La data della marca da bollo sulla fattura cartacea deve essere uguale o precedente alla data della fattura. Se il contrassegno è stato acquistato il giorno dopo, il bollo non è stato assolto tempestivamente. È questa la risposta alla domanda: Marca da bollo sulle fatture: quale data deve avere? Per le fatture elettroniche XML trasmesse allo SdI, invece, non si applica una marca adesiva: il bollo, quando dovuto, viene indicato nel file e pagato con modalità telematiche.
Il tema riguarda soprattutto chi emette una fattura senza IVA, chi conserva marche comprate in anticipo e chi trova una data successiva sul contrassegno. Per evitare errori occorre distinguere contrassegno cartaceo, fattura elettronica e semplice PDF, ricordando anche la soglia ordinaria di 77,47 euro e le eccezioni previste dalla normativa.
La marca da bollo deve essere prima della fattura?
Il contrassegno può avere la stessa data o una data precedente rispetto alla fattura cartacea. L’articolo 2 del DPR 642/1972 stabilisce che l’imposta di bollo, per i documenti della prima parte della tariffa, è dovuta fin dall’origine. Questo significa che la marca deve essere già disponibile quando il documento viene emesso; comprarla dopo non equivale ad aver assolto puntualmente il tributo.
Non confondere la data di emissione della fattura con quella del pagamento del cliente, della sua consegna o della stampa successiva. Puoi acquistare contrassegni in anticipo e usarli nei mesi successivi, purché siano autentici, non già utilizzati e di valore adeguato. Se invece il cliente ti chiede una marca per una fattura già emessa ieri, è necessario valutare l’irregolarità anziché modificarne la data.
| Data fattura | Data della marca | Risultato |
|---|---|---|
| 20 ottobre 2026 | 19 ottobre 2026 | Corretta: precedente |
| 20 ottobre 2026 | 20 ottobre 2026 | Corretta: uguale |
| 20 ottobre 2026 | 21 ottobre 2026 | Tardiva: da regolarizzare |
Gli esempi riguardano solo le fatture che possono essere legittimamente emesse in forma cartacea e assolvere il bollo con contrassegno. Se il documento deve essere elettronico, non esiste una data della marca adesiva e non si possono applicare automaticamente queste regole alla stampa del file XML.
Quando bisogna applicare la marca da bollo da 2 euro?
La tariffa, articolo 13, del DPR 642/1972 disciplina il bollo su fatture, note e documenti simili. Nel caso ordinario di operazioni per le quali il bollo è dovuto e sulle quali non si addebita IVA, l’imposta ammonta a 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro. Se la fattura riporta ordinariamente l’IVA, il principio di alternatività IVA-bollo esclude il bollo relativo alle operazioni soggette a IVA.
Un forfettario che emette una fattura da 70 euro, in una situazione ordinaria, non deve versare i 2 euro di bollo. Se fattura 100 euro senza IVA e il documento è soggetto all’imposta, i 2 euro sono dovuti. Se l’importo è esattamente 77,47 euro, non si supera la soglia. Occorre comunque verificare le esenzioni specifiche, soprattutto per operazioni internazionali, cessioni intracomunitarie e documenti con trattamento IVA misto.
Non è dunque corretto sostenere che ogni documento emesso senza IVA debba essere automaticamente bollato. Anche le eccezioni previste per esportazioni e altre prestazioni devono essere qualificate con attenzione. Questo controllo viene prima della scelta fra contrassegno fisico e bollo elettronico, perché l’obbligo tributario dipende dalla natura del documento, non dal programma utilizzato per compilarlo.
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Come applicare la marca sulla fattura cartacea
Se sei tra i soggetti che possono emettere il documento cartaceo, e il bollo è dovuto, acquista una marca da 2 euro presso una rivendita autorizzata e applicala sull’originale della fattura. Controlla il giorno di emissione e conserva i dati utili per dimostrare l’assolvimento. La stessa marca non può essere impiegata su più documenti distinti, nemmeno se questi hanno la stessa data.
- Verifica la possibilità di emettere una fattura cartacea invece di una fattura XML.
- Controlla natura IVA dell’operazione, importo superiore a 77,47 euro ed eventuale esenzione.
- Acquista una marca autentica, inutilizzata e del corretto valore.
- Applica il contrassegno sull’originale e verifica che non sia posteriore alla fattura.
- Conserva una copia coerente e, se utile, l’identificativo del contrassegno.
Quando l’originale bollato viene consegnato al cliente, sulla copia del professionista si può indicare che l’imposta è stata assolta sull’originale, riportando eventualmente il codice della marca. La dicitura non sostituisce il contrassegno quando è previsto, e non rende cartaceo un documento che la legge impone di emettere in forma elettronica.
Marca acquistata dopo la fattura: come regolarizzare
Se la data della marca è successiva alla fattura, il bollo risulta potenzialmente assolto in ritardo. Non correggere a mano la data del documento e non staccare il contrassegno per applicarlo altrove. Il DPR 642/1972, in particolare l’articolo 31, prevede la regolarizzazione degli atti per i quali il tributo non sia stato correttamente assolto. Le modalità e le sanzioni eventuali devono essere valutate secondo la situazione concreta.
Per stabilire cosa versare, se è possibile usare istituti di regolarizzazione e quali procedure amministrative seguire, considera la data effettiva, il documento e gli eventuali controlli già avviati. È prudente chiedere indicazioni all’ufficio competente o al commercialista. Non esiste una frase da aggiungere al PDF che faccia sparire automaticamente l’errore relativo al pagamento tardivo dell’imposta.
La fattura con marca tardiva è nulla?
L’irregolarità del bollo non significa automaticamente che il rapporto commerciale documentato dalla fattura sia inesistente. Richiede però un controllo fiscale e, quando previsto, una regolarizzazione. Anche il destinatario di un documento evidentemente senza il bollo dovuto dovrebbe segnalarlo tempestivamente, dato che la legge contempla ipotesi di responsabilità solidale.
Una marca da bollo acquistata molto tempo fa è valida?
Una marca da bollo non scade soltanto perché è stata acquistata mesi o anni prima. Puoi utilizzare un contrassegno emesso in passato su una fattura più recente, se non è mai stato applicato ad altri documenti, se risulta autentico e se l’importo corrisponde al tributo richiesto. Questo consente di acquistare alcune marche da 2 euro in anticipo, evitando ritardi nel giorno di emissione della fattura.
Un contrassegno annullato, già usato o contraffatto non è valido. Anche una marca autentica può avere un valore insufficiente qualora l’importo di legge applicabile al documento sia diverso. Non confondere quindi il fatto che il contrassegno non scada con la possibilità di riutilizzarlo senza controlli.
Come controllare online la marca da bollo
Il servizio ufficiale Controllo valori bollati dell’Agenzia delle Entrate permette di verificare i contrassegni telematici. Per quelli di nuova generazione il codice da inserire è composto da 14 cifre poste sopra il codice a barre, nella parte bassa della marca. Il servizio aiuta a individuare contrassegni annullati o contraffatti, che non devono essere utilizzati.
L’Agenzia precisa che una marca appena acquistata potrebbe non essere subito riconosciuta dal sistema, perché i dati possono essere acquisiti con qualche giorno di ritardo. In tal caso si può ripetere la verifica dopo alcuni giorni. La verifica di autenticità non sostituisce la verifica della data rispetto alla fattura: una marca originale acquistata il giorno dopo resta tardiva.
Fattura inviata tramite email: la marca dove va?
È importante distinguere un PDF inviato via email da una fattura elettronica XML trasmessa allo SdI. Un’immagine del contrassegno inserita nel PDF non equivale automaticamente a un pagamento elettronico del bollo. Per una fattura cartacea o analogica ancora ammessa il contrassegno va applicato all’originale secondo le regole specifiche della forma documentale adottata.
Nella vecchia versione di questa pagina era suggerito di stampare una fattura, incollare la marca sulla copia conservata e inviare il PDF al cliente con un’annotazione. Non è una procedura generale per le fatture attuali: molti operatori, compresi ordinariamente i forfettari, sono soggetti alla fatturazione elettronica. Quando è dovuta, bisogna trasmettere il documento XML allo SdI, non sostituirlo con una copia bollata. Per i passaggi pratici consulta fatturazione elettronica per forfettari.
Nei particolari casi di esonero dall’e-fattura, verifica quale documento costituisca l’originale, come debba essere consegnato e quando l’imposta sia dovuta. Non decidere sulla sola base del mezzo di trasmissione, perché l’invio via email non identifica da solo il regime fiscale del documento.
Bollo cartaceo e bollo elettronico: qual è la differenza?
Sulle fatture XML soggette a bollo, il tributo si indica con l’apposito campo del bollo virtuale. Non si acquista una marca fisica. L’Agenzia delle Entrate predispone gli elenchi delle fatture per cui il bollo risulta dichiarato e quelle che potrebbero dover essere integrate, come illustrato nella guida ufficiale sul bollo delle fatture elettroniche. Il contribuente deve verificare i dati e provvedere al versamento secondo i termini previsti.
| Fattura cartacea ammessa | Fattura elettronica XML |
|---|---|
| Contrassegno fisico da 2 euro, se dovuto | Bollo virtuale indicato nell’XML |
| Marca non posteriore alla data del documento | Nessuna data della marca adesiva |
| Originale con contrassegno | Versamento con portale o F24 |
| Controllo autenticità marca | Controllo elenchi Agenzia delle Entrate |
Se dimentichi il campo del bollo nella fattura elettronica, non puoi automaticamente risolvere applicando una marca alla stampa dell’XML. Occorre verificare il documento, gli elenchi messi a disposizione dall’Agenzia e la procedura di integrazione e pagamento. Questa distinzione evita di confondere un obbligo di fatturazione elettronica con una pratica che riguarda ancora le fatture cartacee.
Bollo elettronico 2026: quando si versa?
Il bollo elettronico si paga trimestralmente tramite Fatture e Corrispettivi o modello F24. Secondo lo scadenzario ufficiale dell’Agenzia per il 2026, se l’importo dovuto nel primo trimestre non supera 5.000 euro può essere versato entro il 30 settembre; se il totale dovuto per il primo e secondo trimestre non supera 5.000 euro, il versamento può essere effettuato entro il 30 novembre. Le scadenze ordinarie possono subire slittamenti di calendario.
La soglia di 5.000 euro non è il valore che fa scattare il bollo sulla singola fattura: indica un limite per il rinvio di alcuni versamenti trimestrali. Sulla singola fattura ordinariamente assoggettata al tributo resta il riferimento a 77,47 euro. La guida RM su come pagare il bollo sulle fatture elettroniche spiega F24 e addebiti nel portale, senza doverli duplicare in questa pagina.
Chi sostiene i 2 euro: il professionista o il cliente?
L’obbligo di assolvere il bollo è distinto dall’accordo con il cliente su chi ne sosterrà economicamente il costo. Un professionista può prevedere nel preventivo il riaddebito dell’imposta, ma ciò non elimina la necessità di compilare correttamente la fattura e rispettare i relativi termini. Per i forfettari il riaddebito può influire sul trattamento fiscale dei compensi, secondo le regole applicabili.
Se vuoi recuperare i 2 euro dal cliente, è preferibile concordarlo prima dell’emissione e documentarlo adeguatamente. Non è corretto pensare che l’indicazione «bollo a carico del cliente» elimini una marca mancante o una data successiva. Le responsabilità tributarie e il costo del servizio devono essere affrontati separatamente.
Errori da evitare con la marca da bollo
- Applicare una marca acquistata il giorno dopo la fattura senza valutare la regolarizzazione.
- Riutilizzare un contrassegno già usato o annullato.
- Applicare il bollo su ogni fattura senza IVA senza verificare soglia ed esenzioni.
- Confondere un PDF inviato per email con la fattura elettronica XML.
- Applicare una marca sulla stampa di una e-fattura invece di gestire il bollo virtuale.
- Confondere la soglia di 77,47 euro della singola fattura con i 5.000 euro per il differimento dei pagamenti trimestrali nel 2026.
Domande frequenti sulla data del bollo
La marca può avere la stessa data della fattura?
Sì, il contrassegno fisico può essere emesso lo stesso giorno della fattura cartacea oppure prima, non successivamente.
Se la marca è del giorno dopo la fattura è nulla?
L’assolvimento del bollo può essere irregolare e richiedere una regolarizzazione. Non significa automaticamente che il rapporto economico sottostante sia inesistente.
Una marca da bollo comprata un anno prima è scaduta?
No, non per il semplice trascorrere del tempo. Deve però essere autentica, inutilizzata e del valore dovuto.
Una fattura da 77,47 euro richiede il bollo?
Nel caso ordinario la soglia richiede un importo superiore a 77,47 euro: alla cifra esatta non si supera il limite.
La fattura elettronica richiede una marca fisica?
No. Il bollo, quando dovuto, si indica nel file XML e si versa con le procedure elettroniche dell’Agenzia delle Entrate.
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Caterina
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