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Commercialista per falegnami

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Commercialista per falegnami

Vuoi avviare un’ attività come falegname e non sai come procedere? Hai sentito parlare del regime forfettario e delle opportunità che offre a chi lo utilizza per la propria partita IVA?
Con questo articolo online, commercialista per falegnami vogliamo darti le informazioni necessarie per offrirti la possibilità di decidere se lanciarti in questa nuova avventura ed aprire la partita Iva.

Se dopo aver letto decidi di iniziare e vuoi essere assistito dal nostro team per le pratiche di avvio e la gestione fiscale dell’attività richiedici una call telefonica lasciando i tuoi dati su Whatsapp.
Il mestiere di falegname è un attività artigianale prestigiosa ed antica.
Per diventare eccellenti falegnami, è necessario avere buone capacità manuali, tanta pazienza ed un tocco di originalità.

Gli aspetti che analizziamo sono molteplici, dal corretto inquadramento e relativo codice ATECO, alla previdenza e le tasse che si devono pagare. Ricorda che oggi in Italia esiste la possibilità di utilizzare il regime forfettario, un regime fiscale agevolato che ti permette di risparmiare.

Dal primo gennaio 2020, il regime forfettario ha subito una serie di modifiche previste con la nuova Legge di Stabilità. In sintesi il limite del fatturato è fissato in 65.000 € e l’aliquota dell’imposta varia dal 15% al 5% a seconda dei casi. Mettiti comodo ed in pochi minuti vediamo tutto quello che c’è da sapere, buona lettura.

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Caterina, servizio clienti
Caterina

Come diventare falegnami

Se decidi di svolgere l’attività di falegname stai imboccando una buona strada perché la richiesta è molto elevata ed oggi non è molto semplice trovare bravi artigiani in questo settore.
Un falegname si occupa della lavorazione del legno e della trasformazione di un semplice ramo o un tronco d’albero ad oggetti artistici.

Occorre frequentare appositi corsi per acquisire le capacità necessarie ed imparare a conoscere le migliori tecniche di lavorazione del legno. Il consiglio che ci sentiamo di dare è di affiancarsi ad un valido artigiano in modo da imparare i segreti di questo splendido lavoro.

Al momento in cui si decide di lavorare autonomamente, sarà necessario aprire una partita Iva ed iscriversi alla Camera di Commercio. Grazie al nostro pacchetto Go Artigiano svolgeremo per tuo conto tutte le pratiche necessarie all’avviamento del’attività.
Inoltre hai la gestione fiscale con tutti gli adempimenti necessari e l’assistenza per un anno da parte di un nostro consulente per un anno.

APRIRE PARTITA IVA COME FALEGNAME

Ovviamente, per essere in regola non basta aprire la partita IVA, ma occorre anche l’iscrizione alla CCIAA, ma questo aspetto lo vediamo più avanti.

Vediamo come puoi procedere. Compila ed inoltra il modello AA9-12 con una delle seguenti modalità:

  • telematicamente, attraverso gli strumenti di un consulente fiscale come regimeminimi.com;
  • cartacea, direttamente alla sede territoriale dell’Agenzia delle Entrate;
  • tramite raccomandata A/R

All’interno del modello AA9-12, indica oltre ai tuoi dati personali, alcuni dati specifici come la scelta della sede della propria attività, il codice Ateco corretto ed il regime fiscale adottato.

Il codice ATECO da utilizzare è il 16.2 ovvero Fabbricazione di prodotti in legno.

Un altro compito del commercialista per falegnami, è di informarti che oggi in Italia è in vigore un regime agevolato che ti offre una serie di vantaggi molto importanti, il regime forfettario. Nel caso decidi di adottare il regime forfettario, il coefficiente di redditività corrispondente è del 67% ed il limite di fatturato di 65.000 €.

Vediamo adesso quali sono i contributi da versare all’INPS ed a quanto ammontano le tasse da pagare.

I contributi INPS per il falegname

Il falegname è un artigiano e deve iscriversi alla Gestione Artigiani INPS.
Le spese da corrispondere all’INPS sono proporzionali al reddito conseguito.
Ti ricordiamo però che un reddito minimale di 15.953 € sul quale pagare i contributi.

Le aliquote, per il 2020, sono pari al 24 % del reddito.
Per le categorie artigiane, sono previste tre casi dove è possibile usufruire di agevolazioni:

  • più di 65 anni già pensionati, c’è una riduzione del 50%;
  • meno di 21 anni dove è prevista una aliquota agevolata al 20,55%;
  • chi adotta il regime forfettario dove si gode di una riduzione del 35%.

I contribuenti con più di 65 anni di età godono di una riduzione del 50% dei contributi solitamente dovuti.
I contribuenti con meno di 21 anni di età possono usufruire delle agevolazioni previste dall’art. 1, comma 2, della Legge 2 Agosto 1990, n. 233.

Esiste un reddito minimale sul quale conteggiare i contributi che come abbiamo già detto di 15.953 €.
Per il falegname che adotta il regime forfettario esiste una particolare agevolazione, infatti vi è una riduzione del 35% rispetto agli altri artigiani.

Il pagamento deve essere effettuato mediante il modello F24, secondo le seguenti scadenze:

  • 18 Maggio 2020, 20 Agosto 2020, 16 Novembre 2020, 16 Febbraio 2021.
  • le quote eccedenti il minimale: entro i termini per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche.

Regime forfettario e falegname

Oggi grazie al regime forfettario è possibile godere di una serie di agevolazioni e semplificazioni molto interessanti. Con il regime forfettario, se possiedi i requisiti per adottarlo, pagherai meno tasse rispetto al tradizionale regime ordinario che prevede i famosi scaglioni IRPEF.

Questa imposta che sostituisce l’IRPEF si chiama imposta sostitutiva e si applica al reddito imponibile.
Il reddito imponibile, viene calcolato grazie ad un coefficiente di redditività in maniera forfettaria.

Il coefficiente di redditività è stabilito da tabella ministeriale in base alla tipologia di attività.
Sul reddito imponibile verrà applicata l’aliquota dell’imposta sostitutiva per calcolare le tasse da pagare.

L’aliquota d’imposta sostitutiva prevista per il regime forfettario è del 15%.
Se possiedi determinati requisiti, diventa addirittura del 5% per i primi cinque anni di attività.
Per approfondire questi aspetti sul regime forfettario puoi leggere altri articoli più specifici, ad esempio:

Limiti volume affari regime forfettario
Guida completa al regime forfettario

Ti ricordiamo che il forfettario è un regime naturale, questo significa che viene adottato automaticamente da tutti coloro che rispettano i requisiti richiesti. Il limite di fatturato è pari a 65.000 € all’anno.
Il coefficiente di redditività e del 67 %.

Se i compensi superano i 65.000 € annui è possibile adottare un regime fiscale semplificato.
Il regime fiscale semplificato è un regime analitico basato sulla somma algebrica delle entrate da compensi al netto delle uscite da costi inerenti l’attività.

Facciamo un esempio

Per comprendere meglio la tassazione prevista facciamo un semplice esempio.
Marco è un falegname che ha aperto l’attività nel 2019 ed ha incassato 15.000 €.

Coefficiente di redditività: 67%
Imposta sostitutiva: 5%
aliquota versamento contributi 24% con riduzione del 35%
contributo di maternità 7,42 €

Reddito imponibile: 15.000 € x 67% = 10.050 €
Imposta sui redditi: 10.050 € x 5% = 502,50 €

CONTRIBUTI INPS

15.953 € x 24% = 3.828,72 €

a cui vanno sommati 7,44 € previsti per il contributo di maternità e si ottiene 3.836,16 €

Nel caso adotti il regime forfettario, puoi usufruire della riduzione del 35%.

In questo caso dovrai pagare contributi INPS per 2.496,11 €.
che puoi versare in 4 rate da 624,03% cadauna.
Le scadenze dei versamenti sono le seguenti:

  1. 18 Maggio 2020;
  2. 20 Agosto 2020;
  3. 16 Novembre 2020;
  4. 16 Febbraio 2021.

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