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Calcolo tasse counselor forfettario 2026: esempi e INPS

Guide Fiscali·Aggiornato il 2 Settembre 2026

Il calcolo delle tasse del counselor in regime forfettario nel 2026 parte dai compensi incassati, applica il coefficiente di redditività del 78%, calcola i contributi della Gestione Separata INPS e applica infine l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante.

Non è corretto applicare semplicemente il 15% al fatturato. Il carico complessivo dipende anche dalla previdenza e dalla situazione personale: nel 2026 l’aliquota della Gestione Separata è 26,07% per il professionista senza altra previdenza obbligatoria e 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso un’altra forma obbligatoria.

Argomenti del post

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  • Calcolo tasse counselor: formula 2026
  • 1. Si parte dai compensi incassati
  • 2. Coefficiente di redditività del counselor: 78%
  • 3. Contributi Gestione Separata INPS 2026
  • Gestione Separata: esiste un contributo minimo fisso?
  • 4. Contributi deducibili e base dell’imposta
  • 5. Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
  • Esempio: counselor con 30.000 euro di compensi
  • Esempio: counselor con 50.000 euro di compensi
  • Cosa cambia se il counselor è anche dipendente?
  • Saldo, acconti e previsione di cassa
  • Spese professionali e netto reale
  • Errori frequenti nel calcolo
  • In sintesi

Calcolo tasse counselor: formula 2026

  1. compensi incassati × 78% = reddito forfettario lordo;
  2. reddito forfettario lordo × aliquota Gestione Separata = contributi previdenziali stimati;
  3. reddito forfettario lordo − contributi previdenziali obbligatori deducibili = base dell’imposta sostitutiva;
  4. base imponibile × 15% oppure × 5% se spettante = imposta sostitutiva.
VoceDato 2026
ATECO di riferimento88.99.01 – Servizi di counselling
Coefficiente di redditività78%
Imposta sostitutiva ordinaria15%
Nuova attività5% se ricorrono tutte le condizioni
Gestione Separata senza altra previdenza26,07%
Gestione Separata con altra previdenza obbligatoria o pensione24%

1. Si parte dai compensi incassati

Per il libero professionista in regime forfettario conta il principio di cassa: il calcolo fiscale parte dai compensi percepiti nell’anno. Una fattura emessa ma non ancora incassata non va trattata automaticamente come un compenso già percepito.

Per una previsione realistica bisogna quindi distinguere fatture emesse, incassi effettivi e denaro disponibile. È questo il valore di partenza da utilizzare nella simulazione.

2. Coefficiente di redditività del counselor: 78%

Per il codice ATECO 88.99.01 – Servizi di counselling, nel 2026 il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è 78%. Il coefficiente trasforma i compensi incassati nel reddito forfettario lordo.

Con 30.000 euro di compensi, per esempio, il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente: le normali spese dell’attività non vengono sottratte una per una. Per inquadramento ed esclusioni consulta il codice ATECO counselor.

3. Contributi Gestione Separata INPS 2026

Per il counselor libero professionista senza cassa previdenziale dedicata, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. La Circolare INPS n. 8/2026 stabilisce per i professionisti non assicurati presso un’altra forma previdenziale obbligatoria un’aliquota complessiva del 26,07%.

Per pensionati o professionisti già assicurati presso un’altra forma pensionistica obbligatoria, quando la Gestione Separata è dovuta, l’aliquota è del 24%. La fonte ufficiale è la Circolare INPS 8/2026.

Gestione Separata: esiste un contributo minimo fisso?

No. La Gestione Separata dei liberi professionisti non funziona come la Gestione Artigiani o Commercianti. I contributi sono calcolati sul reddito soggetto a contribuzione e non esiste un contributo fisso annuale che il professionista debba comunque versare anche in assenza di reddito.

L’INPS pubblica un minimale annuale rilevante anche per l’accredito dell’intero anno contributivo. Questo concetto non va confuso con un minimale contributivo fisso dovuto indipendentemente dal reddito.

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4. Contributi deducibili e base dell’imposta

I contributi previdenziali obbligatori versati e ammessi in deduzione riducono il reddito sul quale viene calcolata l’imposta sostitutiva. Per questo il 15% non viene applicato direttamente né al fatturato né al reddito lordo ottenuto applicando il coefficiente.

La sequenza corretta è quindi: compensi → coefficiente 78% → contributi previdenziali → base imponibile → imposta sostitutiva.

5. Imposta sostitutiva al 15% o al 5%

L’imposta sostitutiva ordinaria del regime forfettario è pari al 15%. Può scendere al 5% per l’anno di avvio e i quattro successivi quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.

Il 5% non è automatico perché la Partita IVA è nuova. Bisogna verificare, tra le altre condizioni, che l’attività non costituisca una mera prosecuzione di attività precedente nei casi previsti dalla normativa. I passaggi iniziali sono nella guida su come aprire Partita IVA da counselor; requisiti, soglie e cause ostative sono approfonditi nella guida sul regime forfettario del counselor.

Esempio: counselor con 30.000 euro di compensi

Ipotizziamo un counselor senza altra previdenza obbligatoria, quindi con aliquota Gestione Separata del 26,07%, e 30.000 euro di compensi incassati.

  • 30.000 × 78% = 23.400,00 euro di reddito forfettario lordo;
  • 23.400 × 26,07% = 6.100,38 euro di contributi stimati;
  • 23.400 − 6.100,38 = 17.299,62 euro di base imponibile;
  • 17.299,62 × 15% = 2.594,94 euro di imposta sostitutiva;
  • se spettasse il 5%: 864,98 euro di imposta sostitutiva.

L’esempio serve a mostrare il meccanismo e non sostituisce la dichiarazione: versamenti effettivi, acconti, arrotondamenti e situazione previdenziale possono modificare gli importi finali.

Esempio: counselor con 50.000 euro di compensi

Con 50.000 euro di compensi e la stessa ipotesi previdenziale del 26,07%:

  • 50.000 × 78% = 39.000,00 euro di reddito forfettario lordo;
  • 39.000 × 26,07% = 10.167,30 euro di contributi stimati;
  • 39.000 − 10.167,30 = 28.832,70 euro di base imponibile;
  • 28.832,70 × 15% = 4.324,91 euro di imposta sostitutiva;
  • se spettasse il 5%: 1.441,64 euro.

Cosa cambia se il counselor è anche dipendente?

Se il counselor è già assicurato presso un’altra forma previdenziale obbligatoria, l’aliquota Gestione Separata applicabile può essere del 24% anziché del 26,07%. Inoltre il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente deve essere verificato per la specifica causa ostativa del forfettario.

Nel 2026 la soglia di questa causa ostativa è pari a 35.000 euro, salvo le eccezioni previste quando il rapporto di lavoro è cessato. Due professionisti con gli stessi compensi possono quindi avere un carico previdenziale diverso.

Saldo, acconti e previsione di cassa

Il carico fiscale maturato nell’anno non coincide necessariamente con quanto viene pagato in una singola scadenza. Imposta sostitutiva e Gestione Separata prevedono meccanismi di saldo e acconto che possono concentrare una parte importante dei versamenti.

È quindi utile accantonare durante l’anno una quota degli incassi, ma non esiste una percentuale universale valida per tutti: dipende da aliquota INPS, 5% o 15%, reddito e posizione personale.

Spese professionali e netto reale

Software, formazione, assicurazione, strumenti, pubblicità, telefono e altre normali spese dell’attività non vengono dedotte analiticamente nel forfettario. Il sistema presume i costi attraverso il coefficiente del 78%.

Questo significa che il reddito fiscale e il denaro che resta effettivamente al professionista non sono la stessa cosa. Per valutare la convenienza del regime bisogna considerare anche le spese reali sostenute, pur se non deducibili una per una.

Errori frequenti nel calcolo

  • calcolare il 15% direttamente sui compensi;
  • confondere il coefficiente del 78% con un’aliquota fiscale;
  • usare ancora l’aliquota INPS 26,23% invece del 26,07% vigente nel 2026;
  • applicare sempre il 26,07% senza verificare altra previdenza obbligatoria;
  • considerare la Gestione Separata come una gestione con contributi minimi fissi;
  • ignorare la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori;
  • considerare il 5% automatico per ogni nuova Partita IVA;
  • dimenticare saldo e acconti nella previsione finanziaria.

In sintesi

Il calcolo tasse counselor forfettario 2026 segue una sequenza precisa: compensi incassati, coefficiente 78%, Gestione Separata INPS, deduzione dei contributi e imposta sostitutiva al 15% o 5% se spettante. Verificare ATECO e posizione previdenziale prima del calcolo evita le principali fonti di errore e permette di stimare meglio il netto realmente disponibile.

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