Il maltempo nel Vicentino porta altri 9,32 milioni di euro per gli interventi di emergenza nei sei Comuni colpiti il 17 e 18 aprile 2025. La delibera del Consiglio dei ministri del 24 settembre 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 17 ottobre, aumenta le risorse destinate ad Arzignano, Brogliano, Cornedo Vicentino, Recoaro Terme, Trissino e Valdagno. Sommando il primo stanziamento di 3,75 milioni, le due delibere assegnano 13,07 milioni di euro al complesso delle attività emergenziali indicate.
Le somme servono a completare soccorso, assistenza, ripristino di servizi e infrastrutture, sostenere le prime misure per il tessuto economico e sociale e avviare interventi urgenti per ridurre i rischi residui. Non sono un bonus di 9,32 milioni direttamente distribuibile ai residenti: per famiglie e imprese danneggiate occorre distinguere gli stanziamenti per le attività emergenziali dalle procedure di ricognizione dei danni e dalle eventuali concessioni individuali.
Maltempo Vicenza: i nuovi fondi per sei Comuni
La delibera del Consiglio dei ministri del 24 settembre 2026 integra di 9.320.000 euro le risorse già stanziate per gli eventi del 17 e 18 aprile 2025. La fonte di copertura è il Fondo per le emergenze nazionali, previsto dall’articolo 44 del Codice della protezione civile. Il provvedimento riguarda espressamente i seguenti territori della provincia di Vicenza:
- Arzignano
- Brogliano
- Cornedo Vicentino
- Recoaro Terme
- Trissino
- Valdagno
La dichiarazione di emergenza risale alla delibera del 14 luglio 2025, che assegnava 3,75 milioni di euro per i primi interventi. Successivamente lo stato di emergenza è stato prorogato di dodici mesi dalla delibera del 22 giugno 2026. Il nuovo stanziamento di settembre non costituisce una seconda dichiarazione di emergenza, ma un’integrazione delle risorse sulla base delle esigenze emerse.
| Provvedimento | Risorse |
|---|---|
| Delibera 14 luglio 2025, stanziamento iniziale | 3.750.000 € |
| Delibera 24 settembre 2026, integrazione | 9.320.000 € |
| Totale delle due delibere | 13.070.000 € |
Il calcolo di 13,07 milioni rappresenta la somma degli stanziamenti indicati nei due atti. Non prova che le somme siano già state interamente liquidate, che i lavori siano conclusi o che ogni Comune riceva una quota uguale. Per verificare i progetti concretamente finanziati e il loro avanzamento occorrono gli atti della gestione commissariale e degli enti attuatori.
Il testo della nuova delibera è pubblicato anche nella sezione normativa della Protezione Civile, che richiama gli eventi e l’area geografica ammessa. Non riguarda indistintamente tutta la provincia di Vicenza né gli episodi di maltempo verificatisi in altre date.
Quali interventi possono essere finanziati
La delibera fa riferimento all’articolo 25, comma 2, lettere a), b), c) e d), del D.Lgs. 1/2018, il Codice della protezione civile. In particolare, i nuovi fondi servono a completare le attività delle prime tre categorie e ad avviare gli interventi più urgenti della quarta. Questi ambiti rispondono a finalità differenti e non devono essere confusi con un singolo bando per privati.
| Categoria | Finalità prevista |
|---|---|
| Lettera a) | Soccorso e assistenza alla popolazione interessata |
| Lettera b) | Ripristino della funzionalità di servizi pubblici e infrastrutture strategiche, e gestione delle prime attività urgenti |
| Lettera c) | Prime misure di immediato sostegno alla popolazione e alle attività economiche e produttive |
| Lettera d) | Interventi anche strutturali per ridurre il rischio residuo, con priorità alle esigenze urgenti |
La differenza fra le lettere c) e d) è particolarmente importante. Una prima misura di sostegno alle attività danneggiate può avere un percorso amministrativo diverso rispetto a un’opera di sistemazione idraulica, ripristino stradale o messa in sicurezza del territorio. Il provvedimento di settembre, inoltre, non indica per ogni singola impresa un importo già riconosciuto e non contiene una graduatoria generale di beneficiari.
Il Consiglio dei ministri ha deciso l’integrazione dopo la valutazione dei fabbisogni trasmessi dal commissario delegato e gli accertamenti tecnici effettuati nel luglio 2026 insieme al Dipartimento della protezione civile, alla Regione Veneto e agli enti locali. È quindi un aggiornamento legato alle necessità rilevate successivamente alla prima dichiarazione di emergenza, non una ripetizione senza effetti del provvedimento originario.
Per il singolo intervento si devono verificare localizzazione, soggetto attuatore, importo programmato, eventuali variazioni e stato della procedura. Non è possibile attribuire automaticamente una somma a un ponte, una strada o un edificio specifico senza una corrispondente scheda di progetto o un atto di approvazione.
Aiuti a privati e imprese: come funziona la ricognizione
La Regione Veneto mantiene una pagina ufficiale dedicata all’ordinanza OCDPC n. 1157/2025, con sezioni distinte per patrimonio pubblico, contributi ai privati, attività economiche e produttive e contributi per autonoma sistemazione. Per cittadini e imprese questa è la pagina operativa da consultare insieme alle comunicazioni del proprio Comune.
La Regione precisa che i sindaci dei sei Comuni interessati sono soggetti attuatori per il settore dei contributi destinati a privati e attività economico-produttive. È stata avviata la ricognizione del fabbisogno dei danni alle abitazioni e alle imprese, tramite i modelli B1 e C1 disponibili nel materiale regionale. Il passaggio serve a raccogliere i dati necessari per la gestione delle misure previste, ma segnalare un danno non equivale a ottenere automaticamente un contributo.
Per un’attività economica che abbia subito danni a locali, attrezzature o beni produttivi, è opportuno verificare se il fabbisogno è già stato rilevato dall’amministrazione e quali comunicazioni successive siano state emesse. La valutazione dipende dal nesso con gli eventi del 17-18 aprile 2025, dal luogo del danno, dal tipo di bene, dalla documentazione e dalle condizioni della misura applicabile.
Prima di inviare documenti o presentare nuove domande è necessario controllare che esista un avviso effettivamente aperto: la delibera del 24 settembre non stabilisce da sola un termine comune per richiedere ristori privati e non riapre automaticamente precedenti finestre di ricognizione. Anche la scadenza di un bando relativo a un’altra emergenza non può essere riutilizzata per questi eventi del Vicentino.
Un’impresa può organizzare i documenti distinguendo danni agli immobili, impianti, attrezzature, merci e interruzioni dell’attività, ma non tutte queste categorie risultano necessariamente finanziabili con la medesima misura. Contratti, fatture, foto, eventuali perizie, assicurazioni, verbali e precedenti comunicazioni possono aiutare a ricostruire la situazione, senza sostituire gli allegati e le verifiche prescritti dall’autorità competente.
Le procedure emergenziali sono diverse anche da quelle delle polizze assicurative contro le calamità. L’esistenza di una copertura e di eventuali indennizzi già percepiti deve essere valutata quando si chiede un sostegno pubblico per lo stesso danno, per evitare sovrapposizioni non consentite.
Famiglie sgomberate e lavori sul patrimonio pubblico
L’ordinanza OCDPC 1157/2025 disciplina anche i contributi per l’autonoma sistemazione, relativi ai nuclei familiari nelle condizioni previste dopo lo sgombero dell’abitazione. La Regione Veneto ha avviato una ricognizione specifica attraverso il materiale allegato alla pagina dell’emergenza. La presenza di questo percorso non significa che tutte le famiglie residenti nei sei Comuni abbiano diritto alla stessa prestazione.
La stessa pagina distingue il settore del patrimonio pubblico, per il quale l’unità regionale Post emergenza cura, in collaborazione con gli enti locali, l’individuazione degli interventi e la predisposizione dei piani. Si tratta di un percorso diverso dalla pratica di un proprietario privato: in questo caso il soggetto attuatore deve dimostrare il collegamento dell’opera al danno e rispettare le procedure di programmazione e rendicontazione.
La gestione commissariale è coordinata nell’ambito dell’ordinanza n. 1157 del 13 agosto 2025. Regione Veneto e ARPAV pubblicano provvedimenti e indicazioni che consentono di seguire l’eventuale aggiornamento dei piani, delle risorse e delle competenze dei soggetti attuatori. Per conoscere lo stato di un’opera occorre quindi cercare il progetto e il relativo ente competente, non basarsi solo sull’importo totale dei fondi stanziati.
Anche le imprese chiamate a eseguire opere o ripristini pubblici devono distinguere lo stanziamento dall’affidamento: i 9,32 milioni sono una copertura finanziaria per interventi, non l’assegnazione automatica di lavori ad aziende della zona. Per i lavori specializzati sulle infrastrutture, la nostra scheda relativa al codice ATECO 43.50.00 riguarda soltanto la classificazione dell’attività, non la qualificazione a partecipare a una gara.
Il provvedimento non modifica in via generale tasse o contributi previdenziali delle imprese interessate. Un eventuale sostegno ricevuto può avere specifiche conseguenze contabili e fiscali, da valutare soltanto quando se ne conoscono la natura, il beneficiario e l’atto di concessione.
Domande frequenti e fonti ufficiali
Quali Comuni ricevono i nuovi stanziamenti?
I territori individuati sono Arzignano, Brogliano, Cornedo Vicentino, Recoaro Terme, Trissino e Valdagno, in relazione agli eventi meteorologici del 17 e 18 aprile 2025. Lo stanziamento non riguarda automaticamente altri Comuni della provincia.
Quanto denaro è stato stanziato in totale?
La delibera iniziale aveva previsto 3,75 milioni; quella del 24 settembre 2026 aggiunge 9,32 milioni. La somma delle due è 13,07 milioni di euro. Non si tratta di somme che risultano necessariamente già erogate nella loro interezza.
Un’impresa danneggiata può chiedere subito il contributo?
La delibera di settembre non apre da sola un nuovo sportello generale. Bisogna verificare gli avvisi dei sei Comuni, le procedure regionali e la ricognizione dei fabbisogni prevista dall’ordinanza 1157/2025. I sindaci sono indicati come soggetti attuatori delle misure per privati e attività economiche.
Che cosa sono i modelli B1 e C1?
Sono modelli messi a disposizione dalla Regione Veneto per la ricognizione delle necessità del patrimonio privato e delle attività produttive. La compilazione di un modello non determina automaticamente l’ammissibilità o l’erogazione di un aiuto.
Le fonti principali sono la delibera del Consiglio dei ministri del 24 settembre 2026, la pagina della Protezione Civile e la pagina regionale dell’emergenza OCDPC 1157/2025. Per singoli progetti e richieste individuali prevalgono i successivi provvedimenti applicativi dei soggetti competenti.
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