Aprire partita Iva per realizzare siti internet

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aprire partiva iva per fare siti internet

Nell’articolo di oggi ci rivolgiamo soprattutto ai nostri giovani lettori, perché il tema di oggi tratta del fantastico mezzo di comunicazione che tutti noi oggi utilizziamo quotidianamente il web.
In modo particolare ci concentriamo su come aprire partita Iva per realizzare siti internet perché riteniamo sia indispensabile per tutti coloro che vogliono approdare a questo mestiere.

Il nostro intento principale è darti una base dalla quale partire per la costruzione del tuo sito web e consigliarti soprattutto sugli aspetti fiscali che devi rispettare quando decidi di aprire una partita Iva.
Spesso nel nostro paese aprire la partita Iva è visto come un ostacolo spesso insormontabile soprattutto tra i giovani che vogliono avviare un’attività.
In realtà questo è un mito da sfatare perché oggi è possibile aprire un’attività con costi contenuti grazie all’esistenza di appositi regimi agevolati.

Visto che l’argomento può risultarti complesso o di difficile interpretazione ti invitiamo a porci le tue domande utilizzando i commenti alla fine della pagina.

I primi passi da compiere

Anche se la realizzazione di un sito web può sembrare banale, in realtà ci sono molti aspetti da considerare per creare una pagina interessante e coinvolgente per i lettori.
Riassumiamo in sei punti, i passi principali da compiere:

  1. su cosa concentrarsi;
    Il primo aspetto sicuramente decidere che tipo di business sviluppare, di conseguenza si dovrà anche decidere a quale target riferirsi.
  2. analisi del mercato;
    A questo punto è necessario fare un’accurata analisi del mercato nel quale si svilupperà il nostro business,
    questo comprende anche eventuali concorrenti.
  3. strategia e progetto;
    Creare una propria strategia di marketing è fondamentale per un sito di successo, dopodiché definire il tuo progetto ti aiuterà ad avere le idee chiare su cosa fare.
  4. design;
    Decidere il design del proprio sito è un aspetto importante perché sarà la prima cosa che i visitatori vedranno.
  5. realizzazione del sito vero e proprio.
    La costruzione del sito non è banale. La pagina web dovrà risultare di facile comprensione da parte del visitatore, attraente e funzionale.
  6. punti su cui migliorare;
    Alla fine della costruzione del sito è importante fare un’analisi critica in modo da evidenziare quali sono i punti di forza e quali invece gli aspetti su cui migliorare.

Dopo aver considerato in pratica cosa fare per creare un sito di successo, analizziamo adesso gli aspetti salienti per l’apertura di una partita Iva.

Apertura partita Iva

Prima di aprire la tua partita Iva, devi soffermarti su alcuni aspetti come il codice ATECO e gli obblighi da assolvere.
Vediamoli insieme.

Il codice attività più adatto è sicuramente il 74.10.21 che corrisponde a Impresa artigiana (piccolo imprenditore sezione speciale).

Gli obblighi invece che devi assolvere riguardano:

  1. l’iscrizione alla CCIAA;
  2. l’iscrizione all’INPS, nella sezione artigianato;
  3. l’iscrizione all’INAIL, in quanto rientra tra le attività svolte artigianalmente con il proprio lavoro manuale.

Il regime forfettario

Adottando il regime forfettario si potrà godere di un’aliquota sostitutiva del 15%, ulteriormente ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività.
Il limite di fatturato per l’anno 2019 non deve superare i 65.000 €.

Ti ricordiamo che aderendo al forfettario non dovrai tenere le scritture contabili ed applicare l’Iva.

Aspetto contributivo

Aprendo la partita Iva sarai tenuto all’iscrizione alla Gestione INPS artigiani e l’aliquota per il 2019 è del 24%.

Come in tutti i casi però, ci sono delle eccezioni riguardanti due categorie:

  1. artigiani e commercianti con più di 65 anni già pensionati; riduzione del 50% dei contributi.
  2. artigiani e commercianti con meno di 21 anni; agevolazione art.1, comma 2, Legge 2 Agosto 1990, n. 233.

Inoltre ti ricordiamo che il minimale su cui effettuare il calcolo dei contributi da versare è di 15.878 €.
Adottando il forfettario però, si godrà di un’ulteriore riduzione del 35%.

Andando nel pratico, coloro che percepiscono un reddito inferiore od uguale al minimale devono versare 3.818,16 €, mentre chi ha adottato il regime forfettario 2.484,41 €.
Coloro invece che percepiscono un reddito superiore al minimale, sono tenuti a versare dei contributi integrativi calcolati su un’aliquota del 24%.

Aspetto fiscale

Concentriamoci adesso sull’aspetto fiscale che deriva dall’apertura della partita Iva.
Per capire meglio il punto abbiamo deciso di fornirti un esempio pratico.
Prediamo il caso di un soggetto che abbia percepito 18.500 € nel periodo d’imposta 2018:

Reddito imponibile: 18.500 x 78%= 14.430€

Imposte sui redditi: 14.430 x 5% = 721,50€

Contributi INPS:  2.484,41 €

 

Se hai la necessità di approfondire il regime forfettario con le novità sulla flat tax ti consigliamo la lettura del libro Regime forfettario e contabilità semplificata 2019 di Salvatore Giordano. 

Nel caso per la tua attività ti occupi di commercio elettronico devi leggere il libro Ecommerce marketing & vendite.
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