Per aprire la Partita IVA come CRM consultant nel 2026 bisogna partire dai servizi realmente offerti. Il CRM consultant può occuparsi di raccolta requisiti, scelta della piattaforma, configurazione, migrazione dati, integrazioni, automazioni, formazione utenti e supporto ai processi commerciali. Quando il cuore dell’incarico è la consulenza tecnica su software e sistemi, il riferimento ATECO 2025 da valutare è normalmente 62.20.10 – Attività di consulenza informatica.
Prima dell’apertura: definire cosa venderai
La prima attività utile è scrivere un elenco dei deliverable che verranno fatturati: assessment dei processi, analisi dei requisiti, configurazione del CRM, definizione di pipeline e oggetti, migrazione dati, integrazione con ERP o strumenti marketing, dashboard, formazione, supporto al go-live e assistenza post-progetto. Questo elenco serve a scegliere il codice ATECO, il regime fiscale e l’inquadramento previdenziale in modo coerente.
ATECO 62.20.10 per il CRM consultant tecnico
Le note ISTAT ATECO 2025 comprendono nel 62.20.10 la consulenza su software e sistemi informatici, la progettazione di sistemi integrati e la consulenza sui requisiti software. È quindi coerente quando il professionista progetta e accompagna l’implementazione di una soluzione CRM senza svolgere prevalentemente attività di sviluppo software come prodotto autonomo.
Consulenza commerciale e 70.20.09
Se l’attività è soprattutto consulenza su organizzazione delle vendite, processi commerciali, KPI, customer journey e gestione del team, mentre il CRM è soltanto uno strumento operativo, può essere più coerente un codice di consulenza gestionale come 70.20.09. Non è il nome del software usato a decidere l’ATECO, ma il contenuto economico dell’incarico.
Quando serve verificare 62.10.00
Se il professionista sviluppa prevalentemente componenti software, applicazioni, plugin, integrazioni personalizzate o codice destinato al cliente, va verificato 62.10.00 – Attività di programmazione informatica. Un progetto CRM può comprendere sviluppo accessorio senza cambiare automaticamente codice; la valutazione cambia quando la programmazione diventa la prestazione principale.
Modello AA9/12 e apertura come libero professionista
Il CRM consultant persona fisica che opera come libero professionista apre normalmente la Partita IVA con il modello AA9/12, indicando data di inizio, codice ATECO e regime fiscale. Se l’attività assume una vera organizzazione imprenditoriale o comprende vendita abituale di licenze o servizi, il percorso amministrativo può cambiare e va verificata anche l’eventuale iscrizione al Registro delle Imprese.
Regime forfettario nel 2026
Se sono rispettati i requisiti e non ricorrono cause ostative, il CRM consultant può applicare il regime forfettario. Con ATECO 62.20.10 il coefficiente di redditività di riferimento è 67%. L’imposta sostitutiva è normalmente del 15% e può essere del 5% nel periodo agevolato iniziale quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Gestione Separata INPS
Per il libero professionista senza una cassa previdenziale propria il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. Nel 2026 la Circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i professionisti non pensionati e non assicurati presso altra forma obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati.
Fatturazione elettronica e descrizione delle prestazioni
Dopo l’apertura bisogna impostare fatturazione elettronica, eventuale bollo e conservazione. È utile che la descrizione delle prestazioni distingua attività come “analisi requisiti CRM”, “configurazione e setup”, “consulenza integrazione”, “migrazione dati” o “formazione utenti”, evitando formule troppo generiche che rendono difficile verificare la coerenza dell’inquadramento.
Clienti esteri e progetti internazionali
Il CRM consultant può lavorare con aziende UE o extra-UE. In questi casi il regime forfettario non sostituisce le regole sulla territorialità IVA. Vanno verificati natura del cliente, Paese, eventuale VIES, reverse charge e corretta qualificazione della prestazione. Anche i pagamenti ricevuti tramite piattaforme estere devono essere riconciliati con le fatture emesse.
Privacy, GDPR e accessi ai dati del CRM
Un progetto CRM comporta spesso accesso a dati di clienti, prospect, dipendenti e contatti commerciali. Prima di iniziare è utile chiarire nel contratto chi autorizza gli accessi, quali ambienti possono essere utilizzati, come vengono gestite credenziali, esportazioni e copie di test e quali obblighi privacy ricadono sul consulente. In base al servizio concreto può essere necessario formalizzare istruzioni sul trattamento dei dati e misure di sicurezza coerenti con il GDPR. Questi aspetti non cambiano da soli il codice ATECO, ma incidono sulla corretta organizzazione professionale e sulle responsabilità dell’incarico.
Certificazioni Salesforce, HubSpot e Microsoft
Le certificazioni dei vendor possono aumentare la credibilità professionale e sono spesso richieste dai partner, ma non costituiscono di per sé un requisito fiscale per aprire la Partita IVA. Nel forfettario i costi di esami, corsi, rinnovi e ambienti demo non vengono dedotti analiticamente: rientrano nella struttura economica che va confrontata con il coefficiente del 67%.
Referral, commissioni e vendita di licenze
Alcuni programmi partner riconoscono commissioni per segnalazioni, rivendita o rinnovo di licenze. Se questi ricavi sono occasionali e accessori al progetto vanno comunque documentati correttamente; se diventano una linea stabile di attività, possono richiedere un inquadramento distinto dalla pura consulenza. Prima dell’apertura conviene quindi decidere se il modello di business sarà soltanto professionale oppure comprenderà anche ricavi commerciali legati ai software.
Contratti a progetto e retainer
Gli incarichi possono essere a progetto, a giornata, per milestone o con canone mensile di supporto. È importante definire scope, numero di ambienti, responsabilità sui dati, attività incluse e richieste extra. Nei retainer continuativi conviene distinguere chiaramente il supporto consulenziale dalla gestione operativa permanente del sistema, perché quest’ultima può richiedere un diverso inquadramento.
Checklist prima della prima fattura
- definire i servizi CRM prevalenti;
- verificare 62.20.10 o altro codice più coerente;
- scegliere il regime fiscale;
- aprire la Gestione Separata quando dovuta;
- impostare fatturazione elettronica e bollo;
- predisporre contratto e gestione dei dati;
- verificare eventuali clienti esteri;
- stimare costi reali, certificazioni e licenze;
- monitorare compensi e soglie del forfettario.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario CRM consultant, il codice ATECO CRM consultant, il calcolo tasse e la pagina sul commercialista per CRM consultant.
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