Il calcolo delle tasse di un event planner in regime forfettario nel 2026 parte normalmente dal coefficiente di redditività del 67% per i codici della famiglia 82.30. Il risultato cambia però in modo sostanziale in base alla previdenza: un professionista che presta consulenza e coordinamento personale può dover verificare la Gestione Separata; una ditta che gestisce direttamente budget, fornitori e servizi può rientrare nella Gestione Commercianti. Gli esempi principali di questa pagina usano la Gestione Separata al 26,07% e non vanno copiati per un’attività commerciale.
Dati utilizzati nelle simulazioni
- ATECO di riferimento: 82.30.03 o altro codice 82.30 coerente;
- coefficiente: 67%;
- Gestione Separata: 26,07% nell’ipotesi professionale;
- imposta sostitutiva: 15% o 5% quando spettante;
- ipotesi: nessun’altra previdenza obbligatoria e reddito sotto il massimale INPS.
Per le aliquote previdenziali 2026 il riferimento utilizzato è la circolare INPS n. 8/2026, che disciplina le aliquote della Gestione Separata per professionisti, pensionati e soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria.
Formula di base
Il procedimento è: incassi × 67% = reddito lordo forfettario. Se la posizione previdenziale è Gestione Separata, su questo reddito si stimano i contributi. I contributi obbligatori effettivamente deducibili nel periodo riducono poi la base dell’imposta sostitutiva del 15% o del 5%.
Esempio con 20.000 euro di incassi
Il reddito lordo è 13.400 euro. Con Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 3.493,38 euro. Se integralmente deducibili nell’anno, la base residua è 9.906,62 euro e l’imposta è circa 1.485,99 euro al 15% oppure 495,33 euro al 5%.
Esempio con 30.000 euro di incassi
Il reddito forfettario è 20.100 euro. I contributi teorici al 26,07% sono circa 5.240,07 euro. La base residua è 14.859,93 euro: l’imposta indicativa è 2.228,99 euro al 15% oppure 743 euro al 5%.
Esempio con 50.000 euro di incassi
Con 50.000 euro di incassi il reddito lordo è 33.500 euro. La Gestione Separata teorica è 8.733,45 euro. Dopo la deduzione restano 24.766,55 euro: l’imposta è circa 3.714,98 euro al 15% oppure 1.238,33 euro al 5%.
Esempio con 80.000 euro di incassi
Il reddito forfettario è 53.600 euro. I contributi teorici al 26,07% ammontano a circa 13.973,52 euro. La base residua è 39.626,48 euro e l’imposta indicativa è 5.943,97 euro al 15% oppure 1.981,32 euro al 5%.
Esempio con 85.000 euro di incassi
Con 85.000 euro di incassi il reddito lordo forfettario è 56.950 euro. I contributi teorici sono circa 14.846,87 euro. La base residua è 42.103,14 euro: imposta di circa 6.315,47 euro al 15% oppure 2.105,16 euro al 5%.
Le simulazioni non sono gli F24 effettivi
I contributi calcolati sul reddito dell’anno non coincidono necessariamente con quelli deducibili nello stesso periodo. Saldi, acconti, contributi effettivamente versati e altra previdenza possono cambiare la base dell’imposta. Gli esempi servono a capire il meccanismo e a pianificare la liquidità, non a sostituire il calcolo dichiarativo individuale.
Se sei ditta individuale commerciale il calcolo cambia
Un event planner che gestisce direttamente budget e fornitori può essere inquadrato come impresa commerciale. In questo caso la Gestione Commercianti prevede contributi minimi annuali e una componente percentuale sul reddito eccedente; le simulazioni con il 26,07% della Gestione Separata non sono corrette. Prima di usare qualsiasi calcolatore bisogna definire la posizione previdenziale reale.
Il problema dei fornitori pagati dall’event planner
Il forfettario presume costi pari al 33% degli incassi. Se l’organizzatore incassa 50.000 euro ma ne spende 30.000 in location, catering, service e allestimenti, il reddito fiscale resta determinato con il 67% e non con il margine reale. Per questo il modello in cui il cliente paga direttamente i fornitori è economicamente molto diverso da quello in cui l’event planner acquista e rivende tutti i servizi.
Esempio di margine con fornitori diretti
Un professionista fattura 30.000 euro di compensi organizzativi mentre location e fornitori fatturano direttamente al cliente. Se i suoi costi reali personali sono 5.000 euro, il 33% presunto equivale a 9.900 euro e il forfettario può risultare favorevole sotto il profilo dei costi. Restano naturalmente da considerare contributi, imposta e tutte le altre condizioni del regime.
Esempio di margine con pacchetto completo
Se invece l’event planner fattura al cliente 60.000 euro e paga 35.000 euro di fornitori in proprio, il costo reale supera ampiamente il 33% presunto. Il regime potrebbe risultare fiscalmente poco rappresentativo del margine economico. Questa simulazione va fatta prima di scegliere il forfettario, soprattutto quando il volume di servizi acquistati per conto dell’evento è elevato.
Acconti e incassi a cavallo dell’anno
Gli eventi vengono spesso pagati con acconto alla firma, secondo acconto e saldo. Nel lavoro autonomo forfettario conta normalmente il momento dell’incasso. Un acconto ricevuto a dicembre e il saldo incassato a gennaio possono quindi ricadere in due periodi fiscali differenti, con effetti sulla soglia annuale e sugli acconti d’imposta.
Quanto accantonare
Saldo e acconti possono arrivare molti mesi dopo l’evento. È utile separare una quota degli incassi destinata a imposte e contributi e non confonderla con il budget dei fornitori. L’accantonamento deve essere adattato alla previdenza reale, al 5% o 15% e ai contributi già versati durante l’anno.
Prima del calcolo verifica il codice ATECO
Gli esempi presuppongono un codice della famiglia 82.30 con coefficiente 67%. Matrimoni e feste private, eventi culturali e sportivi possono richiedere altri codici. Prima di applicare la formula consulta il codice ATECO event planner e verifica che l’attività effettiva sia quella descritta.
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