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BOT ottobre 2026: rendimento 3,175% e calcolo del guadagno netto

Aggiornato il 13 Ottobre 2026

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Il BOT annuale collocato il 9 ottobre 2026 ha ottenuto un rendimento medio ponderato lordo del 3,175%, con prezzo medio di aggiudicazione pari a 96,881. Il titolo, identificato dal codice ISIN IT0005735094, viene emesso il 14 ottobre 2026 e rimborsato al valore nominale il 14 ottobre 2027.

Il Tesoro ha assegnato 8 miliardi di euro a fronte di richieste per circa 11,5 miliardi. Per il piccolo risparmiatore, però, il rendimento comunicato dall’asta non coincide con il guadagno che resterà effettivamente dopo la tassazione del 12,5%, le commissioni e gli eventuali costi del deposito titoli. Vediamo quindi come leggere il risultato e quanto può rendere, in termini indicativi, un investimento nominale da 1.000, 5.000 o 10.000 euro.

BOT ottobre 2026: tutti i dati dell’asta

Il nuovo BOT è un titolo zero coupon: non distribuisce cedole periodiche. Il rendimento deriva dalla differenza tra il prezzo pagato in emissione e il rimborso a 100 alla scadenza. I dati principali dell’asta del 9 ottobre sono i seguenti:

DatoRisultato
Codice ISINIT0005735094
Durata365 giorni
Data di emissione e regolamento14 ottobre 2026
Data di scadenza14 ottobre 2027
Importo assegnato nell’asta ordinaria8 miliardi di euro
Prezzo medio ponderato96,881
Rendimento medio ponderato lordo3,175%
Domandacirca 11,5 miliardi di euro
Rapporto domanda/offertacirca 1,44

Il rapporto domanda/offerta superiore a 1 significa che le richieste presentate dagli operatori hanno superato l’importo disponibile. Non indica però che il titolo sia automaticamente conveniente per ogni risparmiatore: per valutarlo servono il rendimento netto, l’orizzonte temporale e il confronto con le alternative disponibili.

Il lotto minimo per il pubblico è normalmente di 1.000 euro nominali o multipli. Chi ha partecipato tramite banca o intermediario ha prenotato il quantitativo prima dell’asta; dopo l’emissione, invece, il titolo può essere comprato e venduto sul mercato secondario a un prezzo che cambia nel tempo.

Quanto rende il BOT su 1.000, 5.000 e 10.000 euro

Con un prezzo di 96,881, ogni 100 euro nominali costano 96,881 euro prima delle commissioni. Alla scadenza lo Stato rimborsa 100. Lo scarto lordo è quindi di 3,119 euro ogni 100 euro nominali, pari a 31,19 euro su un lotto da 1.000 euro.

La tabella seguente applica la tassazione agevolata del 12,5% sui rendimenti dei titoli di Stato e, per prudenza, considera anche la commissione massima dello 0,15% prevista per un BOT annuale sottoscritto in asta. Gli esempi non includono eventuali costi di custodia, spese del dossier titoli o imposta di bollo.

Valore nominalePrezzo senza commissioneGuadagno lordoImposta 12,5%Commissione massimaGuadagno netto indicativo
1.000 €968,81 €31,19 €3,90 €1,50 €25,79 €
5.000 €4.844,05 €155,95 €19,49 €7,50 €128,96 €
10.000 €9.688,10 €311,90 €38,99 €15,00 €257,91 €

Su 1.000 euro nominali il rendimento netto indicativo, dopo imposta e commissione massima, è quindi di circa 25,79 euro. Rapportato all’esborso iniziale, corrisponde a circa il 2,66%, prima degli altri costi eventualmente previsti dal rapporto bancario. Se la banca applica una commissione inferiore o nulla, il risultato migliora: senza commissione il guadagno netto sarebbe di circa 27,29 euro.

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Perché il 3,175% non coincide con il semplice scarto di prezzo

Può sembrare che il rendimento debba essere pari al 3,119%, perché il titolo viene pagato 96,881 e rimborsato a 100. In realtà il rendimento ufficiale dell’asta viene calcolato rapportando lo scarto al capitale effettivamente impiegato e applicando la convenzione utilizzata per i BOT.

Con il prezzo medio di 96,881, la formula su base convenzionale porta al rendimento medio ponderato semplice comunicato del 3,175%. Il dato dell’asta è quindi corretto, ma non rappresenta direttamente il guadagno netto del risparmiatore.

  • 3,175%: rendimento medio ponderato lordo ufficiale dell’asta;
  • 31,19 euro su 1.000 nominali: differenza lorda tra rimborso e prezzo di emissione;
  • 27,29 euro: differenza dopo la tassazione del 12,5%, senza commissioni;
  • 25,79 euro: risultato indicativo dopo tassazione e commissione massima dello 0,15%.

Per approfondire il meccanismo generale, la differenza tra prezzo e rendimento e la tassazione, puoi consultare la guida RM su cosa sono i BOT e come funzionano.

Tasse, commissioni e altri costi da non dimenticare

I rendimenti dei BOT sono soggetti all’aliquota del 12,5%, più favorevole rispetto al 26% applicato a molti altri strumenti finanziari. La tassazione incide sullo scarto di emissione, cioè sulla differenza positiva tra valore di rimborso e prezzo pagato.

Per le sottoscrizioni in asta, gli intermediari devono rispettare limiti massimi alle commissioni. Per un BOT con durata annuale il tetto è dello 0,15% del valore nominale. La banca può comunque applicare una commissione più bassa o rinunciarvi, quindi il documento sui costi del proprio intermediario va controllato prima dell’ordine.

  • commissione di sottoscrizione: fino allo 0,15% nel caso del BOT annuale;
  • imposta sul rendimento: 12,5%;
  • deposito titoli: può prevedere un canone o altre spese contrattuali;
  • imposta di bollo: può incidere sul portafoglio finanziario in base alle regole applicabili al rapporto;
  • commissioni di vendita: rilevano se il titolo viene ceduto sul mercato prima della scadenza.

Il rendimento netto mostrato nella piattaforma bancaria può quindi differire leggermente dall’esempio, soprattutto se l’intermediario considera costi fissi, arrotondamenti o condizioni specifiche del conto titoli.

Acquisto in asta o sul mercato: cosa cambia dopo il 14 ottobre

Chi ha comprato in asta

Il risparmiatore che ha prenotato il BOT prima dell’asta riceve il titolo alle condizioni risultanti dal collocamento, tenendo conto della commissione applicata dalla banca. Se lo mantiene fino al 14 ottobre 2027, riceve il rimborso a 100, salvo il rischio dell’emittente.

Chi compra dopo l’emissione

Dopo l’avvio delle negoziazioni sul MOT, il prezzo non è più necessariamente 96,881. Può salire o scendere in funzione dei tassi di mercato, del tempo residuo e della domanda. Di conseguenza, chi compra sul mercato secondario deve ricalcolare rendimento, tassazione e costi usando il prezzo effettivo dell’ordine.

Chi vende prima della scadenza

Il rimborso a 100 vale per chi arriva alla scadenza. Una vendita anticipata avviene al prezzo disponibile sul mercato: il risultato può essere migliore o peggiore rispetto all’acquisto iniziale. Il BOT ha una durata breve e tende a essere meno sensibile ai tassi rispetto a un titolo pluriennale, ma il rischio di prezzo non scompare.

Per confrontare una scadenza annuale senza cedola con strumenti a medio-lungo termine puoi leggere anche l’approfondimento RM su cosa sono i BTP. BOT e BTP hanno struttura, durata e sensibilità ai tassi differenti.

Fonti ufficiali e controlli prima dell’acquisto

I risultati dell’asta sono pubblicati dalla Banca d’Italia nel comunicato del 9 ottobre 2026 e dal Dipartimento del Tesoro nella scheda ufficiale del BOT a 12 mesi. Il decreto di emissione è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 ottobre 2026.

Prima di acquistare è opportuno controllare il prezzo effettivo, il rendimento netto mostrato dall’intermediario, le commissioni, la data di scadenza e la necessità di disporre del capitale prima del rimborso. Il rendimento dell’asta descrive il collocamento concluso il 9 ottobre: non garantisce le stesse condizioni a chi compra successivamente sul mercato.

In sintesi: il BOT con scadenza 14 ottobre 2027 è stato collocato al rendimento lordo del 3,175% e al prezzo medio di 96,881. Su 1.000 euro nominali, mantenendo il titolo fino alla scadenza, il guadagno indicativo è di circa 27,29 euro dopo l’imposta e di circa 25,79 euro considerando anche la commissione massima. Gli altri costi del dossier titoli possono ridurre ulteriormente il risultato.

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