Il MEF ha riaperto a settembre 2026 le sottoscrizioni di tre BTP con scadenze 2029, 2033 e 2072. I tre decreti del 10 settembre 2026, pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 18 settembre, riguardano titoli con cedola annua lorda rispettivamente del 3,00%, 3,35% e 2,15%.
Si tratta di nuove tranche di titoli già esistenti, non di tre nuovi BTP: cambiano quindi le tranche collocate, mentre restano invariati tasso cedolare e scadenza delle rispettive emissioni.
BTP settembre 2026: quali titoli sono stati riaperti
I tre provvedimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze riguardano:
- BTP 3,00% con scadenza 15 settembre 2029: quinta e sesta tranche;
- BTP 3,35% con scadenza 15 settembre 2033: terza e quarta tranche;
- BTP 2,15% con scadenza 1° marzo 2072: ottava e nona tranche.
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BTP 3,00% con scadenza 2029
Il primo decreto riapre il BTP con godimento 15 giugno 2026 e scadenza 15 settembre 2029. Il titolo riconosce un interesse annuo lordo del 3,00%, pagato in due cedole semestrali il 15 marzo e il 15 settembre.
La quinta tranche è stata disposta per un importo nominale compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro. La Gazzetta precisa inoltre che la prima cedola, scaduta il 15 settembre 2026, non viene corrisposta nell’ambito di questa riapertura.
BTP 3,35% con scadenza 2033
Il secondo provvedimento riguarda il BTP con godimento 15 luglio 2026 e scadenza 15 settembre 2033, con tasso annuo lordo del 3,35%.
Anche in questo caso la cedola è semestrale, con pagamento il 15 marzo e il 15 settembre. La terza tranche è stata disposta per un ammontare nominale compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro. Il decreto consente inoltre le operazioni di separazione e ricostituzione delle componenti cedolari, il cosiddetto coupon stripping.
BTP 2,15% con scadenza 2072
La terza riapertura riguarda il BTP più lungo dei tre: godimento 1° marzo 2021 e scadenza 1° marzo 2072, con interesse annuo lordo del 2,15%.
Il MEF ha disposto l’ottava tranche per un importo nominale compreso tra 500 e 750 milioni di euro. Le cedole sono semestrali, con pagamento il 1° marzo e il 1° settembre. Essendo già trascorse le prime undici scadenze cedolari, il decreto precisa che tali cedole non vengono corrisposte ai sottoscrittori delle nuove tranche.
Riapertura BTP: cosa significa
Una riapertura permette al Tesoro di collocare ulteriori quantità di un titolo già emesso. Per l’investitore significa acquistare un BTP che mantiene le caratteristiche originarie di cedola e scadenza, ma viene offerto in una nuova tranche.
La cedola indicata nei decreti non coincide automaticamente con il rendimento effettivo dell’investimento. Quest’ultimo dipende anche dal prezzo di acquisto, dalla durata residua e dal momento in cui il titolo viene comprato o venduto.
BTP e BOT: attenzione alla differenza
I BTP sono titoli a medio-lungo termine che normalmente prevedono cedole periodiche. I BOT, invece, sono titoli a breve termine senza cedola periodica. Su RM puoi approfondire anche come funzionano i BOT.
Domande frequenti
I tre BTP sono nuove emissioni?
No. I decreti dispongono la riapertura di titoli già esistenti attraverso nuove tranche.
Quali sono le scadenze?
Le scadenze sono 15 settembre 2029, 15 settembre 2033 e 1° marzo 2072.
La cedola indica il rendimento effettivo?
No. Il tasso cedolare è una caratteristica del titolo, mentre il rendimento effettivo dipende anche dal prezzo pagato e dalla durata residua.
Fonti ufficiali
I provvedimenti sono i tre decreti MEF del 10 settembre 2026 pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 217 del 18 settembre 2026: BTP 3,00% 2029, BTP 3,35% 2033 e BTP 2,15% 2072.
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Caterina
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