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Aprire Partita IVA agronomo e forestale: ATECO, Ordine ed EPAP

Aggiornato il 21 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Aprire Partita IVA agronomo e forestale: ATECO, Ordine ed EPAP

Per aprire la Partita IVA come agronomo o dottore forestale bisogna distinguere il percorso professionale dall’apertura fiscale. La professione è regolamentata: occorrono titolo idoneo, abilitazione quando prevista e iscrizione all’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali. Per la consulenza agraria svolta da agronomi il codice ATECO 2025 specifico è 74.99.11; la previdenza del libero professionista iscritto all’Albo fa capo, in via generale, all’EPAP.

La scelta del codice dipende però dal servizio realmente svolto. La consulenza professionale, la pianificazione e le perizie non vanno confuse con l’esecuzione diretta di attività agricole o forestali organizzate come impresa.

Prima della Partita IVA: abilitazione e iscrizione all’Ordine

Il CONAF distingue la Sezione A, cui appartengono Dottori Agronomi e Dottori Forestali, dalla Sezione B, che comprende tra gli altri Agronomi e Forestali iunior.

Prima dell’apertura fiscale va quindi verificato il titolo professionale con cui si opererà, il superamento dell’esame di Stato quando richiesto e la corretta iscrizione all’Ordine territoriale. La Partita IVA non sostituisce questi requisiti.

Definire i servizi prima di scegliere il codice ATECO

È utile preparare un elenco concreto delle prestazioni che saranno fatturate: consulenza agronomica, piani colturali, stime e perizie, progettazione rurale, gestione e pianificazione agro-forestale, valutazioni ambientali, pratiche per finanziamenti agricoli, direzione tecnica o altri incarichi.

Questo passaggio serve a capire se si tratta di libera professione tecnica oppure di attività operative e imprenditoriali che richiedono un inquadramento diverso.

ATECO 74.99.11: il codice ufficiale per la consulenza agraria dell’agronomo

La struttura ufficiale ATECO 2025 di ISTAT indica il codice 74.99.11 – Attività di consulenza agraria fornite da agronomi. È il riferimento da utilizzare quando l’attività principale consiste nella consulenza agronomica professionale.

Online si trovano ancora indicazioni diverse, compreso il codice 74.90.11. Per una nuova apertura conviene però partire dalla classificazione ISTAT vigente e verificare la posizione fiscale effettivamente attribuita, senza copiare codici da guide non aggiornate.

Agronomo e forestale: quando il 74.99.11 può non bastare

Il 74.99.11 identifica espressamente la consulenza agraria fornita da agronomi. Per il dottore forestale occorre guardare alla prestazione concreta: consulenza tecnica, pianificazione e attività professionali possono essere ricondotte alla consulenza quando coerenti con l’incarico, mentre l’esecuzione diretta di lavori forestali può richiedere codici della divisione 02.

La pagina sul codice ATECO per agronomi e forestali approfondisce proprio la distinzione tra consulenza professionale e attività operative.

Attività forestali operative: 02.10.00, 02.20.00 e 02.40.00

Se il professionista organizza ed esegue direttamente attività di silvicoltura, utilizzazione di aree forestali o servizi operativi per la silvicoltura, possono entrare in gioco codici come 02.10.00, 02.20.00 e 02.40.00.

La differenza non è formale: redigere un piano forestale o dirigere tecnicamente un intervento è cosa diversa dall’eseguire materialmente l’attività come impresa. Forma organizzativa, previdenza e adempimenti possono cambiare.

Apertura fiscale del professionista individuale

Il libero professionista apre la Partita IVA comunicando all’Agenzia delle Entrate data di inizio, domicilio fiscale, attività svolta e codice ATECO. Vanno inoltre scelti il regime fiscale e le modalità di fatturazione.

Se l’attività viene svolta in forma associata o tramite società tra professionisti, l’inquadramento va valutato separatamente: non coincide con la semplice posizione individuale.

Quando scatta l’iscrizione EPAP

L’EPAP prevede l’obbligo di iscrizione per i Dottori Agronomi e Dottori Forestali iscritti all’Albo che conseguono reddito dall’attività libero-professionale, anche se l’attività è occasionale o saltuaria e anche in presenza di lavoro dipendente.

L’iscrizione all’Albo, da sola, non fa scattare l’obbligo EPAP se non viene esercitata attività libero-professionale. L’Ente indica come momento rilevante l’emissione del primo documento fiscale e prevede l’invio della domanda entro 60 giorni.

EPAP e lavoro dipendente

Essere contemporaneamente lavoratore dipendente non esclude automaticamente l’iscrizione EPAP quando si esercita anche la libera professione. L’Ente prevede espressamente l’obbligo anche in presenza di altra occupazione, salvo le particolari opzioni previste per chi è già iscritto a determinate Casse professionali.

Dal lato fiscale va inoltre verificata l’eventuale causa ostativa del regime forfettario collegata ai redditi da lavoro dipendente e assimilati.

Contributi EPAP: 10%, 0,2% e 4%

La contribuzione obbligatoria EPAP comprende un contributo soggettivo del 10% sul reddito netto professionale, un contributo di solidarietà dello 0,2%, un contributo integrativo del 4% sul volume d’affari e il contributo di maternità determinato annualmente dall’Ente.

Per il 2026 EPAP indica, tra i minimi, 739 euro di contributo soggettivo, 15 euro di solidarietà e 295 euro di integrativo; il reddito imponibile massimo riportato dall’Ente è 122.295 euro.

Neo-iscritti under 30: riduzione dei minimi

EPAP consente ai nuovi iscritti con meno di 30 anni, quando sono dovuti soltanto i contributi minimi, una riduzione del 70% dei minimi per i primi tre anni di iscrizione.

Se invece la contribuzione calcolata sul reddito supera i minimi, si applicano integralmente il 10% soggettivo, lo 0,2% di solidarietà e il 4% integrativo. Questa agevolazione previdenziale è distinta dall’eventuale imposta sostitutiva al 5% del forfettario.

Regime forfettario e coefficiente del 78%

Per l’attività professionale con coefficiente del 78%, 30.000 euro di compensi producono un reddito forfettario lordo di 23.400 euro.

Carburante, sopralluoghi, strumenti, software GIS, assicurazione, formazione, studio e attrezzature non vengono dedotti singolarmente nel forfettario. Per questo la convenienza va confrontata con i costi reali, soprattutto per chi svolge molta attività sul territorio.

Fatturazione e contributo integrativo EPAP

Le fatture devono riportare correttamente i dati professionali e la componente previdenziale prevista dall’EPAP quando applicabile. Il contributo integrativo del 4% segue le regole dell’Ente e va tenuto distinto dal contributo soggettivo.

La descrizione della prestazione dovrebbe essere coerente con l’incarico effettivo: consulenza agronomica, perizia, progettazione, direzione tecnica o altra attività professionale.

PEC, firma digitale e assicurazione professionale

Perizie, progettazioni, direzione di lavori e incarichi verso enti o imprese richiedono una gestione ordinata della documentazione. PEC, firma digitale, conservazione delle pratiche e assicurazione professionale sono elementi essenziali dell’organizzazione dello studio.

Sopralluoghi e costi reali: attenzione alla convenienza

Un agronomo o forestale può sostenere spese rilevanti per auto, trasferte, strumentazione, rilievi, software tecnici, droni, assicurazione e collaborazioni. Con il forfettario queste spese non vengono dedotte analiticamente.

Se i costi reali diventano molto superiori alla quota presunta del 22%, è opportuno confrontare il regime forfettario con quello ordinario prima di confermare la scelta per gli anni successivi.

Attività agricola propria e libera professione

Chi, oltre alla professione, gestisce anche un’azienda agricola deve tenere distinti i due piani. L’attività professionale di consulenza non coincide con la produzione agricola propria e può richiedere codici, previdenza e contabilità differenti.

Più attività e secondo codice ATECO

Un secondo codice può essere necessario quando esiste una seconda attività autonoma e abituale, per esempio servizi forestali operativi o altra attività tecnica distinta. Non serve invece aggiungere un codice per ogni variante dello stesso incarico professionale.

Scadenze EPAP: cosa impostare fin dall’inizio

EPAP prevede un calendario contributivo con primo acconto, secondo acconto e saldo. La pagina ufficiale dell’Ente indica come scadenze ordinarie il 5 aprile per il primo acconto, il 5 agosto per il secondo e il 15 novembre per il saldo dell’anno precedente insieme al contributo di maternità.

Per il professionista appena avviato è utile costruire da subito un accantonamento periodico, perché il calendario previdenziale non coincide necessariamente con quello fiscale e negli anni successivi possono sovrapporsi più versamenti.

Dichiarazione reddituale EPAP

EPAP richiede la dichiarazione del reddito professionale e del volume d’affari tramite il proprio modello reddituale. L’Ente indica il 31 luglio come scadenza ordinaria per la presentazione del modello.

Una contabilità interna ordinata facilita questo adempimento: compensi professionali, eventuali attività secondarie e volume d’affari devono poter essere ricostruiti senza attendere la scadenza annuale.

Contributi minimi EPAP 2026

Per il 2026 EPAP pubblica un reddito netto minimo di riferimento pari a 7.387 euro, un contributo soggettivo minimo di 739 euro, un contributo di solidarietà minimo di 15 euro e un contributo integrativo minimo di 295 euro. Il reddito imponibile massimo indicato è 122.295 euro.

I minimi non sostituiscono le percentuali ordinarie quando il reddito o il volume d’affari generano contributi superiori. Per questo la posizione va simulata sulla base dei dati reali e non soltanto sui minimi iniziali.

Primi 90 giorni: controlli da non rimandare

  • verificare che ATECO, Albo e fatture siano coerenti;
  • inviare l’iscrizione EPAP nei termini previsti;
  • attivare PEC, firma e strumenti di fatturazione;
  • distinguere consulenza professionale da eventuali attività operative;
  • impostare l’accantonamento per contributi e imposta;
  • controllare i costi reali di trasferte, strumenti e software;
  • verificare eventuali incompatibilità con lavoro dipendente o pubblico impiego.

Checklist prima della prima fattura

  • verificare titolo, sezione e iscrizione all’Ordine;
  • definire i servizi professionali effettivamente offerti;
  • confermare ATECO 74.99.11 o eventuali codici ulteriori;
  • distinguere consulenza forestale da attività operative 02.xx;
  • aprire la Partita IVA con il regime corretto;
  • verificare l’obbligo EPAP e rispettare il termine di iscrizione;
  • predisporre fatturazione elettronica e contributo integrativo;
  • verificare assicurazione, PEC e firma digitale;
  • accantonare liquidità per EPAP e imposte;
  • controllare costi reali e soglie del forfettario durante l’anno.

Una verifica annuale di ATECO, previdenza e costi reali aiuta inoltre a mantenere coerente la posizione quando cambiano incarichi, attività forestali o modalità organizzative dello studio.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO dell’agronomo?

ATECO 2025 prevede il 74.99.11 – Attività di consulenza agraria fornite da agronomi.

Il dottore forestale usa sempre 74.99.11?

Non automaticamente. Va verificata l’attività concreta: consulenza e pianificazione professionale vanno distinte dall’esecuzione diretta di attività forestali operative.

Quando ci si iscrive all’EPAP?

Quando l’iscritto all’Albo inizia a conseguire reddito dalla libera professione. EPAP indica il primo documento fiscale come momento rilevante e prevede l’invio della domanda entro 60 giorni.

Un agronomo dipendente deve iscriversi all’EPAP se fa anche libera professione?

In via generale sì: EPAP prevede l’obbligo anche per chi esercita la libera professione contemporaneamente a lavoro dipendente, salvo specifiche eccezioni previste dall’Ente.

Quali sono le aliquote EPAP?

Il sistema prevede 10% di contributo soggettivo, 0,2% di solidarietà, 4% integrativo e il contributo di maternità determinato annualmente.

Approfondisci anche il regime forfettario per agronomi e forestali, il codice ATECO, il calcolo di tasse e contributi EPAP e la pagina sul commercialista per agronomi e forestali.

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