Sei un tatuatore con Partita Iva in forfettario e vuoi sapere quanto devi pagare di tasse? Stai pensando di aprire una ditta di tatuaggi e vuoi sapere se ti conviene?
Oggi ci occupiamo del calcolo tasse in forfettario tatuatori alla luce delle nuove norme in vigore da inizio anno.
Tatuatori in forfettario
Innanzitutto, l’attività di tatuatore come ben saprai richiede il possesso di determinati requisiti tecnici e l’iscrizione in Camera di Commercio come Ditta individuale.
Dal punto di vista fiscale quindi si presenta l’inquadramento come Ditta individuale Artigiana.
Per informazioni più dettagliate sul regime forfettario in generale o per quello che riguarda la professione di tatuatore con partita Iva in regime forfettario ci consigliamo la lettura degli articoli dedicati nel nostro blog.
Tatuatore in forfettario: calcolo tasse
Se svolgi l’attività di tatuatore con partita Iva forfettaria, quanto devi versare di tasse e previdenza? Vediamolo di seguito anche con l’ausilio di alcuni esempi.
Vediamo di chiarire e comprendere bene quali tasse devi versare:
- Imposta sostitutiva
- Contributi INPS Artigiani
Sia l’imposta sostitutiva che i contributi INPS vengono determinati grazie al tuo reddito imponibile, che ti ricordiamo viene determinato applicando ai tuoi ricavi il coefficiente di redditività.
Per l’attività di elettricista il coefficiente di redditività è attualmente dell’67%.
L’imposta sostitutiva invece è del 15%. ma se rispetti determinati requisiti specifici, l’aliquota viene ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività.
Elettricisti in forfettario: iscrizione e contributi INPS
Tasse e contributi nel 2026
Per l’attività trattata in questo articolo il coefficiente di redditività è pari al 67%. Il reddito determinato nel regime forfettario si ottiene applicando questa percentuale ai ricavi o compensi incassati.
Se l’attività comporta l’iscrizione alla Gestione INPS Artigiani, nel 2026 il minimale di reddito previdenziale è pari a 18.808 euro. Il contributo minimo annuo ordinario è pari a 4.521,36 euro. Sulla parte di reddito che supera il minimale si applica, fino alla prima fascia prevista dall’INPS, l’aliquota del 24%.
I contributi previdenziali obbligatori versati sono deducibili dal reddito determinato forfettariamente prima di calcolare l’imposta sostitutiva del 15% oppure, quando spettante, del 5%.
Esempio con 20.000 euro di ricavi
- Ricavi: 20.000,00 euro
- Coefficiente di redditività: 67%
- Reddito determinato forfettariamente: 13.400,00 euro
- Contributi INPS ordinari dell’esempio: 4.521,36 euro
- Reddito dopo la deduzione dei contributi: 8.878,64 euro
- Imposta sostitutiva al 15%: circa 1.331,80 euro
- Imposta sostitutiva al 5%: circa 443,93 euro
Esempio con 50.000 euro di ricavi
- Ricavi: 50.000,00 euro
- Coefficiente di redditività: 67%
- Reddito determinato forfettariamente: 33.500,00 euro
- Reddito eccedente il minimale INPS: 14.692,00 euro
- Contributi sulla parte eccedente: circa 3.526,08 euro
- Contributi INPS complessivi dell’esempio: circa 8.047,44 euro
- Reddito dopo la deduzione dei contributi: 25.452,56 euro
- Imposta sostitutiva al 15%: circa 3.817,88 euro
- Imposta sostitutiva al 5%: circa 1.272,63 euro
Attenzione: gli esempi sono semplificati e utilizzano la contribuzione ordinaria per un’attività svolta per l’intero anno. Eventuali riduzioni contributive o situazioni previdenziali particolari possono modificare gli importi effettivamente dovuti.
Fatturazione nel regime forfettario
Nelle operazioni nazionali ordinarie il contribuente forfettario non addebita l’Iva in fattura. Quando ricorrono i presupposti per l’imposta di bollo, sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro il bollo è pari a 2 euro.
Elettricisti in forfettario: il nostro servizio
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