattamento IVA coerente con la natura dell’operazione;
- eventuale bollo quando dovuto;
- modalità di pagamento;
- codice fiscale dell’assistito quando necessario;
- gestione del Sistema Tessera Sanitaria;
- eventuale rivalsa previdenziale se utilizzata.
Una prestazione sanitaria resa a una persona fisica va distinta da eventuali corsi, consulenze, attività commerciali o altre operazioni non sanitarie.
Sistema Tessera Sanitaria
Le prestazioni degli esercenti le professioni sanitarie della riabilitazione rientrano nel flusso delle spese sanitarie utilizzate per la dichiarazione precompilata. L’Agenzia delle Entrate include espressamente le professioni sanitarie della riabilitazione tra i soggetti le cui prestazioni sono comunicate tramite Sistema Tessera Sanitaria.
Fin dall’avvio conviene quindi organizzare correttamente documento fiscale, codice fiscale dell’assistito, pagamento, eventuali rimborsi e opposizione alla trasmissione.
Fatture sanitarie verso persone fisiche: niente SdI
Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non devono essere trasmesse tramite Sistema di Interscambio. Il divieto tutela i dati sanitari e va rispettato anche quando il professionista opera in regime forfettario.
Le eventuali attività non sanitarie oppure i rapporti professionali con strutture e aziende devono invece essere qualificati separatamente prima di configurare il gestionale.
Prestazioni sanitarie e IVA
Le prestazioni sanitarie alla persona possono rientrare nell’esenzione prevista dall’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972 quando ricorrono i presupposti. Questa disciplina è distinta dal regime forfettario e dipende dalla natura concreta della prestazione.
Formazione, consulenze, vendita abituale di beni o altre attività non sanitarie non diventano automaticamente esenti soltanto perché svolte da un podologo.
Studio proprio, poliambulatorio o collaborazione: chi fattura al paziente?
Prima di iniziare una collaborazione con una struttura è importante chiarire chi incassa dal paziente, chi emette il documento fiscale, quale compenso viene riconosciuto al professionista e quali costi sono inclusi nell’uso degli spazi.
Pagare un canone fisso, riconoscere una percentuale alla struttura oppure fatturare direttamente alla struttura sono modelli diversi. Nel forfettario questi costi non riducono analiticamente il reddito imponibile, ma incidono sul margine reale.
Attività domiciliare e più sedi
Lo svolgimento della stessa prestazione professionale in studio, a domicilio o presso più strutture non richiede automaticamente codici ATECO differenti. Se la natura della prestazione resta podologica, il codice principale continua a essere 86.99.09.
Restano però da verificare gli adempimenti organizzativi e sanitari relativi ai locali, alla gestione degli strumenti e alla documentazione clinica secondo le regole applicabili nel luogo di esercizio.
Strumenti, sterilizzazione e costi dello studio
L’attività del podologo può richiedere strumenti, materiali monouso, procedure di sterilizzazione, manutenzione delle attrezzature e gestione dei rifiuti prodotti nell’attività sanitaria secondo le regole applicabili.
Questi costi sono importanti per valutare la convenienza del forfettario: il coefficiente 78% presume infatti costi pari al 22% dei compensi, indipendentemente dalle spese realmente sostenute.
Vendita di prodotti o dispositivi: quando può servire un’attività ulteriore
Utilizzare o consigliare materiali nell’ambito della prestazione professionale è diverso dal venderli abitualmente come attività autonoma. Se nasce una vera linea commerciale di prodotti, dispositivi o altri beni, va verificato un secondo inquadramento.
La stessa valutazione vale per eventuali attività formative, editoriali o consulenziali che diventano abituali e producono ricavi separati.
Polizza professionale, ECM e privacy
L’avvio della Partita IVA non esaurisce gli obblighi del professionista sanitario. Assicurazione professionale, formazione ECM, privacy e corretta documentazione sanitaria devono essere organizzate fin dall’inizio.
Questi elementi incidono anche sul budget economico dello studio e vanno considerati quando si definiscono tariffe e obiettivi di fatturato.
Lavoro dipendente e libera professione
Un podologo può affiancare in alcuni casi l’attività autonoma a un rapporto di lavoro dipendente, fermo il rispetto delle incompatibilità o autorizzazioni eventualmente previste.
Sul piano fiscale vanno verificati i requisiti del regime scelto; sul piano previdenziale la presenza di altra copertura obbligatoria può incidere sull’aliquota della Gestione Separata.
Costi iniziali da mettere in preventivo
- quota di iscrizione all’Ordine;
- assicurazione professionale;
- commercialista o servizio fiscale;
- software di fatturazione e gestione pazienti;
- strumenti e manutenzione;
- materiali e sterilizzazione;
- studio, coworking sanitario o quota alla struttura;
- formazione ed ECM;
- privacy e gestione documentale;
- eventuali costi per gestione dei rifiuti sanitari.
Checklist prima della prima fattura
- titolo abilitante e iscrizione all’Albo verificati;
- ATECO 86.99.09 correttamente attribuito;
- Partita IVA aperta con regime fiscale coerente;
- Gestione Separata INPS attivata quando dovuta;
- aliquota previdenziale verificata;
- fatturazione sanitaria configurata senza SdI verso persone fisiche;
- procedure Sistema Tessera Sanitaria organizzate;
- polizza, privacy, sterilizzazione e documentazione predisposte;
- monitoraggio di incassi, tasse e contributi attivato.
Dopo l’apertura conviene verificare se il regime forfettario per podologo è applicabile alla propria situazione. Il corretto inquadramento parte dal codice ATECO del podologo. Per stimare imposte e contributi puoi usare la guida sul calcolo delle tasse; per la gestione continuativa trovi invece l’approfondimento sul commercialista per podologo.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del podologo?
ATECO 2025 include espressamente l’attività di podologia nel codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a.
Il podologo deve iscriversi alla Gestione Separata INPS?
Il libero professionista senza una cassa previdenziale autonoma deve normalmente verificare l’iscrizione alla Gestione Separata. Nel 2026 l’aliquota è 26,07% senza altra previdenza obbligatoria e 24% nei casi previsti di altra copertura o pensione.
Il podologo deve usare il Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, nei casi previsti per la trasmissione delle spese sanitarie sostenute dalle persone fisiche. Il flusso deve essere coordinato con fatture e pagamenti.
La fattura sanitaria al paziente va inviata allo SdI?
No. Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non devono essere trasmesse tramite Sistema di Interscambio.
Podologo e pedicure estetico sono la stessa attività?
No. Il podologo è un professionista sanitario regolamentato con titolo abilitante e Albo; il trattamento estetico del piede appartiene a un diverso ambito professionale.
In sintesi
Aprire la Partita IVA da podologo significa coordinare professione sanitaria, ATECO 86.99.09, regime fiscale, Gestione Separata INPS, Sistema Tessera Sanitaria e organizzazione dello studio.
Impostare correttamente questi elementi prima della prima fattura riduce gli errori più frequenti: confondere podologia e attività estetica, applicare l’aliquota INPS sbagliata, inviare allo SdI una fattura sanitaria o sottovalutare i costi reali di strumenti, sterilizzazione e studio.
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Caterina
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