Il Mobile di Verona ha ottenuto dal MIMIT il via libera nazionale alla registrazione come Indicazione geografica protetta per i prodotti artigianali e industriali. La domanda passa ora alla fase europea davanti all’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale.
Si tratta della terza produzione veneta ammessa alla fase successiva dopo il Vetro di Murano e il Merletto di Burano. Con questa decisione salgono a sette le domande accolte a livello nazionale nell’ambito del nuovo sistema europeo di tutela delle IGP non-agri.
Mobile di Verona: cosa significa il via libera nazionale
Il provvedimento MIMIT chiude positivamente la fase italiana della procedura. Non equivale ancora alla registrazione definitiva dell’IGP: la domanda deve essere trasmessa all’EUIPO, che proseguirà l’esame a livello europeo.
Il passaggio nazionale serve quindi a verificare che la richiesta possa accedere alla fase successiva del sistema previsto dal Regolamento (UE) 2023/2411. Per imprese, consorzi e produttori coinvolti, il valore concreto arriverà con l’eventuale registrazione europea della denominazione.
Sette domande italiane hanno già superato la fase nazionale
Secondo il MIMIT, con il Mobile di Verona le domande accolte salgono a sette. Alle tre produzioni venete — Mobile di Verona, Vetro di Murano e Merletto di Burano — si aggiungono il Corallo e Cammeo di Torre del Greco, la Ceramica Vietri e la Ceramica di Caltagirone.
Il dato mostra che il nuovo strumento non riguarda soltanto un singolo comparto: interessa diverse lavorazioni artigianali e industriali tradizionali, dalla ceramica al vetro, fino alla gioielleria e all’arredo.
Cos’è l’IGP non-agri per prodotti artigianali e industriali
Il Regolamento (UE) 2023/2411 ha introdotto una tutela europea specifica per i prodotti artigianali e industriali legati a un territorio. Il sistema è operativo in Italia da maggio 2026 e affianca, con regole proprie, la tutela geografica già conosciuta nel settore agroalimentare.
Tra i comparti potenzialmente interessati rientrano vetro artistico, gioielleria, tessuti, pizzi, porcellana, lavorazioni del cuoio, pietre naturali, ceramica, posateria e strumenti musicali. Per una panoramica più ampia puoi leggere anche la guida di Regimeminimi.com su IGP non-agri 2026 e tutela dei prodotti artigianali.
Perché la tutela può interessare le imprese del territorio
Una registrazione IGP non-agri può rafforzare il legame tra prodotto e territorio, rendere più riconoscibile la provenienza e sostenere la tutela contro usi impropri della denominazione. Il MIMIT collega il nuovo strumento anche alla protezione del saper fare locale e al contrasto della contraffazione.
Per le imprese che operano nelle filiere interessate, la registrazione non è però automatica: occorre seguire la procedura prevista e rispettare le condizioni stabilite per la denominazione tutelata.
Il prossimo passaggio è davanti all’EUIPO
Dopo il via libera nazionale, la pratica del Mobile di Verona passa quindi all’EUIPO. Sarà l’Ufficio europeo a proseguire l’iter per la registrazione finale della denominazione a livello dell’Unione.
Fino alla conclusione di questa fase, la notizia va letta come un avanzamento importante della procedura, non come registrazione definitiva già ottenuta.
Fonte ufficiale
Il riferimento è il comunicato MIMIT del 1° ottobre 2026 sul Mobile di Verona.
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Caterina
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