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Home > News > Inarcassa: approvato il tasso dell’1,6% sui riscatti 2026

Inarcassa: approvato il tasso dell’1,6% sui riscatti 2026

Aggiornato il 25 Ottobre 2026

Inarcassa: è stata approvata ufficialmente la delibera sul tasso annuo dell’1,6% per la rateazione dei riscatti con piani notificati nel 2026. Il Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia, ha approvato la delibera del consiglio di amministrazione Inarcassa n. 29370/26 con nota del 25 settembre 2026. Il comunicato è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 ottobre 2026.

La notizia interessa ingegneri e architetti liberi professionisti che hanno chiesto di riscattare periodi utili alla pensione e intendono pagare l’onere a rate. La novità è la conferma ministeriale del tasso per i piani notificati nel 2026, non l’introduzione di una nuova tassa né un aumento automatico degli interessi di tutti i piani precedenti. Il regolamento Inarcassa prevede anche una specifica esenzione dagli interessi per alcuni iscritti under 35.

Inarcassa: approvato il tasso di riscatto 2026

Il comunicato del Ministero del Lavoro nella Gazzetta Ufficiale n. 246 del 22 ottobre 2026 rende nota l’approvazione della delibera n. 29370/26, adottata dal consiglio di amministrazione Inarcassa il 29 gennaio 2026. La nota ministeriale è la n. 0010913/ING-L-259, datata 25 settembre 2026, nell’ambito del controllo previsto dall’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 509/1994.

L’atto riguarda specificamente la determinazione del tasso di interesse annuo della rateazione dell’onere da riscatto previsto dall’articolo 1, comma 5, del Regolamento Riscatti e Ricongiunzione. Il testo ufficiale del regolamento Inarcassa aggiornato al 2026 indica nella nota relativa a tale articolo il valore dell’1,6% per i piani notificati nel 2026.

È opportuno distinguere le diverse date: il 29 gennaio è il giorno della delibera della Cassa; il 25 settembre è quello della relativa approvazione ministeriale; il 22 ottobre è la pubblicazione del comunicato ufficiale. Non bisogna trasformare quest’ultima data nel giorno a partire dal quale ogni professionista debba presentare una nuova domanda di riscatto.

Elemento Dato da conoscere
Tasso annuo per i piani notificati nel 2026 1,6%
Delibera Inarcassa N. 29370/26 del 29 gennaio 2026
Approvazione ministeriale 25 settembre 2026
Pubblicazione in Gazzetta 22 ottobre 2026
Regolamento applicabile Riscatti e Ricongiunzione, articolo 1.5
Eccezione importante Esenzione dagli interessi per under 35 in possesso dei requisiti

Il comunicato ministeriale non descrive un nuovo metodo di calcolo dell’onere previdenziale e non indica l’importo di una rata universale: stabilisce l’avvenuta approvazione della decisione della Cassa. L’onere di riscatto viene invece determinato per la singola posizione secondo le regole previste dal regolamento, ed è comunicato all’interessato nella proposta individuale.

Quali piani pagano interessi dell’1,6%

Il criterio temporale è particolarmente importante. L’articolo 1.5 collega il tasso al momento della notifica della proposta inviata da Inarcassa e fa decorrere gli interessi dalla notifica del piano. Il riferimento ai piani notificati nel 2026 non coincide necessariamente con la data in cui il professionista ha iniziato gli studi, ha maturato il periodo da riscattare o ha trasmesso la domanda.

Un professionista può aver presentato la richiesta in un periodo precedente e ricevere la proposta della Cassa durante il 2026. In tal caso occorre valutare il piano notificato e le condizioni applicabili. Viceversa, una domanda presentata a fine 2026 con piano notificato nell’anno successivo non deve essere automaticamente conteggiata con l’1,6% senza conoscere il tasso vigente alla notifica.

Il regolamento disciplina diversi periodi riscattabili, fra cui gli studi di ingegneria e architettura, il servizio militare o equiparato, determinati periodi di lavoro all’estero e le annualità in cui l’iscritto abbia usufruito della deroga al minimo soggettivo. Non significa che qualsiasi periodo non contributivo sia recuperabile: i requisiti sono diversi per ciascuna fattispecie.

Per il funzionamento complessivo del riscatto, i requisiti, il costo dell’onere e la convenienza pensionistica, rimane il nostro approfondimento Riscatto laurea Inarcassa 2026: costi, rate e convenienza. La presente notizia riguarda invece lo specifico passaggio di approvazione ministeriale del tasso per il 2026.

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Un’altra distinzione da mantenere è quella tra riscatto e rateazione ordinaria di debiti contributivi. Non sono due espressioni intercambiabili: il primo serve a valorizzare periodi per finalità previdenziali, mentre la seconda riguarda la dilazione di somme contributive dovute. Non bisogna applicare automaticamente al riscatto i tassi delle rateazioni INPS o di altre gestioni.

Come incidono gli interessi sulle rate

Il valore dell’1,6% è un tasso annuo, non una quota fissa aggiunta una sola volta al capitale da riscattare e nemmeno una percentuale da moltiplicare per tutti gli anni del piano senza tener conto delle modalità di rimborso. Gli importi concreti dipendono dal capitale dovuto, dalla durata, dal calendario delle rate e dalle regole di ammortamento applicate da Inarcassa.

Il regolamento consente il pagamento in soluzione unica entro 120 giorni dalla notifica oppure in rate mensili o semestrali. Il limite massimo è pari al doppio del numero dei mesi o semestri compresi nel periodo riscattato. Per esempio, se vengono riscattati cinque anni, il limite teorico può arrivare a 120 rate mensili o 20 rate semestrali, nei termini delle disposizioni applicabili e della proposta comunicata al professionista.

Un esempio serve a distinguere il tasso dall’interesse complessivo: su un capitale ipotetico di 10.000 euro, l’1,6% corrisponde a 160 euro per un anno intero soltanto se il capitale di riferimento rimanesse costante per quell’intero anno. In un piano con rimborsi progressivi questo calcolo non equivale all’interesse effettivamente dovuto, perché il debito residuo e le scadenze possono variare. Il totale va letto nel piano personalizzato di Inarcassa.

Prima di scegliere fra pagamento immediato e rateizzazione, conviene verificare il prospetto ricevuto dalla Cassa, la sostenibilità delle rate rispetto al reddito professionale, il possibile beneficio previdenziale e il costo totale del finanziamento implicito. La rateazione può migliorare la gestione della liquidità, ma non elimina l’onere di base del riscatto.

Per i profili amministrativi della propria posizione resta utile distinguere le scadenze contributive ordinarie da quelle del riscatto: il calendario generale è trattato nella pagina Scadenze Inarcassa 2026, mentre le rate del riscatto seguono le date effettivamente indicate negli avvisi individuali disponibili nell’area riservata.

Under 35: quando le rate sono senza interessi

Il regolamento prevede una tutela specifica per gli iscritti che, al momento della domanda di riscatto, non abbiano ancora compiuto 35 anni e rispettino anche le condizioni reddituali richieste per accedere all’agevolazione di cui all’articolo 4.4 del Regolamento Generale Previdenza. Per questi soggetti gli interessi della rateazione del riscatto non sono dovuti.

Non basta quindi avere 34 anni o meno: bisogna verificare il possesso di tutti i requisiti richiesti, compreso quello reddituale e la posizione di iscrizione. L’agevolazione riguarda gli interessi del piano, non rende gratuito il riscatto e non cancella il capitale calcolato secondo le regole previdenziali.

Il beneficio è inoltre collegato alla continuità dell’iscrizione a Inarcassa. Il regolamento precisa che chi viene cancellato dai ruoli dell’Associazione per un periodo continuativo superiore a un anno decade dall’esenzione; da quel momento gli interessi si applicano dalla prima rata non ancora versata, a meno dell’immediato rimborso del debito residuo secondo le condizioni indicate.

Questo aspetto è importante per chi prevede un passaggio al lavoro dipendente, un’interruzione dell’attività autonoma o un cambiamento della propria posizione previdenziale durante il piano. La verifica preventiva non può basarsi sulla sola età e deve considerare l’evoluzione ragionevolmente prevedibile dell’iscrizione.

Per le agevolazioni riconosciute agli iscritti più giovani si può consultare anche la guida RM alle agevolazioni Inarcassa per ingegneri e architetti, distinguendo sempre i diversi istituti e i requisiti che li disciplinano.

Domande frequenti e fonti ufficiali

Qual è il tasso Inarcassa approvato per i riscatti 2026?

Il regolamento Inarcassa indica l’1,6% annuo per i piani di rateazione del riscatto notificati nel 2026. La delibera n. 29370/26 che determina il tasso è stata approvata dai Ministeri vigilanti e il relativo comunicato è apparso nella Gazzetta del 22 ottobre 2026.

Conta l’anno della domanda o quello della notifica?

Per il tasso applicabile conta la notifica della proposta/piano da parte di Inarcassa, secondo l’articolo 1.5 del regolamento. Non bisogna dedurre automaticamente il tasso dalla sola data di presentazione della domanda.

Chi ha meno di 35 anni paga l’1,6%?

Non necessariamente. L’articolo 1.5 prevede un’esenzione dagli interessi per gli under 35 che soddisfano anche le condizioni reddituali e di iscrizione richieste. La prestazione non è però gratuita: rimane l’onere di riscatto.

Le rate possono durare fino a dieci anni?

Il limite può arrivare a 120 mesi quando vengono riscattati cinque anni, nel rispetto della regola che consente al massimo il doppio dei mesi o semestri riscattati. L’effettiva durata è quella comunicata dalla Cassa nel piano individuale.

Le fonti principali sono il comunicato di approvazione nella Gazzetta Ufficiale del 22 ottobre 2026 e il Regolamento Riscatti e Ricongiunzione di Inarcassa aggiornato al 2026. Per conoscere la rata effettivamente dovuta e le condizioni di pagamento prevale la proposta individuale notificata da Inarcassa.

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