Per aprire la Partita IVA come consulente del lavoro nel 2026 non basta scegliere un codice ATECO. La professione è regolamentata: occorrono abilitazione e iscrizione all’Albo, poi si apre la posizione fiscale con ATECO 69.20.04 e si gestisce la previdenza presso ENPACL.
Prima dell’apertura: abilitazione e iscrizione all’Albo
La professione è disciplinata dalla legge 12/1979. Il Ministero del Lavoro richiama la sessione annuale dell’esame di abilitazione. La Partita IVA non sostituisce questi requisiti: prima di iniziare l’attività professionale bisogna verificare l’iscrizione all’Albo provinciale competente.
Codice ATECO 69.20.04
ATECO 2025 individua il codice 69.20.04 – Attività di consulenti del lavoro. Le note ISTAT distinguono questa attività dalle altre professioni contabili e dalla consulenza gestionale generale. Il vecchio 69.20.30 non è il codice da utilizzare nelle nuove aperture del 2026.
Apertura fiscale con modello AA9/12
Il professionista individuale apre la Partita IVA comunicando all’Agenzia delle Entrate i dati dell’attività e il codice ATECO. La decorrenza deve essere coerente con l’effettivo inizio dell’attività. Se si opera tramite studio associato o società tra professionisti, la procedura e gli adempimenti cambiano e vanno impostati sulla forma giuridica scelta.
Iscrizione ENPACL
La previdenza professionale è ENPACL. Non va aperta automaticamente una posizione in Gestione Separata INPS per l’attività tipica di consulente del lavoro. L’ENPACL gestisce contributo soggettivo, integrativo, maternità e comunicazione annuale del reddito professionale e del volume d’affari.
Contributi ENPACL 2026 da mettere a budget
Nel 2026 il contributo soggettivo ordinario è il 12% del reddito professionale dell’anno precedente, con minimo soggettivo di 2.620 euro; il contributo integrativo è il 4% sul volume d’affari professionale, con minimo di 380 euro. È previsto anche il contributo di maternità. Per alcuni neo iscritti under 35 può essere disponibile la misura soggettiva ridotta al 6% secondo il regolamento dell’Ente.
Regime forfettario: coefficiente 78%
Se ricorrono i requisiti, il consulente del lavoro può adottare il regime forfettario. Il coefficiente di redditività è del 78%: con 30.000 euro di compensi incassati, il reddito lordo forfettario è 23.400 euro. I costi reali non sono dedotti analiticamente.
Fatturazione elettronica e contributo integrativo
Il professionista emette fattura elettronica e applica il contributo integrativo ENPACL del 4% nei casi previsti. Il trattamento fiscale della maggiorazione e la corretta compilazione della fattura devono essere impostati coerentemente con il regime applicato. Nel forfettario non si addebita l’IVA ordinaria sulle prestazioni che rientrano nel regime, salvo operazioni con regole particolari.
PEC, domicilio digitale e organizzazione dello studio
Chi esercita una professione ordinistica deve gestire domicilio digitale, comunicazioni con Ordine ed Ente previdenziale, firma digitale e accessi ai portali necessari. Se lo studio utilizza dipendenti, collaboratori o software gestionali, conviene definire fin dall’inizio ruoli, deleghe, privacy, sicurezza informatica e conservazione documentale.
Formazione, docenza e consulenza HR
Una parte dell’attività può riguardare formazione su paghe, contributi, costo del personale e gestione dei rapporti di lavoro. Se la docenza è accessoria a incarichi professionali può restare collegata all’attività principale; se diventa un’attività autonoma, stabile e commercializzata separatamente, bisogna verificare l’opportunità di aggiungere un codice specifico.
Quando valutare un secondo codice ATECO
Un secondo codice può diventare rilevante se il professionista svolge stabilmente servizi distinti come formazione, consulenza gestionale generale o attività non comprese nell’area tipica del consulente del lavoro. La scelta non va fatta per descrivere ogni singola prestazione accessoria, ma per rappresentare attività autonome e abituali.
Checklist prima della prima fattura
- abilitazione e iscrizione all’Albo;
- ATECO 69.20.04;
- apertura della Partita IVA;
- iscrizione e posizione ENPACL;
- scelta del regime fiscale;
- fatturazione elettronica;
- PEC e firma digitale;
- polizza professionale e privacy;
- verifica di eventuali attività secondarie.
Studio individuale, associazione professionale o STP
Prima dell’apertura conviene decidere se lavorare come professionista individuale, entrare in uno studio associato o costituire una società tra professionisti. Il regime forfettario riguarda la persona fisica e non si applica automaticamente alla struttura associata o societaria. La scelta influenza fatturazione, responsabilità, previdenza e gestione dei costi.
Protezione dei dati nello studio paghe
Lo studio tratta dati particolarmente delicati su lavoratori, retribuzioni, assenze, malattie, provvedimenti disciplinari e rapporti contrattuali. Prima di iniziare è quindi necessario impostare correttamente incarichi, autorizzazioni, accessi ai gestionali, backup, conservazione documentale e rapporti con eventuali fornitori cloud. Il tema privacy non è un adempimento separato dalla pratica quotidiana: incide direttamente sul modo in cui viene organizzato lo studio.
Polizza professionale e continuità operativa
Errori nei cedolini, scadenze o adempimenti possono produrre conseguenze economiche per il cliente. È quindi utile verificare copertura assicurativa, procedure di controllo, sostituzione in caso di assenza e sistemi di alert sulle scadenze. Un’apertura corretta non riguarda soltanto il modello fiscale, ma la capacità dello studio di lavorare in modo continuativo e documentato.
Separare subito conto professionale e riserve fiscali
Fin dall’avvio è utile separare la liquidità destinata allo studio da quella necessaria per imposta sostitutiva, contributi ENPACL e acconti. Il primo anno può sembrare leggero perché parte della contribuzione segue il reddito dell’anno precedente, ma negli anni successivi i versamenti si sovrappongono. Un semplice sistema di accantonamento mensile riduce il rischio di tensioni di cassa.
Guide collegate
Approfondisci il regime forfettario del consulente del lavoro, il codice ATECO 69.20.04, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per consulente del lavoro.
Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.