Le partite IVA nel secondo trimestre 2026 sono state 124.170, in aumento del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato più interessante per chi guarda al lavoro autonomo è però un altro: 60.493 nuove aperture hanno scelto il regime forfettario, pari al 48,7% del totale.
I numeri dell’Osservatorio sulle partite IVA del Dipartimento delle Finanze mostrano quindi un trimestre ancora positivo, ma non uniforme. Crescono soprattutto le società di capitali e le persone fisiche, aumentano con forza le aperture degli under 35 e le attività professionali restano il primo comparto per nuovi avvii.
124.170 nuove partite IVA nel secondo trimestre 2026
Tra aprile e giugno 2026 sono state aperte 124.170 nuove partite IVA, il 2,2% in più rispetto al secondo trimestre 2025. La parte principale delle nuove aperture riguarda persone fisiche, che rappresentano il 68% del totale.
Le società di capitali pesano per il 25,7%, mentre le società di persone si fermano al 2,7%. Il restante 3,5% riguarda non residenti e altre forme giuridiche. Il confronto annuale evidenzia andamenti differenti: le aperture delle società di capitali crescono del 6%, quelle delle persone fisiche del 4,1%, mentre le società di persone diminuiscono dell’1%. Più forte il calo dei non residenti, pari al 38,1%.
Questo significa che la crescita complessiva non dipende da una sola categoria. Nel trimestre aumentano sia le iniziative individuali sia le nuove società di capitali, mentre arretrano alcune componenti più piccole.
Il regime forfettario vale il 48,7% delle nuove aperture
Nel secondo trimestre 2026 hanno aderito al regime forfettario 60.493 contribuenti. Sono il 48,7% di tutte le nuove partite IVA aperte nel periodo e il dato è superiore del 2,5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Per Regimeminimi.com questo è il numero centrale dell’Osservatorio: quasi una nuova apertura su due è collegata al forfettario. Il dato non dice però che il 48,7% di tutte le imprese italiane utilizzi questo regime; indica esclusivamente la quota delle nuove aperture del trimestre che vi ha aderito.
Il peso del forfettario va inoltre letto insieme alla composizione delle aperture. Le persone fisiche sono il 68% del totale e il regime forfettario è destinato proprio alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni e rispettano i requisiti previsti. Chi sta valutando l’avvio di un’attività può approfondire requisiti, limiti, imposta sostitutiva e contributi nella nostra guida al regime forfettario.
Chi apre la Partita IVA: under 35 in forte crescita
Tra le persone fisiche, il 50,4% delle nuove aperture riguarda contribuenti fino a 35 anni. La fascia tra 36 e 50 anni rappresenta il 29,2%. Rispetto al secondo trimestre 2025, gli under 35 sono la classe che cresce di più: +7,7%. La fascia 36-50 anni è invece l’unica in lieve diminuzione, con un calo dell’1%.
La distribuzione per genere conferma una prevalenza maschile, pari al 61,1% delle nuove aperture effettuate da persone fisiche. Anche la quota di soggetti nati all’estero aumenta leggermente: rappresenta il 23,2% delle nuove aperture, contro il 22,5% dello stesso periodo del 2025.
Il dato sugli under 35 è particolarmente rilevante perché mostra che oltre metà delle nuove iniziative individuali nasce nella fascia più giovane. L’Osservatorio non spiega le cause di questo incremento, quindi dai dati non è possibile attribuirlo automaticamente a un singolo fattore economico o fiscale.
Dove aprono più partite IVA e quali settori crescono
Il 46% delle nuove partite IVA è localizzato nelle regioni del Nord, circa il 22% nel Centro e il 31,4% nel Sud e nelle Isole. Una quota residuale, circa lo 0,7%, riguarda posizioni con domicilio fiscale non indicato.
Rispetto al secondo trimestre 2025, gli aumenti territoriali più forti si registrano nella Provincia autonoma di Trento (+24,3%), in Toscana (+11,6%) e in Abruzzo (+10,6%). Le diminuzioni più evidenti riguardano invece Veneto (-5,9%), Basilicata (-5%) e Puglia (-4,8%).
Per settore produttivo, le attività professionali concentrano il maggior numero di nuove aperture, con il 16,8% del totale. Seguono commercio (15,3%) e costruzioni (9,4%). Tra i dieci principali comparti, che insieme rappresentano oltre l’83% delle nuove aperture del trimestre, crescono soprattutto sanità e assistenza sociale (+10,9%), attività finanziarie e assicurative (+9,7%) e attività tecnico-professionali (+8%).
Il commercio registra invece un calo del 13,6% e alloggio e ristorazione dell’1,1%. Anche in questo caso il dato va letto come variazione delle nuove aperture rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, non come misura dell’andamento complessivo del fatturato o del numero totale di imprese attive in ciascun settore.
ATECO 2025: perché il confronto tra settori richiede cautela
L’Osservatorio segnala che il confronto per attività economica è influenzato dal passaggio alla classificazione ATECO 2025. La nuova classificazione è entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ed è diventata operativa dal 1° aprile 2025.
I dati del secondo trimestre 2025 erano stati inizialmente riferiti alla precedente classificazione ATECO 2007 aggiornamento 2022; le pubblicazioni successive hanno poi recepito ATECO 2025 e aggiornato anche i dati comparativi. Nei primi mesi del 2025, inoltre, un numero più alto del consueto di contribuenti aveva già utilizzato i nuovi codici prima della loro piena adozione operativa.
Per questo motivo le variazioni dei singoli comparti vanno interpretate con cautela: una parte delle differenze può riflettere anche la riclassificazione delle attività. Per approfondire il cambiamento è disponibile la nostra guida ai nuovi codici ATECO 2025 per le partite IVA.
Fonte ufficiale
I dati provengono dall’Osservatorio sulle partite IVA del Dipartimento delle Finanze e sono stati diffusi a settembre 2026. Il riepilogo ufficiale utilizzato per questo articolo è quello pubblicato da FiscoOggi.
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