Tassazione sui bitcoin

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tassazione sui bitcoin

Un nostro lettore Francesco di Rimini ci chiede maggiori informazioni in merito a tassazione sui bitcoin.
Ti invitiamo a scrivere nei commenti se anche tu hai domande relative a questo argomento.
Se hai un argomento di tuo interesse richiedi la tua consulenza gratuita ai nostri esperti.

Tassazione sui bitcoin

Una persona fisica acquista Bitcoin per euro 20.000,00. Dopo alcuni mesi ha sfruttato il nuovo cambio Bitcoin / Euro ed ha venduto la criptomoneta con laute plusvalenze.
Quando la persona fisica ha venduto i Bitcoin e riaccreditato il conto corrente in euro realizzando la citata plusvalenza, deve dichiarare fiscale la plusvalenza in dichiarazione dei redditi?

Se si come? Quale quadro del modello Unico dovrà compilare? Inoltre devo compilare anche il modello RW per il monitoraggio?

Francesco – Rimini

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La nostra risposta a Francesco

Ciao Francesco, grazie per la tua domanda relativa a tassazione sui bitcoin.
Nei paesi anglosassoni è davvero una rivoluzione in atto: l’utilizzo delle criptovalute e tra queste il bitcoin.

Il nostro paese è sicuramente ai margini di questa tendenza ma oramai anche da noi vi sono piattaforme che consentono di costituire un wallet per effettuare le transazioni.
In un paese dove tutto si misura in relazione agli effetti fiscali, anche le transazioni di bitcoin hanno evocato dubbi e perplessità di natura fiscale.
Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Risoluzione 72/E del 2016 considerando le criptovalute alla stregua di banconote estere.

Più nel dettaglio l’Agenzia afferma che il bitcoin è una tipologia di moneta virtuale, o meglio criptovaluta, utilizzata come moneta alternativa a quella tradizionale avente corso legale emessa da una autorità monetaria.
Le plusvalenze dovranno dunque essere trattate come qualunque altra operazione di cambio valuta.

Ai sensi dell’art 67, comma 1 lett. c-ter e comma 1-ter TUIR, la tassazione delle plusvalenze realizzate a fronte di prelievi di valuta è dovuta solo a condizione che, nell’anno solare, la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui, utilizzando per il calcolo della giacenza il cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento cioè al 1° gennaio (circolare ministeriale n. 165 del 24.6.1998).

Per il calcolo della giacenza complessiva devono essere sommati tutti i controvalori dei depositi e conti intrattenuti anche di valute diverse e su diversi intermediari.
In presenza di quest’obbligo, devono essere dichiarate (quadro RT di Unico 2015) tutte le operazioni effettuate nell’anno solare, anche se precedenti alla data di superamento della soglia.

Laddove il contribuente esegua operazione di trading valute ordinarie contro bitcoin occorre che esamini attentamente se la sua attività non possa qualificarsi come attività di intermediazione ed essere soggetta ad Ires ed Irap.

In quest’ultimo caso si ritiene che il contribuente debba assoggettare ad imposizione i componenti di reddito derivanti dalla attività di intermediazione nell’acquisto e vendita di bitcoin, al netto dei relativi costi inerenti a detta attività.

La Risoluzione 72/e del 2016 ha precisato in merito che “Il guadagno (o la perdita) di competenza della Società è rappresentato dalla differenza tra quanto anticipato dal cliente e quanto speso dalla Società per l’acquisto o tra quanto incassato dalla Società per la vendita e quanto riversato al cliente.

Tale elemento di reddito – derivante dalla differenza (positiva o negativa) tra prezzi di acquisto sostenuti dall’istante e costi di acquisto a cui si è impegnato il cliente (nel caso in cui quest’ultimo abbia affidato alla Società l’incarico a comprare) o tra prezzi di vendita praticati dall’istante e ricavi di vendita garantiti al cliente (nel caso di affidamento di incarico a vendere) – è ascrivibile ai ricavi (o ai costi) caratteristici di esercizio dell’attività di intermediazione esercitata e, pertanto, contribuiscono quali elementi positivi (o negativi) alla formazione della materia imponibile soggetta ad ordinaria tassazione ai fini Ires (ed Irap).

Con riferimento, ai bitcoin che a fine esercizio sono nella disponibilità (a titolo di proprietà) della Società si ritiene che gli stessi debbano essere valutati secondo il cambio in vigore alla data di chiusura dell’esercizio e tale valutazione assume rilievo ai fini fiscali ai sensi dell’articolo 9 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (Tuir).

Occorre, quindi, far riferimento al valore normale, intendendosi per tale il valore corrispondente alla quotazione degli stessi bitcoin al termine dell’esercizio.
A tal fine potrebbe ben farsi riferimento alla media delle quotazioni ufficiali rinvenibili sulle piattaforme on line in cui avvengono le compravendite di bitcoin.

Un saluto

Lo Staff di regimeminimi.com


Mercato criptovalute da TradingView

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9 Comments

  1. Patrizia 17 Giugno 2017
    • Staff 20 Giugno 2017
  2. fabio 8 Agosto 2017
    • Staff 9 Agosto 2017
  3. fausto 27 Novembre 2017
    • Staff 30 Novembre 2017
  4. Luigi 27 Novembre 2017
    • Staff 29 Novembre 2017
  5. Andrea 28 Gennaio 2018

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