Il regime forfettario per sceneggiatori e autori audiovisivi nel 2026 richiede di distinguere tre piani diversi: attività di scrittura, diritto d’autore e previdenza dello spettacolo. Per chi scrive soggetti e sceneggiature per film, serie, documentari, animazione, programmi e altre opere audiovisive, ATECO 2025 include espressamente l’attività di sceneggiatura nel codice 90.11.09 – Altre attività di creazione letteraria e composizione musicale.
La previdenza non può però essere scelta guardando solo il codice fiscale dell’attività. L’INPS ha chiarito che sceneggiatori e soggettisti rientrano tra le figure dello spettacolo soggette al FPLS quando la prestazione concreta coincide con quella professione, mentre la generica qualifica di “autore televisivo” o “autore di testi” non comporta automaticamente l’iscrizione al Fondo. È quindi decisivo descrivere correttamente ciò che si fa davvero.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA diventa il normale inquadramento quando la scrittura audiovisiva è esercitata in modo abituale: incarichi ricorrenti, sviluppo continuativo di progetti, fatture a più produzioni o collaborazione stabile con società e broadcaster. La soglia di 5.000 euro non è una franchigia fiscale generale che consente di svolgere professionalmente l’attività senza Partita IVA.
Fatture, milestone e pagamenti a stati di avanzamento
I contratti di sceneggiatura prevedono spesso pagamenti collegati a soggetto, trattamento, prima stesura, revisioni, consegna definitiva o episodi. Nel forfettario conta il criterio di cassa: la pianificazione fiscale deve quindi seguire gli incassi effettivi e tenere separati, quando il contratto lo prevede, i corrispettivi professionali dalle somme riferite allo sfruttamento dei diritti.
ATECO 90.11.09 per l’attività di sceneggiatura
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 inseriscono nel 90.11.09 le attività di scrittori individuali, la stesura di testi per conto di terzi e, in modo espresso, l’attività di sceneggiatura. Lo stesso codice può quindi essere coerente con lo sceneggiatore che lavora su opere cinematografiche, televisive o audiovisive per produttori, broadcaster, piattaforme e case di produzione.
Sceneggiatore, soggettista e autore televisivo: non sono sempre la stessa cosa
Nel linguaggio contrattuale del settore audiovisivo si usano qualifiche diverse. Lo sceneggiatore sviluppa struttura narrativa, scene, dialoghi e versioni della sceneggiatura. Il soggettista può essere incaricato dell’ideazione e sviluppo del soggetto. L’“autore televisivo” può invece svolgere attività molto diverse: scrittura di format, testi per programmi, scalette, gag, domande, contenuti editoriali o supporto creativo.
Questa distinzione è importante anche per la previdenza. Un messaggio ENPALS del 2008 ha chiarito che gli autori di testi/autori televisivi, in quanto tali, non sono automaticamente assicurati al Fondo; l’obbligo sorge invece quando la prestazione concretamente resa coincide con quella di figure tabellate come soggettista o sceneggiatore.
Coefficiente di redditività del 67%
Per l’attività riconducibile al 90.11.09 il coefficiente di redditività di riferimento nel regime forfettario è il 67%. Con 40.000 euro di compensi professionali, il reddito forfettario lordo è quindi 26.800 euro. Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente e non le spese reali sostenute.
Per uno sceneggiatore il confronto tra costi presunti e reali può essere favorevole quando l’attività è soprattutto intellettuale. Software, consulenze, trasferte, corsi, ricerca, coworking e attrezzatura informatica possono però incidere e vanno considerati quando si valuta la convenienza del regime.
FPLS per sceneggiatori e soggettisti
Quando la prestazione è realmente quella dello sceneggiatore o del soggettista, la previdenza dello spettacolo va verificata come primo riferimento. Il Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo segue la natura della prestazione e il rapporto con il committente, non il semplice fatto di possedere una Partita IVA.
Questo significa che non è corretto prendere il reddito forfettario al 67% e applicare automaticamente l’aliquota della Gestione Separata. Fisco e previdenza sono due calcoli distinti: il reddito forfettario serve per l’imposta sostitutiva; i contributi FPLS seguono le regole del Fondo e della specifica prestazione.
Quando un autore audiovisivo può non essere FPLS
Se il professionista svolge attività di scrittura che non coincide con una categoria obbligatoriamente assicurata al FPLS, la previdenza deve essere valutata diversamente. Un autore di testi generici, un consulente editoriale o un autore televisivo che non svolge concretamente mansioni di sceneggiatore o soggettista non può essere qualificato FPLS soltanto per il settore in cui lavora.
Per questo, nei contratti e nelle fatture, è utile evitare descrizioni generiche quando il lavoro è in realtà sceneggiatura, sviluppo del soggetto o scrittura audiovisiva specifica.
Diritto d’autore e compenso professionale
La sceneggiatura è un’opera creativa tutelata dal diritto d’autore. La legge sul diritto d’autore considera coautore dell’opera cinematografica anche l’autore della sceneggiatura. La SIAE tutela soggetto, sceneggiatura e regia delle opere cinematografiche e audiovisive e gestisce, per gli aventi diritto, anche forme di equo compenso collegate allo sfruttamento dell’opera.
Questo non significa che ogni pagamento ricevuto dallo sceneggiatore sia automaticamente un compenso per diritto d’autore. Nel contratto vanno distinti il compenso per la prestazione professionale, l’eventuale cessione o licenza dei diritti, le riscritture, le opzioni e gli utilizzi successivi dell’opera. Anche il trattamento fiscale deve essere costruito sulla natura reale delle somme incassate.
Film, serie, documentari e animazione
Il codice 90.11.09 è coerente con l’attività di scrittura in sé e non cambia perché la sceneggiatura è destinata a cinema, serie televisive, documentari, animazione o piattaforme streaming. Può cambiare invece il contratto: commissione di un’opera originale, writers’ room, adattamento, riscrittura, trattamento, soggetto, dialoghi o sviluppo seriale possono prevedere compensi e diritti diversi.
Writers’ room e collaborazioni tra autori
Nelle produzioni seriali è frequente lavorare in gruppo. Il contratto dovrebbe chiarire ruolo, credito, quota di compenso, eventuale titolarità dei diritti, numero di episodi e revisioni comprese. Anche quando più autori lavorano alla stessa opera, ciascun rapporto fiscale e previdenziale deve essere ricostruito sulla prestazione effettivamente resa dal singolo professionista.
Adattamenti, remake e opere derivate
La sceneggiatura può essere originale oppure derivata da romanzi, racconti, format o opere preesistenti. In questi casi il contratto deve chiarire chi dispone dei diritti di adattamento e quale parte creativa viene affidata allo sceneggiatore. La semplice scrittura dell’adattamento non attribuisce automaticamente al professionista i diritti sull’opera originaria.
Produzioni estere e piattaforme internazionali
Uno sceneggiatore può lavorare per produttori UE o extra-UE. Il regime forfettario non elimina le regole IVA sulle prestazioni internazionali: bisogna identificare il committente, verificare territorialità del servizio, eventuale VIES e corretta emissione della fattura. Se la prestazione viene svolta fisicamente all’estero, possono emergere anche verifiche previdenziali ulteriori.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
L’aliquota ordinaria del forfettario è il 15%. Il 5% può spettare nel periodo iniziale quando sono soddisfatte tutte le condizioni previste per una nuova attività. Non basta aprire una nuova Partita IVA se il lavoro rappresenta la prosecuzione sostanziale di un’attività già svolta nello stesso settore.
Limiti di 85.000 e 100.000 euro
Il limite ordinario di ricavi o compensi per il regime forfettario resta 85.000 euro. Il superamento senza oltrepassare 100.000 euro comporta l’uscita dall’anno successivo; oltre 100.000 euro si applicano le regole di fuoriuscita immediata. Se il professionista svolge più attività con la stessa Partita IVA, la soglia si verifica sul totale rilevante.
Quando il forfettario può essere meno conveniente
Per molti sceneggiatori la struttura dei costi è contenuta e il coefficiente del 67% può risultare favorevole. Il quadro cambia quando ci sono collaboratori, trasferte frequenti, ricerca onerosa, consulenze, corsi, sviluppo di progetti a proprio rischio o lunghi periodi non remunerati. La scelta del regime va quindi confrontata con il margine reale e non soltanto con l’aliquota sostitutiva.
Guide collegate
Approfondisci come aprire la Partita IVA da sceneggiatore, il codice ATECO corretto, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per sceneggiatori e autori audiovisivi.
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