Con ATECO 2025 è cambiato un punto fondamentale per chi cerca il codice ATECO dell’e-commerce: il canale Internet non identifica più, da solo, una specifica attività di commercio al dettaglio. La classificazione guarda soprattutto a che cosa vendi, non al fatto che la vendita avvenga online.
ATECO 2025: e-commerce classificato per prodotto
Le note ufficiali ISTAT chiariscono che le attività di commercio al dettaglio non vengono più distinte in base al canale di vendita. Un negozio che vende gli stessi prodotti in sede fisica e sul web viene quindi classificato secondo la tipologia di beni commercializzati.
Attenzione ai vecchi codici e-commerce
Molti articoli online riportano ancora vecchi codici utilizzati per il commercio via Internet. Con la classificazione 2025 non bisogna copiarli automaticamente. Anche il gruppo 47.91 ha una funzione diversa rispetto al passato e riguarda attività di intermediazione per il commercio al dettaglio non specializzato, non il generico venditore online di prodotti propri.
Come individuare il codice
- identifica la categoria principale dei prodotti venduti;
- verifica il relativo codice di commercio al dettaglio ATECO 2025;
- se agisci come intermediario o marketplace, analizza invece i codici di intermediazione pertinenti;
- se vendi servizi o prodotti digitali, verifica la classificazione specifica dell’attività e non quella del semplice canale Internet;
- in presenza di più linee di business, valuta attività prevalente e codici secondari.
E-commerce e regime forfettario
Il codice corretto è importante anche per il coefficiente di redditività. Nel commercio al dettaglio il forfettario utilizza normalmente un coefficiente del 40%, ma attività di intermediazione, servizi digitali o altre prestazioni possono ricadere in gruppi differenti. La percentuale non va quindi attribuita solo perché il sito contiene un carrello.
Nel 2026 il regime forfettario resta disciplinato dall’articolo 1, commi 54-89, della legge 190/2014. La soglia ordinaria di ricavi o compensi è 85.000 euro; se nell’anno i ricavi o compensi superano 100.000 euro, la fuoriuscita dal regime opera nello stesso anno secondo le regole previste dalla legge. Prima di scegliere il regime vanno comunque verificate tutte le cause di esclusione applicabili al caso concreto.
Collegamenti del cluster
Per il quadro generale leggi e-commerce e regime forfettario. Per l’avvio trovi aprire Partita IVA per e-commerce, mentre gli esempi sono nella pagina calcolo tasse forfettario e-commerce. Se utilizzi un modello senza magazzino puoi approfondire anche Partita IVA e dropshipping.
In sintesi
Nel 2026 chiedere “qual è il codice ATECO per e-commerce?” senza specificare cosa viene venduto non è sufficiente. Con ATECO 2025 il codice del dettaglio dipende dal prodotto e dalla funzione economica svolta; il canale online non è più il criterio principale di classificazione.
Come verificare il codice prima di utilizzarlo
Il controllo del codice ATECO per E-commerce dovrebbe partire dalla descrizione ufficiale e dalle relative note di inclusione ed esclusione. Due attività commercialmente simili possono appartenere a categorie differenti se cambia la prestazione effettivamente resa. Per questo non è prudente copiare il codice utilizzato da un concorrente o da una vecchia guida senza verificare la classificazione vigente.
Quando vengono svolte più attività, occorre individuare quella principale e valutare se indicare una o più attività secondarie. La presenza di più codici non significa automaticamente applicare lo stesso coefficiente di redditività a tutti i ricavi: il trattamento fiscale deve restare coerente con la natura delle diverse attività esercitate.
ATECO, previdenza e autorizzazioni sono verifiche diverse
Il codice ATECO classifica l’attività economica, ma non determina da solo tutti gli altri obblighi. Iscrizione previdenziale, eventuale Registro Imprese, requisiti professionali, autorizzazioni o comunicazioni amministrative devono essere controllati separatamente. Un inquadramento corretto nasce quindi dall’insieme di questi elementi e non dalla sola scelta del codice.
Prima di utilizzare il codice in una pratica o in fattura è quindi utile verificare che la descrizione scelta rappresenti ancora l’attività prevalente prevista per l’anno. Se il modello di business cambia, ad esempio perché si aggiungono servizi, vendita di prodotti o una nuova modalità di intermediazione, anche la classificazione può dover essere aggiornata. La verifica periodica evita che un codice inizialmente corretto diventi poco rappresentativo dell’attività effettivamente esercitata.
ATECO 2025 e coefficiente forfettario nel 2026
ATECO 2025 è la classificazione utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025 e l’aggiornamento ISTAT 2026 non ne ha modificato struttura, livelli o descrizioni, ma soltanto le relazioni di corrispondenza. Sul piano fiscale occorre distinguere il codice dal coefficiente: fino all’approvazione dei nuovi coefficienti elaborati su ATECO 2025, il D.Lgs. 81/2025 prevede che il reddito forfettario continui a essere determinato con i coefficienti dell’Allegato 4 alla legge 190/2014, individuati attraverso il codice ATECO 2007 corrispondente.
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