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Calcolo tasse arrotino: 67%, INPS, 5%/15% ed esempi

Aggiornato il 1 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Calcolo tasse arrotino: 67%, INPS, 5%/15% ed esempi

Per calcolare le tasse di un arrotino in regime forfettario nel 2026 bisogna partire dai ricavi effettivamente incassati, applicare il coefficiente di redditività del 67%, considerare i contributi INPS Artigiani obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili e applicare infine l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando spettante.

Il calcolo non consiste quindi nel moltiplicare semplicemente il fatturato per il 5% o per il 15%. Per l’arrotino incidono anche contributo minimo INPS, eventuale riduzione previdenziale del 35%, soglie di 85.000 e 100.000 euro, attività commerciali aggiuntive e costi reali dell’attività.

Il codice ATECO 2025 di riferimento è 95.29.91, relativo ad affilatura di coltelli, duplicazione di chiavi e incisione rapida. Il coefficiente forfettario di riferimento è normalmente 67%.

Come si calcolano le tasse dell’arrotino

La sequenza di base è:

  • ricavi effettivamente incassati;
  • applicazione del coefficiente del 67%;
  • reddito forfettario lordo;
  • deduzione dei contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili;
  • imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante.

Il calcolo fiscale e quello previdenziale sono collegati ma non identici: l’INPS determina la contribuzione secondo le proprie regole e la posizione individuale.

Coefficiente di redditività 67%

Per il codice 95.29.91 il coefficiente di redditività è normalmente 67%. Il restante 33% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente. Il 67% non è un’imposta e non significa che l’arrotino paghi il 67% di tasse.

Per approfondire il meccanismo generale puoi consultare la guida RM sul coefficiente di redditività del regime forfettario.

Esempi di calcolo

20.000 euro: 20.000 × 67% = 13.400 euro di reddito forfettario lordo.

30.000 euro: 30.000 × 67% = 20.100 euro. Se ipotizziamo 4.000 euro di contributi effettivamente versati e deducibili, la base fiscale sarebbe 16.100 euro: 2.415 euro al 15% oppure 805 euro al 5% se spettante.

40.000 euro: 40.000 × 67% = 26.800 euro. Con 5.000 euro di contributi deducibili ipotetici, la base sarebbe 21.800 euro: 3.270 euro al 15% oppure 1.090 euro al 5%.

50.000 euro: 50.000 × 67% = 33.500 euro. Con 6.000 euro di contributi deducibili ipotetici, la base sarebbe 27.500 euro: 4.125 euro al 15% oppure 1.375 euro al 5%.

Gli importi previdenziali sono ipotetici e servono esclusivamente a mostrare il metodo: il calcolo INPS reale va effettuato sulla posizione concreta.

INPS Artigiani 2026

Se l’arrotino è inquadrato nella Gestione Artigiani, per il 2026 l’INPS indica un’aliquota IVS del 24%, un reddito minimale di 18.808 euro e un contributo minimo annuo di 4.521,36 euro, comprensivo della quota maternità prevista.

Il contributo minimo può incidere molto quando i ricavi sono contenuti. Per una simulazione personalizzata è disponibile il simulatore ufficiale INPS, che fornisce un risultato indicativo sulla base dei dati inseriti.

Gli importi vanno comunque verificati sulla posizione individuale e sulle eventuali agevolazioni.

Riduzione INPS del 35%

Gli artigiani che applicano il regime forfettario possono verificare la possibilità di accedere alla riduzione contributiva del 35%, quando ricorrono i requisiti previsti. La riduzione riguarda la previdenza e non l’imposta sostitutiva del 5%.

In una simulazione bisogna quindi tenere separati tre elementi: coefficiente di redditività 67%, imposta sostitutiva 5%/15% ed eventuale riduzione INPS del 35%.

Imposta sostitutiva 15% o 5%

L’aliquota ordinaria è del 15%. Per le nuove attività può applicarsi il 5% per l’anno di avvio e i quattro successivi quando sono rispettate tutte le condizioni previste dalla legge.

Una nuova Partita IVA non garantisce automaticamente il 5%: bisogna verificare l’eventuale attività precedente, la continuità dell’attività e le altre condizioni richieste.

Soglie di 85.000 e 100.000 euro

La soglia ordinaria del forfettario è 85.000 euro di ricavi o compensi rilevanti. Se i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro, il regime cessa nello stesso anno secondo le regole vigenti.

Il controllo deve seguire gli incassi effettivi. Una fattura emessa ma non incassata non diventa automaticamente ricavo dell’anno soltanto perché è stata emessa.

Arrotino con vendita di coltelli

Affilatura e vendita stabile di coltelleria possono essere attività economicamente differenti. Se l’arrotino acquista prodotti per la rivendita, la componente commerciale deve essere verificata separatamente e può richiedere un codice ATECO secondario.

Se la seconda attività appartiene a un gruppo con coefficiente diverso, non è corretto applicare automaticamente il 67% a tutti i ricavi della Partita IVA.

Spese reali dell’arrotino

Nel forfettario le spese non vengono dedotte analiticamente: il 33% è la quota di costi riconosciuta attraverso il coefficiente. Possono comunque incidere molto sulla redditività reale:

  • mole, nastri abrasivi e utensili;
  • manutenzione delle attrezzature;
  • energia e affitto;
  • carburante e manutenzione del mezzo;
  • assicurazioni;
  • merce destinata alla rivendita.

Se i costi reali sono stabilmente elevati, può essere utile confrontare il forfettario con il regime ordinario. Il confronto deve comprendere imposta, INPS, costi reali ed eventuale IVA, non soltanto il 5% o il 15%.

Arrotino ambulante o a domicilio

La modalità di esercizio non cambia automaticamente il calcolo fiscale. Se l’attività resta quella del 95.29.91, il riferimento rimane quello. Possono però essere necessari ulteriori adempimenti locali per attività itinerante, suolo pubblico o vendita.

Saldo, acconti e liquidità

Dal secondo ciclo fiscale possono sommarsi saldo dell’anno precedente e acconti dell’anno corrente. È quindi utile accantonare periodicamente una quota degli incassi destinata separatamente a imposte e previdenza.

Controllo trimestrale

  • ricavi incassati;
  • distanza da 85.000 euro;
  • rischio di superare 100.000 euro;
  • contributi INPS versati;
  • eventuale riduzione 35%;
  • nuove attività e codici ATECO;
  • vendite commerciali separate;
  • liquidità accantonata.

Quanto resta davvero dopo tasse e contributi

Il risultato del calcolo fiscale non coincide con il denaro che rimane realmente all’arrotino. Il reddito forfettario è un valore fiscale, mentre la redditività economica dipende anche da affitto, attrezzature, manutenzione, energia, carburante, assicurazioni e altri costi che nel forfettario non vengono dedotti analiticamente.

Per una pianificazione prudente è utile distinguere almeno tre grandezze: reddito forfettario, netto dopo imposte e contributi e margine economico dopo i costi reali. Confonderle può portare a una stima troppo ottimistica della liquidità disponibile.

Come usare il simulatore INPS

Dal 2026 l’INPS mette a disposizione un simulatore dedicato alle Gestioni Artigiani e Commercianti. Il servizio permette di inserire i dati necessari alla simulazione e di considerare anche specifici regimi contributivi. Il risultato è indicativo e non sostituisce la verifica della posizione individuale.

Per l’arrotino è particolarmente utile separare il calcolo previdenziale da quello fiscale: prima si verifica la contribuzione INPS secondo le regole della Gestione Artigiani, poi si considera la quota effettivamente versata e fiscalmente deducibile nel calcolo dell’imposta sostitutiva.

Arrotino con più attività: il calcolo non è sempre 67%

Se l’arrotino svolge esclusivamente affilatura, duplicazione chiavi e incisione comprese nel 95.29.91, il coefficiente del 67% costituisce il riferimento. Se invece aggiunge un’attività autonoma con un diverso codice ATECO e un diverso coefficiente, i ricavi devono essere attribuiti correttamente.

Questo è particolarmente importante per chi affianca all’affilatura una vera attività di commercio. Non è corretto applicare automaticamente il 67% all’intero volume d’affari senza verificare la classificazione della seconda attività.

Primo anno di attività: cosa controllare

  • requisiti per l’aliquota del 5%;
  • inquadramento INPS Artigiani;
  • eventuale riduzione contributiva del 35%;
  • ricavi incassati progressivamente;
  • eventuali attività commerciali;
  • costi reali necessari per avviare laboratorio o mezzo;
  • liquidità da accantonare per imposte e previdenza.

Il primo anno richiede particolare attenzione perché il professionista deve impostare contemporaneamente la posizione fiscale, previdenziale e amministrativa. Una simulazione fatta soltanto a fine anno non permette di correggere tempestivamente eventuali errori.

Secondo anno: attenzione a saldo e acconti

Dal secondo ciclo fiscale la gestione della liquidità può diventare più impegnativa. Al saldo relativo all’anno precedente possono infatti aggiungersi gli acconti dell’anno corrente e i versamenti previdenziali. Per questo è utile creare un accantonamento periodico anziché utilizzare interamente gli incassi come disponibilità corrente.

Quando rifare il calcolo delle tasse

  • quando gli incassi aumentano rapidamente;
  • quando ci si avvicina a 85.000 euro;
  • quando si aggiunge una nuova attività;
  • quando aumenta la vendita di prodotti;
  • quando cambia la situazione lavorativa del titolare;
  • quando si acquistano macchinari o un nuovo mezzo;
  • quando si assumono dipendenti.

Il calcolo delle tasse non dovrebbe quindi essere un’operazione effettuata una sola volta. Una verifica trimestrale consente di aggiornare la stima e di evitare sorprese nelle scadenze.

Errori frequenti

  • applicare il 15% direttamente ai ricavi;
  • considerare il 67% un’aliquota fiscale;
  • ignorare il contributo minimo INPS;
  • confondere riduzione INPS del 35% e imposta del 5%;
  • applicare automaticamente il 5%;
  • non monitorare 85.000 e 100.000 euro;
  • applicare il 67% a ricavi di attività con coefficienti diversi.

Domande frequenti

Qual è il coefficiente forfettario dell’arrotino?

Per il codice 95.29.91 il coefficiente di riferimento è normalmente 67%.

Quanto paga di INPS un arrotino?

Se è iscritto alla Gestione Artigiani, il calcolo dipende da minimale e reddito; per il 2026 l’aliquota IVS indicata dall’INPS è 24% e il contributo minimo annuo è 4.521,36 euro.

Il 5% è automatico?

No. Devono essere rispettate tutte le condizioni previste per le nuove attività.

Le spese del laboratorio sono deducibili?

Nel forfettario non vengono dedotte analiticamente: sono riconosciute attraverso il coefficiente di redditività.

In sintesi

Il calcolo delle tasse dell’arrotino combina coefficiente 67%, INPS Artigiani, imposta 5%/15% e soglie 85.000/100.000 euro. Il risultato fiscale deve essere distinto dal guadagno economico reale dell’attività.

Approfondimenti sull’arrotino

  • Partita IVA arrotino
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