• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Regimeminimi.com

Il tuo consulente di fiducia online

  • Prezzi
  • Contattaci
  • Guide
  • Professioni
  • News

Home > News > Secondo acconto imposte 2024: scadenza, proroga e rateizzazione

Secondo acconto imposte 2024: scadenza, proroga e rateizzazione

Aggiornato il 9 Settembre 2026

Il secondo acconto delle imposte 2024 aveva come scadenza ordinaria il 2 dicembre 2024, perché il 30 novembre cadeva di sabato. Per una parte delle persone fisiche titolari di Partita IVA, però, la normativa approvata a dicembre 2024 ha consentito di rinviare il versamento delle imposte sui redditi al 16 gennaio 2025 oppure di suddividerlo in cinque rate mensili.

Questa pagina resta riferita esclusivamente al periodo d’imposta 2024. Per le regole correnti del forfettario puoi consultare la guida aggiornata al secondo acconto nel regime forfettario.

Secondo acconto 2024: perché la scadenza era il 2 dicembre

La scadenza ordinaria della seconda o unica rata di acconto è il 30 novembre. Nel 2024 il 30 novembre cadeva di sabato e il termine slittava quindi al primo giorno lavorativo successivo, cioè lunedì 2 dicembre 2024.

Il termine riguardava, a seconda della posizione fiscale, IRPEF, imposte sostitutive e altri acconti determinati sulla base della dichiarazione dei redditi. Per i contribuenti in regime forfettario il secondo o unico acconto dell’imposta sostitutiva utilizzava il codice tributo 1791.

La proroga al 16 gennaio 2025: chi poteva usarla

L’articolo 7-quater del decreto-legge 19 ottobre 2024 n. 155, coordinato con la legge di conversione 9 dicembre 2024 n. 189, ha previsto una disciplina speciale per il solo periodo d’imposta 2024. La norma, consultabile nel testo coordinato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, riguardava le persone fisiche titolari di Partita IVA che nel periodo d’imposta precedente avevano dichiarato ricavi o compensi non superiori a 170.000 euro.

Per questi contribuenti il secondo acconto dovuto in base alla dichiarazione dei redditi poteva essere versato:

  • in un’unica soluzione entro il 16 gennaio 2025;
  • oppure in cinque rate mensili di pari importo a partire dal 16 gennaio 2025, con gli interessi previsti sulle rate successive alla prima.

Forfettari e proroga del secondo acconto 2024

La misura poteva interessare anche le persone fisiche in regime forfettario che rispettavano i requisiti previsti dalla norma, compresa la soglia di ricavi o compensi. Per l’imposta sostitutiva del forfettario il rinvio riguardava il secondo acconto normalmente dovuto con codice 1791.

La possibilità di differire il pagamento non modificava il modo in cui l’imposta era determinata: cambiava la data di versamento e, in caso di rateazione, la distribuzione finanziaria del debito.

Selezione utile per il tuo lavoro Brother DCP-J1200W

Multifunzione inkjet 3-in-1 A4 con Wi-Fi e gestione mobile: soluzione compatta per home office che stampa e scansiona volumi moderati.

Vedi su Amazon →

Contributi INPS esclusi dalla proroga fiscale

Un punto importante del provvedimento 2024 era l’esclusione dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi INAIL dal rinvio previsto per le imposte sui redditi. Per questi versamenti restava quindi necessario verificare la scadenza ordinaria.

L’INPS, con la circolare 72/2024, aveva indicato il 2 dicembre 2024 come termine per il secondo acconto 2024 della contribuzione collegata al reddito per Gestione Separata e, nei casi previsti, artigiani e commercianti sulla quota eccedente il minimale.

Come si calcolava il secondo acconto 2024

Il contribuente poteva utilizzare il metodo storico, basato sull’imposta risultante dalla dichiarazione precedente, oppure il metodo previsionale, quando prevedeva per il 2024 un’imposta inferiore rispetto alla base storica.

Il metodo previsionale poteva ridurre l’esborso, ma richiedeva una stima attendibile: se a consuntivo l’acconto risultava insufficiente, la differenza poteva comportare sanzioni e interessi. La proroga del pagamento non eliminava questo rischio e non autorizzava a ridurre arbitrariamente l’importo.

Codici F24 per il regime forfettario nel 2024

CodiceVersamento
1790Prima rata acconto imposta sostitutiva
1791Seconda rata o acconto in unica soluzione
1792Saldo imposta sostitutiva

Se un F24 del 2024 è stato pagato con codice o anno errati, oggi non conviene duplicare automaticamente il versamento: la guida su come correggere un F24 con codice tributo sbagliato spiega quando è possibile chiedere la rettifica tramite CIVIS.

Secondo acconto 2024 e Concordato preventivo biennale

Il 2024 è stato anche il primo anno operativo del Concordato preventivo biennale. Per i soggetti che avevano aderito, il calcolo degli acconti poteva richiedere regole specifiche legate al reddito concordato e al metodo utilizzato. Per questo non era corretto applicare una percentuale generica senza leggere il prospetto della dichiarazione e la posizione concreta del contribuente.

Chi non rientrava nella proroga

Per i contribuenti che non possedevano i requisiti della disciplina speciale, restava ferma la scadenza del 2 dicembre 2024. La proroga non era quindi un rinvio generalizzato per tutte le Partite IVA né per tutti i tributi.

In particolare, la soglia dei 170.000 euro e la natura di persona fisica titolare di Partita IVA erano elementi centrali per l’accesso al differimento delle imposte sui redditi.

Riepilogo delle date

DataCosa riguardava
2 dicembre 2024Scadenza ordinaria del secondo/unico acconto 2024
16 gennaio 2025Versamento differito per le persone fisiche titolari di Partita IVA ammesse
gennaio-maggio 2025Possibile rateizzazione in cinque rate per i soggetti ammessi

Domande frequenti sul secondo acconto 2024

Perché la scadenza era il 2 dicembre 2024?

Perché il 30 novembre 2024 cadeva di sabato e il termine ordinario slittava al primo giorno lavorativo successivo.

Tutti potevano rinviare al 16 gennaio 2025?

No. La disciplina speciale riguardava le persone fisiche titolari di Partita IVA che rispettavano i requisiti previsti, tra cui il limite di 170.000 euro di ricavi o compensi del periodo precedente.

La proroga comprendeva anche i contributi INPS?

No. La norma escludeva i contributi previdenziali e assistenziali e i premi INAIL dal rinvio previsto per il secondo acconto delle imposte sui redditi.

Richiedi informazioni sui nostri servizi di apertura, contabilità e gestione fiscale della Partita IVA.

  • Apertura della Partita IVA
  • Gestione del regime forfettario
  • Gestione della contabilità semplificata
Caterina Caterina Servizio clienti
Compila il modulo indicando il servizio fiscale che ti interessa e descrivi brevemente la tua esigenza.

In qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.

RM Regimeminimi.com

Un progetto di The Loft S.r.l.s.

Via Mariotti 190
51100 Pistoia (PT)
P.IVA 01843800473
REA PT-184294

Servizio

Prezzi Contattaci Chi siamo Recensioni

Contenuti

Guide fiscali Professioni e attività News Consulenze gratuite Strumenti di lavoro

Legale

Termini e condizioni Privacy Cookie

I contenuti di Regimeminimi.com hanno finalità informative e divulgative e non sostituiscono una consulenza professionale personalizzata. Le informazioni fiscali e previdenziali possono variare in base alla situazione individuale e agli aggiornamenti normativi.

© 2026 Regimeminimi.com – Tutti i diritti riservati.