Nell’articolo di oggi ci rivolgiamo soprattutto ai nostri giovani lettori, perché il tema di oggi tratta del fantastico mezzo di comunicazione che tutti noi oggi utilizziamo quotidianamente il web.
In modo particolare ci concentriamo su come aprire partita Iva per realizzare siti internet perché riteniamo sia indispensabile per tutti coloro che vogliono approdare a questo mestiere.
Il nostro intento principale è darti una base dalla quale partire per la costruzione del tuo sito web e consigliarti soprattutto sugli aspetti fiscali che devi rispettare quando decidi di aprire una partita Iva.
Spesso nel nostro paese aprire la partita Iva è visto come un ostacolo spesso insormontabile soprattutto tra i giovani che vogliono avviare un’attività.
In realtà questo è un mito da sfatare perché oggi è possibile aprire un’attività con costi contenuti grazie all’esistenza di appositi regimi agevolati.
Visto che l’argomento può risultarti complesso o di difficile interpretazione ti invitiamo a porci le tue domande utilizzando i commenti alla fine della pagina.
I primi passi da compiere
Anche se la realizzazione di un sito web può sembrare banale, in realtà ci sono molti aspetti da considerare per creare una pagina interessante e coinvolgente per i lettori.
Riassumiamo in sei punti, i passi principali da compiere:
- su cosa concentrarsi;
Il primo aspetto sicuramente decidere che tipo di business sviluppare, di conseguenza si dovrà anche decidere a quale target riferirsi. - analisi del mercato;
A questo punto è necessario fare un’accurata analisi del mercato nel quale si svilupperà il nostro business,
questo comprende anche eventuali concorrenti. - strategia e progetto;
Creare una propria strategia di marketing è fondamentale per un sito di successo, dopodiché definire il tuo progetto ti aiuterà ad avere le idee chiare su cosa fare. - design;
Decidere il design del proprio sito è un aspetto importante perché sarà la prima cosa che i visitatori vedranno. - realizzazione del sito vero e proprio.
La costruzione del sito non è banale. La pagina web dovrà risultare di facile comprensione da parte del visitatore, attraente e funzionale. - punti su cui migliorare;
Alla fine della costruzione del sito è importante fare un’analisi critica in modo da evidenziare quali sono i punti di forza e quali invece gli aspetti su cui migliorare.
Dopo aver considerato in pratica cosa fare per creare un sito di successo, analizziamo adesso gli aspetti salienti per l’apertura di una partita Iva.
Apertura partita Iva
Prima di aprire la partita IVA è necessario individuare correttamente l’attività effettivamente svolta e il relativo inquadramento fiscale e previdenziale.
Dal 2025 è operativa la classificazione ATECO 2025. Non esiste un unico codice valido per chi genericamente “realizza siti internet”: l’inquadramento può cambiare a seconda che l’attività consista prevalentemente nello sviluppo e programmazione, nella progettazione grafica e digitale, nella gestione di servizi web o in altre prestazioni.
La scelta del codice ATECO deve quindi essere effettuata sulla base dell’attività concretamente esercitata. Da questa classificazione possono dipendere anche l’iscrizione previdenziale e gli eventuali ulteriori adempimenti amministrativi.
Il regime forfettario
Chi svolge attività di realizzazione e sviluppo di siti internet può applicare il regime forfettario se possiede tutti i requisiti previsti dalla normativa.
Nel 2026 il limite ordinario è pari a 85.000 € di ricavi o compensi, verificati con riferimento all’anno precedente.
Il reddito imponibile non viene determinato sottraendo analiticamente i costi sostenuti, ma applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività collegato all’attività esercitata.
L’imposta sostitutiva è normalmente pari al 15% e può ridursi al 5% per i primi cinque periodi d’imposta quando sono soddisfatti tutti i requisiti previsti per una nuova attività.
Anche i contribuenti forfettari sono soggetti all’obbligo di fatturazione elettronica.
Aspetto contributivo
L’inquadramento previdenziale non può essere stabilito semplicemente dal fatto che si realizzano siti internet: dipende dalle caratteristiche concrete con cui viene esercitata l’attività.
Quando l’attività viene svolta come libera professione, senza una Cassa previdenziale professionale specifica, può ricorrere l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Per il 2026, per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, l’aliquota complessiva è pari al 26,07%.
Quando invece l’attività possiede i requisiti per essere inquadrata come impresa artigiana, trova applicazione la relativa Gestione INPS Artigiani. Nel 2026 il reddito minimale è pari a 18.808 € e il contributo minimo annuo per titolari e collaboratori è pari a 4.521,36 €. L’aliquota ordinaria è pari al 24% fino alla prima fascia di reddito pensionabile di 56.224 € e al 25% sulla quota eccedente, entro il massimale applicabile.
Per questo motivo l’inquadramento previdenziale deve essere verificato insieme alla natura effettiva dell’attività prima dell’apertura della posizione.
Aspetto fiscale
Nel regime forfettario il calcolo parte dai ricavi o compensi percepiti e dal coefficiente di redditività previsto per l’attività effettivamente esercitata.
Il risultato costituisce il reddito determinato forfettariamente. Da questo importo possono essere dedotti i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati; sul reddito così determinato viene quindi applicata l’imposta sostitutiva del 15% oppure, quando ne ricorrono tutti i requisiti, del 5%.
Poiché sia il coefficiente di redditività sia l’inquadramento previdenziale dipendono dalla corretta classificazione dell’attività, non è opportuno utilizzare un unico esempio di calcolo per tutte le persone che realizzano siti internet. Descrivici brevemente la tua situazione. Un nostro esperto potrà valutare la richiesta e indicarti come procedere.
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