Nel regime forfettario è possibile avere collaboratori, dipendenti, familiari, prestatori occasionali e usare PrestO, ma bisogna rispettare il limite complessivo di 20.000 euro lordi di spese per lavoro previsto dalla Legge 190/2014. La corretta gestione cambia molto in base al tipo di rapporto scelto.
La prima distinzione da fare è tra lavoro subordinato, collaborazione familiare, lavoro autonomo occasionale e Contratto di Prestazione Occasionale INPS. Sono istituti diversi e non vanno trattati come equivalenti.
Quali collaboratori può avere un forfettario
Un contribuente forfettario può utilizzare, nei limiti previsti:
- lavoratori dipendenti;
- collaboratori familiari;
- collaboratori coordinati e continuativi quando ammessi;
- prestatori autonomi occasionali;
- PrestO INPS nei casi consentiti;
- tirocinanti, nel rispetto della relativa disciplina.
Il limite di 20.000 euro
Il comma 54 della Legge 190/2014 prevede un limite di 20.000 euro lordi annui per determinate spese di lavoro sostenute nell’anno precedente.
Il limite è complessivo: non si applica separatamente a ciascun collaboratore.
Cosa rientra nel limite
La norma considera, tra le altre, spese per lavoro accessorio, dipendenti, collaboratori e determinate prestazioni di lavoro.
Prima di conteggiare o escludere una voce bisogna quindi verificare il tipo di rapporto e la qualificazione fiscale del costo.
Cosa succede se si supera il limite
Il superamento del limite comporta la perdita del requisito per il regime forfettario nell’anno successivo.
Per questo è opportuno monitorare le spese di lavoro durante l’anno e non soltanto al momento della dichiarazione.
Dipendenti nel regime forfettario
Il forfettario può assumere lavoratori dipendenti.
Restano dovuti tutti gli adempimenti del datore di lavoro: contratto, comunicazioni, busta paga, contributi, INAIL e applicazione del CCNL pertinente.
Collaboratore familiare
Il familiare che partecipa abitualmente all’attività può essere inquadrato come collaboratore o coadiuvante nei casi previsti.
La posizione deve essere valutata anche ai fini INPS e non va confusa con un rapporto occasionale.
Per il dettaglio puoi leggere la guida sul collaboratore familiare nel forfettario.
Prestazione autonoma occasionale
Il lavoro autonomo occasionale riguarda incarichi non abituali svolti con autonomia.
Non esiste un limite fiscale di 5.000 euro che “autorizza” automaticamente il lavoro senza Partita IVA: conta soprattutto l’assenza di abitualità.
Soglia INPS dei 5.000 euro
Nel lavoro autonomo occasionale, i 5.000 euro annui rappresentano una franchigia contributiva ai fini della Gestione Separata.
Il superamento della soglia non rende automaticamente obbligatoria la Partita IVA, ma può far scattare l’obbligo contributivo sulla parte eccedente.
PrestO INPS
Il Contratto di Prestazione Occasionale INPS è diverso dalla ricevuta di lavoro autonomo occasionale.
Prevede registrazione INPS, limiti economici specifici e comunicazione preventiva.
Per regole e soglie puoi vedere la guida su PrestO e Libretto Famiglia.
Collaborazione coordinata e continuativa
La co.co.co. è un rapporto continuativo e coordinato che segue una disciplina propria.
Non va usata come semplice alternativa alla Partita IVA se, nella sostanza, il rapporto presenta caratteristiche diverse.
Tirocinanti e stagisti
Il tirocinio non è un normale rapporto di lavoro subordinato, ma è uno strumento formativo con regole specifiche.
I tirocini extracurriculari sono disciplinati anche dalle Regioni e richiedono soggetto promotore, progetto formativo, tutor e indennità secondo la disciplina applicabile.
Collaboratore con propria Partita IVA
Un professionista o impresa può acquistare servizi da un altro titolare di Partita IVA.
In questo caso non si parla automaticamente di “collaboratore” in senso lavoristico: si tratta di un rapporto tra soggetti autonomi, che deve essere reale e non mascherare subordinazione.
Collaboratore con un solo committente
Il fatto di lavorare principalmente per un solo cliente non rende automaticamente falsa una Partita IVA.
Conta l’autonomia reale del rapporto: organizzazione, orari, rischio economico, strumenti e inserimento nell’organizzazione del committente.
Come scegliere il rapporto corretto
La scelta non va fatta solo in base al costo.
Bisogna guardare a continuità, autonomia, inserimento nell’organizzazione, durata e natura dell’attività svolta.
Costi dei collaboratori nel forfettario
Nel regime forfettario i costi non vengono dedotti analiticamente dal reddito come nel regime ordinario.
Questo non significa però che le spese di lavoro siano irrilevanti: possono incidere sul requisito del limite di 20.000 euro.
Contributi previdenziali
Gli obblighi contributivi cambiano in base al rapporto.
- dipendente: contribuzione da lavoro subordinato;
- co.co.co.: Gestione Separata secondo le regole applicabili;
- collaboratore familiare: possibile gestione Artigiani o Commercianti;
- lavoro autonomo occasionale: Gestione Separata oltre la franchigia prevista;
- PrestO: contribuzione gestita tramite piattaforma INPS.
INAIL
La copertura INAIL dipende dal tipo di attività e dal rapporto.
Dipendenti e collaboratori possono generare obblighi assicurativi distinti rispetto alla posizione del titolare.
Errori frequenti
- pensare che il forfettario non possa avere collaboratori;
- ignorare il limite di 20.000 euro;
- confondere PrestO e lavoro autonomo occasionale;
- chiamare occasionale un rapporto abituale;
- usare una Partita IVA per mascherare un rapporto subordinato;
- trascurare gli obblighi INPS o INAIL.
Checklist prima di inserire un collaboratore
- Definisci cosa farà concretamente.
- Valuta continuità e autonomia.
- Scegli il corretto tipo di rapporto.
- Verifica contributi e assicurazione.
- Controlla il limite forfettario di 20.000 euro.
- Predisponi contratto e comunicazioni necessarie.
- Monitora il costo complessivo durante l’anno.
Fonti ufficiali
Domande frequenti
Un forfettario può avere dipendenti?
Sì, nel rispetto degli obblighi da datore e del limite di spese di lavoro.
Quanto può spendere per collaboratori?
Il requisito del forfettario prevede un limite complessivo di 20.000 euro lordi per le spese indicate dalla norma.
PrestO e prestazione occasionale sono uguali?
No. Sono istituti distinti.
Un collaboratore può avere Partita IVA?
Sì, se il rapporto è realmente autonomo.
Il costo del collaboratore si deduce nel forfettario?
Non analiticamente dal reddito; può però rilevare per il limite di accesso/permanenza.
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Caterina
Servizio clienti
Due collaboratori di impresa familiare cancellati in data 31/12/17 hanno aperto p.iva singola come procacciatori d’affari, possono adottare regime forf.con aliquota 15%?
Grazie
Buonasera Cristina, si ritiene che l’applicazione nel 2018 del regime forfettario non è preclusa per i collaboratori delle imprese familiari chiuse al 31/12/2017.
Cordiali saluti
Per un collaboratore che percepisce 3000 euro lordi annui e che lavora presso una ditta individuale in regime forfettario, a quanto ammontano le spese di INPS ed inail? Sono esse incluse nei 3000 euro lordi? Grazie
Buonasera Francesco, dal commento non si capisce se il collaboratore è assunto con contratto da dipendente, se così fosse, considerato che i 3000€ sono lordi, si presume che siano comprensivi di quota INPS e INAIL.
Cordiali saluti
Si, in effetti è assunto come dipendente. Tuttavia vorrei chiedere quest’altra cosa. Il collaboratore è stato licenziato da un altra azienda il 31/12/2017 in regime ordinario e percepisce l’indennità di disoccupazione. Quanto tempo è necessario affinché venga riassunto di nuovo, con il regime forfettario?. Grazie per la precedente risposta e per questa.
Buongiorno Francesco, il lavoratore dipendente non ha alcuna limitazione in questo senso. Non ci sono tempi minimi/massimi per la riassunzione.
Cordiali saluti
Quale professionista – lavoratore autonomo in regime forfetario – ho versato a mio figlio (coniugato con proprio nucleo familiare) per prestazione occasionale, la somma di €. 1.000,00.
Desidero capire se l’importo percepito da mio figlio si somma al proprio reddito di lavoro dipendente a t.i. presso coop.. e se sullo stesso è tenuto a pagare l’irpef.
Buonasera Mimmo, la risposta è purtroppo affermativa.
Il reddito ricevuto come prestazione occasionale si somma al reddito da lavoratore dipendente, pertanto non avendo nel suo caso nemmeno la ritenuta d’acconto, si genererebbe un debito IRPEF. L’entità del debito dipende anche dal totale del reddito percepito come dipendente.
Cordiali saluti
Con il nuovo regime forfettario (dal 1.1.2019) puoi collaboratore familiare, che cessa quale collaboratore entro 31.12.18, aprire partita Iva come forfettario e fatturare alla ditta individuale di cui era collaboratore?
Buonasera,
a nostro avviso se la partecipazione nell’impresa familiare viene chiusa prima dell’apertura della partita Iva, non è preclusa l’applicazione del regime forfettario.
Richiede invece un’analisi più approfondita la possibilità di applicare o meno il 5% di imposta sostitutiva per i primi 5 anni.
Cordiali saluti