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Calcolo tasse forfettario geometri: quanto si paga nel 2026

Aggiornato il 16 Agosto 2026

Home > Guide Fiscali > Calcolo tasse forfettario geometri: quanto si paga nel 2026

Quanto paga di tasse un geometra in regime forfettario? Il calcolo dipende dai compensi, dal coefficiente di redditività, dai contributi previdenziali dovuti alla Cassa Geometri e dall’aliquota dell’imposta sostitutiva. In questa guida vediamo come fare il calcolo e un esempio pratico.

Argomenti del post

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  • In breve
  • Come si calcolano le tasse di un geometra forfettario
  • Coefficiente di redditività del geometra
  • Esempio di calcolo con 40.000 euro di compensi
  • Quanto incidono i contributi della Cassa Geometri
  • Imposta sostitutiva: 5% o 15%
  • Quanto paga un geometra con 20.000, 40.000 o 60.000 euro?
  • Il geometra deve pagare l’IVA?
  • Quali costi può dedurre il geometra?
  • Quando conviene il regime forfettario a un geometra?
  • Errori da evitare nel calcolo delle tasse
  • Guide utili per il geometra
  • Domande frequenti sul calcolo delle tasse del geometra
  • Quanto paga di tasse un geometra forfettario?
  • Qual è il coefficiente di redditività del geometra?
  • Il geometra forfettario paga i contributi alla Cassa Geometri?
  • Meglio il 5% o il 15%?
  • In sintesi
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

In breve

  • nel regime forfettario il reddito non si calcola sottraendo i costi effettivi;
  • si applica il coefficiente di redditività previsto per l’attività;
  • i contributi previdenziali devono essere considerati separatamente dall’imposta;
  • l’imposta sostitutiva è ordinariamente del 15% oppure del 5% quando sono rispettati i requisiti dell’agevolazione;
  • per un calcolo corretto bisogna verificare anche la posizione previdenziale del singolo geometra.

Come si calcolano le tasse di un geometra forfettario

Il procedimento parte dai compensi rilevanti dell’attività. Nel regime forfettario non si calcolano le imposte partendo dalle spese realmente sostenute: il reddito viene determinato applicando al valore dei compensi il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata.

  1. si individuano i compensi rilevanti dell’anno;
  2. si verifica il codice ATECO e il relativo coefficiente di redditività;
  3. si determina il reddito forfettario;
  4. si calcolano i contributi previdenziali applicabili;
  5. si determina la base imponibile fiscale tenendo conto delle componenti deducibili previste dalla normativa;
  6. si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5%, quando spettante.

Coefficiente di redditività del geometra

Per l’attività professionale del geometra il coefficiente di redditività da utilizzare nel regime forfettario deve essere verificato in relazione al codice ATECO effettivamente utilizzato. La classificazione vigente va controllata sulla base dell’attività realmente esercitata.

Il coefficiente determina la quota di compensi che viene considerata fiscalmente come reddito. Non significa quindi che il geometra paghi l’imposta direttamente sul fatturato: prima viene determinato il reddito forfettario e poi si applicano le regole fiscali e previdenziali previste.

Esempio di calcolo con 40.000 euro di compensi

Vediamo un esempio semplificato per capire la logica. Supponiamo, esclusivamente a fini illustrativi, di avere 40.000 euro di compensi e un coefficiente di redditività del 78%.

PassaggioCalcoloRisultato
Compensi—40.000 €
Reddito forfettario40.000 × 78%31.200 €
Contributi previdenzialiDa determinare sulla posizione individualeVariabile
Base imponibile fiscaleReddito meno componenti deducibili previsteDa determinare
Imposta sostitutiva5% oppure 15%Da determinare

Attenzione: questo esempio mostra il meccanismo del calcolo, ma non può essere usato per determinare automaticamente quanto deve pagare ogni geometra. La contribuzione alla Cassa Geometri e le eventuali componenti minime o agevolate devono essere verificate sulla situazione individuale.

Quanto incidono i contributi della Cassa Geometri

Per un geometra il calcolo del costo complessivo del regime forfettario non può fermarsi all’imposta sostitutiva. Occorre considerare anche la contribuzione previdenziale prevista dalla Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri.

I contributi possono comprendere componenti diverse, tra cui il contributo soggettivo e il contributo integrativo, oltre ad eventuali importi minimi e altre componenti previste dalla disciplina della Cassa. Le aliquote e gli importi devono essere verificati per l’anno di riferimento.

Per questo motivo due geometri con lo stesso fatturato possono avere un risultato netto diverso in funzione della loro situazione previdenziale.

Imposta sostitutiva: 5% o 15%

L’aliquota ordinaria dell’imposta sostitutiva del regime forfettario è del 15%. Per le nuove attività, quando sono rispettati tutti i requisiti previsti, può essere applicata l’aliquota ridotta del 5% per il periodo agevolato stabilito dalla legge.

Il 5% non si applica automaticamente perché si tratta di un’attività professionale: bisogna verificare le condizioni richieste per l’agevolazione.

Quanto paga un geometra con 20.000, 40.000 o 60.000 euro?

All’aumentare dei compensi aumenta il reddito determinato con il coefficiente di redditività e, di conseguenza, cambiano sia la componente fiscale sia quella previdenziale. Per confrontare correttamente 20.000, 40.000 o 60.000 euro di compensi bisogna quindi considerare insieme imposta e contributi.

CompensiReddito con coefficiente 78%Calcolo successivo
20.000 €15.600 €Contributi + imposta
40.000 €31.200 €Contributi + imposta
60.000 €46.800 €Contributi + imposta

La tabella è una base di confronto e non sostituisce il calcolo individuale della contribuzione e dell’imposta.

Il geometra deve pagare l’IVA?

Uno dei vantaggi del regime forfettario è l’assenza dell’applicazione dell’IVA secondo le regole proprie del regime. Questo non significa però che tutte le operazioni e tutti gli adempimenti siano identici a quelli di un’attività ordinaria: occorre verificare gli obblighi previsti per il contribuente e per il tipo di operazione effettuata.

Quali costi può dedurre il geometra?

Nel regime forfettario i costi dell’attività non vengono normalmente dedotti uno per uno come avviene nella contabilità ordinaria. È il coefficiente di redditività a riconoscere forfettariamente una quota di costi.

Per questa ragione il confronto tra regime forfettario e altri regimi deve tenere conto non soltanto dell’aliquota fiscale, ma anche del livello effettivo dei costi professionali sostenuti.

Quando conviene il regime forfettario a un geometra?

Il regime può risultare particolarmente interessante quando l’attività presenta costi effettivi contenuti rispetto ai compensi e quando il professionista possiede i requisiti per accedervi e mantenerlo. La convenienza, però, va valutata considerando insieme imposizione fiscale, previdenza e caratteristiche dell’attività.

Errori da evitare nel calcolo delle tasse

  • calcolare l’imposta direttamente sul fatturato;
  • confondere coefficiente di redditività e aliquota dell’imposta;
  • ignorare i contributi della Cassa Geometri;
  • usare un codice ATECO non coerente con l’attività;
  • applicare automaticamente il 5% senza verificare i requisiti;
  • utilizzare un esempio online senza controllare l’anno fiscale e previdenziale di riferimento.

Guide utili per il geometra

  • Regime forfettario per geometri
  • Requisiti del regime forfettario
  • Regime forfettario: guida e requisiti
  • Riduzioni contributive nel regime forfettario

Domande frequenti sul calcolo delle tasse del geometra

Quanto paga di tasse un geometra forfettario?

Non esiste un importo unico: il risultato dipende dai compensi, dal coefficiente di redditività, dai contributi previdenziali e dall’aliquota del 5% o del 15% applicabile.

Qual è il coefficiente di redditività del geometra?

Per le attività riconducibili al codice ATECO di riferimento utilizzato per il geometra, il coefficiente può essere del 78%; prima del calcolo bisogna verificare il codice effettivamente utilizzato.

Il geometra forfettario paga i contributi alla Cassa Geometri?

Sì. La contribuzione previdenziale va considerata separatamente dall’imposta sostitutiva e deve essere verificata sulla posizione individuale presso la Cassa.

Meglio il 5% o il 15%?

Quando ricorrono i requisiti per l’agevolazione, il 5% comporta una minore imposta sostitutiva. Occorre però verificare prima tutte le condizioni previste dalla normativa.

In sintesi

Per calcolare correttamente le tasse di un geometra in regime forfettario bisogna partire dai compensi, applicare il coefficiente di redditività, determinare la contribuzione previdenziale e calcolare l’imposta sostitutiva sulla base imponibile risultante. Il metodo è semplice, ma il risultato finale dipende dalla situazione concreta del professionista.

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