Se hai smarrito o ti hanno rubato le chiavi private delle criptovalute, il trattamento nel quadro RW cambia solo se puoi dimostrare l’evento con una denuncia presentata a un’autorità di pubblica sicurezza. La Circolare Agenzia delle Entrate n. 30/E del 27 ottobre 2023 chiarisce infatti che le cripto-attività per le quali il contribuente prova lo smarrimento o il furto delle chiavi private tramite denuncia non devono essere indicate nel quadro RW.
La regola è importante, ma va letta con attenzione: perdere l’accesso al wallet non significa automaticamente aver realizzato una perdita fiscale deducibile, e la disciplina del monitoraggio va tenuta distinta sia dall’imposta sul valore delle cripto-attività sia dalla tassazione delle eventuali plusvalenze. Nel 2026, inoltre, la disciplina delle cripto è cambiata ancora sul fronte delle aliquote.
Criptovalute e chiavi private smarrite: la regola del quadro RW
L’Agenzia delle Entrate ha dedicato un passaggio specifico allo smarrimento o al furto delle chiavi private nella Circolare 30/E/2023. Il principio operativo è chiaro: se il contribuente è in grado di dimostrare l’evento mediante una denuncia a un’autorità di pubblica sicurezza, le cripto-attività interessate non devono essere riportate nel quadro RW.
Non basta quindi affermare di non ricordare più una password o di non riuscire ad accedere a un wallet. Per utilizzare l’esclusione dal monitoraggio fiscale serve una prova documentale coerente con quanto richiesto dalla prassi dell’Agenzia.
Nel 2026 il quadro RW esiste ancora
Per il Modello Redditi Persone Fisiche 2026 l’Agenzia delle Entrate continua a utilizzare il quadro RW per il monitoraggio degli investimenti e delle attività finanziarie estere e per le cripto-attività detenute attraverso portafogli, conti digitali o altri sistemi di archiviazione o conservazione.
Le istruzioni 2026 precisano che il quadro va utilizzato anche per determinare l’imposta sul valore delle cripto-attività quando dovuta. Se presenti il Modello Redditi PF puoi approfondire anche la nostra guida al Modello Redditi Persone Fisiche 2026.
Quadro RW o quadro W: qual è la differenza?
Dal 2024 il modello 730 può ospitare direttamente alcune informazioni che prima richiedevano l’invio aggiuntivo del Modello Redditi. Per chi utilizza il 730, il monitoraggio delle attività estere e delle cripto-attività passa dal quadro W.
Per chi presenta il Modello Redditi PF resta invece il quadro RW. Una persona con attività di lavoro autonomo per la quale è richiesta la Partita IVA utilizza normalmente Redditi PF, non il 730, ma esistono situazioni diverse dopo la chiusura dell’attività o in presenza di altre tipologie reddituali. Se hai dubbi sul modello corretto puoi consultare la guida su 730 e Partita IVA.
La denuncia è il punto decisivo
La Circolare 30/E non si limita a parlare genericamente di impossibilità di accesso. Richiede che il contribuente sia in grado di dimostrare lo smarrimento o il furto delle chiavi private attraverso una denuncia presentata presso un’autorità di pubblica sicurezza.
Questo rende la denuncia il documento centrale del fascicolo fiscale. È prudente conservare insieme:
- copia integrale della denuncia con data e riferimenti identificativi;
- indirizzi pubblici dei wallet coinvolti;
- eventuali transaction hash utili a ricostruire la detenzione precedente;
- documentazione di acquisto delle cripto-attività;
- screenshot o backup che identifichino il wallet interessato;
- ticket di assistenza o comunicazioni con exchange, wallet provider o produttori di hardware wallet;
- un prospetto cronologico che mostri quando si è verificata la perdita di accesso.
Password dimenticata e chiave privata smarrita non sono sempre la stessa cosa
Nel linguaggio quotidiano si tende a dire “ho perso le password”, ma tecnicamente le situazioni possono essere diverse. Puoi aver dimenticato la password di un’applicazione mantenendo ancora la seed phrase; puoi aver perso il dispositivo hardware ma conservare la frase di recupero; oppure puoi aver perso definitivamente le chiavi private e ogni possibilità di ripristino.
La prassi fiscale si riferisce allo smarrimento o al furto delle chiavi private. Prima di concludere che l’attività non è più accessibile, quindi, conviene verificare con attenzione se esistono backup, seed phrase, dispositivi secondari o procedure di recupero.
Self-custody ed exchange: non sono situazioni identiche
Un wallet non-custodial o hardware wallet ti attribuisce direttamente il controllo delle chiavi private. Su un exchange custodial, invece, le chiavi possono essere gestite dal prestatore di servizi e tu accedi tramite un account.
Per questo il caso “ho perso la seed phrase del mio wallet” non va automaticamente sovrapposto al caso “non riesco più ad accedere all’exchange”. La Circolare 30/E formula la regola in relazione allo smarrimento o al furto delle chiavi private. In presenza di un exchange fallito, bloccato o che non permette prelievi, la situazione documentale e giuridica va verificata separatamente.
Se l’exchange chiude o fallisce posso evitare il quadro RW?
Non è prudente applicare automaticamente la regola delle chiavi private a ogni piattaforma non accessibile. Se l’exchange conserva le cripto per tuo conto, potresti avere ancora un diritto o un credito nei confronti della procedura, anche se non puoi trasferire materialmente gli asset.
In questi casi servono i documenti della piattaforma, eventuali comunicazioni della procedura concorsuale, saldi disponibili, richieste di rimborso e stato giuridico del rapporto. L’assenza di accesso tecnico non prova necessariamente che l’attività patrimoniale sia cessata.
Le cripto smarrite generano una minusvalenza deducibile?
No, non automaticamente. La Circolare 30/E chiarisce che lo smarrimento o il furto delle chiavi private non determina di per sé una fattispecie fiscalmente rilevante sotto il profilo reddituale.
Questo è un passaggio molto importante: l’esclusione dal quadro RW, quando correttamente documentata, non trasforma il valore perduto in una minusvalenza da utilizzare contro altre plusvalenze crypto. Monitoraggio fiscale e determinazione dei redditi sono piani distinti.
Quadro RW e tassazione delle plusvalenze sono due cose diverse
Il quadro RW serve principalmente al monitoraggio fiscale e alla determinazione delle imposte patrimoniali collegate. La tassazione delle plusvalenze sulle cripto-attività segue invece le regole del TUIR e dei quadri dedicati ai redditi diversi di natura finanziaria.
Quindi una criptovaluta può essere rilevante ai fini del monitoraggio anche in un anno in cui non hai realizzato alcuna plusvalenza. Al contrario, se hai effettuato cessioni o operazioni fiscalmente rilevanti prima della perdita delle chiavi, quelle operazioni vanno analizzate separatamente.
La tassazione crypto cambia dal 2026
Per le plusvalenze e gli altri proventi crypto realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2026, la Legge 207/2024 ha previsto un’aliquota ordinaria del 33%. La Legge 199/2025 ha poi introdotto una disciplina specifica al 26% per determinati token di moneta elettronica denominati in euro che rispettano le condizioni previste dalla norma.
La dichiarazione presentata nel 2026, però, riguarda normalmente i redditi del 2025: le istruzioni Redditi 2026 indicano ancora il 26% per le plusvalenze crypto realizzate entro il 31 dicembre 2025. È quindi essenziale non confondere l’anno in cui presenti la dichiarazione con l’anno in cui la plusvalenza è stata realizzata.
La soglia dei 2.000 euro è stata eliminata
La Legge 207/2024 ha eliminato, a decorrere dal 2025, la precedente franchigia di 2.000 euro prevista per le plusvalenze e gli altri proventi di cripto-attività. Le istruzioni del Modello Redditi 2026 distinguono infatti le plusvalenze realizzate fino al 2024 da quelle realizzate nel 2025.
Questo tema non cambia la regola sullo smarrimento delle chiavi, ma è utile per evitare un errore frequente: ritenere che le vecchie soglie continuino ad applicarsi indistintamente anche alle operazioni più recenti.
Imposta sul valore delle cripto-attività e monitoraggio
Il quadro RW è utilizzato anche per determinare l’imposta sul valore delle cripto-attività quando dovuta. La disciplina introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 ha previsto un’imposta pari al 2 per mille del valore delle cripto-attività, secondo le modalità stabilite dalla normativa e dalle istruzioni dichiarative.
Se le chiavi sono state smarrite o rubate e ricorrono le condizioni indicate dall’Agenzia per non riportare le cripto nel quadro RW, è comunque necessario ricostruire correttamente la situazione dell’anno: periodo di effettiva detenzione, eventuali versamenti già effettuati, documentazione della perdita di accesso e altre attività crypto rimaste nella disponibilità del contribuente.
Se recupero successivamente le chiavi private cosa succede?
Se dopo aver denunciato lo smarrimento riesci a recuperare la seed phrase, un backup o un dispositivo che consente nuovamente di controllare gli asset, la situazione cambia. Non puoi continuare a trattare come definitivamente indisponibili cripto che sono tornate sotto il tuo controllo.
In quel caso è necessario documentare anche la data del recupero e valutare la dichiarazione relativa al periodo interessato. Se il recupero rende non corretta una dichiarazione già trasmessa, va esaminata l’eventuale necessità di una dichiarazione correttiva o integrativa.
Se una parte delle cripto è persa e una parte è ancora accessibile
Molti contribuenti utilizzano più wallet, exchange e indirizzi. La perdita delle chiavi di un singolo wallet non elimina gli obblighi relativi alle altre cripto ancora possedute.
La Circolare 30/E prevede la possibilità di compilare il quadro per portafogli, conti digitali o altri sistemi di conservazione. Per questo è utile mantenere una mappa separata di ogni wallet e della relativa documentazione, invece di trattare l’intero patrimonio crypto come un unico importo indistinto.
Cosa fare se hai perso le chiavi durante il 2026
- verifica che l’accesso sia realmente irrecuperabile, controllando seed phrase, backup, hardware wallet e dispositivi;
- ricostruisci i wallet interessati e gli indirizzi pubblici;
- presenta una denuncia se si tratta effettivamente di smarrimento o furto delle chiavi private;
- salva le prove tecniche che confermano la situazione;
- separa gli asset persi da quelli ancora accessibili;
- ricostruisci eventuali operazioni effettuate prima dell’evento;
- conserva un prospetto dei valori e dei movimenti per la dichiarazione;
- verifica il quadro RW/W nell’anno dichiarativo corretto.
Cosa indicare nella denuncia
La normativa fiscale non fornisce un modello standard di denuncia crypto. Per rendere il documento utile anche sotto il profilo probatorio, è però opportuno descrivere con precisione ciò che è accaduto.
Può essere utile indicare data o periodo dello smarrimento, tipo di wallet, dispositivo coinvolto, indirizzi pubblici conosciuti, tipologia delle cripto, circostanze del furto o della perdita, tentativi di recupero effettuati e ogni elemento che permetta di identificare gli asset interessati. Non è necessario inserire nella denuncia dati segreti che potrebbero compromettere ulteriormente la sicurezza, come seed phrase ancora valide o password.
Furto delle chiavi e furto effettivo delle cripto non sono sempre la stessa cosa
Se una persona ottiene le tue chiavi ma gli asset risultano ancora sul wallet, il problema è diverso dal caso in cui le cripto siano già state trasferite a un altro indirizzo mediante una transazione non autorizzata.
Nel secondo caso diventa importante conservare anche transaction hash, indirizzi di destinazione, timestamp e segnalazioni al provider o all’exchange. La denuncia deve riflettere ciò che è realmente avvenuto, perché la prova documentale non serve solo a dimostrare che non puoi più accedere al wallet, ma anche a ricostruire la titolarità e l’eventuale sottrazione degli asset.
Il regime forfettario dà qualche esenzione sulle cripto?
No. Essere in regime forfettario non crea un’esenzione generale dal monitoraggio delle cripto-attività detenute come persona fisica. Le regole del quadro RW, dell’imposta sul valore delle cripto-attività e dei redditi diversi crypto vanno valutate separatamente rispetto al reddito della Partita IVA.
Se sei un titolare di Partita IVA, puoi approfondire il funzionamento generale della dichiarazione nella guida alla dichiarazione dei redditi Partita IVA 2026.
Cripto personali e cripto dell’attività: attenzione a non confonderle
Un professionista può detenere bitcoin o altre cripto come investimento personale e, separatamente, ricevere pagamenti in cripto per la propria attività. Sono situazioni che possono produrre effetti fiscali diversi.
Il semplice fatto di avere una Partita IVA non trasforma automaticamente ogni cripto detenuta in un bene dell’attività. Viceversa, incassi professionali, prestazioni pagate in token o un’attività organizzata nel settore crypto richiedono una valutazione specifica sulla natura del reddito.
Quali documenti conservare per la dichiarazione
- report annuali degli exchange;
- CSV o estratti delle operazioni;
- indirizzi dei wallet;
- transaction hash;
- documenti di acquisto e cessione;
- valori utilizzati per il monitoraggio;
- copia della denuncia in caso di chiavi smarrite o rubate;
- documentazione tecnica sul wallet o sul dispositivo;
- eventuali comunicazioni con exchange o provider;
- prospetto di riconciliazione tra wallet, exchange e dichiarazione.
Una buona ricostruzione documentale diventa fondamentale soprattutto quando le cripto sono state spostate tra più wallet o piattaforme nel corso dell’anno.
Le fonti ufficiali da usare
La fonte interpretativa principale sullo smarrimento delle chiavi private è la Circolare Agenzia delle Entrate n. 30/E del 27 ottobre 2023.
Per la dichiarazione corrente è utile consultare anche le istruzioni ufficiali dell’Agenzia sul quadro RW del Modello Redditi PF 2026 e sul quadro W del 730/2026. La disciplina delle aliquote dal 2026 è contenuta nella Legge 207/2024, come successivamente modificata.
FAQ su chiavi private smarrite e quadro RW
Devo dichiarare le cripto se ho perso definitivamente le chiavi private?
Se puoi dimostrare lo smarrimento mediante una denuncia a un’autorità di pubblica sicurezza, la Circolare 30/E/2023 prevede che le cripto interessate non debbano essere indicate nel quadro RW.
Basta aver dimenticato la password del wallet?
Non necessariamente. Prima va verificato se esistono procedure di recupero, seed phrase, backup o altri strumenti che consentono ancora l’accesso agli asset.
Lo smarrimento delle chiavi genera una minusvalenza?
No. Secondo la prassi dell’Agenzia, lo smarrimento o il furto delle chiavi private non produce automaticamente una perdita fiscalmente rilevante da usare in compensazione.
Nel 730 devo usare il quadro RW?
No. Chi utilizza il 730 compila il quadro W. Il quadro RW resta il riferimento del Modello Redditi Persone Fisiche.
Nel 2026 le plusvalenze crypto sono ancora tassate al 26%?
Per le plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026 l’aliquota ordinaria prevista è il 33%. Restano regole specifiche al 26% per determinati token di moneta elettronica denominati in euro. La dichiarazione 2026, però, riguarda normalmente operazioni effettuate nel 2025 e segue le regole di quell’anno.
Se recupero le chiavi dopo aver presentato la denuncia?
La situazione va aggiornata. Se torni ad avere il controllo degli asset, non puoi continuare a considerarli definitivamente indisponibili; occorre valutare l’effetto sulla dichiarazione dell’anno interessato.
In sintesi
Le criptovalute con chiavi private realmente smarrite o rubate possono essere escluse dal quadro RW solo quando il contribuente è in grado di documentare l’evento con una denuncia a un’autorità di pubblica sicurezza. La regola non trasforma però la perdita in una minusvalenza deducibile e non elimina gli obblighi relativi agli altri wallet ancora accessibili.
Nel 2026 bisogna inoltre distinguere con precisione quadro RW e quadro W, monitoraggio e tassazione delle plusvalenze, imposta sul valore delle cripto-attività e nuove aliquote applicabili alle operazioni realizzate dall’1 gennaio 2026. Una documentazione completa di wallet, movimenti e denuncia è quindi essenziale per evitare errori nella dichiarazione.
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