Commercio elettronico e regime minimi: come registrare i corrispettivi

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commercio elettronico e regime minimi: come e quando registrare i corrispettivi

Commercio elettronico e regime minimi: come e quando registrare i corrispettivi

Commercio elettronico e regimi agevolati: ecco come fare per registrare le vendite

Il commercio elettronico si sviluppa sempre più di conseguenza i regimi agevolati devono sapersi adeguare.
Recentemente è stata pubblicata una nuova disposizione nel DM 27 Ottobre successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 263 del 11 Novembre 2015.
Grazie a questa pubblicazione si rende attuativo il decreto legislativo 42/2015, che stabilisce:

Non esiste l’obbligo di fattura nel B2C (Business to consumer), o meglio la certificazione dei corrispettivi è necessaria solo qualora sia espressamente richiesta dal cliente.

Mentre per il commercio B2B (Business to Business) la certificazione segue le regole ordinarie.

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Registro dei corrispettivi

Ricordiamo che la tenuta di un registro dei corrispettivi è da considerarsi obbligatoria, anche solo per un fini organizzativi.
Il registro dei corrispettivi può essere acquistato anche in edicola e la compilazione è molto semplice.
Al suo interno deve essere inserito il totale delle vendite giornaliere e non ogni singola vendita.

Vendite indirette

La nuova regola sopra indicata vale sia per le operazioni di tipo indiretto che per quelle di tipo diretto .
Nelle prime rientrano quelle operazioni in cui la conclusione della vendita avviene online, ma la consegna avviene secondo le modalità tradizionali.
Un esempio tipico è rappresentato dalla vendita di beni come quello di generi di abbigliamento.

Vendite dirette

In quelle dirette rientrano quelle vendite in cui sia la transazione che la consegna avvengono online tramite download di un bene virtuale.
Classico esempio è rappresentato da un particolare software, libri in formato pdf, canzoni in formato mp3.

Trasmissioni in streaming

In queste novità che riguardano tutto il mondo connesso all’e-commerce rientrano anche le prestazioni di tele e radiodiffusione, i servizi di telecomunicazione.
Anche la la fornitura di musica, giochi, film e formazione a distanza nei confronti di persone che esercitano al di fuori dell’attività autonoma sono incluse.

Sarà quindi finalmente possibile gestire con una stessa procedura di certificazione sia le cessioni di beni che le prestazioni a distanza concluse online.
Il commerciante potrà così vendere allo stesso modo sia abbigliamento che immagini non emettendo alcun documento di certificazione fiscale.
Sarà sufficiente annotare l’incasso nel registro dei corrispettivi.

Come eliminare la registrazione dei corrispettivi

La registrazione dei corrispettivi potrà anch’essa essere eliminata.
E’ possibile farlo nel caso in cui il commerciante stesso decide di trasmetterli direttamente, in modo telematico, all’Agenzia delle Entrate.
Tale possibilità al momento è riconosciuta solo ai gruppi di impresa e alla grande distribuzione.
Finalmente però dal 2017 potrà essere aperta a tutti i contribuenti.

Quali regimi adottare per l’ecommerce

Ricordiamo inoltre che per l’attività di e-commerce è possibile applicare entrambi i regimi agevolati, minimi e forfettario.
Il regime dei minimi è ormai precluso alle nuove partite Iva dal 1° gennaio 2015, mentre il regime forfettario è il regime fiscale naturale per tutti le start up.
Quest’ultimo è il regime più vantaggioso in quanto ha aliquota al 5% per i primi 5 anni e un limite di fatturato di 50.000,00 € per le attività di vendita all’ingrosso e al dettaglio.

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