Per aprire Partita IVA come taxi nel 2026 non basta comunicare un codice ATECO all’Agenzia delle Entrate. Il servizio taxi è un’attività regolamentata: prima dell’avvio devono essere verificati licenza, iscrizione al Ruolo dei conducenti, requisiti del veicolo e disciplina comunale. Sul piano fiscale il codice ATECO 2025 di riferimento è 49.33.10 – Trasporto su taxi.
L’ordine corretto è quindi: verificare il titolo per esercitare il servizio, definire la forma dell’impresa, aprire la Partita IVA e le posizioni collegate, coordinare Registro Imprese e previdenza e mantenere aggiornati i dati nel RENT.
Cosa serve per aprire un’attività taxi
- requisiti previsti dalla disciplina regionale e comunale;
- iscrizione al Ruolo dei conducenti;
- licenza taxi;
- veicolo idoneo al servizio;
- Partita IVA con ATECO 49.33.10;
- iscrizione dell’impresa al Registro Imprese quando dovuta;
- posizione INPS coerente con l’inquadramento;
- eventuale posizione INAIL quando dovuta;
- iscrizione e aggiornamento dei dati nel RENT;
- scelta del regime fiscale e impostazione della documentazione fiscale.
La licenza viene prima della sola apertura fiscale
La Legge 21/1992 definisce il taxi come autoservizio pubblico non di linea. La licenza è quindi un presupposto amministrativo dell’attività e la sua disciplina concreta dipende anche dalle norme regionali e dai regolamenti comunali.
Aprire la Partita IVA non crea il diritto a esercitare il servizio. Prima di presentare le pratiche fiscali conviene quindi verificare il percorso con il Comune competente e la disciplina territoriale applicabile, soprattutto quando la licenza deriva da nuova assegnazione, trasferimento o subentro.
Ruolo dei conducenti: requisito professionale
L’articolo 6 della Legge 21/1992 stabilisce che l’iscrizione nel Ruolo dei conducenti è requisito indispensabile per il rilascio della licenza taxi. Il Ruolo non coincide con il Registro Imprese e non viene sostituito dall’apertura della Partita IVA.
La verifica è importante anche quando il veicolo viene condotto da un soggetto diverso dal titolare, perché la legge disciplina specificamente sostituti e altri conducenti del servizio.
Codice ATECO taxi 2026
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT assegnano al trasporto su taxi il codice 49.33.10. Sono inclusi il trasporto su taxi e il trasporto su mototaxi; il servizio taxi in bicicletta è invece classificato altrove.
Il noleggio con conducente non utilizza lo stesso codice: l’NCC è classificato con 49.33.20. La distinzione deve rimanere netta anche quando una ricerca online usa in modo generico espressioni come “autista privato”.
Taxi e NCC non sono la stessa attività
Taxi e NCC appartengono entrambi al trasporto pubblico non di linea, ma hanno titoli amministrativi e modalità operative differenti. Il taxi opera con licenza e secondo le regole del servizio pubblico definite anche a livello comunale; l’NCC opera con autorizzazione e una disciplina specifica per prenotazioni, rimessa e foglio di servizio.
Per questo non bisogna applicare al taxi obblighi propri dell’NCC. In particolare, il foglio di servizio elettronico previsto dalla disciplina del noleggio con conducente non è un normale adempimento del tassista.
Iscrizione al RENT
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha istituito il Registro Elettronico Nazionale Taxi e NCC. Il RENT è operativo a pieno regime dal 2 gennaio 2025 e comprende le imprese titolari di licenza taxi e quelle titolari di autorizzazione NCC.
All’avvio e in occasione di variazioni è quindi necessario mantenere coerenti i dati dell’impresa, della licenza e del veicolo. Il RENT non sostituisce il Registro Imprese né la licenza comunale: è un ulteriore livello informativo nazionale.
Regime forfettario: si può scegliere?
Il tassista può applicare il regime forfettario se rispetta i requisiti generali previsti dalla legge e non ricade in una causa di esclusione. La soglia ordinaria è 85.000 euro di ricavi percepiti; oltre 100.000 euro opera l’uscita immediata secondo le regole vigenti.
Con ATECO 49.33.10 il coefficiente di redditività è 67%. Ciò significa che su 40.000 euro di incassi il reddito forfettario lordo è 26.800 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori.
Imposta al 5% o al 15%
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Il 5% può essere applicato nel periodo agevolato iniziale soltanto se la nuova attività possiede i requisiti previsti. Non basta ottenere una nuova licenza taxi o aprire una nuova Partita IVA: va controllata anche l’eventuale prosecuzione di attività precedenti nei casi rilevanti.
INPS Artigiani 2026
Quando il tassista opera con i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani. La Circolare INPS n. 14/2026 indica un minimale di reddito di 18.808 euro e un contributo minimo annuo per gli artigiani di 4.521,36 euro. L’aliquota è del 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro e del 25% sulla quota successiva.
Il regime contributivo agevolato per forfettari può ridurre del 35% i contributi dovuti, ma richiede domanda e verifica dei requisiti. Va valutato anche l’effetto sull’accredito previdenziale.
Taxi, IVA e scelta del regime
Prima di scegliere il forfettario conviene considerare una peculiarità del settore. L’articolo 10, n. 14, del DPR 633/1972 esenta dall’IVA il trasporto urbano di persone effettuato mediante veicoli da piazza, comprendendo anche i trasporti tra comuni distanti non più di 50 chilometri.
Questo aspetto, insieme ai costi spesso elevati di auto, assicurazione, manutenzione ed energia o carburante, rende utile un confronto numerico tra forfettario e regime ordinario prima dell’apertura.
Quanto costa aprire Partita IVA taxi
L’apertura fiscale della Partita IVA è solo una parte dei costi di avvio. Possono incidere in misura molto maggiore licenza, veicolo, eventuale trasferimento del titolo, assicurazioni, pratiche amministrative, iscrizioni e adeguamento del mezzo. I costi variano quindi molto in base al Comune e alla situazione concreta.
Per valutare la sostenibilità economica è utile separare i costi una tantum dai costi ricorrenti e stimare già prima dell’avvio il peso di INPS, imposta, auto e gestione professionale.
Checklist prima dell’apertura
- verifica requisiti e Ruolo conducenti;
- verifica licenza e regolamento comunale;
- conferma ATECO 49.33.10;
- definisci forma dell’impresa;
- apri Partita IVA e posizioni collegate;
- coordina Registro Imprese, INPS ed eventuale INAIL;
- verifica iscrizione e dati RENT;
- confronta forfettario e ordinario sui costi reali;
- imposta correttamente fatturazione e documentazione fiscale.
Guide collegate
Dopo l’apertura consulta il regime forfettario taxi, il codice ATECO 49.33.10, il calcolo tasse taxi e la guida al commercialista per taxi.
Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.