Nel 2026 il massimale della Gestione Separata INPS è pari a 122.295 euro, mentre il minimale di reddito è 18.808 euro. Per i liberi professionisti senza altra previdenza obbligatoria l’aliquota complessiva è del 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso un’altra forma previdenziale obbligatoria, nei casi previsti, l’aliquota è del 24%.
La distinzione più importante riguarda il “minimale”: 18.808 euro non è un reddito minimo su cui il professionista deve comunque pagare i contributi. Serve soprattutto per l’accredito dell’intero anno contributivo. Se il reddito è inferiore, il contributo si calcola sul reddito effettivo e l’accredito dei mesi può essere proporzionalmente ridotto.
Massimale Gestione Separata INPS 2026: 122.295 euro
La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 fissa il massimale di reddito a 122.295 euro. Le aliquote contributive si applicano quindi ai redditi soggetti alla Gestione Separata fino a questa soglia.
Per un libero professionista senza altra previdenza obbligatoria, applicando il 26,07% all’intero massimale, il contributo teorico massimo è di circa 31.882 euro. Con aliquota del 24%, il contributo corrispondente sul massimale è pari a 29.350,80 euro.
Chi percepisce più redditi soggetti alla stessa Gestione Separata deve considerare il massimale in modo complessivo, evitando di trattare ogni rapporto come se avesse un massimale separato.
Minimale Gestione Separata 2026: 18.808 euro, cosa significa davvero
Il minimale di reddito 2026 è 18.808 euro. Per un professionista, però, non funziona come il contributo minimo fisso previsto per altre gestioni previdenziali.
Se il reddito professionale è inferiore a 18.808 euro, i contributi vengono calcolati sul reddito effettivamente prodotto. Il minimale serve invece a stabilire quando può essere riconosciuto l’accredito dell’intero anno.
Con aliquota del 26,07%, per ottenere l’accredito di dodici mesi il contributo corrispondente al minimale è pari a 4.903,25 euro, di cui 4.702 euro ai fini pensionistici. Con aliquota del 24% il contributo annuo corrispondente è 4.513,92 euro.
Esempio: con un reddito previdenziale di 10.000 euro e aliquota del 26,07%, il contributo dovuto è pari a 2.607 euro. Non bisogna calcolarlo come se il reddito fosse comunque 18.808 euro.
Aliquote Gestione Separata INPS 2026: professionisti e collaboratori
| Soggetto | Aliquota 2026 | Nota |
|---|---|---|
| Professionista senza altra previdenza e non pensionato | 26,07% | 25% IVS + aliquote aggiuntive |
| Professionista pensionato o già assicurato altrove | 24% | Nei casi previsti dalla normativa |
| Collaboratori e figure assimilate | 33,72% | Quando non si applica DIS-COLL |
| Collaboratori soggetti a DIS-COLL | 35,03% | Aliquota comprensiva delle tutele aggiuntive |
Per i professionisti, il 26,07% è composto dal 25% ai fini IVS più le contribuzioni aggiuntive previste. Per collaboratori e parasubordinati il meccanismo è diverso: il versamento è normalmente effettuato dal committente e l’onere viene ripartito secondo le regole applicabili al rapporto.
Questa pagina è dedicata ai valori 2026. Per capire invece chi deve iscriversi, quando la Gestione Separata è obbligatoria e come funziona in generale, puoi consultare la guida RM sulla Gestione Separata INPS.
Calcolo contributi 2026, forfettario, Quadro RR e rivalsa 4%
La formula di base per il professionista è:
reddito imponibile previdenziale × aliquota, entro il massimale di 122.295 euro.
Nel regime forfettario la base previdenziale deriva dal reddito determinato applicando il coefficiente di redditività previsto per l’attività. I contributi obbligatori effettivamente versati sono poi deducibili secondo le regole fiscali del regime.
Per il calcolo dichiarativo dei professionisti iscritti alla Gestione Separata si utilizza il Quadro RR del modello Redditi. RM ha una guida specifica sul Quadro RR 2026 e una guida generale su come calcolare i contributi INPS.
La rivalsa INPS del 4%, quando applicata in fattura dal professionista, non riduce l’aliquota contributiva. È una facoltà nel rapporto economico con il cliente e non trasferisce a quest’ultimo l’obbligo previdenziale del professionista.
Per leggere correttamente i valori 2026, quindi, bisogna tenere distinti quattro elementi: aliquota applicabile, reddito previdenziale, minimale di accredito e massimale contributivo.
Fonti ufficiali
- INPS — Gestione Separata: aliquote contributive 2026
- INPS — Circolare n. 8 del 3 febbraio 2026
- INPS — Circolare n. 62 del 27 maggio 2026, Quadro RR e contribuzione
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Caterina
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