Per aprire la Partita IVA da piastrellista nel 2026 bisogna inquadrare correttamente l’attività come impresa artigiana e usare un codice ATECO coerente con i lavori realmente svolti. Per la posa di piastrelle e altri rivestimenti in edifici e costruzioni, il riferimento ATECO 2025 è 43.33.00 – Rivestimento di pavimenti e di pareti.
Quando serve la Partita IVA
Se la posa viene svolta in modo abituale e organizzato per clienti privati, imprese edili o altri committenti, la Partita IVA è il normale inquadramento. Non esiste una soglia di 5.000 euro che consenta di svolgere stabilmente l’attività senza apertura fiscale.
Codice ATECO 43.33.00
Le note ISTAT ATECO 2025 includono nel 43.33.00 la posa di piastrelle in ceramica, calcestruzzo o pietra da taglio per pareti e pavimenti, oltre ad altri rivestimenti. È quindi il codice da verificare per il piastrellista e il posatore.
Regime forfettario e coefficiente 86%
Per l’attività di rivestimento riconducibile alla sezione costruzioni il coefficiente di redditività è normalmente 86%. Su 30.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo è 25.800 euro. Il 14% restante rappresenta i costi presunti.
ComUnica, Registro Imprese e Albo Artigiani
L’attività del piastrellista viene normalmente esercitata come impresa artigiana. L’avvio richiede quindi gli adempimenti verso Registro Imprese, Albo Artigiani quando ne ricorrono i presupposti e INPS, coordinati tramite Comunicazione Unica.
INPS Artigiani
La circolare INPS n. 14/2026 stabilisce per gli artigiani aliquota ordinaria del 24%, reddito minimale di 18.808 euro e contributo minimo annuo di 4.521,36 euro per titolari e coadiuvanti, salvo agevolazioni o casi particolari.
INAIL e sicurezza
La posa comporta uso di utensili, movimentazione di materiali, polveri, rumore e lavoro in cantiere. Va quindi verificata la posizione INAIL e l’applicazione degli obblighi di sicurezza previsti per la concreta organizzazione dell’attività.
Patente a crediti
Chi opera fisicamente nei cantieri temporanei o mobili deve verificare l’obbligo della patente a crediti. La disciplina riguarda imprese e lavoratori autonomi che entrano materialmente in cantiere, salvo le esclusioni previste.
DURC e lavori per imprese
Se il piastrellista lavora in subappalto o per imprese edili, il committente può richiedere DURC, documentazione di sicurezza e altri requisiti di accesso al cantiere. Questi aspetti vanno preparati già in fase di apertura.
Solo posa o fornitura e posa
È importante decidere se l’impresa vende solo manodopera oppure anche piastrelle e materiali. Nel secondo caso il fatturato può aumentare rapidamente mentre il coefficiente 86% continua a presumere costi pari soltanto al 14%, con possibili effetti negativi sulla convenienza del forfettario.
Più attività con la stessa Partita IVA
Se oltre alla posa si svolgono stabilmente demolizioni, massetti, intonaci, muratura o altre lavorazioni autonome, è opportuno verificare eventuali codici secondari. La descrizione dell’attività deve seguire ciò che viene realmente fatturato.
Checklist di apertura
- definire i lavori realmente svolti;
- verificare ATECO 43.33.00 ed eventuali codici secondari;
- controllare i requisiti del forfettario;
- aprire la posizione tramite ComUnica;
- gestire Registro Imprese e Albo Artigiani;
- aprire le posizioni INPS e INAIL;
- verificare patente a crediti, DURC e sicurezza;
- impostare preventivi, fatture e gestione degli acconti.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per piastrellisti, il codice ATECO, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per piastrellisti.
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