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Calcolo tasse odontotecnico: 67%, INPS, 5%/15% ed esempi

Aggiornato il 1 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Calcolo tasse odontotecnico: 67%, INPS, 5%/15% ed esempi

Per calcolare le tasse di un odontotecnico in regime forfettario bisogna partire dai ricavi incassati, applicare il coefficiente di redditività del 67% previsto per il codice ATECO 32.50.10, calcolare i contributi INPS Artigiani e dedurre i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati prima dell’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando spettante.

Il 67% non è l’aliquota delle tasse. Per un laboratorio incidono anche INPS, soglie del regime e costi reali di materiali, macchinari, CAD-CAM e personale.

Come si calcolano le tasse dell’odontotecnico

  1. determinare i ricavi incassati;
  2. applicare il 67%;
  3. ottenere il reddito forfettario lordo;
  4. calcolare i contributi INPS;
  5. dedurre i contributi obbligatori versati e deducibili;
  6. applicare il 15% o il 5% quando spettante.

Coefficiente di redditività: 67%

Per il codice 32.50.10 – Fabbricazione di protesi dentarie, il coefficiente di riferimento è normalmente 67%. Il restante 33% è la quota di costi riconosciuta forfettariamente.

Esempio con 30.000 euro di ricavi

30.000 × 67% = 20.100 euro di reddito forfettario lordo.

Con i parametri INPS Artigiani 2026: 20.100 × 24% = 4.824 euro, più 7,44 euro di maternità, per circa 4.831,44 euro. La base fiscale indicativa diventa 15.268,56 euro.

  • 15%: circa 2.290,28 euro;
  • 5%: circa 763,43 euro, se spettante.

Esempio con 50.000 euro di ricavi

50.000 × 67% = 33.500 euro. Contributi indicativi: 33.500 × 24% + 7,44 = 8.047,44 euro. Base fiscale indicativa: 25.452,56 euro.

  • 15%: circa 3.817,88 euro;
  • 5%: circa 1.272,63 euro, se spettante.

Esempio con 70.000 euro di ricavi

70.000 × 67% = 46.900 euro. Contributi indicativi: circa 11.263,44 euro. Base fiscale indicativa: circa 35.636,56 euro.

  • 15%: circa 5.345,48 euro;
  • 5%: circa 1.781,83 euro, se spettante.

Esempio con 80.000 euro di ricavi

80.000 × 67% = 53.600 euro di reddito forfettario lordo. A questo livello è essenziale monitorare la soglia di 85.000 euro durante l’anno.

INPS Artigiani: quanto si paga

Per il 2026 l’INPS indica un’aliquota IVS del 24%, un reddito minimale di 18.808 euro e un contributo minimo annuo ordinario di 4.521,36 euro. Il calcolo effettivo dipende dalla posizione individuale e dai mesi di iscrizione.

Riduzione INPS del 35%

Gli artigiani in forfettario che possiedono i requisiti possono verificare la riduzione contributiva del 35%. È una riduzione dei contributi, non dell’imposta sostitutiva.

Imposta sostitutiva del 15% e del 5%

L’aliquota ordinaria è del 15%. Il 5% può spettare alle nuove attività per l’anno di inizio e i quattro successivi quando sono rispettate tutte le condizioni previste. Una nuova Partita IVA non rende automaticamente applicabile il 5%.

Soglie del regime forfettario

La soglia ordinaria è di 85.000 euro. Se i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro, il regime cessa nello stesso anno secondo le regole vigenti.

Principio di cassa

Il monitoraggio segue gli incassi effettivi. Una fattura emessa ma non incassata non diventa automaticamente ricavo dell’anno soltanto perché è stata emessa.

Le spese del laboratorio sono deducibili?

  • materiali dentali;
  • scanner e software CAD;
  • fresatori e forni;
  • stampanti 3D;
  • energia e affitto;
  • manutenzione;
  • personale;
  • sicurezza e aspirazione.

Nel forfettario queste spese non vengono dedotte analiticamente. Il 33% è una quota fiscale presunta, non un rimborso dei costi reali.

Quando confrontare il regime ordinario

Il confronto diventa importante quando i costi reali superano stabilmente il 33% oppure quando il laboratorio deve sostenere investimenti rilevanti. Bisogna considerare insieme imposte, INPS, IVA sugli acquisti, investimenti, costi reali e liquidità.

CAD-CAM, macchinari e investimenti

Scanner, CAD, fresatori, forni e stampanti 3D possono modificare profondamente il conto economico. Nel forfettario il costo del singolo investimento non viene dedotto analiticamente.

Personale e collaboratori

Con dipendenti o collaboratori aumenta il costo del lavoro, che nel forfettario non viene dedotto analiticamente. Va quindi inserito nella simulazione economica complessiva.

Odontotecnico con più attività

Se il laboratorio svolge anche commercio, altre lavorazioni o servizi autonomi, bisogna verificare i relativi codici ATECO. Con coefficienti diversi i ricavi devono essere attribuiti correttamente.

Saldo, acconti e liquidità

Dal secondo ciclo fiscale possono sovrapporsi saldo, acconti e contributi. È prudente accantonare periodicamente una quota degli incassi per imposte e previdenza.

Quanto resta realmente

Il residuo dopo INPS e imposta non è ancora il guadagno dell’odontotecnico: mancano materiali, affitto, energia, manutenzione, macchinari, personale e altri costi. Bisogna distinguere reddito fiscale, versamenti e margine economico.

Controllo trimestrale

  • ricavi incassati;
  • distanza da 85.000 euro;
  • rischio 100.000 euro;
  • INPS versato;
  • nuove attività;
  • nuovi macchinari;
  • costi del personale;
  • liquidità accantonata.

Come leggere il risultato del calcolo

Il risultato di una simulazione forfettaria deve essere letto su tre livelli diversi. Il primo è il reddito fiscale, ottenuto applicando il 67% ai ricavi. Il secondo riguarda imposta sostitutiva e contributi previdenziali. Il terzo è il denaro che resta realmente all’attività dopo avere sostenuto i costi del laboratorio.

Un odontotecnico può quindi avere un’imposta sostitutiva relativamente contenuta e, allo stesso tempo, sostenere costi elevati per materiali, energia, software, manutenzione e macchinari. Per questo il calcolo fiscale non deve essere confuso con una simulazione del margine.

Costi dei materiali e regime forfettario

Materiali come zirconia, ceramiche, resine, leghe e altri consumabili possono incidere in modo significativo sul costo di produzione. Nel forfettario il loro importo effettivo non viene sottratto dai ricavi per determinare il reddito imponibile: la quota di costi è già incorporata nel coefficiente del 67%.

Se il laboratorio ha una struttura di costi molto superiore alla quota implicita del 33%, il confronto con il regime ordinario diventa una verifica economica importante prima di investire o ampliare l’attività.

IVA sugli acquisti e scelta del regime

Un laboratorio che acquista frequentemente macchinari, materiali e servizi può sostenere importi IVA rilevanti. Nel forfettario il trattamento dell’IVA è diverso da quello ordinario e non consente di impostare il confronto guardando soltanto all’imposta sostitutiva.

Quando sono previsti investimenti importanti, la simulazione dovrebbe quindi confrontare il costo complessivo delle due alternative, includendo imposte, contributi, IVA, costi effettivi e liquidità necessaria.

Investimenti in scanner, fresatori e stampanti 3D

L’acquisto di uno scanner da laboratorio, di un fresatore, di un forno o di una stampante 3D può modificare il fabbisogno finanziario dell’attività. Nel forfettario il singolo investimento non viene dedotto analiticamente dal reddito.

Prima di effettuare l’acquisto è quindi utile aggiornare la simulazione: ricavi previsti, INPS, imposta sostitutiva, costi operativi e liquidità disponibile devono essere valutati insieme.

Odontotecnico con dipendenti

Quando il laboratorio assume personale aumentano costi di lavoro, contributi, assicurazione e adempimenti. Il costo effettivo dei dipendenti non viene dedotto analiticamente nel forfettario.

Prima di aumentare l’organico è quindi utile verificare il peso complessivo del personale rispetto ai ricavi e alla quota di costi riconosciuta dal coefficiente.

Ricavi da attività diverse

Se il laboratorio aggiunge commercio di prodotti, lavorazioni diverse o servizi autonomi, bisogna verificare i relativi codici ATECO e il coefficiente associato. Il 67% non deve essere applicato automaticamente a ricavi che appartengono a un’attività diversa.

Una gestione interna separata dei ricavi rende più semplice controllare sia il calcolo fiscale sia la soglia complessiva del regime.

Primo anno di attività

Nel primo anno conviene simulare il carico fiscale prima di impegnarsi in investimenti rilevanti. Il 5%, quando spettante, riduce l’imposta sostitutiva ma non elimina contributi INPS, materiali, affitto, energia e costi dei macchinari.

Una simulazione basata soltanto sul 5% può quindi sottostimare la liquidità necessaria per avviare il laboratorio.

Secondo anno: saldo e acconti

Dal secondo ciclo fiscale possono sovrapporsi saldo dell’anno precedente, acconti dell’anno corrente e contributi previdenziali. È utile creare un accantonamento periodico separando imposte, previdenza e costi operativi.

Quando rifare la simulazione

  • quando gli incassi crescono rapidamente;
  • quando ci si avvicina a 85.000 euro;
  • quando vengono acquistati nuovi macchinari;
  • quando aumenta il personale;
  • quando cambia il laboratorio;
  • quando si aggiunge un’attività;
  • quando cambiano in modo rilevante i costi dei materiali.

Il calcolo delle tasse non dovrebbe quindi essere eseguito una sola volta: una verifica periodica permette di aggiornare imposte, previdenza e liquidità.

Perché due simulazioni possono dare risultati diversi

Due calcoli possono differire perché cambiano ricavi incassati, mesi di iscrizione, contributi effettivamente versati, eventuali riduzioni INPS, aliquota del 5% o del 15% e presenza di altre attività. Anche una variazione nella struttura dei ricavi può richiedere coefficienti differenti.

Per un calcolo definitivo bisogna quindi utilizzare la posizione fiscale e previdenziale reale del laboratorio, non soltanto una percentuale applicata al fatturato.

Per i dati previdenziali aggiornati il riferimento è la circolare INPS 2026 su Artigiani e Commercianti; per il regime forfettario il quadro dichiarativo di riferimento è il Quadro LM dell’Agenzia delle Entrate.

Errori frequenti

  • applicare il 15% direttamente ai ricavi;
  • considerare il 67% un’aliquota;
  • ignorare l’INPS;
  • applicare automaticamente il 5%;
  • non monitorare le soglie;
  • dedurre analiticamente i costi;
  • confondere reddito fiscale e guadagno reale.

Domande frequenti

Qual è il coefficiente dell’odontotecnico?

Per il codice 32.50.10 è normalmente 67%.

Quanto paga di INPS?

Nel 2026 la Gestione Artigiani prevede il 24% e un contributo minimo ordinario di 4.521,36 euro, da verificare sulla singola posizione.

Le spese del laboratorio sono deducibili?

Nel forfettario non analiticamente: sono riconosciute attraverso il coefficiente.

Il 5% è automatico?

No, devono essere rispettate tutte le condizioni previste per le nuove attività.

In sintesi

Il calcolo combina 67%, INPS Artigiani, imposta 5%/15% e soglie 85.000/100.000 euro. La scelta va valutata anche rispetto a materiali, macchinari, personale e investimenti.

Approfondimenti sull’odontotecnico

  • Partita IVA odontotecnico
  • Regime forfettario odontotecnico
  • Codice ATECO odontotecnico
  • Commercialista odontotecnico

Formula completa del calcolo

La sequenza può essere letta così: ricavi incassati × 67% = reddito forfettario lordo; reddito lordo − contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili = base dell’imposta; base × 15% oppure 5% = imposta sostitutiva.

Per i contributi INPS Artigiani bisogna invece applicare le regole previdenziali proprie della gestione, compreso il contributo sul minimale e quello eventualmente dovuto sulla parte eccedente.

Quando il reddito è sotto il minimale INPS

Il contributo minimo non coincide con il 24% del reddito in ogni situazione. Se il reddito d’impresa è inferiore al minimale previsto per l’anno, la Gestione Artigiani prevede comunque il contributo minimo ordinario secondo le regole INPS. Per questo le simulazioni dei ricavi molto bassi non possono essere costruite applicando semplicemente il 24% al reddito.

Come leggere il risultato della simulazione

Il risultato va letto su tre livelli: reddito fiscale, versamenti fiscali e previdenziali, margine economico reale. Il terzo valore richiede di sottrarre materiali, affitto, energia, manutenzione, macchinari, personale e altri costi del laboratorio.

IVA sugli acquisti e confronto con l’ordinario

Un laboratorio che acquista frequentemente macchinari e materiali può sostenere importi IVA rilevanti. Nel forfettario il trattamento dell’IVA è diverso da quello ordinario, quindi la scelta va confrontata includendo imposte, contributi, IVA, costi effettivi e investimenti.

Investimenti in scanner, fresatori e stampa 3D

Prima di un investimento importante è utile aggiornare la simulazione con ricavi previsti, INPS, imposta sostitutiva, costi operativi e liquidità necessaria. Nel forfettario il singolo investimento non viene dedotto analiticamente.

Perché due simulazioni possono dare risultati diversi

Possono cambiare ricavi incassati, mesi di iscrizione, contributi effettivamente versati, eventuale riduzione contributiva, aliquota del 5% o del 15% e presenza di altre attività. Per un calcolo definitivo serve quindi la posizione fiscale e previdenziale reale.

Il contributo minimo cambia la simulazione dei piccoli ricavi

Quando il reddito previdenziale è basso, non è corretto stimare l’INPS applicando semplicemente il 24% al reddito. La Gestione Artigiani prevede un contributo minimo sul minimale e una contribuzione ulteriore quando il reddito supera il minimale secondo le regole della gestione.

Per questo una simulazione con ricavi molto bassi deve essere distinta da una simulazione con ricavi superiori al minimale: il metodo di calcolo previdenziale non è identico.

Saldo e acconti: perché incidono sulla liquidità

Il titolare deve considerare non soltanto l’importo dell’imposta dell’anno, ma anche gli eventuali acconti e il saldo del periodo precedente. La somma disponibile sul conto non coincide quindi con la somma realmente libera.

Simulazione fiscale e decisioni del laboratorio

Il calcolo delle tasse dovrebbe essere rifatto prima di investimenti importanti, assunzioni, apertura di una nuova sede o aggiunta di attività. In questo modo il dato fiscale diventa uno strumento di pianificazione e non soltanto un calcolo a consuntivo.

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