Il Fondo investimenti MIMIT 2026 entra nella fase di attuazione per gli interventi approvati con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 1° giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 dell’8 settembre 2026.
Il provvedimento riguarda progetti proposti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito del fondo statale destinato al finanziamento degli investimenti e allo sviluppo infrastrutturale del Paese. Non apre però un nuovo bonus generalizzato per Partite IVA o imprese: le eventuali agevolazioni rivolte direttamente alle aziende dipendono dagli specifici atti amministrativi che disciplinano i singoli interventi.
Che cosa approva il decreto MEF
Il decreto dà attuazione all’articolo 1, commi 875 e 876, della legge 30 dicembre 2024, n. 207. In concreto approva l’elenco degli interventi proposti dal MIMIT contenuto nell’allegato 1 del provvedimento.
Ogni progetto è identificato tramite CUP e deve essere accompagnato da una scheda con soggetto attuatore, costo complessivo, modalità di realizzazione, cronoprogramma procedurale e cronoprogramma finanziario. I soggetti attuatori sono responsabili della realizzazione degli interventi e devono rendere conoscibile il relativo stato di avanzamento.
Le risorse attribuite al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Il decreto richiama il precedente riparto del fondo, che per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy individua 11 linee di investimento per complessivi 3,261 miliardi di euro. La distribuzione indicata è pari a 350 milioni nel 2027, 300 milioni nel 2028, 161 milioni nel 2029 e 350 milioni per ciascun anno dal 2030 al 2036.
La pubblicazione dell’8 settembre non significa quindi che 3,261 miliardi diventino automaticamente un nuovo incentivo richiedibile dalle imprese: il decreto approva e disciplina gli interventi che rientrano nel quadro di risorse già assegnato.
Come vengono erogate le risorse
Le somme vengono erogate nel rispetto dei cronoprogrammi e delle assegnazioni previste per ciascuna annualità, sulla base delle richieste presentate e dello stato di avanzamento di lavori, servizi e forniture.
Quando un intervento prevede contributi agli investimenti delle imprese, l’erogazione segue la disciplina contenuta negli specifici atti amministrativi della misura. Per questo il decreto MEF, da solo, non costituisce una procedura di domanda per imprese o professionisti.
Rimodulazione, monitoraggio e revoca
Le risorse possono essere rimodulate tra diversi interventi in presenza di esigenze motivate, nel rispetto degli importi complessivi e dei saldi di finanza pubblica. Il MIMIT deve comunicare le richieste di rimodulazione al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
I soggetti attuatori devono inoltre alimentare i sistemi informativi previsti per il monitoraggio dell’avanzamento fisico, procedurale e finanziario. Entro il 31 luglio di ogni anno l’amministrazione titolare trasmette al MEF una relazione complessiva sullo stato degli interventi.
Se gli obiettivi del cronoprogramma non vengono rispettati, può essere concesso un termine aggiuntivo non superiore a 30 giorni. In caso di ulteriore mancato rispetto, le risorse assegnate possono essere revocate. Le somme revocate e le eventuali economie possono essere riassegnate agli interventi dell’allegato per coprire maggiori fabbisogni.
Cosa cambia per imprese e Partite IVA
Per imprese e titolari di Partita IVA il punto più importante è distinguere questo decreto di assegnazione e gestione delle risorse dalle misure agevolative realmente aperte alle domande. Un incentivo diventa operativo solo quando il relativo provvedimento stabilisce beneficiari, spese ammesse, importi, requisiti, termini e modalità di accesso.
È quindi diverso, per esempio, da una misura già operativa come Investimenti sostenibili 4.0 2026, per la quale sono stati definiti destinatari, risorse e calendario per la presentazione delle domande.
Fonte ufficiale
Il riferimento è il decreto MEF del 1° giugno 2026 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 dell’8 settembre 2026. Il testo disciplina l’elenco degli interventi, l’erogazione delle risorse, il monitoraggio e le ipotesi di revoca.
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