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Secondo acconto regime forfettario: scadenza, calcolo e codice 1791

Aggiornato il 10 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Secondo acconto regime forfettario: scadenza, calcolo e codice 1791

Il secondo acconto del regime forfettario si versa normalmente entro il 30 novembre con modello F24 e codice tributo 1791. Non è una tassa aggiuntiva: è un anticipo sull’imposta sostitutiva dovuta per l’anno in corso e viene scomputato dal saldo determinato con la dichiarazione successiva.

Per il 2026 la scadenza è lunedì 30 novembre 2026. Prima del pagamento è importante verificare la base storica risultante dal quadro LM, la percentuale della seconda rata applicabile al proprio caso e l’eventuale convenienza del metodo previsionale se l’imposta attesa per l’anno è inferiore. Per il quadro completo delle scadenze annuali puoi consultare anche il calendario fiscale del regime forfettario 2026.

Secondo acconto nel regime forfettario: cos’è e perché si paga

Nel regime forfettario l’imposta sostitutiva del 5% o del 15% viene gestita con il meccanismo di saldo e acconti. Il saldo chiude il debito relativo all’anno precedente, mentre gli acconti anticipano una parte dell’imposta relativa all’anno in corso.

  • Saldo: riguarda l’anno fiscale già chiuso e utilizza il codice tributo 1792.
  • Primo acconto: anticipa l’imposta dell’anno in corso e utilizza il codice 1790.
  • Secondo acconto o acconto unico: completa l’anticipo e utilizza il codice 1791.

Per questo, soprattutto dal secondo anno di attività, i versamenti possono sembrare più pesanti: nello stesso periodo si può pagare il saldo dell’anno precedente e anticipare l’imposta dell’anno in corso. Gli acconti, però, verranno detratti dall’imposta definitivamente dovuta.

Secondo acconto forfettario 2026: quando si paga

La scadenza ordinaria del secondo o unico acconto è il 30 novembre. Nel 2026 il termine cade lunedì 30 novembre. L’Agenzia delle Entrate identifica il versamento dell’imposta sostitutiva del regime forfettario con il codice tributo 1791, definito espressamente come “acconto seconda rata o in unica soluzione”.

Per verificare anche gli altri appuntamenti del mese puoi consultare il calendario delle scadenze fiscali di novembre 2026.

Codice tributo 1791: come compilare il modello F24

Il codice da utilizzare per il secondo acconto dell’imposta sostitutiva è 1791. La pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sul codice 1791 indica che il versamento va esposto nella sezione Erario del modello F24.

Campo F24Cosa indicare
SezioneErario
Codice tributo1791
Anno di riferimentoL’anno per cui si paga l’acconto, ad esempio 2026
Rateazione / regione / provincia / meseNon compilare
Importo a debitoSeconda rata o acconto unico dovuto

Non va confuso con il 1790, usato per la prima rata dell’acconto, né con il 1792, usato per il saldo. Per il secondo acconto relativo al 2026, nel campo “anno di riferimento” va indicato 2026.

Come si calcola il secondo acconto: metodo storico

Con il metodo storico il punto di partenza è l’imposta sostitutiva risultante dalla dichiarazione relativa all’anno precedente. Per i forfettari il dato si trova nel quadro LM del modello Redditi PF: nella prassi dichiarativa la base di riferimento è il rigo “Differenza” del quadro LM.

In termini pratici, non si deve prendere il fatturato e applicare nuovamente il 5% o il 15% in modo isolato. Occorre partire dal risultato fiscale della dichiarazione, perché il reddito imponibile forfettario tiene già conto del coefficiente di redditività, dei contributi previdenziali deducibili e degli altri elementi previsti dal quadro LM. Per ricostruire correttamente questi passaggi puoi vedere anche la guida alla dichiarazione dei redditi nel regime forfettario 2026.

Se vuoi ricostruire prima il meccanismo con cui si determina il reddito imponibile e l’imposta sostitutiva, puoi usare la guida al calcolo delle tasse nel regime forfettario.

Secondo acconto al 50% o al 60%? La regola da verificare

È uno dei punti che genera più errori. La regola generale dell’articolo 17 del DPR 435/2001 prevede una prima rata del 40% e una seconda rata del 60%. L’articolo 58 del DL 124/2019 ha però rimodulato gli acconti in due rate del 50% ciascuna per i soggetti compresi nello specifico perimetro collegato agli ISA.

La Risoluzione 93/E del 12 novembre 2019 chiarisce che, ricorrendone le condizioni, la ripartizione 50% + 50% riguarda anche i contribuenti in regime forfettario che esercitano attività per le quali sono stati approvati gli ISA, pur essendo il regime forfettario una causa di esclusione dalla concreta applicazione dell’indice.

SituazionePrima rataSeconda rata
Soggetto nel perimetro dell’art. 58 DL 124/201950%50%
Soggetto fuori da quel perimetro40%60%

Perciò non è corretto affermare che il secondo acconto sia sempre il 50% oppure sempre il 60% per qualunque forfettario. Se l’F24 è stato predisposto dal commercialista o dal software dichiarativo, la ripartizione dovrebbe già riflettere la posizione del contribuente; se lo compili autonomamente, va verificato il perimetro applicabile.

Quando l’acconto si paga tutto a novembre

L’acconto viene versato in un’unica soluzione a novembre quando la prima rata calcolata secondo la percentuale applicabile non supera 103 euro. Di conseguenza, anche la soglia complessiva cambia a seconda della ripartizione applicabile.

  • Con ripartizione 50% + 50%, la divisione in due rate scatta quando la prima rata supera 103 euro, quindi con un acconto complessivo superiore a circa 206 euro.
  • Con ripartizione 40% + 60%, la soglia storicamente corrisponde a circa 257,52 euro di acconto complessivo.

Poiché gli importi della dichiarazione sono espressi in unità di euro, operativamente si incontrano spesso soglie arrotondate. Se l’imposta storica è molto bassa può inoltre non sorgere alcun obbligo di acconto.

Esempi pratici di secondo acconto

Esempio 1: acconto complessivo di 4.000 euro con ripartizione 50/50

  • Acconto complessivo: 4.000 euro.
  • Prima rata: 2.000 euro.
  • Seconda rata al 30 novembre: 2.000 euro.
  • Codice F24 della seconda rata: 1791.

Esempio 2: acconto complessivo di 4.000 euro con ripartizione 40/60

  • Acconto complessivo: 4.000 euro.
  • Prima rata: 1.600 euro.
  • Seconda rata al 30 novembre: 2.400 euro.
  • Codice F24 della seconda rata: 1791.

Esempio 3: acconto dovuto solo a novembre

Se, in base alla percentuale applicabile, la prima rata non supera 103 euro, l’acconto non viene suddiviso: l’intero importo viene versato alla scadenza di novembre con codice 1791.

Metodo previsionale: quando può ridurre il secondo acconto

Se durante l’anno prevedi un’imposta effettiva più bassa di quella risultante dall’anno precedente, puoi valutare il metodo previsionale. Può accadere in caso di forte riduzione dei compensi, cessazione dell’attività, lunghi periodi di inattività o altre circostanze che abbassano il reddito imponibile.

Il vantaggio è evitare di anticipare somme che altrimenti potrebbero trasformarsi in credito. Il rischio è che la previsione risulti troppo bassa: se l’acconto versato è insufficiente rispetto a quello effettivamente dovuto, sarà necessario regolarizzare la differenza e possono applicarsi sanzioni e interessi. Prima di ridurre il pagamento conviene quindi stimare l’imposta dell’intero anno, non limitarsi al confronto del fatturato.

Secondo acconto e primo anno di attività

Nel primo anno in assoluto di applicazione del regime forfettario manca normalmente una precedente imposta sostitutiva sulla quale calcolare l’acconto con metodo storico. Il primo ciclo completo di saldo e acconti emerge quindi con la prima dichiarazione dei redditi presentata l’anno successivo.

Diverso è il caso di chi entra o esce dal forfettario provenendo da un altro regime: qui occorre verificare quale imposta costituisce la base dell’acconto e come saranno scomputati i versamenti. Per il caso specifico dell’uscita abbiamo una guida separata sull’acconto dell’imposta sostitutiva quando si esce dal regime forfettario.

Secondo acconto INPS: non si paga con il codice 1791

Il secondo acconto dell’imposta sostitutiva e il secondo acconto contributivo possono avere la stessa scadenza, ma sono due obblighi diversi. Il codice 1791 riguarda soltanto l’imposta sostitutiva del regime forfettario.

L’INPS, con la circolare 62/2026, conferma il 30 novembre 2026 per il secondo acconto 2026 della Gestione Separata e per i contributi di artigiani e commercianti dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale. Le rate fisse sul minimale di artigiani e commercianti seguono invece un calendario differente.

Il secondo acconto di novembre si può rateizzare?

Il secondo o unico acconto dovuto a novembre con codice 1791 non rientra nella normale rateazione mensile prevista per saldo e primo acconto. Se c’è un problema di liquidità, non conviene semplicemente ridurre o saltare il pagamento: bisogna verificare se il metodo previsionale è realmente utilizzabile oppure, in caso di omesso o insufficiente versamento, come regolarizzare la posizione.

Checklist prima del pagamento di novembre

  • Controlla che il versamento riguardi davvero l’imposta sostitutiva e non un contributo INPS.
  • Verifica la base storica nel quadro LM e il calcolo predisposto per l’anno.
  • Accerta se al tuo caso si applica la ripartizione 50/50 oppure 40/60.
  • Nel modello F24 usa il codice 1791 e l’anno corretto.
  • Se prevedi un’imposta sensibilmente più bassa, valuta il metodo previsionale prima della scadenza.
  • Conserva la ricevuta F24 e confrontala con saldo e primo acconto già versati.

Errori frequenti sul secondo acconto

  • Usare il codice 1792 del saldo invece del 1791.
  • Indicare nell’F24 l’anno precedente anziché l’anno dell’acconto.
  • Applicare automaticamente 40/60 o 50/50 senza verificare il proprio caso.
  • Confondere il secondo acconto dell’imposta sostitutiva con il secondo acconto INPS.
  • Ridurre l’importo con un metodo previsionale non supportato da un calcolo realistico.
  • Pensare che l’acconto sia una tassa aggiuntiva anziché un anticipo da scomputare.

Se l’errore riguarda il codice tributo o l’anno di riferimento, la soluzione dipende dal tipo di errore e dallo stato del versamento: non sempre è necessario pagare una seconda volta. In questi casi puoi consultare la guida su come correggere un F24 con codice tributo sbagliato nel regime forfettario.

Domande frequenti sul secondo acconto forfettario

Quando scade il secondo acconto del regime forfettario?

La scadenza ordinaria è il 30 novembre. Per il 2026 il termine è lunedì 30 novembre 2026.

Quale codice tributo si usa?

Il codice tributo è 1791, da indicare nella sezione Erario del modello F24. Identifica la seconda rata o l’acconto in unica soluzione dell’imposta sostitutiva del regime forfettario.

Il secondo acconto è il 50% o il 60%?

Dipende dalla posizione del contribuente. Per i soggetti che rientrano nel perimetro dell’articolo 58 del DL 124/2019 gli acconti sono ripartiti 50% + 50%; fuori da quel perimetro resta la regola generale 40% + 60%.

Posso usare il metodo previsionale?

Sì, se l’imposta che prevedi di dovere per l’anno è inferiore a quella storica. La stima deve però essere prudente, perché un versamento insufficiente può richiedere una successiva regolarizzazione.

Il secondo acconto INPS usa il codice 1791?

No. Il 1791 riguarda esclusivamente l’imposta sostitutiva del regime forfettario. I contributi previdenziali seguono le causali e le modalità previste dall’INPS.

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