La Partita IVA dell’ottico va impostata come attività commerciale regolamentata, non come semplice libera professione. Con ATECO 2025 il codice di riferimento è 47.74.01 – Commercio al dettaglio di occhiali e lenti, che comprende espressamente l’attività degli ottici e la vendita al dettaglio di occhiali, lenti e occhiali da sole.
La gestione fiscale deve essere coordinata con requisiti professionali, Registro Imprese, SCIA, Gestione Commercianti INPS, eventuale laboratorio interno, vendita online e regime fiscale. Nel forfettario il coefficiente di redditività è normalmente del 40%, un dato importante perché il negozio sostiene costi reali per montature, lenti, attrezzature, personale e locali.
Qual è il codice ATECO dell’ottico
ATECO 2025 assegna il codice 47.74.01 – Commercio al dettaglio di occhiali e lenti. Le note ufficiali ISTAT includono attività degli ottici, vendita di occhiali e lenti, occhiali da sole correttivi e non correttivi.
Per una nuova apertura nel 2026 bisogna utilizzare la classificazione vigente e non copiare automaticamente codici presenti in vecchie visure o guide precedenti ad ATECO 2025.
Per lavorare come ottico serve un titolo professionale?
Sì. L’ottico rientra tra le arti ausiliarie delle professioni sanitarie. Il Ministero della Salute indica espressamente l’ottico tra queste figure, richiamando il R.D. 31 maggio 1928, n. 1334.
Il titolo professionale va quindi verificato separatamente dall’apertura fiscale della Partita IVA. Chi possiede un titolo estero deve inoltre verificare l’eventuale procedura di riconoscimento presso il Ministero.
Ottico e optometrista sono la stessa attività?
No. Il negozio di ottica utilizza normalmente il codice commerciale 47.74.01. L’attività optometrica può avere un inquadramento diverso e non va confusa automaticamente con la vendita di occhiali e lenti.
Se il titolare svolge entrambe le attività in modo stabile, bisogna verificare se occorra affiancare un secondo codice ATECO e separare correttamente i ricavi delle diverse attività.
Negozio di ottica: impresa commerciale o artigiana?
Quando l’attività prevalente consiste nella vendita al dettaglio di occhiali e lenti, l’inquadramento tipico è commerciale. La presenza di un laboratorio interno per montaggio, adattamento o riparazione non trasforma automaticamente tutta l’attività in impresa artigiana.
Se il laboratorio assume invece un peso economico autonomo e prevalente, va rivalutato l’inquadramento camerale e previdenziale.
Come aprire la Partita IVA da ottico
- verificare il titolo professionale richiesto;
- scegliere ATECO 47.74.01;
- definire forma giuridica e sede;
- aprire la Partita IVA;
- iscrivere l’impresa al Registro Imprese;
- attivare la Gestione Commercianti INPS;
- verificare INAIL quando dovuta;
- presentare la SCIA tramite SUAP quando prevista;
- configurare registratore telematico e fatturazione;
- valutare eventuale vendita online.
Per il quadro generale dei costi puoi usare la guida RM sulla ditta individuale e relativi costi.
INPS Commercianti nel 2026
Per il titolare di un centro ottico inquadrato come commerciante, il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Commercianti INPS. Nel 2026 l’aliquota pensionistica è del 24%, a cui si aggiunge lo 0,48% destinato all’indennizzo per cessazione attività.
L’aliquota ordinaria complessiva è quindi del 24,48%, oltre al contributo maternità. L’INPS indica inoltre per il 2026 un reddito minimale di 18.808 euro; il contributo minimo annuo ordinario del commerciante è circa 4.611,64 euro. La fonte è la circolare INPS sui contributi Artigiani e Commercianti 2026.
Contributi minimi e reddito oltre il minimale
I contributi minimi sono dovuti anche quando il reddito effettivo dell’impresa è inferiore al minimale. Se il reddito supera il minimale, si aggiungono i contributi percentuali sulla parte eccedente.
Per questo un negozio di ottica con ricavi bassi nei primi mesi deve comunque considerare il costo previdenziale fisso nella pianificazione finanziaria.
Riduzione INPS del 35% nel forfettario
Il commerciante che applica il regime forfettario e possiede i requisiti può valutare il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% dei contributi. La riduzione non è automatica e deve essere richiesta secondo le procedure INPS.
Regime forfettario: coefficiente di redditività 40%
Per il commercio al dettaglio il coefficiente di redditività del regime forfettario è normalmente del 40%. Con 60.000 euro di ricavi incassati, il reddito forfettario iniziale è quindi 24.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori.
Sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Quando il forfettario può convenire a un centro ottico
Il coefficiente del 40% presume costi pari al 60% dei ricavi. Per un negozio di ottica questa percentuale può riflettere meglio una struttura commerciale rispetto ai coefficienti tipici delle attività professionali.
Il vantaggio dipende però dal margine reale: montature, lenti, canone del locale, personale, attrezzature, marketing e resi possono incidere molto. La convenienza va verificata sui dati effettivi del centro ottico.
Quando il forfettario può essere meno conveniente
Se il centro sostiene investimenti elevati, ha molti dipendenti, acquista grandi quantità di merce o ha un margine reale molto basso, il regime ordinario può diventare più interessante perché consente di dedurre analiticamente i costi e recuperare l’IVA sugli acquisti.
Vendita di occhiali da sole e prodotti accessori
ATECO 47.74.01 comprende anche la vendita al dettaglio di occhiali da sole non correttivi. Se il negozio vende inoltre accessori, liquidi, custodie o altri prodotti, bisogna verificare se restano accessori all’attività principale oppure assumono un peso autonomo.
Lenti a contatto e prodotti medicali
La vendita di lenti a contatto rientra nel perimetro tipico del negozio di ottica. Quando vengono venduti anche altri articoli medicali o ortopedici può diventare necessario verificare codici ATECO aggiuntivi.
Laboratorio interno: quando cambia qualcosa
Molti centri ottici dispongono di un laboratorio per montaggio lenti, regolazioni, riparazioni e adattamenti. Finché queste attività restano funzionali alla vendita, l’attività prevalente può continuare a essere il commercio.
Se invece il laboratorio produce servizi autonomi per terzi o assume carattere produttivo prevalente, va riesaminato l’inquadramento dell’impresa e della previdenza.
Vendita online di occhiali
Un centro ottico può affiancare al punto vendita fisico un e-commerce, ma deve verificare gli adempimenti della vendita a distanza, le condizioni di vendita, resi, privacy, pagamenti e corretto inquadramento commerciale.
RM approfondisce il tema nella guida su e-commerce e regime forfettario.
INAIL e sicurezza
La posizione INAIL va verificata in base alle attività svolte nel negozio e nell’eventuale laboratorio, alle attrezzature utilizzate e alla presenza di dipendenti o collaboratori.
Per il quadro generale puoi consultare la guida RM sull’INAIL della ditta individuale.
Quanto costa mantenere una Partita IVA da ottico
- contributi INPS Commercianti;
- Camera di Commercio e diritto annuale;
- INAIL quando dovuta;
- commercialista e adempimenti fiscali;
- affitto e utenze del negozio;
- montature e lenti;
- attrezzature di laboratorio e misurazione;
- software gestionale e POS;
- personale;
- assicurazioni;
- marketing, sito ed eventuale e-commerce;
- resi, garanzie e scorte.
Checklist prima di aprire il centro ottico
- verificare il titolo professionale;
- scegliere ATECO 47.74.01;
- definire forma giuridica e sede;
- presentare pratiche camerali e SUAP necessarie;
- attivare Gestione Commercianti INPS;
- verificare INAIL;
- scegliere il regime fiscale;
- configurare registratore telematico e fatturazione;
- valutare laboratorio interno e attività accessorie;
- verificare eventuale e-commerce;
- stimare margini, scorte e costi reali.
Errori da evitare
- usare un vecchio ATECO senza verificare ATECO 2025;
- confondere ottico e optometrista;
- aprire il negozio senza verificare titolo professionale e SCIA;
- iscriversi alla Gestione Separata invece della Gestione Commercianti;
- ignorare i contributi minimi INPS;
- scegliere il forfettario senza confrontarlo con margine e IVA sugli acquisti;
- trascurare l’inquadramento del laboratorio interno;
- avviare vendite online senza verificare gli adempimenti aggiuntivi.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO dell’ottico?
Con ATECO 2025 il codice è 47.74.01 – Commercio al dettaglio di occhiali e lenti.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per il commercio al dettaglio il coefficiente di redditività è normalmente del 40%.
L’ottico paga INPS Commercianti?
Normalmente sì, quando l’attività prevalente è la vendita al dettaglio di occhiali e lenti tramite impresa commerciale.
Quanto è l’aliquota INPS Commercianti nel 2026?
L’aliquota ordinaria complessiva è del 24,48%, oltre al contributo maternità; si applicano anche contributi minimi sul minimale di reddito.
Ottico e optometrista sono la stessa cosa?
No. Il negozio di ottica è attività commerciale regolamentata; l’attività optometrica può avere un inquadramento professionale e fiscale differente.
In sintesi
La Partita IVA dell’ottico va impostata come impresa commerciale regolamentata: ATECO 47.74.01, titolo professionale, Registro Imprese, SCIA e Gestione Commercianti INPS devono essere coordinati fin dall’apertura.
Il forfettario, con coefficiente del 40%, può essere competitivo per un centro con margini adeguati; quando pesano molto scorte, personale, affitto, investimenti e IVA sugli acquisti, il confronto con il regime ordinario diventa essenziale.
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