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Aggiungere un codice ATECO con Comunicazione Unica: DIRE e Registro Imprese

Aggiornato il 10 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Aggiungere un codice ATECO con Comunicazione Unica: DIRE e Registro Imprese

Se una ditta individuale o un’altra impresa iscritta al Registro Imprese deve aggiungere o modificare un codice ATECO, la variazione dell’attività economica si presenta telematicamente con una pratica di Comunicazione Unica. Oggi la pratica può essere predisposta e trasmessa tramite DIRE, il servizio delle Camere di Commercio, oppure attraverso una soluzione di mercato compatibile.

Dal 12 febbraio 2026 il vecchio strumento autonomo denominato ComUnica non è più disponibile. Questo non significa che sia scomparsa la Comunicazione Unica come procedura: è cambiato lo strumento con cui la pratica viene trasmessa. La funzione è integrata in DIRE e continua a coordinare, quando necessario, gli adempimenti verso Registro Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL e SUAP.

Quando serve la Comunicazione Unica per il codice ATECO

La Comunicazione Unica è il canale tipico delle imprese iscritte al Registro Imprese per comunicare l’inizio, la modifica o la cessazione dell’attività economica. Se una ditta individuale inizia una nuova attività, cambia quella esercitata o modifica la prevalenza delle attività, la posizione camerale deve essere aggiornata.

  • aggiunta di una nuova attività d’impresa;
  • modifica dell’attività principale;
  • cessazione di una delle attività esercitate;
  • aggiunta di un codice secondario;
  • variazione che coinvolge anche INPS, INAIL o SUAP.

Se invece sei un professionista non iscritto al Registro Imprese, la procedura può essere diversa. La guida generale su come aggiungere un codice ATECO distingue proprio il percorso del lavoratore autonomo da quello dell’impresa.

Comunicazione Unica e DIRE: cosa è cambiato nel 2026

La novità operativa più importante riguarda lo strumento di invio. Il Registro Imprese indica che dal 12 febbraio 2026 lo strumento ComUnica non è più disponibile. La trasmissione delle pratiche può avvenire tramite la funzione integrata in DIRE oppure tramite una soluzione di mercato abilitata.

DIRE significa “Depositi e Istanze al Registro Imprese” ed è il servizio web delle Camere di Commercio per compilare e inviare pratiche telematiche. È quindi importante distinguere il nome della procedura, Comunicazione Unica, dallo strumento software utilizzato per predisporla e inviarla.

Cosa serve per presentare la pratica con DIRE

Secondo le indicazioni ufficiali del servizio DIRE, per predisporre e trasmettere una pratica servono gli strumenti necessari all’identificazione, alla firma e alla ricezione delle comunicazioni degli enti.

  • Firma digitale: serve per firmare la pratica con valore legale.
  • PEC o domicilio digitale: viene indicato per ricevere ricevute, esiti e comunicazioni relative al procedimento.
  • Utenza Telemaco: è necessaria per utilizzare lo sportello telematico delle Camere di Commercio con un profilo abilitato all’invio delle pratiche.
  • Dati dell’impresa: numero REA, codice fiscale e informazioni sulla posizione da aggiornare.
  • Codice ATECO corretto: deve essere individuato sulla classificazione vigente prima di compilare la variazione.

Il titolare può presentare direttamente la pratica se dispone degli strumenti necessari oppure può rivolgersi a un intermediario abilitato secondo le modalità previste.

Come aggiungere il codice ATECO con DIRE

Il percorso concreto dipende dal tipo di impresa e dalla variazione, ma la logica operativa è sempre la stessa: prima si definisce l’attività da comunicare, poi si prepara la pratica camerale e si includono gli eventuali adempimenti verso gli altri enti coinvolti.

  1. verifica il codice ATECO 2025 corretto;
  2. stabilisci se la nuova attività sarà principale o secondaria;
  3. accedi a DIRE con l’utenza abilitata;
  4. predisponi la pratica di variazione dell’attività economica;
  5. compila i modelli destinati al Registro Imprese;
  6. aggiungi, se la variazione li coinvolge, i modelli per Agenzia delle Entrate, INPS o INAIL;
  7. verifica se è necessaria una SCIA destinata al SUAP;
  8. controlla allegati, date e descrizione dell’attività;
  9. firma digitalmente la pratica;
  10. trasmettila e conserva protocollo, ricevute ed esiti.

Il Registro Imprese chiarisce che la pratica di modifica dell’attività economica contiene almeno il modello di Comunicazione Unica e quello per il Registro Imprese e, quando la variazione interessa altri enti, viene integrata con i relativi modelli.

Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL: quando entrano nella pratica

Non tutte le variazioni producono gli stessi effetti. Aggiungere un’attività molto vicina a quella esistente può richiedere un aggiornamento più semplice; passare, per esempio, a una nuova attività artigiana o commerciale può invece modificare anche la posizione previdenziale o assicurativa.

  • Agenzia delle Entrate: quando va aggiornata la posizione fiscale ai fini IVA.
  • INPS: quando la nuova attività modifica o aggiunge un inquadramento previdenziale.
  • INAIL: quando la nuova attività comporta obblighi assicurativi.
  • SUAP: quando l’attività richiede SCIA o altri procedimenti amministrativi.

Il vantaggio della Comunicazione Unica è proprio coordinare in un unico flusso gli adempimenti necessari senza trattare ogni ente come una pratica completamente separata.

ATECO 2025: scegli il codice prima di aprire DIRE

La pratica non dovrebbe essere il luogo in cui si improvvisa la scelta del codice. Nel 2026 il riferimento operativo è ATECO 2025, adottata dal 1° aprile 2025. L’ISTAT pubblica struttura, descrizioni, note e strumenti di consultazione della classificazione.

Prima di predisporre la Comunicazione Unica conviene quindi descrivere con precisione la nuova attività, verificare inclusioni ed esclusioni e stabilire se il codice va aggiunto, sostituito o indicato come principale. Per questo passaggio puoi usare la guida su come scegliere il codice ATECO.

Attività principale o secondaria: cosa indicare

Se la vecchia attività continua e ne aggiungi un’altra, normalmente non stai “cambiando” codice nel senso di sostituirlo: stai ampliando le attività della stessa impresa. Occorre quindi definire quale attività risulta principale e quali sono secondarie.

Se invece l’attività precedente è cessata e quella nuova la sostituisce, la pratica deve rappresentare il cambiamento reale. La guida su come cambiare codice ATECO approfondisce questa differenza. Se devi stabilire la prevalenza, trovi l’approfondimento specifico su codice ATECO principale e secondario.

Più codici ATECO e regime forfettario

La Comunicazione Unica aggiorna la posizione amministrativa, ma nel regime forfettario bisogna poi considerare anche il trattamento fiscale delle diverse attività. Se i codici appartengono a gruppi con coefficienti di redditività differenti, i ricavi devono poter essere ricondotti alle singole attività per applicare il coefficiente corretto.

Per il quadro generale su una sola Partita IVA con più attività puoi consultare come gestire due o più attività con una sola Partita IVA. La distinzione tra attività principale e secondarie è invece trattata nella guida dedicata indicata sopra.

SCIA e SUAP: quando il codice ATECO non basta

Un codice ATECO descrive l’attività, ma non sostituisce autorizzazioni, abilitazioni o segnalazioni richieste dalla normativa. Se la nuova attività è soggetta a SCIA, la pratica deve essere coordinata con il SUAP competente secondo il procedimento previsto.

È quindi un errore iniziare un’attività regolamentata pensando che l’inserimento del codice nel Registro Imprese costituisca da solo l’autorizzazione a esercitarla.

Quanto costa la variazione con Comunicazione Unica

Non esiste un prezzo unico valido per tutte le pratiche. Il costo può dipendere dalla Camera di Commercio competente, dai diritti di segreteria, dagli eventuali bolli, dagli adempimenti SUAP e dal compenso dell’intermediario. Alcune comunicazioni specifiche possono avere regole di costo proprie.

Per questo è preferibile verificare gli importi nella pratica e presso la Camera competente invece di usare una cifra generica trovata online. DIRE mostra gli importi collegati alla tipologia di pratica predisposta.

Quanto tempo richiede la variazione

La trasmissione telematica produce ricevute e protocolli, ma l’esito finale dipende dalla pratica e dagli enti coinvolti. Una variazione semplice può essere gestita più rapidamente di una pratica che richiede controlli camerali, SCIA o ulteriori integrazioni.

È quindi importante non confondere la data di invio con la conclusione di tutti i procedimenti collegati. Dopo l’invio conviene verificare gli esiti su Telemaco e conservare le ricevute degli enti destinatari.

Errori frequenti nella pratica DIRE

  • cercare ancora il vecchio applicativo ComUnica dopo il 12 febbraio 2026;
  • scegliere il codice direttamente durante la compilazione senza verificarlo prima;
  • confondere aggiunta di attività e sostituzione dell’attività precedente;
  • non aggiornare l’attività principale quando la prevalenza è cambiata;
  • dimenticare INPS, INAIL o SUAP quando coinvolti;
  • inserire una data di inizio non coerente con l’attività effettivamente avviata;
  • pensare che il codice ATECO sostituisca una SCIA o un requisito professionale;
  • non controllare ricevute ed esito della pratica dopo l’invio.

Checklist prima dell’invio

  1. verifica il codice ATECO 2025;
  2. definisci attività principale e secondarie;
  3. controlla la data effettiva di inizio o variazione;
  4. verifica gli enti coinvolti;
  5. controlla se serve una SCIA;
  6. prepara PEC, firma digitale e utenza Telemaco;
  7. compila la pratica in DIRE o con software compatibile;
  8. controlla modelli e allegati;
  9. firma e invia;
  10. scarica e conserva ricevute, protocolli ed esiti.

Domande frequenti su DIRE e codice ATECO

ComUnica esiste ancora?

La Comunicazione Unica resta la procedura. Dal 12 febbraio 2026 non è però più disponibile il vecchio strumento autonomo ComUnica: la trasmissione può essere effettuata tramite la funzione integrata in DIRE o tramite soluzioni di mercato.

Posso aggiungere un codice ATECO con DIRE?

Sì, per le imprese la variazione dell’attività economica viene comunicata al Registro Imprese con una pratica di Comunicazione Unica predisposta tramite DIRE o altro software abilitato.

Serve la firma digitale?

Sì. La pratica telematica deve essere firmata digitalmente dal soggetto legittimato o gestita tramite un intermediario secondo le modalità previste.

Serve la PEC?

Sì. Il domicilio digitale viene utilizzato dagli enti destinatari per inviare ricevute, esiti e altre comunicazioni relative al procedimento.

Il professionista senza Registro Imprese deve usare DIRE?

Non per la sola variazione fiscale della propria attività professionale. Il percorso va distinto da quello dell’impresa iscritta al Registro Imprese.

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