Nel 2026 non esiste un unico codice ATECO “per e-commerce”. Con ATECO 2025 il commercio al dettaglio viene classificato soprattutto in base ai prodotti venduti e non al canale utilizzato: negozio fisico, sito web, marketplace o vendita per corrispondenza non determinano da soli il codice.
Per scegliere correttamente il codice ATECO di un e-commerce bisogna quindi partire da che cosa vendi, capire se vendi beni propri o fai intermediazione e verificare se svolgi una o più attività differenti. Per esempio, chi vende tè, oli, farine, pasta, uova o altri alimenti residuali della classe 47.27 deve verificare il codice ATECO 47.27.90, non un codice generico legato al canale online.
Qual è il codice ATECO per un e-commerce?
La risposta corretta è: dipende dai prodotti e dal modello di business.
ATECO 2025 non distingue più il commercio al dettaglio in base al canale di vendita. Lo stesso prodotto venduto in negozio e online viene normalmente classificato nella stessa attività di commercio al dettaglio.
ATECO 2025: cosa è cambiato per chi vende online
Con la nuova classificazione il criterio principale non è più “vendo su Internet”, ma la tipologia di beni venduti.
L’ISTAT chiarisce che il commercio al dettaglio via Internet deve essere classificato in base ai prodotti commercializzati.
Questo significa che due e-commerce possono avere codici diversi anche se utilizzano la stessa piattaforma e la stessa tecnologia. Per esempio, la vendita online di ortofrutta fresca può ricadere nel 47.21.01 per frutta e verdura fresca, mentre la vendita diretta online di automobili e autoveicoli leggeri può ricadere nel 47.81.10.
Il vecchio 47.91.10 non è più il codice generico dell’e-commerce
Uno degli errori più frequenti è continuare a utilizzare automaticamente il vecchio riferimento 47.91.10 come “codice e-commerce”.
Con ATECO 2025 il gruppo 47.9 è dedicato alle attività di servizi di intermediazione per il commercio al dettaglio. Il codice 47.91.10 riguarda attività di intermediazione nel commercio al dettaglio non specializzato di articoli di seconda mano, non il normale negozio online che acquista o produce beni e poi li rivende assumendone la proprietà.
Vendita diretta e intermediazione sono due cose diverse
La distinzione è fondamentale.
Vendita diretta: acquisti o produci il bene, ne assumi la proprietà e lo rivendi al cliente.
Intermediazione: faciliti la transazione tra compratore e venditore senza assumere la proprietà dei beni, ricevendo un compenso o una commissione.
I codici ATECO possono quindi cambiare radicalmente anche se entrambe le attività si svolgono online.
Come scegliere il codice ATECO del tuo e-commerce
Segui questo ordine:
- identifica i prodotti principali che vendi;
- verifica se ne assumi la proprietà;
- individua il relativo codice di commercio al dettaglio ATECO 2025;
- se fai intermediazione, verifica invece i codici del gruppo 47.9;
- se vendi servizi o prodotti digitali, controlla la classificazione specifica della prestazione;
- se svolgi attività diverse, valuta codice principale e codici secondari.
E-commerce di abbigliamento
Un negozio online che vende abbigliamento non deve scegliere un codice perché vende “su Internet”, ma il codice del commercio al dettaglio relativo ai prodotti di abbigliamento effettivamente commercializzati.
Se vende anche accessori o altre categorie, va verificato se l’attività prevalente rappresenta correttamente l’intero business o se servono codici secondari. Quando l’e-commerce è realmente non specializzato, vende almeno cinque classi di prodotti e abbigliamento/calzature rappresentano almeno il 35%, va verificato il codice ATECO 47.12.50.
E-commerce di elettronica
Lo stesso principio vale per elettronica, computer, smartphone, accessori e componenti.
Il codice dipende dalla categoria commerciale effettiva e non dal fatto che il negozio funzioni tramite Shopify, WooCommerce, Amazon o un sito proprietario.
E-commerce di cosmetici
Per cosmetici e profumeria il codice va cercato nella specifica attività di commercio al dettaglio della categoria.
Anche in questo caso il canale online non crea un codice autonomo.
E-commerce multiprodotto
Un e-commerce che vende categorie molto diverse richiede maggiore attenzione.
Bisogna individuare:
- attività prevalente;
- ricavi per categoria;
- eventuali codici secondari;
- coerenza tra catalogo e classificazione dichiarata.
La presenza di più codici ATECO è possibile quando riflette attività realmente svolte.
Marketplace e codice ATECO
Vendere su Amazon, Etsy, eBay o altri marketplace non determina automaticamente il codice.
Se sei il venditore dei beni, conta ciò che vendi. Se invece gestisci una piattaforma che mette in contatto venditori e acquirenti senza assumere la proprietà dei beni, la logica può essere quella dell’intermediazione.
Dropshipping e codice ATECO
Il dropshipping non ha un codice ATECO autonomo.
Se vendi al cliente finale e il fornitore spedisce soltanto la merce, la tua attività resta normalmente commercio al dettaglio dei prodotti venduti.
La guida su dropshipping e Partita IVA approfondisce anche fornitori UE/extra-UE, IVA e margini.
Prodotti digitali: attenzione, non è sempre commercio al dettaglio
Se vendi software, file, servizi online, accessi, consulenze o altri contenuti digitali, non devi partire automaticamente dai codici del commercio al dettaglio.
La classificazione può ricadere in attività di servizi, editoria, software, formazione o altre categorie in base alla prestazione effettivamente resa.
Codice principale e codici secondari
Quando un’impresa svolge più attività, normalmente viene individuata un’attività principale e possono essere dichiarate attività secondarie.
Il codice principale dovrebbe rappresentare l’attività economicamente prevalente.
Se il modello cambia nel tempo, ad esempio aggiungendo consulenza, servizi digitali o nuove linee di prodotto, la classificazione può dover essere aggiornata.
Come verificare il codice prima di aprire
Prima di utilizzare un codice ATECO conviene controllare:
- titolo ufficiale;
- note esplicative;
- attività incluse;
- attività escluse;
- eventuali codici alternativi;
- coerenza con il modello operativo reale.
Il Navigatore ATECO dell’ISTAT e le note esplicative sono le fonti primarie da utilizzare.
ATECO 2025 e aggiornamento 2026
ATECO 2025 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ed è stata adottata operativamente dal 1° aprile 2025.
L’aggiornamento pubblicato dall’ISTAT nel luglio 2026 non ha modificato struttura, livelli o descrizioni della classificazione: ha aggiornato le relazioni di corrispondenza tra ATECO 2025 e ATECO 2022.
Codice ATECO e regime forfettario
Il codice ATECO è importante anche per il regime forfettario perché serve a individuare il coefficiente di redditività applicabile.
Per molte attività di commercio il coefficiente storico è del 40%, ma non bisogna attribuirlo automaticamente a qualsiasi attività online.
Coefficienti forfettari: regola transitoria nel 2026
Il D.Lgs. 81/2025 ha previsto che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti elaborati sulla base di ATECO 2025, i contribuenti forfettari continuino a determinare il reddito imponibile utilizzando i coefficienti dell’Allegato 4 alla legge 190/2014, individuati tramite il codice ATECO 2007 corrispondente all’attività esercitata.
Quindi nel 2026 bisogna distinguere tra:
- codice ATECO amministrativo vigente;
- coefficiente di redditività fiscale applicabile nella fase transitoria.
Codice ATECO, INPS e Registro Imprese
Il codice ATECO non decide da solo tutti gli altri adempimenti.
Per un e-commerce commerciale bisogna verificare separatamente:
- Registro Imprese;
- Gestione Commercianti INPS;
- Comunicazione Unica;
- eventuale SCIA;
- requisiti specifici dei prodotti venduti.
Il codice ATECO influisce sulle autorizzazioni?
Il codice descrive l’attività economica, ma autorizzazioni e requisiti dipendono dalla normativa del settore.
Vendere alimenti, cosmetici, prodotti sanitari o altre categorie regolamentate può richiedere verifiche ulteriori rispetto alla semplice classificazione ATECO.
Cosa succede se scegli un codice sbagliato
Un codice non coerente può creare problemi nella gestione amministrativa, previdenziale e fiscale.
Può inoltre rendere meno chiari:
- attività prevalente;
- coefficiente forfettario;
- posizione INPS;
- adempimenti camerali;
- eventuali autorizzazioni.
Per questo il codice non va scelto copiando quello di un concorrente.
Quando aggiornare il codice ATECO
La classificazione va rivista quando cambia in modo significativo l’attività svolta.
Esempi:
- passaggio da vendita di beni a intermediazione;
- introduzione di una nuova categoria prevalente;
- aggiunta di servizi digitali;
- cessazione di una linea di business;
- cambio sostanziale del modello operativo.
E-commerce e forfettario: il codice non basta
Anche con il codice corretto bisogna verificare se il regime forfettario è conveniente.
Un e-commerce può avere costi elevati per merce, pubblicità, spedizioni, resi e commissioni. Questi costi non vengono normalmente dedotti analiticamente nel forfettario.
Per il quadro generale puoi leggere e-commerce e regime forfettario.
Errori frequenti
- usare automaticamente il vecchio 47.91.10;
- scegliere il codice in base alla piattaforma;
- ignorare la tipologia dei prodotti;
- confondere vendita diretta e intermediazione;
- usare codici del commercio per servizi digitali;
- non dichiarare attività secondarie rilevanti;
- confondere codice ATECO e coefficiente forfettario;
- non aggiornare la classificazione quando cambia il business.
Checklist per scegliere il codice corretto
- Scrivi quali prodotti o servizi vendi.
- Indica quali generano più ricavi.
- Verifica se assumi la proprietà dei beni.
- Controlla la classificazione ATECO 2025.
- Leggi note di inclusione ed esclusione.
- Individua attività principale e secondarie.
- Verifica il coefficiente forfettario applicabile.
- Controlla INPS, Registro Imprese e SCIA.
- Rivedi il codice se cambia il modello di business.
Fonti ufficiali
- ISTAT — ATECO 2025 e aggiornamenti
- ISTAT — note esplicative ATECO 2025
- ISTAT — aggiornamento 2026 delle corrispondenze
- Normattiva — D.Lgs. 81/2025 sui coefficienti forfettari
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO per vendere online?
Non esiste un codice unico: con ATECO 2025 il commercio al dettaglio viene classificato principalmente in base ai prodotti venduti.
Il codice 47.91.10 è ancora quello dell’e-commerce?
No. In ATECO 2025 il 47.91.10 riguarda una specifica attività di intermediazione nel commercio al dettaglio di articoli di seconda mano.
Shopify o Amazon cambiano il codice ATECO?
No. La piattaforma non determina da sola il codice: conta l’attività economica effettivamente svolta.
Posso avere più codici ATECO per un e-commerce?
Sì, se svolgi realmente più attività differenti. Va individuata quella principale e, quando necessario, le attività secondarie.
Il codice ATECO determina il coefficiente del forfettario?
Serve per individuare il coefficiente applicabile, ma nel 2026 resta in vigore la disciplina transitoria prevista dal D.Lgs. 81/2025 fino all’approvazione dei nuovi coefficienti basati su ATECO 2025.
Richiedi informazioni sui nostri servizi di apertura, contabilità e gestione fiscale della Partita IVA.
- Apertura della Partita IVA
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
Caterina
Servizio clienti