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Codice ATECO per Artisti

Aggiornato il 20 Agosto 2026

Home > Guide Fiscali > Codice ATECO per Artisti

Il codice ATECO per artisti deve descrivere l’attività realmente svolta. Con ATECO 2025 molte professioni hanno codici più specifici rispetto alle classificazioni precedenti, mentre altre continuano a richiedere una scelta basata sul tipo di servizio o prodotto.

Argomenti del post

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  • Quale ATECO usare per artisti
  • ATECO 2025 e aggiornamento 2026
  • Effetto sul regime forfettario
  • Effetto sulla previdenza
  • Errori da evitare
  • Guide collegate
  • In sintesi
  • Come verificare il codice prima di utilizzarlo
  • ATECO, previdenza e autorizzazioni sono verifiche diverse
  • ATECO 2025 e coefficiente forfettario nel 2026
  • Richiedi informazioni sui nostri servizi di apertura, contabilità e gestione fiscale della Partita IVA.

Quale ATECO usare per artisti

Per un artista visuale indipendente ATECO 2025 prevede 90.12.00 – Attività di creazione di arti visive. Musicisti, attori, performer e altre figure artistiche possono invece ricadere in codici differenti.

Il codice non va scelto perché produce un coefficiente fiscale più conveniente: deve corrispondere all’attività prevalente. Se vengono svolte attività autonome differenti può essere necessario valutare uno o più codici secondari.

ATECO 2025 e aggiornamento 2026

ATECO 2025 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ed è stata adottata operativamente dal 1° aprile 2025. Nel 2026 ISTAT ha aggiornato le relazioni di corrispondenza senza cambiare struttura, livelli e descrizioni. Per una nuova apertura è quindi opportuno usare la classificazione vigente e non copiare automaticamente codici riportati in vecchi articoli.

Effetto sul regime forfettario

Per il tipico inquadramento considerato qui, il coefficiente di redditività di riferimento è 67% nel tipico inquadramento delle attività artistiche ricomprese tra le altre attività economiche. Quando esistono più attività possibili, il coefficiente va verificato sul corretto inquadramento fiscale e non sulla sola etichetta professionale.

Nel forfettario le normali spese dell’attività non vengono sottratte una per una. I ricavi o compensi incassati vengono moltiplicati per il coefficiente di redditività previsto per l’attività fiscale; dal reddito così determinato si deducono i contributi previdenziali obbligatori ammessi in deduzione e sul risultato si applica l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.

Effetto sulla previdenza

L’inquadramento previdenziale dipende da come viene svolta l’attività e dalla natura delle prestazioni. Per alcune attività dello spettacolo può rilevare il Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo; in altri casi va verificata la Gestione Separata o altra forma applicabile.

Errori da evitare

  • usare un codice ATECO vecchio senza verificarne la corrispondenza con ATECO 2025;
  • scegliere il codice in base al solo nome della professione quando i servizi sono diversi;
  • confondere codice ATECO, forma giuridica e gestione previdenziale;
  • applicare automaticamente un coefficiente di redditività senza controllare l’attività fiscale;
  • trascurare eventuali requisiti professionali o amministrativi che non dipendono dal codice ATECO.

Guide collegate

Il codice ATECO è soltanto una parte dell’inquadramento. Consulta anche regime forfettario per artisti, aprire la Partita IVA per artisti, codice ATECO per artisti, calcolo tasse per artisti, commercialista per artisti.

In sintesi

Per artisti il riferimento da verificare è: 90.12.00 per la creazione di arti visive; altri codici per attività artistiche diverse. La scelta definitiva deve riflettere ciò che viene realmente fatturato e va coordinata con previdenza e regime fiscale.

Come verificare il codice prima di utilizzarlo

Il controllo del codice ATECO per Artisti dovrebbe partire dalla descrizione ufficiale e dalle relative note di inclusione ed esclusione. Due attività commercialmente simili possono appartenere a categorie differenti se cambia la prestazione effettivamente resa. Per questo non è prudente copiare il codice utilizzato da un concorrente o da una vecchia guida senza verificare la classificazione vigente.

Quando vengono svolte più attività, occorre individuare quella principale e valutare se indicare una o più attività secondarie. La presenza di più codici non significa automaticamente applicare lo stesso coefficiente di redditività a tutti i ricavi: il trattamento fiscale deve restare coerente con la natura delle diverse attività esercitate.

ATECO, previdenza e autorizzazioni sono verifiche diverse

Il codice ATECO classifica l’attività economica, ma non determina da solo tutti gli altri obblighi. Iscrizione previdenziale, eventuale Registro Imprese, requisiti professionali, autorizzazioni o comunicazioni amministrative devono essere controllati separatamente. Un inquadramento corretto nasce quindi dall’insieme di questi elementi e non dalla sola scelta del codice.

Prima di utilizzare il codice in una pratica o in fattura è quindi utile verificare che la descrizione scelta rappresenti ancora l’attività prevalente prevista per l’anno. Se il modello di business cambia, ad esempio perché si aggiungono servizi, vendita di prodotti o una nuova modalità di intermediazione, anche la classificazione può dover essere aggiornata. La verifica periodica evita che un codice inizialmente corretto diventi poco rappresentativo dell’attività effettivamente esercitata.

ATECO 2025 e coefficiente forfettario nel 2026

ATECO 2025 è la classificazione utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025 e l’aggiornamento ISTAT 2026 non ne ha modificato struttura, livelli o descrizioni, ma soltanto le relazioni di corrispondenza. Sul piano fiscale occorre distinguere il codice dal coefficiente: fino all’approvazione dei nuovi coefficienti elaborati su ATECO 2025, il D.Lgs. 81/2025 prevede che il reddito forfettario continui a essere determinato con i coefficienti dell’Allegato 4 alla legge 190/2014, individuati attraverso il codice ATECO 2007 corrispondente.

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