Un imprenditore in regime forfettario può avere un collaboratore familiare, ma deve rispettare sia le regole dell’impresa familiare sia il limite di 20.000 euro lordi per le spese di lavoro previsto dalla Legge 190/2014. Il collaboratore può essere soggetto a iscrizione INPS e la sua presenza non trasforma automaticamente l’attività in regime ordinario.
La disciplina cambia a seconda che si tratti di impresa familiare formalmente costituita, semplice coadiuvanza del familiare o vero rapporto di lavoro dipendente.
Chi è il collaboratore familiare
Nel linguaggio fiscale e previdenziale, il collaboratore familiare è un familiare che partecipa in modo abituale e prevalente all’attività dell’imprenditore.
Possono rilevare coniuge, parenti e affini entro i gradi previsti dalla disciplina dell’impresa familiare.
Collaboratore familiare e impresa familiare
L’impresa familiare è disciplinata dall’articolo 230-bis del Codice civile e, ai fini fiscali, dall’articolo 5 del TUIR.
Il titolare resta l’imprenditore; il familiare partecipa all’attività e può avere una quota di reddito nei limiti previsti dalla normativa.
Il forfettario può avere un collaboratore familiare?
Sì. La presenza di un collaboratore familiare non esclude automaticamente il regime forfettario.
Il titolare deve però continuare a rispettare tutti i requisiti di accesso e permanenza, compreso il limite delle spese per lavoro.
Il limite di 20.000 euro
La Legge 190/2014 prevede che, nell’anno precedente, le spese lorde per lavoro accessorio, dipendenti, collaboratori e determinate prestazioni di lavoro non superino complessivamente 20.000 euro.
Nel controllo rientrano anche le spese riferibili ai collaboratori familiari quando comprese nelle categorie indicate dalla norma.
Cosa succede se superi 20.000 euro
Il superamento del limite comporta la perdita del requisito per l’applicazione del regime nell’anno successivo.
Per questo il controllo va fatto sull’ammontare complessivo delle spese di lavoro sostenute e non sul costo di un singolo collaboratore.
Contributi INPS del collaboratore familiare
Quando il familiare collabora in modo abituale e prevalente in un’attività artigiana o commerciale può essere necessaria l’iscrizione alla relativa gestione INPS.
Il corretto inquadramento dipende dall’attività, dal ruolo concreto del familiare e dalla continuità della collaborazione.
Coadiuvante familiare
Il coadiuvante è il familiare che partecipa all’attività del titolare senza essere autonomamente imprenditore.
In ambito INPS può essere iscritto alla stessa gestione del titolare quando ricorrono i requisiti di abitualità e prevalenza.
Il familiare deve avere Partita IVA?
Non necessariamente.
Se collabora nell’impresa familiare o come coadiuvante, la sua posizione non coincide con quella di un autonomo che fattura al titolare. La necessità di una propria Partita IVA dipende dalla natura effettiva dell’attività svolta.
Come viene tassato il reddito nell’impresa familiare
Nel regime forfettario l’imposta sostitutiva è calcolata dal titolare sul reddito determinato secondo le regole del regime.
La presenza del familiare non trasforma il reddito forfettario in una deduzione analitica dei costi sostenuti per la collaborazione.
Quota del collaboratore
Nell’impresa familiare ordinaria il reddito può essere imputato ai familiari nei limiti previsti dall’articolo 5 del TUIR.
Nel forfettario, invece, la disciplina speciale comporta che l’imposta sostitutiva venga gestita dal titolare secondo le regole del regime, senza replicare automaticamente lo stesso meccanismo di imputazione del reddito previsto per l’ordinario.
Collaboratore familiare e contributi deducibili
I contributi previdenziali obbligatori seguono una disciplina distinta dai normali costi di lavoro.
Nel forfettario i contributi previdenziali personali obbligatori possono rilevare nella determinazione della base imponibile secondo le regole del regime; i contributi riferiti ai collaboratori vanno invece valutati in base al soggetto su cui grava l’obbligo.
Collaboratore familiare e dipendente: differenze
| Familiare collaboratore | Dipendente |
|---|---|
| Rapporto legato alla partecipazione familiare nell’attività | Rapporto di lavoro subordinato |
| Possibile iscrizione INPS come coadiuvante | Contributi da lavoro dipendente |
| Non coincide automaticamente con una busta paga | Busta paga, CCNL e adempimenti da datore |
Collaborazione occasionale del familiare
Una collaborazione davvero occasionale e non abituale va distinta dalla collaborazione familiare stabile.
Se il familiare lavora regolarmente nell’attività, qualificarlo come “occasionale” solo per evitare iscrizioni o adempimenti può essere contestato.
Impresa familiare e regime forfettario
L’impresa familiare può applicare il regime forfettario se il titolare possiede tutti i requisiti previsti.
Il controllo va effettuato su ricavi o compensi, cause ostative, spese di lavoro e altri requisiti del regime.
Passaggio da impresa familiare a attività individuale
Se il collaboratore cessa di partecipare all’attività, non sempre è necessario chiudere e riaprire la Partita IVA.
La variazione va gestita correttamente sotto il profilo fiscale, previdenziale e, quando necessario, camerale.
Errori frequenti
- pensare che il collaboratore familiare escluda automaticamente il forfettario;
- ignorare il limite di 20.000 euro delle spese di lavoro;
- non iscrivere il coadiuvante all’INPS quando la collaborazione è abituale e prevalente;
- confondere collaboratore familiare e dipendente;
- trattare come occasionale una collaborazione stabile;
- pensare che ogni costo del familiare sia deducibile analiticamente nel forfettario.
Fonti ufficiali
Domande frequenti
Un forfettario può avere un collaboratore familiare?
Sì, se continua a rispettare tutti i requisiti del regime.
Il collaboratore familiare deve iscriversi all’INPS?
Può essere necessario se partecipa all’attività in modo abituale e prevalente.
Il limite di 20.000 euro comprende i collaboratori?
Sì, la norma considera complessivamente le spese lorde di lavoro indicate dal comma 54.
Il collaboratore deve aprire Partita IVA?
Non automaticamente. Dipende dal rapporto reale con l’attività.
Il collaboratore familiare può essere occasionale?
Solo se la collaborazione è davvero saltuaria e non abituale.
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Salve. Sono una commerciante che appartiene al regime forfettario e vorrei sapere come devo fare per avvalermi della collaborazione di mia figlia nell’attività senza dover uscire dal regime. Grazie mille. Stefania
Buonasera Stefania,
avere collaboratori familiari non preclude l’applicazione del regime forfettario.
Inoltre se la collaborazione rispecchia alcune caratteristiche, può essere inquadrata come occasionale e pertanto non dovrai pagare i relativi contributi INPS.
Le caratteristiche sono:
– la collaborazione è resa per un periodo complessivo nel corso dell’anno non superiore a novanta giorni;
– la collaborazione deve avere carattere di aiuto, a titolo di obbligazione morale e perciò senza corresponsione di compensi;
– la collaborazione è prestata nel caso di temporanea impossibilità dell’imprenditore artigiano all’espletamento della propria attività lavorativa.
Cordiali saluti