Se svolgi la professione di perito industriale o vuoi aprire la partita Iva per esercitare questa attività, sicuramente sei interessato ad avere maggiori informazioni sugli aspetti fiscali.
Sei alla ricerca di un commercialista online affidabile che ti faccia risparmiare? Ti sei diplomato e hai superato l’esame di abilitazione e vuoi aprire la partita Iva?
E’ probabile che stai cercando un commercialista per periti industriali che ti aiuti a gestire la parte fiscale della tua attività ad un prezzo contenuto.
L’articolo di oggi ha l’obiettivo di darti le informazioni più importanti, come il regime fiscale agevolato, il coefficiente di redditività da applicare, il codice ATECO da scegliere.
Non può mancare anche un accenno alle tasse da versare ed alla Cassa di Previdenza per i periti, l’EPPI.
Ricordati che oggi è possibile usufruire di un regime fiscale agevolato per la tua partita Iva, il regime forfettario, che ti permette di risparmiare sulle imposte da versare. Mettiti comodo e leggi questa guida con attenzione con i suggerimenti che abbiamo preparato. Ti auguriamo buona lettura!
Chi sono i periti industriali?
I periti industriali, possono avere diverse specializzazioni, a partire dalla meccanica, l’elettronica fino ad arrivare alle telecomunicazioni e le biotecnologie.
Se vuoi maggiori dettagli sulle varie specializzazioni e su tutti gli aspetti deontologici inerenti la professione, puoi visitare il sito del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali.
I periti industriali sono figure professionali adeguatamente preparate in materie matematiche e tecniche, inoltre possiedono specializzazioni in diversi settori.
Alcuni di questi riguardano il settore grafico, elettronico, tessile e della moda, edile e tanti altri.
Il regime forfettario per il perito industriale
Il perito industriale che esercita individualmente può applicare il regime forfettario quando possiede tutti i requisiti previsti.
Nel 2026 il limite ordinario è pari a 85.000 € di ricavi o compensi, verificati con riferimento all’anno precedente. Per le attività professionali il coefficiente di redditività è generalmente pari al 78%.
Il reddito imponibile viene determinato applicando il coefficiente di redditività ai compensi percepiti. Su tale reddito, al netto dei contributi previdenziali obbligatori deducibili, si applica normalmente l’imposta sostitutiva del 15%, riducibile al 5% per i primi cinque periodi d’imposta quando sono rispettati i requisiti previsti per le nuove attività.
Nel 2026 occorre inoltre considerare l’eventuale causa ostativa relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, la cui soglia è pari a 35.000 € con riferimento all’anno precedente, salvo il caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato.
Il contribuente forfettario non addebita normalmente l’IVA secondo le regole proprie del regime, ma deve utilizzare la fatturazione elettronica.
Come funziona il regime forfettario
Nel regime forfettario i costi dell’attività non vengono dedotti analiticamente: il reddito viene determinato applicando ai ricavi o compensi il relativo coefficiente di redditività.
I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati sono deducibili dal reddito forfettario prima del calcolo dell’imposta sostitutiva.
La Cassa di Previdenza
Per i periti industriali la Cassa di riferimento è l’Ente Previdenziale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati, comunemente chiamata Eppi.
Navigando sul sito dell’Eppi, puoi trovare molte informazioni sui servizi forniti a tutti i suoi iscritti.
Lo scopo principale è occuparsi della previdenza obbligatoria degli iscritti che svolgono l’attività di perito autonomo, indipendentemente dalla specializzazione scelta.
I contributi previdenziali
Tutti i periti industriali sono tenuti ad effettuare il versamento dei contributi previdenziali alla Cassa di Previdenza Eppi.
I contributi da versare possono essere divisi in tre diversi tipi:
- soggettivo;
- integrativo;
- maternità.
Il primo contributo viene determinato applicando l’aliquota del 18% sul totale del reddito professionale netto ed è deducibile fiscalmente.
L’integrativo è quantificato in base al 5% del totale della fattura. Ricordati che questo contributo non è deducibile fiscalmente.
Infine il contributo di maternità, è determinato annualmente dal consiglio di amministrazione.
Un esempio dei contributi da versare
Facciamo adesso un esempio pratico dei contributi che un perito industriale deve versare alla propria cassa di appartenenza per l’anno 2019.
Supponiamo che il suo volume d’affari sia di 27.000 € ed il suo reddito professionale di 21.060 €, in base a questi dati, i contributi da versare sono:
Soggettivo: 3.790,80 € ( 21.060 € x 18% )
Integrativo: 1.350 € ( 27.000 € x 5% )
Maternità: 5 €
Un saluto – Tony Staff regimeminimi.com
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