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Regime forfettario odontotecnico: 67%, INPS, tasse e costi

Aggiornato il 1 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Regime forfettario odontotecnico: 67%, INPS, tasse e costi

Il regime forfettario dell’odontotecnico, per il codice ATECO 32.50.10 – Fabbricazione di protesi dentarie, utilizza normalmente un coefficiente di redditività del 67%. Il 67% dei ricavi rilevanti diventa reddito forfettario lordo, mentre il restante 33% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente.

Il 67% non è l’aliquota delle tasse. Dopo la determinazione del reddito si considerano i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili e, sulla base risultante, l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando spettante.

Per un laboratorio odontotecnico la scelta va valutata con attenzione perché materiali, macchinari CAD-CAM, scanner, fresatori, forni, stampanti 3D, software e personale possono incidere molto sui costi reali.

Come funziona il regime forfettario per l’odontotecnico

  • si determinano i ricavi effettivamente incassati;
  • si applica il coefficiente del 67%;
  • si ottiene il reddito forfettario lordo;
  • si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili;
  • si applica il 15% o il 5% quando spettante.

Il calcolo fiscale e quello previdenziale restano distinti. Per il laboratorio organizzato come impresa artigiana l’inquadramento del titolare va verificato sulla situazione concreta.

Qual è il coefficiente forfettario dell’odontotecnico?

Per il codice 32.50.10 – Fabbricazione di protesi dentarie il coefficiente di riferimento è normalmente 67%. Il restante 33% è la quota di costi riconosciuta dal sistema e non un rimborso delle spese realmente sostenute.

Esempio con 30.000 euro di ricavi

30.000 × 67% = 20.100 euro di reddito forfettario lordo. Prima dell’imposta sostitutiva vanno considerati i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili.

Esempio con 50.000 euro di ricavi

50.000 × 67% = 33.500 euro di reddito forfettario lordo. Se, solo per simulazione, ipotizziamo 5.000 euro di contributi effettivamente versati e deducibili, la base fiscale sarebbe 28.500 euro: 4.275 euro al 15% oppure 1.425 euro al 5%, se spettante.

Esempio con 70.000 euro di ricavi

70.000 × 67% = 46.900 euro di reddito forfettario lordo. Quando il laboratorio cresce è utile aggiornare la simulazione considerando contributi, imposta, costi reali e liquidità.

Imposta sostitutiva del 15%

L’aliquota ordinaria è del 15%. Non si applica direttamente ai ricavi, ma al reddito determinato secondo le regole del regime dopo le deduzioni ammesse.

Imposta sostitutiva del 5%

Per una nuova attività può applicarsi il 5% per l’anno di inizio e i quattro successivi quando sono rispettate tutte le condizioni previste dalla legge. Aprire un nuovo laboratorio non rende automaticamente applicabile l’aliquota ridotta.

INPS Artigiani dell’odontotecnico

Quando il laboratorio è organizzato come impresa artigiana e il titolare partecipa personalmente all’attività produttiva, il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani INPS.

Per il 2026 l’INPS indica per gli artigiani un’aliquota IVS del 24%, un reddito minimale di 18.808 euro e un contributo minimo annuo ordinario di 4.521,36 euro.

Importi, mesi di attività e agevolazioni vanno verificati sulla posizione individuale. È disponibile il simulatore ufficiale INPS.

Riduzione INPS del 35%

L’artigiano in regime forfettario che possiede i requisiti può verificare l’accesso alla riduzione contributiva del 35%. È un’agevolazione distinta dall’imposta sostitutiva del 5% e non va applicata automaticamente.

Le spese del laboratorio sono deducibili?

  • leghe, ceramiche, zirconia e resine;
  • scanner e software CAD;
  • fresatori e forni;
  • stampanti 3D;
  • manutenzione e assistenza tecnica;
  • energia e affitto;
  • personale e collaboratori;
  • sicurezza e aspirazione.

Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente. Il loro peso reale deve però essere considerato nella valutazione economica del laboratorio.

Quando il forfettario può essere meno adatto

Il confronto con il regime ordinario diventa importante quando i costi reali sono stabilmente superiori al 33% riconosciuto dal coefficiente o quando il laboratorio effettua investimenti importanti in macchinari, materiali e personale.

Il confronto deve considerare insieme imposte, contributi INPS, IVA sugli acquisti, investimenti, costi reali e liquidità, non soltanto il 5% o il 15%.

CAD-CAM, scanner e stampa 3D

Un laboratorio che acquista scanner, software CAD, fresatore e stampanti 3D ha una struttura economica diversa da uno che esternalizza parte delle lavorazioni. Nel forfettario il costo dei singoli macchinari non viene dedotto analiticamente.

Laboratorio con dipendenti e collaboratori

Con il personale aumentano costi di lavoro, contributi, assicurazione, sicurezza e organizzazione. Nel forfettario il costo reale dei dipendenti non viene dedotto analiticamente e deve quindi essere considerato nella valutazione economica complessiva.

Soglia di 85.000 euro

La soglia ordinaria del regime forfettario è di 85.000 euro di ricavi o compensi rilevanti. Il laboratorio deve monitorare gli incassi durante l’anno.

Superamento di 100.000 euro

Se i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro, il regime cessa nello stesso anno secondo le regole vigenti.

Principio di cassa

Il monitoraggio dei ricavi nel forfettario segue gli incassi effettivi. Una fattura emessa ma non incassata non diventa automaticamente ricavo dell’anno soltanto perché è stata emessa.

Odontotecnico con più attività

Se il laboratorio svolge anche attività produttive o commerciali diverse dalla fabbricazione di protesi dentarie, va verificata la relativa classificazione ATECO. Se i coefficienti sono differenti, i ricavi devono essere attribuiti correttamente e non è corretto applicare automaticamente il 67% a tutto.

Dispositivi medici su misura

Il regime fiscale non elimina gli obblighi derivanti dalla produzione di dispositivi medici su misura. Il laboratorio deve continuare a gestire documentazione, tracciabilità e adempimenti previsti per il fabbricante.

Il Ministero della Salute gestisce la banca dati dei fabbricanti di dispositivi medici su misura.

Fatturazione dell’odontotecnico in forfettario

La fatturazione elettronica deve essere configurata coerentemente con il regime fiscale e con la natura delle operazioni. Quando il laboratorio svolge attività differenti è utile mantenere separati i ricavi per attività.

Saldo, acconti e liquidità

Dal secondo ciclo fiscale possono sommarsi saldo dell’anno precedente, acconti dell’anno corrente e contributi previdenziali. È prudente accantonare periodicamente una quota degli incassi destinata separatamente a imposte e previdenza.

Controllo trimestrale

  • ricavi incassati;
  • distanza da 85.000 euro;
  • rischio di superare 100.000 euro;
  • contributi INPS versati;
  • nuove attività e ATECO;
  • nuovi macchinari;
  • costi del personale;
  • liquidità accantonata.

Collegamento con la Partita IVA dell’odontotecnico

Il regime fiscale va scelto dopo aver definito correttamente l’attività. La guida RM sulla Partita IVA dell’odontotecnico approfondisce ATECO 32.50.10, laboratorio artigiano, dispositivi medici su misura, INPS e principali adempimenti di apertura.

Investimenti nel laboratorio e scelta del regime

Un investimento in un fresatore, uno scanner, un forno o una stampante 3D può migliorare la capacità produttiva ma aumentare sensibilmente il fabbisogno finanziario. Nel forfettario il costo del singolo investimento non viene dedotto dal reddito come avverrebbe in un regime ordinario secondo le relative regole.

Per questo la scelta fiscale dovrebbe essere accompagnata da una previsione dei ricavi e dei costi per almeno i primi anni. Un laboratorio che esternalizza le lavorazioni digitali può avere una struttura molto diversa da uno che acquista internamente tutta la tecnologia produttiva.

Odontotecnico dipendente e laboratorio proprio

La Partita IVA riguarda l’esercizio autonomo dell’attività. Chi lavora esclusivamente come dipendente non deve aprire una Partita IVA soltanto perché possiede il titolo di odontotecnico. Chi apre un laboratorio proprio assume invece anche responsabilità fiscali, previdenziali, produttive e organizzative.

Quando rifare la simulazione fiscale

  • quando i ricavi crescono rapidamente;
  • quando ci si avvicina a 85.000 euro;
  • quando si acquistano nuovi macchinari;
  • quando aumenta il personale;
  • quando cambia il laboratorio;
  • quando si aggiunge una nuova attività;
  • quando cambiano in modo rilevante i costi di materiali e lavorazioni esterne.

Il calcolo delle tasse non dovrebbe quindi essere effettuato una sola volta all’apertura: una verifica periodica permette di aggiornare imposte, previdenza e liquidità.

Regime ordinario e IVA sugli acquisti

Il confronto con il regime ordinario può diventare rilevante per un laboratorio che sostiene investimenti e acquisti importanti. Nel forfettario i costi non vengono dedotti analiticamente e il meccanismo IVA è diverso da quello ordinario. Per un odontotecnico che acquista macchinari, materiali e servizi con importi elevati, questo effetto deve entrare nella simulazione economica.

La scelta non dovrebbe quindi essere fatta guardando soltanto all’aliquota sostitutiva. Bisogna confrontare il risultato netto dei diversi regimi sulla base di ricavi, contributi, costi reali e investimenti previsti.

Come impostare un controllo annuale

  • ricavi incassati progressivamente;
  • contributi INPS dovuti e già versati;
  • spese reali del laboratorio;
  • investimenti programmati;
  • personale e collaboratori;
  • distanza dalle soglie del forfettario;
  • imposte e contributi da accantonare.

Questo prospetto permette di capire se il regime continua a essere coerente con il modello economico del laboratorio e di aggiornare tempestivamente la simulazione quando cambiano ricavi o struttura dei costi.

Errori frequenti

  • applicare il 15% direttamente ai ricavi;
  • considerare il 67% un’aliquota fiscale;
  • ignorare il contributo minimo INPS;
  • applicare automaticamente il 5%;
  • non monitorare 85.000 e 100.000 euro;
  • dedurre analiticamente macchinari e materiali;
  • applicare il 67% a ricavi con coefficienti diversi;
  • valutare il forfettario senza considerare gli investimenti del laboratorio.

Domande frequenti

Qual è il coefficiente forfettario dell’odontotecnico?

Per il codice 32.50.10 il coefficiente di riferimento è normalmente 67%.

Il 67% è l’aliquota delle tasse?

No. È il coefficiente utilizzato per determinare il reddito forfettario lordo.

L’odontotecnico paga INPS Artigiani?

Normalmente sì quando il laboratorio è organizzato come impresa artigiana e il titolare partecipa personalmente all’attività produttiva.

Il 5% è automatico?

No. Devono essere rispettate tutte le condizioni previste per le nuove attività.

In sintesi

Il regime forfettario dell’odontotecnico combina coefficiente 67%, INPS Artigiani, imposta 5%/15% e soglie 85.000/100.000 euro. La scelta va valutata anche rispetto a materiali, macchinari, personale e investimenti del laboratorio.

Approfondimenti sull’odontotecnico

  • Codice ATECO odontotecnico
  • Calcolo tasse odontotecnico
  • Commercialista odontotecnico

Requisiti prima dell’apertura del laboratorio

Prima di scegliere il regime bisogna verificare l’attività effettiva del laboratorio, il codice ATECO, l’inquadramento artigiano, gli adempimenti camerali, la posizione INPS e gli obblighi collegati ai dispositivi medici su misura.

Il possesso del titolo professionale e l’apertura della Partita IVA non esauriscono automaticamente gli adempimenti necessari all’esercizio del laboratorio.

Materiali e costi di produzione

Il 33% riconosciuto dal coefficiente non significa che il laboratorio sostenga effettivamente costi pari al 33% dei ricavi. Zirconia, ceramiche, resine, leghe, energia, manutenzione e lavorazioni esterne possono incidere in modo molto diverso da un laboratorio all’altro.

Investimenti e scelta del regime

Scanner, fresatori, forni, stampanti 3D e software CAD possono richiedere investimenti importanti. Nel forfettario il costo del singolo investimento non viene dedotto analiticamente, quindi prima di acquistare macchinari rilevanti è utile confrontare il fabbisogno finanziario con quello di un regime ordinario.

Fatturazione e IVA

Nel forfettario il trattamento IVA è diverso da quello ordinario: il laboratorio non addebita ordinariamente l’IVA sulle operazioni in regime e non recupera l’IVA sugli acquisti secondo le regole ordinarie. Questo aspetto può diventare rilevante quando gli acquisti di materiali e macchinari sono consistenti.

Primo anno e anni successivi

Nel primo anno conviene simulare ricavi, INPS, imposta, costi e investimenti. Negli anni successivi la simulazione va aggiornata quando cambiano ricavi, personale, macchinari o struttura del laboratorio.

Riduzione contributiva e valutazione previdenziale

La riduzione contributiva del 35%, quando spettante, riguarda la previdenza e non trasforma il coefficiente del 67% né l’imposta sostitutiva. Prima di richiederla è opportuno verificare requisiti, decorrenza e conseguenze sulla contribuzione.

Laboratorio piccolo e laboratorio tecnologico

Un laboratorio con pochi macchinari può avere una struttura di costi molto diversa da uno che utilizza internamente scanner, CAD-CAM, fresatori e stampa 3D. Il regime fiscale dovrebbe essere valutato sulla struttura effettiva e non soltanto sull’aliquota sostitutiva.

Controllo annuale del regime

  • ricavi incassati;
  • contributi INPS;
  • costi dei materiali;
  • investimenti;
  • personale;
  • soglie del forfettario;
  • imposte e liquidità.

Quando rifare il confronto tra regimi

Il confronto va aggiornato quando il laboratorio introduce nuovi macchinari, aumenta il personale, cambia i costi dei materiali o modifica significativamente i ricavi. L’obiettivo è verificare che il regime scelto resti coerente con la struttura economica effettiva.

Checklist del regime forfettario

  • ATECO 32.50.10 verificato;
  • requisiti del forfettario verificati;
  • coefficiente 67% applicato;
  • INPS Artigiani verificato;
  • eventuale 35% valutato;
  • costi reali e investimenti simulati;
  • soglie 85.000 e 100.000 monitorate.

Per un laboratorio tecnologico la verifica dovrebbe essere ripetuta anche prima di investimenti rilevanti, perché il peso dei costi reali può cambiare rapidamente pur lasciando invariato il coefficiente fiscale.

La simulazione va quindi aggiornata quando cambiano ricavi, personale, macchinari, materiali o attività, non soltanto alla fine dell’anno.

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