Nel secondo trimestre 2026 il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dello 0,4%, ma il potere d’acquisto è sceso dello 0,9%. I consumi sono cresciuti molto più rapidamente del reddito (+1,7%) e la propensione al risparmio è diminuita al 6,7%. È la fotografia pubblicata dall’Istat il 5 ottobre 2026.
Rispetto al primo trimestre, quando il reddito disponibile era cresciuto dell’1,6% e il potere d’acquisto dello 0,8%, il quadro cambia sensibilmente: le famiglie continuano a spendere, ma l’aumento dei prezzi erode il valore reale del reddito.
Reddito +0,4%, consumi +1,7%: perché il potere d’acquisto cala
Secondo l’Istat, nel secondo trimestre del 2026 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Nello stesso periodo la spesa per consumi finali è cresciuta dell’1,7%.
La differenza tra le due dinamiche ha ridotto la quota di reddito destinata al risparmio. La propensione al risparmio è scesa al 6,7%, con una diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Il passaggio decisivo è però quello dei prezzi. Il deflatore implicito dei consumi delle famiglie è aumentato dell’1,4%. Tenendo conto di questo effetto, il potere d’acquisto è diminuito dello 0,9% rispetto al primo trimestre.
Il confronto con il precedente dato Istat è netto. Nel nostro approfondimento sul reddito delle famiglie nel primo trimestre 2026 il potere d’acquisto risultava ancora in crescita dello 0,8%: nel secondo trimestre la variazione torna invece negativa.
Pressione fiscale al 43,5% nel secondo trimestre 2026
Il comunicato Istat contiene anche i dati relativi alle Amministrazioni pubbliche. Nel secondo trimestre 2026 la pressione fiscale è stata pari al 43,5%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2025.
L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è risultato pari al -2,0%, contro il -2,1% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.
Il saldo primario, cioè il saldo al netto degli interessi passivi, è stato positivo e pari al 3,0% del Pil, in miglioramento rispetto al 2,2% del secondo trimestre 2025. Anche il saldo corrente è rimasto positivo, con un’incidenza del 2,9% sul Pil.
Il dato sulla pressione fiscale non coincide con l’aliquota effettivamente pagata da una singola famiglia o impresa. È un indicatore macroeconomico che misura il rapporto complessivo tra entrate tributarie e contributive e prodotto interno lordo.
Risparmio in calo: cosa mostrano i dati sulle famiglie
La combinazione tra crescita moderata del reddito, consumi più sostenuti e prezzi in aumento spiega il calo della propensione al risparmio.
Il dato del 6,7% significa che, nel complesso, le famiglie hanno destinato al risparmio una quota inferiore del reddito disponibile rispetto al trimestre precedente. Non implica che tutte le famiglie abbiano ridotto il risparmio nella stessa misura, ma segnala una tendenza aggregata significativa.
Il quadro va quindi letto tenendo insieme tre numeri: reddito nominale +0,4%, consumi +1,7% e potere d’acquisto -0,9%. Il reddito cresce in termini monetari, ma non abbastanza da compensare l’aumento dei prezzi e della spesa.
Per le famiglie che utilizzano agevolazioni e prestazioni legate alla situazione economica, il dato macro non modifica automaticamente l’ISEE individuale. Per capire quali prestazioni dipendono dall’indicatore è disponibile la guida sull’ISEE 2026 per assegno unico, ADI e bonus famiglia.
Profitti delle società in lieve calo, investimenti in aumento
Nel secondo trimestre 2026 l’Istat rileva anche una riduzione della quota di profitto delle società non finanziarie. L’indicatore si è attestato al 42,1%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
In direzione opposta si muove il tasso di investimento, salito al 26,4%, con un incremento di 0,7 punti percentuali. Il dato conferma quindi una fase in cui la quota di profitto si riduce leggermente, mentre gli investimenti continuano a crescere.
L’Istat precisa inoltre che le serie trimestrali sono state riviste in coerenza con la revisione ordinaria dei Conti economici nazionali pubblicata il 22 settembre 2026.
Fonte ufficiale
I dati sono contenuti nel comunicato Istat del 5 ottobre 2026 sul conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società nel secondo trimestre 2026.
Il prossimo aggiornamento della serie è programmato dall’Istat per il 7 gennaio 2027.
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