Aprire Partita IVA come commerciante nel 2026 significa avviare un’attività d’impresa e coordinare più adempimenti: codice ATECO 2025, Registro Imprese, INPS Commercianti, eventuale SUAP/SCIA, regime fiscale e gestione dei corrispettivi. Non esiste un solo codice ATECO “commercianti”: cambia in base a ciò che si vende e al modo in cui l’attività viene svolta.
Un negozio fisico, un e-commerce, un’attività all’ingrosso e una vendita specializzata possono avere procedure e codici differenti. Per questo è utile partire dall’attività reale e dai prodotti venduti, evitando di scegliere ATECO o regime fiscale in modo generico.
Quando serve la Partita IVA per un’attività commerciale
Quando l’acquisto e la rivendita di beni, o un’altra attività commerciale, vengono svolti in modo abituale e organizzato, la Partita IVA è necessaria. Non esiste una soglia generale di incassi sotto la quale un’attività commerciale stabile possa essere trattata come occasionale. La continuità, l’organizzazione e la presenza sul mercato contano più del primo fatturato realizzato.
Commerciante significa normalmente impresa individuale
Chi avvia da solo una piccola attività commerciale opera normalmente come impresa individuale, salvo la scelta di una forma societaria. Questo distingue il commerciante dal libero professionista: oltre all’apertura fiscale, l’attività deve essere iscritta al Registro Imprese e coordinata con gli altri enti attraverso la Comunicazione Unica.
La procedura telematica ComUnica del Registro Imprese consente di trasmettere gli adempimenti collegati all’avvio dell’impresa. In base all’attività possono aggiungersi pratiche comunali o autorizzazioni specifiche.
Codice ATECO 2025: non esiste un codice unico per i commercianti
Il codice ATECO deve descrivere i beni venduti e il tipo di commercio. ATECO 2025 ha reso ancora più importante individuare l’attività effettiva: per esempio, nell’e-commerce non si utilizza più un unico codice generico basato soltanto sul fatto che la vendita avvenga online.
| Tipo di attività | Cosa verificare |
|---|---|
| Negozio fisico al dettaglio | Prodotti venduti, ATECO specifico, SUAP/SCIA e requisiti del locale |
| E-commerce | ATECO legato ai prodotti, vendita online, SUAP e regole fiscali delle vendite |
| Commercio all’ingrosso | Categoria merceologica, attività principale e modalità di vendita |
| Attività miste | ATECO principale, eventuali codici secondari e prevalenza dei ricavi |
La classificazione ufficiale va controllata nei documenti ATECO dell’ISTAT. Per le vendite online è utile anche la guida sul codice ATECO e-commerce 2025.
Come aprire la Partita IVA come commerciante nel 2026
- definire esattamente prodotti, canali di vendita e attività secondarie;
- individuare il codice ATECO 2025 corretto;
- scegliere la forma dell’impresa e il regime fiscale;
- presentare la pratica tramite Comunicazione Unica;
- iscrivere l’impresa al Registro Imprese;
- aprire la posizione INPS Commercianti quando dovuta;
- presentare SCIA o altre pratiche al SUAP se richieste;
- verificare eventuali autorizzazioni di settore;
- impostare fatture, corrispettivi e conservazione dei documenti.
SUAP e SCIA: dipendono dall’attività commerciale
L’apertura della Partita IVA non sostituisce gli adempimenti amministrativi. Per molte attività commerciali occorre presentare una SCIA al SUAP del Comune competente o seguire una procedura specifica. Il portale nazionale Impresa in un giorno permette di individuare il SUAP e le pratiche collegate.
I requisiti possono cambiare in modo significativo: commercio alimentare, somministrazione, settori regolamentati e attività svolte in locali aperti al pubblico non vanno trattati come un semplice negozio generico.
INPS Commercianti 2026
Per il commerciante individuale l’iscrizione previdenziale è normalmente alla Gestione Commercianti INPS. Nel 2026 l’aliquota ordinaria è del 24,48% e la contribuzione prevede una quota minima collegata al minimale di reddito, oltre ai contributi sulla parte eccedente.
Per gli importi aggiornati è preferibile non duplicare qui tutte le scadenze: la guida sui contributi artigiani e commercianti 2026 riporta minimale, aliquote e calcolo; la pagina sui contributi fissi commercianti 2026 approfondisce la quota minima.
Regime forfettario per commercianti: quando è possibile
Un commerciante può applicare il regime forfettario se rispetta i requisiti previsti dalla legge e non ricade in una causa di esclusione. Il limite ordinario di ricavi dell’anno precedente è 85.000 euro; oltre 100.000 euro nell’anno opera la fuoriuscita immediata secondo le regole previste. L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%, oppure del 5% per le nuove attività che rispettano tutte le condizioni richieste.
Nel commercio al dettaglio e all’ingrosso il coefficiente di redditività è spesso del 40%, ma non va applicato automaticamente a qualunque attività definita “commerciale”: il coefficiente dipende dal gruppo ATECO. Il riferimento generale del regime resta la Legge 190/2014 e successive modifiche.
Attenzione ai regimi IVA speciali
Essere commercianti non significa poter scegliere sempre il forfettario. Alcune attività soggette a regimi IVA speciali devono essere verificate prima dell’apertura: è il caso, a seconda dell’attività concreta, di settori come tabacchi, editoria e vendita di determinati beni usati soggetti al regime del margine. Prima di indicare il forfettario in pratica bisogna quindi controllare il trattamento IVA della merce venduta.
Riduzione contributiva del 35% nel forfettario
Gli iscritti alle gestioni Artigiani e Commercianti che applicano il forfettario possono accedere, quando ne ricorrono le condizioni e viene effettuata la scelta prevista, al regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% della contribuzione. Non è corretto considerarla una riduzione automatica valida per chiunque apra una nuova Partita IVA.
Negozio fisico ed e-commerce: cosa cambia
Un negozio fisico e un’attività online possono vendere gli stessi prodotti ma avere adempimenti operativi differenti. Il negozio deve gestire locale, eventuali requisiti urbanistici e commerciali e corrispettivi; nell’e-commerce diventano centrali sito, condizioni di vendita, pagamenti, spedizioni e, per le vendite oltreconfine, le regole IVA applicabili.
Chi vende online può approfondire l’avvio nella guida su come aprire la Partita IVA per e-commerce.
Costi di acquisto della merce e forfettario
Per un commerciante la scelta del regime fiscale va valutata anche in base ai margini reali. Nel forfettario i normali costi di acquisto della merce non vengono dedotti analiticamente: il reddito fiscale deriva dal coefficiente previsto per l’attività. Un’attività con margini molto bassi o forti costi di magazzino non dovrebbe quindi scegliere il regime soltanto guardando alla semplicità amministrativa.
Fatture, corrispettivi e pagamenti
Dopo l’avvio occorre impostare correttamente fatturazione elettronica, corrispettivi e conservazione. Gli obblighi cambiano in base al tipo di vendita: negozio fisico, commercio elettronico diretto o indiretto e operazioni verso clienti esteri non devono essere gestiti automaticamente nello stesso modo.
Errori da evitare
- cercare un codice ATECO generico “commerciante” senza partire dai prodotti venduti;
- aprire solo la Partita IVA dimenticando Registro Imprese e ComUnica;
- ignorare SUAP, SCIA o autorizzazioni del settore;
- dare per scontato che il forfettario sia compatibile con ogni attività commerciale;
- non considerare i contributi minimi INPS nella previsione dei costi;
- confondere e-commerce e negozio fisico negli adempimenti;
- scegliere il forfettario senza valutare margine e costo della merce.
Domande frequenti
Esiste un codice ATECO unico per commercianti?
No. Il codice dipende dai prodotti venduti, dal tipo di commercio e dalle eventuali attività secondarie.
Un commerciante deve iscriversi alla Camera di Commercio?
L’attività commerciale esercitata come impresa individuale richiede l’iscrizione al Registro Imprese tramite la procedura prevista per l’avvio dell’impresa.
Il commerciante può essere forfettario?
Sì, se rispetta requisiti e limiti del regime e l’attività non rientra in una causa di esclusione, compresi i casi collegati a particolari regimi IVA speciali.
I contributi INPS si pagano anche con pochi ricavi?
La Gestione Commercianti prevede normalmente una contribuzione minima annuale, quindi il costo previdenziale va stimato anche quando l’attività è appena iniziata o produce ricavi ridotti.
In sintesi
Per aprire Partita IVA come commerciante nel 2026 bisogna coordinare attività effettiva, ATECO 2025, Registro Imprese, ComUnica, SUAP quando necessario, INPS Commercianti e regime fiscale. Il passaggio più importante è evitare automatismi: codice, coefficiente forfettario, autorizzazioni e trattamento IVA dipendono da ciò che viene realmente venduto e da come viene organizzata l’attività.
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