Il regime forfettario per event planner nel 2026 può essere applicato quando sono rispettati i requisiti fiscali e l’attività è classificata correttamente. Il punto decisivo è che “event planner” è un nome professionale molto ampio: organizzare un convegno aziendale, un workshop, un matrimonio, un festival culturale o un evento sportivo può portare a codici ATECO diversi. Per gli eventi aziendali ATECO 2025 individua il 82.30.03; per altri seminari e workshop il 82.30.09. Il coefficiente di redditività è normalmente il 67%.
ATECO 82.30.03 per eventi aziendali
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 dedicano il codice 82.30.03 – Organizzazione di convegni ed eventi aziendali all’organizzazione, promozione e gestione di convegni ed eventi corporate. È il riferimento principale per chi coordina convention, meeting aziendali, lanci di prodotto, eventi per clienti e iniziative business.
82.30.09 per seminari, simposi e workshop
Il codice 82.30.09 – Organizzazione di altri eventi comprende espressamente seminari, simposi e workshop. Non è però un contenitore universale per qualsiasi evento: le note ISTAT rinviano matrimoni e feste private, eventi culturali, sportivi e alcune attività di intrattenimento a codici differenti.
Matrimoni e feste private: 96.99.93
Per matrimoni, battesimi, feste di compleanno, baby shower e altre cerimonie o celebrazioni personali il riferimento è 96.99.93 – Servizi di organizzazione di feste e cerimonie. Regimeminimi.com dispone già di guide specifiche per il wedding planner: non conviene sovrapporre i due intenti. L’event planner corporate e il wedding planner restano quindi separati.
Eventi culturali, sportivi e di intrattenimento
Festival musicali, cinematografici o di danza, eventi sportivi e alcune manifestazioni di intrattenimento sono esclusi dalla categoria 82.30 e rinviati da ISTAT alle attività artistiche, sportive o di intrattenimento pertinenti. Se il professionista organizza eventi di natura diversa durante l’anno, il codice prevalente va scelto in base all’attività effettiva e può essere necessario affiancare un’attività secondaria.
Coefficiente di redditività del 67%
Per i codici della famiglia 82.30 il regime forfettario utilizza il coefficiente del 67%. Con 50.000 euro di ricavi o compensi il reddito lordo forfettario è quindi 33.500 euro. Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto: location, service, fornitori, trasferte, software, assicurazione e collaborazioni non vengono dedotti analiticamente.
Perché i costi sono il vero punto critico
Il forfettario può essere conveniente per chi vende soprattutto progettazione e coordinamento e fa fatturare direttamente i fornitori al cliente. Se invece l’event planner incassa l’intero budget e paga in proprio location, catering, tecnici e allestitori, i costi reali possono essere molto superiori al 33% presunto. In questo secondo modello la convenienza del regime va verificata con particolare attenzione.
Freelance o impresa: cambia anche la previdenza
Un consulente che presta personalmente attività organizzativa senza gestire in proprio budget e fornitori può avere un inquadramento professionale da verificare con Gestione Separata INPS. Quando invece l’attività assume una vera organizzazione commerciale, con gestione diretta del budget, acquisto di servizi e coordinamento imprenditoriale, può rendersi necessaria l’iscrizione al Registro Imprese e alla Gestione Commercianti. Il codice ATECO non basta da solo a decidere la previdenza: conta il modello operativo reale.
Gestione Separata 2026
Quando la posizione corretta è quella del libero professionista senza altra previdenza obbligatoria, la Gestione Separata 2026 applica il 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria l’aliquota è il 24%. Non esiste il contributo minimo fisso tipico delle gestioni Artigiani e Commercianti.
Gestione Commercianti: perché il calcolo cambia
Se l’event planner opera come ditta individuale commerciale, la previdenza segue regole diverse: contributi minimi annuali più una quota percentuale sull’eventuale reddito eccedente. Gli esempi costruiti sulla Gestione Separata non possono quindi essere riutilizzati automaticamente. Prima di stimare tasse e contributi bisogna definire se il professionista vende consulenza personale o organizza eventi come attività d’impresa.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
L’imposta sostitutiva ordinaria è del 15%. Il 5% può spettare nei primi cinque anni quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività. La percentuale si applica al reddito forfettario dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori effettivamente deducibili nel periodo.
Acconti dei clienti e principio di cassa
Gli eventi vengono spesso pagati con acconti, saldi intermedi e saldo finale. Nel lavoro autonomo forfettario il momento dell’incasso è essenziale per determinare il reddito dell’anno. È utile distinguere sempre le somme incassate per il proprio compenso dalle somme che, nel modello contrattuale scelto, finanziano servizi acquistati in proprio dall’organizzatore.
Fornitori fatturati al cliente o all’event planner
Questo è uno dei punti più importanti del modello economico. Se location, catering, service audio-video e allestitori fatturano direttamente al cliente, l’event planner fattura essenzialmente il proprio compenso organizzativo. Se invece tutti i fornitori fatturano all’organizzatore e quest’ultimo rifattura un pacchetto completo, ricavi, costi, responsabilità e convenienza del forfettario cambiano sensibilmente.
Eventi all’estero e clienti stranieri
Event planner italiani possono lavorare per imprese straniere o organizzare eventi fuori dall’Italia. Territorialità IVA, luogo dell’evento, natura del cliente e servizi acquistati all’estero devono essere verificati caso per caso. Il regime forfettario semplifica il reddito ma non elimina le regole sulle operazioni internazionali.
Guide collegate
Approfondisci come aprire la Partita IVA da event planner, il codice ATECO per organizzazione eventi, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per event planner.
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