Scegliere un commercialista per informatici nel 2026 significa prima di tutto chiarire quale attività IT viene realmente svolta. “Informatico” è un termine ombrello: consulenza, sviluppo software, realizzazione di siti, assistenza tecnica e gestione di sistemi non hanno necessariamente lo stesso codice ATECO, lo stesso coefficiente forfettario o lo stesso inquadramento previdenziale.
Il compito principale del commercialista non è quindi assegnare un codice generico al settore informatico, ma ricostruire il modello di lavoro: cosa viene venduto, a chi, con quale continuità, se prevale la consulenza o la programmazione, se ci sono prodotti software propri e se i clienti sono italiani o esteri.
Informatico non è un’unica attività fiscale
Due professionisti che si definiscono entrambi “informatici” possono avere attività molto diverse. Un consulente che analizza infrastrutture e processi IT non coincide con uno sviluppatore che scrive software; allo stesso modo, chi progetta soprattutto la parte grafica di un sito può avere un inquadramento diverso da chi realizza codice e funzionalità.
| Attività prevalente | Riferimento ATECO 2025 | Cosa verificare |
|---|---|---|
| Consulenza informatica | 62.20.10 | Analisi, consulenza e progettazione IT; coefficiente forfettario 67% |
| Programmazione e sviluppo software | 62.10.00 | Sviluppo, modifica, test e manutenzione software; coefficiente 67% |
| Grafica di pagine web | 74.12.01 | Solo quando prevale il lavoro grafico e non la programmazione; coefficiente 78% |
| Assistenza, configurazione o altri servizi IT | Da verificare in base al servizio | Non usare automaticamente 62.20.10 o 62.10.00 |
La classificazione va sempre controllata sui documenti ATECO ufficiali ISTAT. La parola “informatico” da sola non è sufficiente per scegliere il codice.
Consulente informatico: quando il riferimento è 62.20.10
Se l’attività consiste soprattutto in consulenza su sistemi, infrastrutture, architetture, soluzioni e processi informatici, il riferimento 2026 è il codice 62.20.10. Questa attività ha un proprio percorso già approfondito nella pagina sul commercialista per consulente informatico, che tratta anche Gestione Separata, fatturazione e clienti esteri.
Programmatore e sviluppatore: il codice cambia in 62.10.00
Quando il lavoro prevalente è scrivere, modificare, testare o mantenere software, applicazioni o componenti di siti web, la classificazione va spostata sulla programmazione informatica. Per programmatori e sviluppatori il codice ATECO 2025 di riferimento è 62.10.00. La guida sul commercialista per programmatori e sviluppatori approfondisce questo caso senza confonderlo con la consulenza IT.
Web designer: grafica o sviluppo?
Un altro errore frequente riguarda il web designer. Se prevale la grafica delle pagine web, ATECO 2025 prevede il codice 74.12.01; se invece l’attività è sostanzialmente sviluppo e programmazione del sito, il riferimento può rientrare nella divisione 62. La distinzione è spiegata nella guida sul commercialista per web designer.
Partita IVA per informatici: professionista o impresa?
Molti informatici che vendono personalmente consulenza o sviluppo lavorano come liberi professionisti individuali. Non bisogna però trasformare questa situazione in una regola assoluta: vendita organizzata di prodotti, struttura imprenditoriale, personale, attività commerciali accessorie o modelli SaaS e software proprietario possono richiedere un’analisi diversa.
Per chi svolge consulenza IT come professionista è disponibile anche la guida su come aprire Partita IVA come consulente informatico.
Regime forfettario per informatici nel 2026
Il forfettario è spesso compatibile con consulenza e sviluppo informatico quando sono rispettati tutti i requisiti. Il limite ordinario di ricavi o compensi dell’anno precedente è 85.000 euro; il superamento di 100.000 euro nel corso dell’anno comporta la fuoriuscita immediata secondo le regole previste. L’imposta sostitutiva è normalmente del 15% e può scendere al 5% per le nuove attività soltanto quando sono soddisfatte le condizioni di legge.
Per le attività della divisione 62 il coefficiente di redditività è il 67%. Questo significa che nel forfettario il reddito fiscale non coincide con gli incassi e non viene determinato sottraendo analiticamente computer, software, cloud o altri costi. Il riferimento normativo generale resta la Legge 190/2014 e successive modifiche.
INPS per informatici: perché non va scelto in automatico
Per il professionista informatico senza una Cassa previdenziale propria, la Gestione Separata INPS è l’inquadramento frequente. Nel 2026, quando applicabile, l’aliquota ordinaria per chi non ha altra copertura previdenziale obbligatoria è il 26,07%; per pensionati o soggetti già coperti da altra previdenza obbligatoria si applica il 24%.
Il commercialista deve però verificare la natura effettiva dell’attività prima di iscrivere automaticamente il cliente: una struttura imprenditoriale o una componente commerciale prevalente può cambiare il quadro. Regime fiscale e previdenza sono due verifiche distinte.
Informatico dipendente con Partita IVA
Molti professionisti IT aprono la Partita IVA mentre mantengono un lavoro dipendente. La coesistenza è possibile in numerosi casi, ma bisogna controllare la causa ostativa del forfettario collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, che per il 2026 utilizza la soglia di 35.000 euro salvo le eccezioni previste, oltre alle regole sui rapporti con il datore di lavoro attuale o recente.
Clienti esteri, VIES e fatture
Nel settore informatico è normale lavorare con aziende europee o extra-UE. In questi casi il commercialista deve impostare correttamente territorialità IVA, fattura elettronica, eventuale iscrizione VIES e adempimenti collegati alle operazioni transfrontaliere. Non basta applicare la stessa fattura utilizzata per un cliente italiano.
Software proprio, licenze e SaaS
Uno sviluppatore che lavora su commissione e un soggetto che vende un proprio software o un servizio SaaS non hanno necessariamente lo stesso modello fiscale e operativo. Cambiano il rapporto con il cliente, la modalità di incasso, la natura delle prestazioni e, in alcuni casi, gli adempimenti IVA soprattutto quando gli utenti sono consumatori esteri. Queste informazioni vanno comunicate al commercialista prima di aprire o modificare la Partita IVA.
Costi tipici dell’attività informatica
Computer, monitor, dispositivi, licenze software, servizi cloud, hosting, coworking, formazione e consulenze sono costi frequenti. Nel forfettario i normali costi non vengono dedotti uno per uno: il coefficiente sostituisce la deduzione analitica. Se i costi reali sono molto elevati, il confronto con il regime ordinario può diventare importante.
Cosa dovrebbe controllare un commercialista per informatici
- servizi realmente venduti e attività prevalente;
- ATECO 2025 principale ed eventuali attività secondarie;
- consulenza 62.20.10 o programmazione 62.10.00;
- natura professionale o eventuale organizzazione d’impresa;
- Gestione Separata o diverso inquadramento previdenziale;
- requisiti e cause ostative del forfettario;
- fatture italiane ed estere, VIES e adempimenti transfrontalieri;
- eventuale vendita di software, licenze o servizi SaaS;
- saldo e acconti fiscali e previdenziali.
Errori da evitare
- usare un ATECO generico solo perché il cliente si definisce “informatico”;
- trattare consulenza e programmazione come la stessa attività;
- classificare automaticamente il web designer come programmatore o viceversa;
- dare per scontata la Gestione Separata senza verificare il modello di attività;
- ignorare clienti esteri e VIES;
- non distinguere lavoro su commissione dalla vendita di software proprio;
- scegliere il forfettario senza considerare i costi reali dell’attività.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO di un informatico?
Non esiste un codice unico. Per la consulenza informatica il riferimento è 62.20.10; per la programmazione e lo sviluppo software è 62.10.00. Altri servizi IT vanno classificati in base all’attività effettiva.
Un informatico può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta requisiti e limiti previsti nel 2026 e non ricade in una causa ostativa. Per molte attività della divisione 62 il coefficiente è del 67%.
Consulente informatico e sviluppatore hanno lo stesso ATECO?
No. La consulenza informatica e la programmazione sono distinte in ATECO 2025: rispettivamente 62.20.10 e 62.10.00.
Serve un commercialista specializzato in clienti esteri?
È particolarmente utile quando l’informatico lavora abitualmente con clienti UE o extra-UE, vende software o servizi digitali e deve gestire correttamente IVA, VIES e operazioni transfrontaliere.
In sintesi
Un buon commercialista per informatici deve partire dal lavoro reale, non dall’etichetta professionale. Consulenza 62.20.10, programmazione 62.10.00, web design grafico e altri servizi IT richiedono verifiche diverse. Solo dopo aver definito ATECO, natura dell’attività e previdenza è possibile scegliere correttamente il forfettario, gestire le fatture e stimare tasse e contributi.
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