Il codice ATECO per registi deve descrivere ciò che viene realmente svolto e fatturato. La classificazione ATECO 2025 ha introdotto nuove voci e, per alcune professioni, una maggiore specificità rispetto al passato.
Per la regia cinematografica e teatrale il riferimento ATECO 2025 è 90.39.01 – Attività nel campo della regia. Secondo le note ufficiali ISTAT comprende registi cinematografici e teatrali, drammaturghi, promotori cinematografici e creatori di programmi cinematografici e teatrali. Il codice non sostituisce quello della produzione video integrale, della recitazione o dei servizi tecnici: occorre verificare che la prestazione fatturata sia davvero la regia.
Una seconda distinzione è fondamentale: ATECO e previdenza sono verifiche diverse. I registi dello spettacolo possono essere obbligatoriamente assicurati presso il Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo INPS anche quando esercitano incarichi autonomi. Non è corretto attribuire automaticamente a tutti i registi la Gestione Separata o un’unica aliquota contributiva. Questa guida analizza classificazione, contratti, FPLS, regime forfettario al 67% e casi pratici.
90.39.01: cosa comprende il codice ufficiale ISTAT
Il 90.39.01 appartiene alla sezione S di ATECO 2025, divisione 90, gruppo 90.3 e classe 90.39. È la sottocategoria specifica delle attività nel campo della regia. La definizione istituzionale, consultabile nel vocabolario pubblico ATECO 2025 basato sulla classificazione ISTAT, include registi cinematografici e teatrali, drammaturghi, promotori cinematografici e creatori di programmi per cinema e teatro. La formulazione ufficiale descrive categorie di attività: non afferma che ogni figura coinvolta nella produzione di un film o spettacolo possa scegliere la stessa voce.
- Direzione artistica cinematografica: elaborazione della regia di un film, direzione delle scene e interpretazione artistica dell’opera.
- Regia teatrale: progettazione e direzione delle prove, degli interpreti e della messa in scena.
- Drammaturgia: attività di elaborazione drammaturgica rientrante nel perimetro espressamente indicato dalle note.
- Creazione di programmi cinematografici o teatrali: secondo la descrizione effettiva e le responsabilità contrattuali.
- Promozione cinematografica: quando la specifica prestazione rientra nell’inclusione ISTAT e non coincide con mera pubblicità, distribuzione o agenzia.
La regola di base è individuare cosa viene consegnato e per quale funzione il cliente remunera il professionista. Un regista incaricato di dirigere l’opera esercita un’attività distinta dal soggetto che acquista finanziamenti, produce il film come impresa e ne assume la commercializzazione. Le mansioni non vanno confuse per il solo fatto di operare contemporaneamente sul medesimo set.
Regista cinematografico, teatrale e audiovisivo: tre esempi
Film commissionato: una società di produzione incarica un regista indipendente di dirigere la realizzazione artistica di un documentario. Il professionista stabilisce impostazione, inquadrature e direzione narrativa in rapporto al committente. La prestazione personale può essere ricondotta al 90.39.01; la società che produce il documentario nel suo complesso svolge invece un’attività differente. Il contratto dovrebbe indicare chiaramente incarico di regia, compensi, durata e diritti.
Spettacolo teatrale: un ente culturale affida a un regista la scelta del linguaggio scenico e la guida degli interpreti. Queste funzioni sono coerenti con la regia teatrale contemplata dalla sottocategoria, anche quando la produzione impiega scenografi, costumisti e tecnici autonomi. Non si deve registrare l’intero teatro, gli attori e gli allestimenti sotto il codice del professionista incaricato della direzione artistica.
Video pubblicitario: un brand commissiona un contenuto video ad un’agenzia e il regista dirige il lavoro per quel progetto. La natura audiovisiva e pubblicitaria non elimina il ruolo di regista, ma occorre verificare quale soggetto contrattualizza la prestazione e come si applica la previdenza dello spettacolo. Se una persona vende al cliente un pacchetto completo di produzione, ripresa e consegna di video, può essere appropriato esaminare un codice diverso rispetto alla sola regia.
Regia 90.39.01 o produzione audiovisiva 59.11.00?
Il 59.11.00 comprende attività di produzione di film, video e programmi televisivi; il 90.39.01 è rivolto alla regia come servizio artistico. L’impresa che produce un film assume spesso la responsabilità di organizzazione, spese, acquisizione dei servizi e commercializzazione del prodotto. Il regista incaricato da tale impresa può limitarsi alla funzione registica, pur collaborando con reparti diversi. È sbagliato chiamare ogni soggetto dell’audiovisivo «casa di produzione» soltanto perché utilizza cineprese.
Se il professionista è insieme regista e produttore, si devono separare attività ed eventuali ricavi autonomi: può essere necessario registrare più attività, ma solo quando esercitate stabilmente. Chi realizza video finiti per aziende deve confrontare anche il business model e la classificazione specifica, come spiegato nella guida ATECO 59.11.00 e nell’approfondimento su aprire Partita IVA da videomaker. Non è l’attrezzatura posseduta a determinare da sola il codice.
Drammaturgia, scrittura di sceneggiature e recitazione
L’inclusione dei drammaturghi nelle note del 90.39.01 richiede un chiarimento: un professionista impegnato nella drammaturgia e nella messa in scena di una rappresentazione può avere un ruolo diverso da chi cede esclusivamente un testo, un soggetto o una sceneggiatura cinematografica. La scrittura letteraria autonoma deve essere confrontata con il codice 90.11.09 quando pertinente, senza dedurre che ogni autore audiovisivo sia anche regista.
Il sito contiene già la guida ATECO per sceneggiatori e la scheda 90.11.09 sulla creazione letteraria. Queste pagine devono rispondere alle ricerche legate alla scrittura, mentre la presente tratta la direzione artistica. Anche la recitazione, comprese le prestazioni degli attori che lavorano con il regista, è distinta: per tale ruolo il riferimento da approfondire è 90.20.01 – attività nel campo della recitazione.
Un incarico contrattuale può includere regia e scrittura, oppure regia e interpretazione. In questi casi occorre esaminare attività prevalente, compensi specifici e eventuale autonomia delle ulteriori funzioni. Un’attività secondaria non si aggiunge solo per comodità, ma perché è concretamente e abitualmente svolta. Il codice deve rappresentare il servizio venduto, non l’insieme astratto delle competenze del professionista.
90.39.01 e 90.39.09: chi dirige e chi fornisce supporto tecnico
Una delle possibili confusioni riguarda il codice 90.39.09, dedicato ad altre attività di supporto alle arti performative. Le note ISTAT vi comprendono diverse funzioni di scenografi, costruttori di palcoscenici, macchinisti, attrezzisti, tecnici luci e altri servizi connessi agli spettacoli dal vivo, oltre a determinate iniziative culturali e produzioni artistiche. Non è un sinonimo di regia, pur appartenendo allo stesso gruppo.
Un direttore artistico che assume concretamente la regia di uno spettacolo va valutato nel 90.39.01; un’impresa che offre prevalentemente supporto scenografico, montaggio palco, sistemi luce o coordinamento tecnico può rientrare nel 90.39.09. Anche la parola «direttore» nel titolo professionale non è determinante. Per scenografi, attrezzisti e addetti tecnici consulta la guida RM al 90.39.09, mantenendo nettamente separati i due intenti di ricerca.
Dal vecchio ATECO 90.02.02 al nuovo 90.39.01
Con la classificazione ATECO precedente la regia era identificata dal 90.02.02 – Attività nel campo della regia. Nel sistema ATECO 2025 la voce corrispondente è 90.39.01. Per chi consulta documenti datati, vecchie fatture o elenchi di attività è importante distinguere la riclassificazione dalla modifica sostanziale dell’impresa. Il cambiamento della numerazione non comporta necessariamente un cambiamento del servizio esercitato.
ATECO 2025 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ed è utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025. Le tavole di corrispondenza pubblicate da ISTAT sono lo strumento adatto per verificare il passaggio dai vecchi codici. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il solo aggiornamento della classificazione non obbliga a presentare una dichiarazione di variazione dati IVA; occorre invece valutare una variazione quando cambia l’attività realmente esercitata. Verifica la posizione ufficiale prima di aprire una seconda attività o creare una nuova Partita IVA.
Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo: la priorità previdenziale del regista
Il Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS), gestito dall’INPS dopo l’incorporazione dell’ENPALS, è fondamentale per le prestazioni artistiche e tecniche ricomprese nelle categorie dello spettacolo. La pagina ufficiale INPS sul FPLS richiama espressamente il gruppo di operatori, registi, produttori e tecnici. La disciplina contributiva non deriva da un’applicazione matematica del codice 90.39.01, ma dalle mansioni e dai rapporti previsti dalla normativa dello spettacolo.
L’INPS ricorda che per le figure tabellate, comprese le attività di regia riconducibili alle categorie previste, l’obbligo assicurativo FPLS può valere anche in rapporti autonomi. Nei prodotti pubblicitari audiovisivi commissionati da aziende o agenzie la posizione deve essere verificata con particolare attenzione al soggetto che ingaggia il regista e deve adempiere agli obblighi contributivi. Non è corretto affermare che chi possiede Partita IVA verserà sempre contributi alla Gestione Separata nello stesso modo di un consulente ordinario.
Per ogni incarico occorre distinguere committente, periodo e giornate di prestazione, mansioni effettive, eventuali altre coperture e responsabilità di comunicazione e versamento. Il regista può alternare prestazioni artistiche assicurate al FPLS con consulenze, docenza o altri lavori fiscalmente distinti. Queste situazioni richiedono analisi specifica; scegliere un’aliquota previdenziale sulla base di un sito di codici ATECO potrebbe produrre errori importanti.
Partita IVA da regista: apertura, contratti, fatture e diritti
La Partita IVA è da valutare quando l’attività autonoma viene esercitata in modo abituale. La soglia dei 5.000 € non rappresenta una franchigia generale che autorizza chiunque a dirigere in modo continuativo film e spettacoli senza Partita IVA. Anche l’esistenza di un solo committente va esaminata insieme alla natura del rapporto, all’organizzazione degli incarichi e al grado di abitualità.
- Oggetto del contratto: descrivere regia cinematografica o teatrale, prestazioni ulteriori, prove, riprese, consegne e responsabilità artistiche.
- Ruolo del committente: individuare chi incarica e remunera la prestazione, anche per i contributi dello spettacolo.
- Codici economici: indicare il 90.39.01 quando pertinente e altri codici soltanto per attività realmente autonome.
- Diritti: distinguere il compenso per la prestazione dalla eventuale cessione di diritti d’autore o di sfruttamento.
- Documentazione fiscale: organizzare fatture, acconti, saldi, rimborsi e tracciabilità dei pagamenti.
- Previdenza: verificare FPLS e gli obblighi concreti prima di stabilire come calcolare il netto del compenso.
Il trattamento fiscale di acconti, rimborsi analitici e diritti d’autore non è identico per ogni contratto. Un professionista può sostenere costi di trasferte, collaboratori e attrezzature o ricevere pagamenti per la cessione di diritti; è necessario ricostruire la natura di ciascuna voce prima di considerarla compenso forfettario o costo deducibile. Per gli adempimenti iniziali consulta come aprire Partita IVA per registi.
Regime forfettario registi: coefficiente del 67% e limiti
Per l’attività di regia fiscalmente corrispondente al codice precedente, il coefficiente ordinario di redditività è il 67% nel regime forfettario quando il contribuente ne possiede i requisiti. Il 67% non è una tassa: rappresenta la quota dei compensi fiscalmente rilevanti che concorre al reddito forfettario lordo. Il restante 33% è una quota convenzionale di costi e non va sottratto una seconda volta a fronte delle spese reali di set o studio.
L’articolo 1 del D.Lgs. 81/2025 stabilisce che, fino all’approvazione di nuovi coefficienti basati su ATECO 2025, continuano ad applicarsi quelli della legge 190/2014 identificati attraverso la corrispondenza con la classificazione precedente. Questo passaggio impedisce di assegnare un coefficiente diverso soltanto perché l’ATECO ha cambiato numero. Se sono esercitate anche produzione audiovisiva, scrittura o servizi tecnici, va verificato che ciascun incasso appartenga effettivamente all’attività dichiarata.
Il regime forfettario richiede il rispetto dei requisiti e delle cause ostative previste dalla legge. La soglia ordinaria dei ricavi/compensi è di 85.000 €; oltre 100.000 € nell’anno si verifica l’uscita immediata secondo le regole applicabili. L’imposta sostitutiva ordinaria è il 15%, oppure il 5% per le nuove attività solo quando spettante. Per maggiori dettagli vedi regime forfettario per registi.
Esempio di tasse: 30.000 euro di compensi
Supponiamo che un regista in regime forfettario incassi nell’anno 30.000 € da incarichi di regia. Applicando il coefficiente del 67% si ottiene un reddito forfettario lordo di 20.100 €. Se per ipotesi il professionista ha versato 3.000 € di contributi previdenziali obbligatori deducibili, la base imponibile esemplificativa diventa 17.100 €: l’imposta sostitutiva è 2.565 € al 15% oppure 855 € al 5% se la riduzione è spettante.
Il calcolo non quantifica i contributi da pagare, che per il settore dello spettacolo richiedono un esame particolare del FPLS, del contratto e delle responsabilità del committente. I 3.000 € ipotizzati sono contributi già versati e fiscalmente deducibili, non una aliquota previdenziale attribuita a tutti i registi. Per compensi annui pari a 50.000 €, il reddito forfettario lordo sarebbe invece 33.500 €, sempre prima delle deduzioni consentite e delle altre verifiche necessarie.
I costi economici possono cambiare molto tra chi riceve compensi per la sola regia e chi sostiene anche una parte dei costi di produzione. Trasferte, attrezzature, software e collaboratori vanno valutati per capire la convenienza economica, ma nel forfettario non vengono dedotti singolarmente dal reddito già determinato al 67%. Per simulazioni più complete vedi calcolo tasse del regista e il calcolatore RM.
Regista con più attività: quando aggiungere codici secondari
Un regista può anche scrivere sceneggiature, dirigere spettacoli teatrali, insegnare, produrre video o curare il supporto tecnico. Le attività aggiuntive richiedono valutare se siano effettivamente autonome e abituali, come siano remunerate e quale abbia carattere prevalente. Non si aggiungono codici soltanto per descrivere una competenza o anticipare incarichi futuri. Una produzione per conto proprio e la sola regia artistica sono prestazioni differenti anche quando svolte dalla stessa persona.
È utile tenere contratti e documenti separabili per progetto e prestazione: ciò permette di classificare correttamente i corrispettivi e di verificare la previdenza. La guida al commercialista per registi approfondisce l’impostazione fiscale, mentre i contenuti dedicati a produzione audiovisiva 59.11.00, supporto spettacoli 90.39.09 e sceneggiatori 90.11.09 permettono di riconoscere i principali perimetri confinanti.
Domande frequenti sul codice 90.39.01
Qual è il codice ATECO del regista teatrale o cinematografico?
Per la regia cinematografica e teatrale il riferimento ATECO 2025 è 90.39.01 – Attività nel campo della regia, come indicano le note ISTAT. Il codice va usato quando la prestazione principale è effettivamente la regia, non la produzione completa del video.
Qual era il vecchio codice ATECO per registi?
Il precedente riferimento era 90.02.02; ATECO 2025 utilizza 90.39.01. Chi ha una Partita IVA già aperta deve controllare la riclassificazione ufficiale e la posizione amministrativa, senza effettuare variazioni automatiche non necessarie.
Il regista e il videomaker devono avere lo stesso ATECO?
No. Il regista incaricato della direzione artistica può ricadere nel 90.39.01, mentre una produzione audiovisiva completa può richiedere 59.11.00. Conta il servizio realmente venduto, non il fatto che entrambi utilizzino una telecamera.
Un drammaturgo deve utilizzare sempre il 90.39.01?
Le note ISTAT includono i drammaturghi nel codice, ma chi vende esclusivamente testi, soggetti o sceneggiature senza un incarico di regia deve confrontare la creazione letteraria e la classificazione appropriata. La natura del contratto resta decisiva.
Un regista freelance paga sempre la Gestione Separata INPS?
No. Le mansioni dei registi possono comportare l’obbligo di assicurazione al FPLS anche in rapporti di lavoro autonomo. Vanno esaminati committente, prestazione, giornate e responsabilità contributive, evitando di individuare la gestione solo dal codice ATECO.
Il 67% è la percentuale delle tasse del regista?
No. Il 67% è il coefficiente per determinare il reddito lordo forfettario quando il regime è applicabile; l’imposta sostitutiva è normalmente 15% o, se spettante, 5% sulla base imponibile, dopo le deduzioni previdenziali ammesse.
Fonti ufficiali e approfondimenti
Per il significato del codice: ATECO 90.39.01, vocabolario istituzionale e ISTAT classificazione ATECO 2025. Per il raccordo fiscale: D.Lgs. 81/2025, articolo 1. Per le mansioni previdenziali: INPS Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo; il settore include categorie di registi e altre professioni artistiche, da valutare secondo gli incarichi effettivi. L’Osservatorio INPS dello spettacolo offre inoltre dati di contesto sul settore.
Per informazioni operative: aprire Partita IVA per registi, regime forfettario per registi, calcolo delle tasse, commercialista per registi, produzione video e cinema 59.11.00, supporto alle arti performative 90.39.09, attività di recitazione 90.20.01 e creazione letteraria 90.11.09. Questi approfondimenti aiutano a distinguere ruoli e codici senza sovrapporre inutilmente contenuti.
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Caterina
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