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Aprire un ecommerce in regime forfettario

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aprire ecommerce regime forfettario

Hai sentito parlare del regime forfettario e cerchi maggiori informazioni? Vuoi aprire un ecommerce per vendere prodotti online?
Oggi ci occupiamo di come aprire un ecommerce in regime forfettario, anche per rispondere alla nostra lettrice Manuela di Roma.
Per domande sul regime forfettario o su altri argomenti, visita la pagina dedicata al servizio di consulenza.

Ti ricordiamo che il nostro Team è specializzato in servizi fiscali online per il regime forfettario.
Quando è possibile applicare il forfettario diventa molto conveniente anche per attività di e-commerce.
Se vuoi scoprire come procedere, mettiti comodo e leggi questa mini guida. Buona lettura.

Aprire ecommerce regime forfettario

Salve sono Manuela, e da tempo sto coltivando l’idea di aprire un’attività e-commerce dove vendere lingerie.
Vi chiedo gentilmente di risolvere alcuni dubbi di natura fiscale. Il modello di business è tradizionale:
acquisterò la merce e la stoccherò fisicamente in un magazzino e una volta ricevuto l’ordine di acquisto la spedirò a destinazione.
E’ possibile usufruire del regime forfettario per l’attività di e-commerce?
Mi fate un esempio di quanto andrò a spendere in tasse?

Manuela – Roma

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La nostra risposta a Manuela

Ciao Manuela, rispondiamo con piacere alla tua domanda su come aprire un ecommerce in regime forfettario.
Oggi, molti giovani imprenditori stanno concentrando le loro idee in attività e-commerce.
Il successo di questa modalità di commercio è sicuramente la facilità con la quale si può confrontare più negozi e prodotti contemporaneamente.

In questo modo, è il cliente che sceglie quelli più adatti e convenienti per le sue esigenze.
L’e-commerce permette al venditore di avere un contatto molto più diretto ed immediato con i propri clienti.
Inoltre consente di ridurre notevolmente i prezzi da sostenere per la pubblicità e per la commercializzazione dei prodotti.

I vantaggi però sono anche dei clienti, perché possono scegliere direttamente da casa i prodotti da comprare.
Veniamo adesso agli aspetti fiscali più importanti per aprire un ecommerce in regime forfettario.

Gli adempimenti

Se hai deciso di aprire un negozio online, devi sapere che ci sono vari adempimenti da rispettare:

  • apertura della partita Iva;
  • segnalazione d’inizio attività allo sportello SUAP del comune di riferimento (SCIA);
  • iscrizione Camera di Commercio territorialmente competente;
  • eventuale iscrizione INPS commercianti;
  • pagamento diritto camerale di 53 € tramite F24 entro 30 giorni dalla comunicazione di iscrizione alla CCIAA.

Puoi procedere in autonomia, ma tieni presente che alcune di queste pratiche, possono rivelarsi particolarmente complesse.
Per questo motivo, abbiamo approntato un pacchetto che ti permette di affidarci tutte le pratiche necessarie, Go Commercianti.

Ci occuperemo dell’apertura della partita Iva e di tutti gli adempimenti necessari per l’inizio della tua attività.
Il pacchetto Go Commercianti, prevede anche la gestione completa della contabilità per l’anno in corso.

Il regime forfettario per ecommerce

Quando si inizia una nuova attività, il primo aspetto da considerare riguarda il regime fiscale che si deve applicare.
Anche per un ecommerce è possibile adottare il regime forfettario, l’importante è non superare la soglia dei ricavi fissata in 65.000 € annui.
I costi in regime forfettario sono deducibili appunto a forfait e si calcolano tramite il coefficiente di redditività con cui si ricava il reddito imponibile.

Per l’attività di e-commerce, il coefficiente di redditività è pari al 40%.
L’imposta sostitutiva applicata è del 5% per i primi 5 anni di attività se si rispettano determinati requisiti.
Nel caso, non rispetti i requisiti richiesti, l’imposta applicata sarà del 15%.

Facciamo un esempio per chiarirti meglio le idee.
Ipotizziamo che il totale dei ricavi conseguiti nell’anno sia di 50.000€.
Per calcolare il reddito imponibile occorre applicare il coefficiente di redditività (40%).

Il reddito imponibile risulta essere:
50.000€ x 40% = 20.000€

L’imposta sostitutiva, che andrà poi versata sarà:
20.000 € x 5%  = 1.000€ (ricordati che dopo 5 anni scatta al 15%)

Ricordati che, il regime forfettario, consente una serie di agevolazioni previste dalla Legge di stabilità:

  • non si applica l’IVA alla fatturazione attiva;
  • imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni);
  • esenzione dall’ IRAP;
  • non occorre la tenuta di scritture contabilità

I contributi INPS

Per quanto riguarda i contributi INPS, sarà necessario iscriversi alla gestione INPS commercianti.
Questo prevede il pagamento di una quota fissa annuale suddivisa in 4 rate trimestrali.
La quota annuale ordinaria, corrisponde a 3850,52 € da pagare in 4 rate trimestrali di 962,63€ .

Devi sapere che, applicando il regime forfettario, avrai la possibilità di richiedere la riduzione del 35% della quota ordinaria annuale.
Richiedendo questa riduzione il totale annuo da pagare sarà di 2.502,84 € da pagare in 4 rate trimestrali di 625,71€ .

La richiesta di riduzione, deve essere presentata entro il 28 febbraio se la tua ditta è già attiva dall’anno precedente.
Se invece, si tratta di nuova attività, la richiesta di riduzione deve essere presentata quanto prima, dalla ricevuta di iscrizione alla gestione INPS commercianti.

Ricordiamo che le scadenze delle rate trimestrali sono:

  • 18 maggio 2020, relativo al primo trimestre;
  • 20 agosto 2020, relativo al secondo trimestre;
  • 16 novembre 2020, relativo al terzo trimestre;
  • 16 febbraio 2021, relativo al quarto trimestre;

Dipendente a tempo pieno

Se sei dipendente a tempo pieno, potrai godere dell’esenzione dal pagamento dei contributi INPS commercianti.
Questo perché si è già coperti dalla posizione contributiva dal tuo datore di lavoro.

Dipendente part time

Per chi ha un lavoro part time, la richiesta di esenzione è subordinata al controllo dell’ufficio INPS territorialmente competente.
Si consiglia quantomeno, di avere un orario lavorativo non inferiore al 50%.

La fatturazione per ecommerce

Quando si effettua una vendita, non sei obbligato all’emissione della fattura, a meno che non sia espressamente richiesta dal cliente.
Per essere in regola, sarà necessario compilare quotidianamente, il registro dei corrispettivi, riportando all’interno, il totale degli incassi giornalieri.

Il registro dei corrispettivi è acquistabile anche in edicola o in cartoleria.
Se applichi il forfettario, qualora il cliente richiedesse la fattura e per importi superiori a 77,47 €, deve essere applicata una marca da bollo da 2 € sulla fattura.
Ricordati che la marca da bollo, deve avere una data uguale o antecedente alla data di emissione della fattura.

Il reverse Charge

Con il termine Reverse Charge, si intende un sistema di inversione contabile che riguarda l’applicazione dell’IVA.
La sua applicazione, permette di effettuare l’inversione contabile della imposta sul valore aggiunto, direttamente sul destinatario della cessione del bene o della prestazione di servizio, invece che sul cedente.

Iva sugli acquisti intracomunitari

Per l’acquisto di merci da un fornitore residente in uno stato membro dell’Unione Europea, di regola si dovrebbe ricevere la fattura del fornitore, in Reverse Charge cioè con con l’assenza di Iva.
Nel regime forfettario, questo non dovrebbe accadere, perché l’obbligo del pagamento dell’Iva in Reverse Charge, scatta solamente dopo il superamento della soglia di 10.000€ di acquisti intracomunitari su due anni solari.

Quindi, fino a quando non viene superato questo limite, il fornitore emette fattura aggiungendo l’Iva del proprio paese come avviene in una vendita verso un soggetto privato.
Una volta superata la soglia di 10.000€ di acquisti intracomunitari, è obbligatoria l’iscrizione al VIES (il registro delle partite Iva comunitarie).
Difatti, oltre questa soglia, le fatture del fornitore saranno emesse senza Iva, applicando il Reverse Charge.

A questo punto l’Iva dovrà essere versata in Italia dall’acquirente tramite F24 entro il 16 del mese successivo alla data in cui è stata completata l’operazione.
In pratica, questa eccezione che riguarda il regime forfettario non è semplice da applicare.
I fornitori stranieri, non sempre conoscono questa procedura e spesso risulta difficile spiegare la normativa italiana sul regime forfettario.

In questi casi non rimane altro che ricevere la fattura in esenzione Iva anche se non è stato superato il limite dei 10.000€ di acquisti.

Un saluto dallo Staff

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