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Codice ATECO muratore: 43.91.00 e lavori da distinguere

Aggiornato il 24 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice ATECO muratore: 43.91.00 e lavori da distinguere

Il codice ATECO del muratore nella classificazione ATECO 2025 è 43.91.00 – Lavori di muratura quando l’attività riguarda in modo prevalente opere murarie, posa di blocchi e pietre e altre lavorazioni proprie della muratura. Non tutte le attività svolte in cantiere rientrano però nello stesso codice.

Demolizioni, intonaci, pavimenti e rivestimenti, coperture, lavori in calcestruzzo e altre lavorazioni specialistiche hanno classificazioni distinte. Per questo il codice va scelto in base ai lavori effettivamente svolti e non soltanto alla definizione generica di “muratore”.

Codice ATECO muratore: 43.91.00

Le note ufficiali ATECO 2025 di ISTAT indicano per il codice 43.91.00 la voce “Lavori di muratura”. Sono espressamente comprese la muratura, la posa di blocchi e pietre e le altre opere murarie.

È quindi il riferimento tipico per l’artigiano che realizza muri, tramezzi e altre opere murarie vere e proprie. Se l’impresa offre stabilmente anche servizi diversi, va verificata l’eventuale presenza di uno o più codici secondari.

Demolizione: 43.11.00

La demolizione non rientra automaticamente nel 43.91.00. ATECO 2025 prevede il codice 43.11.00 – Demolizione per la demolizione o lo smantellamento di edifici e altre strutture.

Un muratore può naturalmente eseguire piccoli interventi accessori di demolizione all’interno di un lavoro più ampio; se però la demolizione costituisce una parte abituale e autonoma dell’attività, va valutato il relativo codice.

Intonacatura: 43.31.00

I lavori di intonacatura e stuccatura hanno un codice proprio: 43.31.00. La voce comprende l’intonacatura e la stuccatura interna ed esterna di edifici e altre opere di costruzione.

Se un’impresa svolge principalmente muratura ma realizza anche intonaci in modo stabile, la situazione va rappresentata correttamente nella classificazione. Lo stesso vale se l’intonacatura diventa nel tempo l’attività prevalente.

Pavimenti e rivestimenti: 43.33.00

La posa di pavimenti e rivestimenti appartiene al codice 43.33.00 – Rivestimento di pavimenti e pareti. Sono comprese, tra le altre, posa di piastrelle, parquet e altri rivestimenti, oltre a specifici trattamenti dei pavimenti.

Un muratore che esegue anche posa di pavimenti o piastrelle non dovrebbe dare per scontato che tutto ricada nel 43.91.00: la classificazione deve riflettere la natura effettiva delle prestazioni fatturate.

Coperture e tetti: 43.41.00

ATECO 2025 assegna il codice 43.41.00 – Realizzazione di coperture a lavori come intelaiatura dei tetti, posa del manto di copertura, impermeabilizzazione esterna, grondaie, pluviali e altri interventi specifici sulle coperture.

Se l’attività dell’impresa si concentra sui tetti, 43.41.00 è più rappresentativo del generico 43.91.00. Quando invece la copertura è solo una parte secondaria del lavoro, va valutata l’eventuale classificazione aggiuntiva.

Fondazioni e lavori specializzati: 43.42.00

Il codice 43.42.00 riguarda altri lavori di costruzione specializzati nella costruzione di edifici. Le note ISTAT includono, tra gli esempi, lavori di fondazione per edifici, infissione di pali, deumidificazione e posa di componenti strutturali in acciaio prefabbricati.

Si tratta quindi di attività da distinguere dalla normale muratura quando richiedono competenze o attrezzature specializzate e costituiscono una prestazione autonoma.

Lavori in calcestruzzo: 43.99.09

Le note ATECO 2025 collocano i lavori in calcestruzzo, cementificazione o betonaggio nel codice 43.99.09 – Altri lavori vari di costruzione specializzati n.c.a.. Nella stessa voce rientrano anche alcune attività specialistiche di cantiere, come montaggio e smontaggio di ponteggi e riparazioni di strutture in calcestruzzo armato.

Questo è un esempio importante: nel linguaggio comune un muratore può occuparsi anche di getti o lavorazioni in calcestruzzo, ma la classificazione ATECO può richiedere una voce diversa dal 43.91.00.

Il vecchio codice del muratore non va copiato automaticamente

Nella precedente classificazione ATECO 2007 aggiornata 2022, la voce 43.39.01 identificava le “Attività non specializzate di lavori edili (muratori)”. Con ATECO 2025 la struttura è cambiata e la muratura ha ora il codice specifico 43.91.00.

È quindi rischioso riprendere da vecchie guide un codice senza controllare la classificazione vigente. Anche numerazioni che sembrano familiari possono avere oggi un significato diverso: in ATECO 2025, per esempio, 43.99.01 indica il noleggio di gru e altre attrezzature edili con operatore.

ATECO 2025 e aggiornamento 2026

ATECO 2025 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ed è stata adottata operativamente dal 1° aprile 2025. Nel luglio 2026 ISTAT ha pubblicato un aggiornamento delle tavole di raccordo e della tabella operativa di riclassificazione tra ATECO 2025 e ATECO 2022.

L’aggiornamento serve soprattutto a migliorare le relazioni di corrispondenza e la riclassificazione degli archivi. Per una nuova attività bisogna comunque partire dalla descrizione corrente ATECO 2025 e dalle lavorazioni effettivamente svolte.

Come scegliere l’attività prevalente

Se l’impresa svolge più attività, il codice principale deve rappresentare quella prevalente. Un muratore che realizza soprattutto opere murarie ma posa occasionalmente piastrelle ha una situazione diversa da un’impresa che fattura prevalentemente posa di pavimenti o intonacatura.

La scelta non deve essere fatta in base al coefficiente fiscale più conveniente. Prima si individua la corretta classificazione economica; solo dopo si applicano le regole fiscali e previdenziali collegate all’attività.

Codici secondari e variazioni dell’attività

Quando lavorazioni diverse vengono svolte in modo abituale, può essere necessario indicare uno o più codici secondari. Se l’impresa cambia nel tempo e un’attività secondaria diventa prevalente, va verificata anche la posizione camerale.

Chi deve ancora avviare la ditta trova i passaggi pratici nella guida su come aprire la Partita IVA da muratore. Per le imprese già attive è utile controllare periodicamente la visura e confrontarla con preventivi e fatture emesse.

Esempi pratici di scelta del codice

Un artigiano che realizza soprattutto muri, tramezzi e opere murarie in laterizio o pietra trova normalmente nel 43.91.00 la descrizione più coerente. Se occasionalmente completa il lavoro con piccoli intonaci o posa qualche rivestimento, la valutazione dipende dal peso effettivo di queste attività e dalla loro autonomia rispetto alla muratura principale.

La situazione cambia quando l’attività viene proposta e fatturata stabilmente come servizio distinto. Un’impresa che esegue soprattutto demolizioni deve considerare il 43.11.00; chi lavora principalmente su intonaci il 43.31.00; chi posa pavimenti e rivestimenti il 43.33.00. Per lavori di cementificazione o betonaggio il riferimento specifico è invece 43.99.09.

Ristrutturazioni complete: un solo codice può non bastare

La parola “ristrutturazione” non identifica da sola un codice ATECO. Un intervento può comprendere demolizione, muratura, intonaci, pavimenti, tinteggiatura e altre lavorazioni appartenenti a voci differenti della classificazione.

Se la ditta offre direttamente più servizi in modo abituale, va individuata l’attività prevalente e vanno valutati eventuali codici secondari. Se invece alcune lavorazioni vengono affidate ad altre imprese, la classificazione dell’attività propria deve continuare a riflettere ciò che viene effettivamente svolto dall’impresa titolare.

Controllare la visura dopo la riclassificazione ATECO 2025

Per le imprese già esistenti è utile controllare la visura camerale dopo il passaggio ad ATECO 2025. Il nuovo sistema ha ridistribuito diverse attività edilizie e non sempre la corrispondenza con i vecchi codici è intuitiva.

Le tavole di raccordo ISTAT aggiornate nel 2026 servono proprio a supportare questa riclassificazione. Se la descrizione oggi riportata in visura non rappresenta più i lavori realmente svolti, va valutata una variazione anziché continuare a utilizzare un codice solo perché proveniente dalla classificazione precedente.

Preventivi e fatture devono essere coerenti con l’attività dichiarata

Preventivi, capitolati e fatture sono un buon controllo pratico per capire se il codice scelto continua a rappresentare l’attività. Se la maggior parte dei documenti descrive lavori di muratura, il 43.91.00 è coerente; se iniziano a prevalere demolizioni, rivestimenti, coperture o altre lavorazioni specialistiche, la posizione va riesaminata.

Questa verifica è particolarmente utile quando l’impresa cresce o modifica il proprio modello operativo, perché evita che una classificazione inizialmente corretta diventi poco rappresentativa nel tempo.

ATECO, INPS e INAIL sono verifiche diverse

Il codice ATECO classifica l’attività economica ma non determina da solo tutti gli altri obblighi. Il muratore titolare di impresa individuale viene normalmente inquadrato come artigiano e deve verificare Gestione Artigiani INPS, Registro Imprese e obblighi INAIL collegati alle lavorazioni.

Una classificazione corretta aiuta a mantenere coerenti le diverse posizioni, ma non sostituisce le verifiche previdenziali, assicurative o di regolarità contributiva richieste nel settore edile.

Coefficiente di redditività nel forfettario

Per il tipico inquadramento del muratore nel regime forfettario il coefficiente di redditività di riferimento è pari all’86%. Questo valore serve a determinare il reddito fiscale e non deve essere utilizzato per scegliere il codice ATECO.

Requisiti, limiti, INPS e convenienza economica sono approfonditi nella guida sul regime forfettario per muratori; per gli esempi numerici puoi consultare il calcolo tasse per muratori.

Errori da evitare

  • usare un vecchio codice senza verificare ATECO 2025;
  • classificare come muratura attività prevalentemente di demolizione o intonacatura;
  • ignorare attività secondarie svolte stabilmente;
  • scegliere il codice in funzione del coefficiente forfettario;
  • confondere il codice ATECO con INPS, INAIL o altri adempimenti;
  • non aggiornare la posizione quando cambia in modo stabile il tipo di lavoro svolto.

Per la gestione continuativa della ditta e delle variazioni puoi approfondire anche il ruolo del commercialista per muratori.

Domande frequenti sul codice ATECO del muratore

Qual è il codice ATECO 2025 del muratore?

Per lavori di muratura, posa di blocchi e pietre e altre opere murarie il riferimento ATECO 2025 è 43.91.00.

Il vecchio 43.39.01 è ancora valido per il muratore?

Era la voce usata nella precedente classificazione per le attività non specializzate di lavori edili dei muratori. Con ATECO 2025 la muratura è classificata nel 43.91.00.

Intonaci e piastrelle rientrano nel 43.91.00?

Non automaticamente. L’intonacatura ha il codice 43.31.00, mentre pavimenti e rivestimenti rientrano nel 43.33.00. Se vengono svolti stabilmente vanno considerati nella classificazione dell’impresa.

I lavori in calcestruzzo hanno un codice diverso?

Sì. ATECO 2025 colloca i lavori di cementificazione o betonaggio nel 43.99.09 insieme ad altri lavori vari di costruzione specializzati non classificati altrove.

Posso avere più codici ATECO?

Sì, quando più attività vengono esercitate in modo abituale. Deve essere individuata quella prevalente e possono essere indicati codici secondari coerenti con le altre lavorazioni svolte.

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