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Regime fiscale Partita IVA: forfettario, semplificato e ordinario

Aggiornato il 20 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Regime fiscale Partita IVA: forfettario, semplificato e ordinario

Il regime fiscale della Partita IVA stabilisce come viene determinato e tassato il reddito, ma non va confuso con il regime contabile. Per una persona fisica il confronto fiscale principale è tra forfettario e tassazione con le regole ordinarie; per molte imprese minori, nell’area ordinaria, la contabilità può poi essere tenuta in forma semplificata.

Questa distinzione evita uno degli errori più frequenti nelle guide online: trattare forfettario, semplificato e ordinario come tre alternative perfettamente equivalenti. In realtà forma giuridica, requisiti fiscali e obblighi contabili determinano quali opzioni sono davvero disponibili.

Regime fiscale Partita IVA: cosa significa davvero

Il regime fiscale indica le regole con cui si determina il reddito imponibile e si calcolano le imposte. Il regime contabile riguarda invece registri, scritture e modalità con cui vengono rilevate le operazioni dell’attività.

Il forfettario è un regime fiscale agevolato. La contabilità semplificata e la contabilità ordinaria descrivono soprattutto modalità di gestione contabile applicate nell’area della tassazione ordinaria.

Tabella: forfettario, semplificato e ordinario

Regime Come funziona in sintesi
Forfettario Regime fiscale agevolato per persone fisiche; reddito determinato con coefficiente di redditività; imposta sostitutiva; IVA non applicata nelle operazioni ordinarie del regime.
Contabilità semplificata Contabilità prevista per determinate imprese minori; reddito e IVA seguono le regole ordinarie.
Contabilità ordinaria Scritture complete; obbligatoria per determinati soggetti e utilizzabile per opzione in altri casi.

Il regime forfettario

Il regime forfettario è disciplinato dall’articolo 1, commi 54-89, della legge 190/2014. È riservato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni e rispettano i requisiti previsti.

Tra i requisiti principali c’è il limite di 85.000 euro di ricavi o compensi dell’anno precedente, oltre alle altre condizioni e cause ostative previste dalla normativa.

Come si determina il reddito nel forfettario

Nel forfettario il reddito non nasce dalla differenza tra ricavi e costi effettivi. Ai ricavi o compensi percepiti viene applicato il coefficiente di redditività associato all’attività.

I normali costi dell’attività non vengono quindi dedotti uno per uno. Restano però rilevanti economicamente: un’attività con spese molto elevate può risultare meno adatta al forfettario anche quando possiede formalmente i requisiti di accesso.

Il forfettario è un regime naturale, non sempre una scelta conveniente

Quando una persona fisica possiede tutti i requisiti, il forfettario può applicarsi come regime naturale. Questo non significa che sia sempre la soluzione economicamente migliore.

Accesso e convenienza sono due domande diverse: prima bisogna capire se il regime è applicabile, poi confrontare imposte, contributi, IVA e costi reali.

Che cosa si intende per regime ordinario

Con “regime ordinario” si indica spesso, nel linguaggio comune, la tassazione non forfettaria in cui il reddito viene determinato secondo le regole ordinarie e i costi fiscalmente ammessi possono concorrere alla formazione del reddito.

Per le persone fisiche questo comporta normalmente IRPEF progressiva e addizionali, oltre all’applicazione dell’IVA secondo la disciplina ordinaria.

Contabilità semplificata: perché non è un secondo forfettario

La contabilità semplificata è disciplinata dall’articolo 18 del DPR 600/1973 ed è destinata alle imprese minori che rispettano i requisiti soggettivi e quantitativi previsti.

L’impresa in semplificata non applica l’imposta sostitutiva del forfettario: continua a operare nell’area ordinaria, con IVA e determinazione analitica del reddito secondo le regole fiscali applicabili.

I limiti della contabilità semplificata

Per le imprese ammesse, le soglie attuali sono 500.000 euro di ricavi per le attività di servizi e 800.000 euro per le altre attività.

Le soglie riguardano le imprese minori dell’articolo 18 e non devono essere confuse con il limite di 85.000 euro previsto per il forfettario.

Per soggetti ammessi, attività miste, primo anno e superamento dei limiti puoi consultare la guida sui requisiti della contabilità semplificata.

Professionisti e imprese non seguono esattamente le stesse regole

Un altro errore frequente è applicare automaticamente ai professionisti le soglie 500.000/800.000 euro previste per le imprese minori. L’articolo 18 riguarda le imprese; i professionisti seguono regole proprie per il reddito di lavoro autonomo e per le scritture fiscali.

Per un professionista, quindi, è più corretto distinguere prima tra forfettario e tassazione ordinaria e poi verificare gli specifici obblighi contabili del lavoro autonomo.

Contabilità ordinaria: quando diventa obbligatoria

La contabilità ordinaria rileva in modo completo i fatti economici, finanziari e patrimoniali dell’attività. È obbligatoria per determinati soggetti e può essere scelta volontariamente da altri contribuenti quando la legge lo consente.

Le società di capitali, come SRL, SRLS e SPA, non diventano “semplificate” soltanto perché hanno ricavi bassi: la forma giuridica comporta una contabilità completa.

Forma giuridica e regime fiscale: perché vanno controllati insieme

Il livello dei ricavi non basta da solo a individuare il regime applicabile. Una persona fisica, una SNC e una SRL con lo stesso fatturato possono trovarsi in situazioni fiscali e contabili differenti.

Per questo il primo controllo riguarda sempre il soggetto che esercita l’attività, seguito dai requisiti specifici del regime.

Come capire quale regime si applica: schema pratico

  1. individua la forma giuridica dell’attività;
  2. se sei persona fisica, verifica i requisiti del forfettario;
  3. se il forfettario non si applica, passa alle regole ordinarie;
  4. se eserciti impresa, verifica se puoi utilizzare la contabilità semplificata;
  5. se la semplificata non è ammessa o scegli l’ordinaria, applica la contabilità ordinaria.

IVA e adempimenti: cosa cambia tra i regimi

Nel forfettario, nelle operazioni interne ordinarie, l’IVA non viene addebitata in fattura e non viene detratta sugli acquisti. Nell’area ordinaria, invece, l’IVA segue le regole del DPR 633/1972 e comporta liquidazioni, versamenti e adempimenti collegati.

La differenza non è quindi soltanto nel calcolo dell’imposta sul reddito: cambia anche la gestione quotidiana della Partita IVA. Per chi sostiene investimenti importanti o acquista molti beni e servizi, la possibilità di detrarre l’IVA può incidere sulla convenienza del regime ordinario.

Come verificare quale regime stai applicando davvero

Per capire il regime effettivamente applicato non basta ricordare cosa era stato scelto anni prima. Puoi controllare la dichiarazione dei redditi, la modalità con cui emetti le fatture, l’eventuale applicazione dell’IVA e i dati presenti nei modelli fiscali.

Il quadro LM della dichiarazione Redditi PF è utilizzato per il reddito prodotto in regime forfettario e, nelle sezioni dedicate, per le posizioni residuali del vecchio regime di vantaggio. Se hai dubbi sul regime corrente, il controllo della dichiarazione e della posizione fiscale effettiva è più affidabile di una semplice etichetta usata nel gestionale.

Esempio: professionista con Partita IVA

Un consulente persona fisica con ricavi entro la soglia, nessuna causa ostativa e attività compatibile può applicare il forfettario. Se non possiede i requisiti o sceglie le regole ordinarie, il reddito viene determinato secondo la disciplina del lavoro autonomo.

La sua posizione non dipende dalle soglie 500.000/800.000 euro previste per le imprese minori.

Esempio: ditta individuale

Una ditta individuale può applicare il forfettario quando possiede i requisiti. Se opera fuori dal forfettario, può rientrare nella contabilità semplificata quando rispetta le condizioni dell’articolo 18.

In questo caso ha senso verificare sia il regime fiscale sia il regime contabile applicabile.

Esempio: SRL con ricavi contenuti

Una SRL con 100.000 euro di ricavi non può applicare il forfettario e non passa alla contabilità semplificata per il solo fatto di avere un fatturato basso.

Resta una società di capitali e segue la disciplina fiscale e contabile prevista per questa forma giuridica.

Che cosa succede quando si esce dal forfettario

Quando vengono meno i requisiti del forfettario, si passa alla tassazione ordinaria secondo le regole e la decorrenza previste dalla normativa. Per le imprese occorre poi verificare quale contabilità sia applicabile.

Il cambio di regime può incidere su IVA, fatture, beni strumentali e operazioni a cavallo dell’anno. Per la procedura pratica rimandiamo alla guida su come cambiare regime fiscale.

Regime dei minimi: esiste ancora?

Il vecchio regime fiscale di vantaggio non è più aperto a nuovi ingressi. L’Agenzia delle Entrate continua però a prevedere nel quadro LM una sezione dedicata alle posizioni residuali che vi rientrano ancora secondo la disciplina transitoria.

Questo significa che “regime dei minimi” e “regime forfettario” non sono sinonimi: il primo è un regime storico residuale, il secondo è il regime agevolato oggi utilizzabile dalle persone fisiche che rispettano i requisiti.

Forfettario o ordinario: quale conviene?

Questa pagina risponde alla domanda quali regimi esistono e come si distinguono. La convenienza economica richiede invece una simulazione su ricavi, costi reali, coefficiente di redditività, IVA, contributi e situazione personale.

Per questo intento resta separata la guida forfettario o ordinario: quando conviene.

Quando approfondire la contabilità semplificata

Se sei un’impresa individuale o una società di persone fuori dal forfettario, il passo successivo è capire come funziona concretamente la semplificata: registri, criterio di cassa, IVA, beni strumentali e passaggio all’ordinaria.

La guida dedicata è regime semplificato: guida completa alla contabilità.

Errori frequenti sui regimi fiscali

  • considerare forfettario, semplificato e ordinario come tre regimi fiscali identici;
  • confondere il limite del forfettario con le soglie della contabilità semplificata;
  • applicare le soglie delle imprese minori ai professionisti;
  • pensare che una SRL possa entrare nel forfettario se fattura poco;
  • confondere accesso al regime con convenienza economica;
  • considerare ancora il regime dei minimi come un regime aperto a nuovi contribuenti.

Checklist prima di scegliere o cambiare regime

  1. verifica forma giuridica e attività svolta;
  2. controlla requisiti e cause ostative del forfettario;
  3. stima ricavi e compensi realistici;
  4. valuta i costi reali dell’attività;
  5. verifica la gestione IVA;
  6. per le imprese controlla i requisiti della contabilità semplificata;
  7. considera gli effetti di un eventuale cambio di regime;
  8. solo dopo confronta la convenienza economica.

Fonti ufficiali

  • Normattiva — Legge 190/2014, regime forfettario
  • Normattiva — DPR 600/1973, articolo 18
  • Agenzia delle Entrate — Quadro LM, forfettario e regime di vantaggio

Domande frequenti

Quali sono i principali regimi per una Partita IVA?

Per una persona fisica il confronto fiscale principale è tra forfettario e tassazione ordinaria. Per determinate imprese, nell’area ordinaria, è possibile utilizzare la contabilità semplificata.

Il regime semplificato è uguale al forfettario?

No. Il forfettario è un regime fiscale agevolato; la semplificata è una modalità contabile prevista per determinate imprese minori.

Una SRL può applicare il forfettario?

No. Il regime forfettario è riservato alle persone fisiche che rispettano i requisiti previsti dalla legge.

Il regime dei minimi esiste ancora?

Solo per eventuali posizioni residuali che rispettano la disciplina transitoria; non è un regime aperto a nuovi ingressi.

Qual è il regime fiscale più conveniente?

Non esiste una risposta valida per tutti. La convenienza dipende da ricavi, costi, IVA, contributi e situazione personale e va calcolata separatamente.

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